CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MOBILITA’ E IMPREVEDIBILITA’ DELLE PUNTE CONTRO LA FRENESIA DEL CALCIO MODERNO. TUTTI GIU’ PER TERRA…

(Gianni Barone) – Dopo le ultime della classe il PARMA ha provato ad atterrare, riuscendoci, anche una delle sette (otto) sorelle, che in questo primo scorcio di torneo, si sono affacciate nelle parte alta della classifica. Lo ha fatto con il solito copione: far sfogare, nel primo tempo, l’avversario, di solito abbastanza, e a volte, molto frenetico, per poi colpirlo nel secondo tempo, com’è successo col Gubbio e Forlì, o nel finale come a Fano, il tutto condito da fischi, nel finale o a metà (video sotto dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913), e con il solito seguito di commenti o critiche, fate voi, legato alla vittoria ottenuta senza aver sfoderato il tanto agognato bel gioco, che tarda a materializzarsi nelle prestazioni della squadra.

Come lo stesso Apolloni, a più riprese, sottolinea, quando afferma “Il Parma è in crescita e chiaramente preferirei che giocasse anche bene”, è un desiderio che accomuna tutti quello del veder giocar bene però, stando sempre alle dichiarazioni del tecnico, il quale aggiungendo “… dobbiamo essere meno frenetici nelle giocate, a volte ci lasciamo condizionare dall’avversario” introduce una sorta riflessione sulla smania (ansia) di giocare per vincere, anche sulla scorta delle affermazioni del capitano Lucarelli che ribadisce “la frenesia di fare risultato e l’obbligo di vincere ci fa essere, a volte, un po’ confusionari e frenetici”. E tre, il termine frenesia ricorre nelle parole dei protagonisti ed è sinonimo di ansietà, brama, impazienza tutto il contrario di quella calma, di quella tranquillità e di quella compostezza che dovrebbero essere presenti in ogni partita per produrre gioco, occasioni e risultati. Al momento la frenesia la fa da padrone, ma non sono nel PARMA: abbiamo assistito a primi tempi frenetici anche da parte di alcune avversarie dei crociati, vedi Podenone, Forlì, Fano, Samb, e ultimo il Gubbio, anche il MANTOVA, nel finale, si è fatto prendere dalla frenesia nell’ansia di dover pareggiare. Invece di raccontare storie, come fanno in molti, Apolloni e Lucarelli hanno cercato di dare il nome alle cose, un po’ come faceva Carlo Emilio GADDA nei suoi romanzi più famosi “La cognizione del dolore” e “Quer pasticciaccio bruto de via Merulana”. Nominare le cose, non per cercare alibi, atteggiamento tipico dei perdenti, ma rendere meglio l’idea del momento che sta attraversando la squadra vincente, ma alla ricerca del gioco, non perduto, forse mai avuto. Ma lo ribadiamo, vi sono tanti modi per vincere, alcuni lo fanno col gioco altri con la forza della grande squadra che riesce a reagire.

