MOONTALK #JurassicParm 7^ puntata / PECUNIA NON OLET. MO NIANCA I TRI PONT!

(Ilaria Mazzoni) – Ormai ci abbiamo preso gusto nel descrivere le vicissitudini crociate tramite detti popolari, oggi abbiamo scelto quello che recita: “pecunia non olet”, locuzione latina il cui significato letterale è “il denaro non ha odore”.  La tradizione, confermata da Svetonio e ripresa successivamente da Dione Cassio, attribuisce questa frase a Vespasiano a cui il figlio Tito aveva rimproverato di aver imposto una tassa la “centesima venalium”. Questa imposta riguardava l’urina raccolta nelle latrine gestite dai privati che vennero, pertanto, popolarmente denominati proprio da allora “vespasiani”. Tassazione dalla quale, tra l’altro, provenivano cospicue entrate per l’erario. L’episodio narra, addirittura, che Tito avesse tirato alcune monete in uno dei bagni in segno, ovviamente, di sfida nei confronti del padre; quest’ultimo, dal canto suo, avrebbe accettato il guanto di sfida e, raccogliendole, se le sarebbe avvicinate al naso e pronunciato, quindi, le fatiche parole che sarebbero, poi, divenute proverbiali. Cinicamente la frase viene solitamente utilizzata per indicare che, qualunque sia la sua provenienza, “il denaro è sempre denaro” o “il denaro è solo denaro”. Insomma, il mezzo non determina l’intenzione ne, tantomeno, la provenienza non da nessuna connotazione, positiva o negativa, al mezzo stesso, ossia il denaro.
1-cop-1Allo stesso modo possiamo approcciarci alle ultime partite del Parma: male sotto il profilo del gioco e dell’organizzazione tattica così come per l’approccio mentale ma, nonostante ciò, sono tre le vittorie consecutive. Certo, le avversarie erano modeste, e i tre punti sono stati conquistati con maggior fatica rispetto a quella messa in preventivo, ma le gare contro Fano, Mantova e Forlì hanno portato i gialloblù vicino alle posizioni alte della classifica. Finalmente. Per questo ci teniamo ben stretti i tre punti che, come il denaro, di certo non puzzano; poco importa come siano stati portati a casa, il punto è che ci sono stati perché, ora come ora, già averli è grasso che cola. Non cadiamo nella tentazione, tuttavia, di illuderci che basti questo per vincere il campionato. Non è e non sarà mai così: serve gioco e un’idea al più presto. Contro le squadre di livello è innegabile che questo Parma non basti e guai a commettere l’errore che, invece, sia possibile. Insomma, tante sono state le indecisioni e le incongruenze tattiche così come a questo punto, permetteteci di dirlo, troppo il tempo sprecato ad inizio campionato nel tentativo, inutile, di trovare la quadratura del cerchio. La squadra crociata si presenta, ancora, come un cantiere a cielo aperto, con continui lavori in corso, ovvio che non è troppo tardi per concludere quella che potrebbe diventare una bella costruzione (anche perché i mattoni sono i più belli del campionato), ma si deve correre il più velocemente possibile ai ripari. Bisogna puntellare il centrocampo per donare alla formazione quell’ossatura di cui manca e che, spesso, l’ha pericolosamente portata a manifestare problemi di base alla costruzione del proprio gioco. Il campionato è lungo, ma l’inverno bussa già alle porte, e bisogna farsi trovare pronti agli scontri che, poi, andranno inevitabilmente a determinare la vincitrice finale. E questo Parma, allo stato attuale, non ha mai dimostrato sul campo di essere pronto. Mai abbassare la guardia e sedersi su partite che, di positivo, hanno solamente i tre punti.

