MEMORABILIA / IL 4 NOVEMBRE 1928 NASCEVA SANDRO CIOTTI LA CUI VOCE COME UN LIBRO STAMPATO GA SAPUTO RACCONTARCI LE AVVENTURE DEL PALLONE E NON SOLO

(Luca Savarese) – “Scusa Provenzali, soltanto dieci secondi per dire che quella che ho appena tentato di concludere è stata la mia ultima radiocronaca per la Rai, un grazie affettuoso a tutti gli ascoltatori, mi mancheranno”. 12 Maggio 1996 così parlò Sandro Ciotti, quando finivano le sue radiocronache per Tutto il calcio minuto per minuto, mentre si ammainavano le vele della barca Parma di Scala, capace di navigare, ad alta velocità, nei mari italiani e negli oceani europei. The voice, era nato a Roma, il 4 novembre del 1928, 88 anni fa esatti. Papà giornalista, padrino di battesimo Trilussa. Insomma, le credenziali per prendere presto possesso di una macchina da scrivere, ci sono tutte. Ma anche l’amore per il calcio, scalpita. Sandro giostra da mediano, giocherà nelle giovanili della Lazio, nel Forlì, nell’Anconitana, nel Frosinone. Intanto, scrive molto e legge, di più. Dirà, in seguito, che bisognerebbe avere sempre pronte parole a disposizione per alternarle nella descrizione delle cose e degli eventi. A proposito di eventi, l’olimpiade romana del 1960 è quella che gli permette di iniziare il suo fortunato viaggio radiofonico. Vive lo stupore di poter guardare il caleidoscopio e le sorprese olimpiche a casa propria. Argentina-Danimarca di calcio, è il primo aereo vocale che decolla. Sarà un viaggio chiamato cultura, ironia, raffinatezza e con una valigia, sempre piena, di un’ordinata ma non ordinaria sapienza calcistica. Fuma, guarda, parla, come se nel disincantato incanto di Sandro, non c’era, in fondo, bisogno d’altro. Le trasferte dure per una squadra fanno in fretta a diventare ostiche, un tentativo di un calciatore di cogliere la palla con una scivolata si trasforma in estirada. Sandro è un paroliere ed un parolaio, ma soprattutto è la voce, quella voce, che prese la patente di cavernosità durante 14 sfibranti ore di diretta, sotto la pioggia, per l’olimpiade messicana del 1968. Le faringi di molti si sarebbero fermate, cercando magari altre mansioni. Non le sue, che diventano un vanto, un segno di riconoscimento. La voce di Ciotti si fa presto timbro di fabbrica, di una fabbrica ingegnosa e geniale. Come prendere un cappuccino al Caffè Greco di Roma, come farsi un aperitivo al Savini di Milano. La si trova, la domenica pomeriggio, nel salotto perbene di Tutto il calcio. Arriva per seconda, perché per primo parte il treno a tambur stra battente di Enrico Ameri, non a caso soprannominato Mitraglia. Primavera 1970, allo stadio Amsìcora di Cagliari sembra tornare bambino quando annuncia, con entusiasmo infinito, lo storiografico scudetto sardo. Il sinistro che non guarda in faccia nessuno di Gigi Riva lo affascina, anche se il suo cuore batte per la Lazio, ma si sa, il mestier del radiocronista richiede equidistanza, concedere occhi spalancati e voce vivida ma discreta a tutti i campanili. Quello isolano, poi era la prima volta che suonava così forte. Non di solo calcio si nutre Ciotti. Frequenta annualmente il teatro Ariston di Sanremo. Nel 1996, una volta appesa la voce al chiodo, mette mano alle sue amate parole e, assieme ad Enzo Jannacci e Dario Fo, dà alla luce Veronica, una canzonetta tanto licenziosa quanto simpatica e, si cala nei panni del radiocronista sportivo Bertie per la pellicola americana Space Jam, che fonde momenti d’animazione con personaggi in carne ed ossa. Un po’ come il suo racconto dei fatti: persone reali che s’intrecciano a gustosi assoli lessicali, creati ad hoc, ma per nulla retorici, anzi molto leggeri. Un film sul basket, non c’è male per il Jordan della voce. “Credo che il sandrociottigrazie più grosso sia quello nostro, degli ascoltatori e degli spettatori nei tuoi confronti”. Fu la risposta di Provenzali, quel pomeriggio del 12 maggio 1996, quando si chiudeva il sipario della maratona radiofonica di Sandro, un Abebe Bikila, con le camicie col collo anni ‘70, dei media. L’atleta etiope correva senza scarpe, lui, ha corso senza fronzoli. La sua partita della vita ebbe invece il triplice fischio il 18 luglio del 2003. Manchi caro Sandro, a noi ed al pallone che ogni tanto, specie nell’attuale calca di mezze calzette che si credono scarponi con anfibi, avrebbe bisogno dei tuoi sagaci accenti. Luca Savarese

3 pensieri riguardo “MEMORABILIA / IL 4 NOVEMBRE 1928 NASCEVA SANDRO CIOTTI LA CUI VOCE COME UN LIBRO STAMPATO GA SAPUTO RACCONTARCI LE AVVENTURE DEL PALLONE E NON SOLO

  • 4 Novembre 2016 in 18:52
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    Semplicemente “The Voice of italian football”.

  • 4 Novembre 2016 in 23:08
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    Ricordo che era un single impenitente non perdeva un festival di sanremo di cui sapeva tutto mi ricordo che una volta litigo von. Ameri in una telecronaca la cui rivalita era famosa mitiche le telecronache nelle coppe europpee quando giocavano in inghilterra o germania in novembre o dicembre conio’ nuovi termini come ventilazione apprezzabile. Altri tempi

  • 5 Novembre 2016 in 19:54
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    Era un grande, ampio linguaggio e grande professionalità. Amante delle belle donne. Ci manca

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