pagelleE come si fa dare torto, e soprattutto come si fa a dare cinque mezze insufficienze ai giocatori nelle pagelle? E si fa visto che con i 5,5 non si boccia e non si promuove nessuno anche se poi un titolo dello stesso giornale afferma il contrario. Il coraggio di dare dei 3 in pagella, a Parma, a giocatori famosi e presenti al momento, lo hanno avuto in pochi (quorum ego una trentinaesame-superato d’anni fa con Oscar Damiani, venuto a svernare nella food valley…): è più facile criticare dopo, quando le cose sono avvenute, o quando i protagonisti sono lontani o hanno già subito una gogna mediatica (Ghirardi & Leonardi, ad esempio, o Calisto…), ma è tutto un altro discorso, questo, che esula dalla nostra analisi che ci spinge a dire che non so se il PARMA sia riuscito a trovare la coppia di attaccanti giusta solo perché entrambi (Calaiò e Nocciolini) hanno segnato e sono stati protagonisti di una prova più che buona, forse coppia-nocciolini-calaioin certe partite altri potrebbero risultare più funzionali. La fortuna (che poi non è piovuta dal cielo, ma del frutto del lavoro svolto da chi li scambia per ciocolatè) del PARMA è quella di avere una rosa ricca soprattutto in attacco in modo da esibire al cospetto di avversari che sanno tutto del PARMA, uno schema di gioco che sia inatteso e improvviso. Il famoso quinto principio di gioco in fase di possesso di palla e cioè l’imprevedibilità che abbinata al movimento e ai movimenti, soprattutto degli attaccanti, dovrebbe avere la meglio sulla frenesia degli altri. Il calcio, lo sappiamo, è movimento per cercare il tempo e lo spazio giusto per ricevere la palla, però il movimento deve essere sempre motivato e non fine a se stesso e lo si deve effettuare attraverso corse di deviazione, corse in diagonale, incroci, sovrapposizioni, uno va e uno viene(profondità contrarie) e la finta di partenza è sempre il requisito essenziale per sorprendere le difese schierate e suggerire al compagno il passaggio filtrante e smarcante effettuando, in questo modo, il movimento iniziale al contrario di quello dove si desidera andare, il famoso contromovimento come direbbe Luca Marcheg(g)iani. Poi qualcuno dirà che mancano i centrocampisti d’impostazione e che quelli che ci sono risultano incapaci di servire le punte, però anche per loro vale il discorso legato alla mobilità, e attualmente Apolloni, sembra aver individuato in Giorgino il giocatore ideale per garantire l’equilibrio nelle due fasi liberando Corapi ad un ruolo più di spinta e di supporto offensivo. Mobilità ed imprevedibilità sono tutte cose che, nel PARMA, dovrebbero essere messe in mostra per scansare la tanto citata e vituperata frenesia e per riuscire a mettere d’accordo tutti: mezzi critici, mezzi votisti di pagelle, mezzi busti, mezzi giocatori, mezzi tifosi, mezzi ciocolatè, mezzi sportivi in modo da far salire tutti sul carro (dei vincitori che convincono) evitando cadute in seguito a spinte (non sempre “involontarie” o figurate) il tutto per non correre il rischio di trovarsi, tutti giù per terraGianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MOBILITA’ E IMPREVEDIBILITA’ DELLE PUNTE CONTRO LA FRENESIA DEL CALCIO MODERNO. TUTTI GIU’ PER TERRA…

  • 7 Novembre 2016 in 13:54
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    In pratica, dobbiamo giocare come fa il Liverpool di Klopp: tutti corrono e si muovono senza dare punti di riferimento. Magari mettere un Baraye in attacco invece che a centrocampo aiuterebbe.

  • 7 Novembre 2016 in 21:50
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    La reggia fa paura ragazzi….

  • 7 Novembre 2016 in 23:59
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    Ho visto la partita della Regia stasera. A me da l’impressione che le squadre che giocano contro di noi danno il 110% mentre con tutte le altre molto ma molto meno. La Samb comtro di noi ha giocato alla grande, oggi é sembrata una squadretta. O che sono così forti i cugini…. Sicuramente come gioco sono una spanna sopra, a livello di individualitá siamo meglio noi anche se rimango dell’idea che la rosa ha esuberi in attacco e carenze sia in numero sia tecniche a centrocampo e difesa.

  • 8 Novembre 2016 in 12:10
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    I cugini sono molto forti purtroppo, lo diciamo da Luglio, hanno anche speso forse più di noi, quindi nn sono una sorpresa.

    Complessivamente come ROSA loro sono più forti, perchè possono permettersi di avere in panchina (alcuni per infortunio) gente come Spanò, Sabotic, Ghiringhelli, Cesarini, Sbaffo, Marchi ecc

    Tuttavia noi abbiamo i 2 giocatori più forti del campionato che sono Lucarelli e Calaiò…

    Loro sono più forti a livello difensivo e noi a livello offensivo…
    penso sarà una bella lotta fino alla fine e vincerà chi a gennaio spenderà di più per colmare le lacune…

    Bassano permettendo che zitto zitto potrebbe spuntarla…

    non dobbiamo fare passi falsi e continuare a vincere sopratutto con le piccole….perchè i campionati si vincono li…nn sperperando punti come a Modena o Santarcangelo…

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