4-copLa prestazione non è stata di certo una delle più brillanti contro il Fano, anzi, il match è stato spesso noioso e privo di grandi spunti di gioco. Detto questo nominiamo tra i migliori Corapi che riesce, grazie alle sue immense doti che ormai conosciamo, a confezionare l’assist perfetto per la testa di Calaiò che, a quel punto, deve solamente spingere in rete. Certo, il centrocampista crociato non brilla per il resto della partita, ma nel momento cruciale riesce a tirar fuori dal cilindro il coniglio. Bene anche per l’autore della rete, Calaiò, che si fa trovare pronto alla prima occasione utile, decide le sorti della gara e decreta la vittoria per il Parma trovandosi al posto giusto nel momento giusto. Ultimo 2tabella-top-flopnella classifica dei top inseriamo Zommers, in una partita che non l’ha chiamato in causa molte volte si rende decisivo nella parata finale; di certo ha contribuito alla vittoria tanto quanto la rete dell’Arciere crociato. Ancora nei flop segnaliamo, invece, Canini, sempre indietro nella preparazione atletica si dimostra anche poco attento. Sicuramente ci aspettiamo un miglioramento da un giocatore della sua caratura. Male anche per Nocciolini, al suo rientro dopo l’infortunio. Non è il solito giocatore frizzante e propositivo che ci siamo abituati ad ammirare; lo stesso giocatore,manuel-nocciolini-fano in conferenza stampa, ammette di poter dare molto di più pur avendo speso il massimo delle energie. Insomma, aspettiamo che si riprenda completamente: il Parma ha bisogno delle sue doti. Ultima delusione è stata la prestazione di Evacuo. Si, non è stato aiutato dal gioco della squadra ad essere decisivo, lotta per tutta la partita, ma non riesce a concludere o ad incidere sulla gara. Ci aspettiamo che riesca ad essere più pungente e a creare più problemi alle difese avversarie nelle prossime gare.

3ennio_tardiniDopo avere racimolato i nove punti, in tre partite contro avversari di scarsa caratura tecnica, il Parma è chiamato ad una prova decisamente più impegnativa: domani, infatti, affronterà al Tardini il Gubbio. Una formazione, quest’ultima, che, dal punto di vista tecnico, non riteniamo eccezionale, ma a cui dobbiamo approcciarci con rispetto e con quelle doti e caratteristiche che i Crociati sinora non hanno mai mostrato completamente. Attualmente al settimo posto con diciannove punti il Gubbio vanta solamente tre punti in meno rispetto alla compagine guidata da Mister Apolloni; una squadra animata, senza dubbio, da una gran voglia di fare bene sull’onda dell’entusiasmo tipico delle neopromosse. Non dimentichiamo, inoltre, che solo qualche mese fa fu proprio la formazione umbra a infliggere al Parma la sua prima sconfitta stagionale, per 2-1, gara segnata, tra l’altro, anche dall’espulsione del mister gialloblù. Massima attenzione, quindi, perché certamente non sarà una passeggiata, sperando che i ragazzi abbiamo imparato la lezione.

4-352Per quanto riguarda, invece, la nostra formazione, pur rimanendo completamente convinti della necessità di schierarci con un sano 4-4-2 per far girare questa squadra, prendiamo atto che Apolloni abbia spostato il consueto modulo 3-5-2 e ci cimentiamo, pertanto, nella nostra visione di tale modulo. Anche se non lo riteniamo per niente funzionale in questo momento per il Parma. In ogni caso la nostra ferma decisione rimane quella di dare fiducia ad elementi che hanno aiutato la squadra a trovare le geometrie l’anno precedente quindi spazio a: Mazzocchi, Giorgino, Miglietta, Corapi e Baraye da subito con Nocciolini, invece, pronto a subentrare dalla panchina al posto proprio del numero dieci. Ci vuole costanza e fiducia nelle scelte per abituare la squadra a crearsi le sue sicurezza e le sue identità. Ilaria Mazzoni

6 pensieri riguardo “MOONTALK #JurassicParm 7^ puntata / PECUNIA NON OLET. MO NIANCA I TRI PONT!

  • 4 Novembre 2016 in 13:22
    Permalink

    Vogliamo giocare a tutti i costi con il 3-5-2? Almeno non mettiamo i giocatori fuori posizione.

    Zommers

    Coly Canini Lucarelli

    Mazzocchi Corapi Simonetti Scavone Nunzella

    Baraye Calaiò

    • 4 Novembre 2016 in 15:44
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      Sono d’accordo luca, Apolloni ha il vezzo di mettere la firma sulla formazione con almeno un giocatore fuori ruolo 🙂 è la firma dell’artista

      • 4 Novembre 2016 in 21:53
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        Volevo, se posso, completare le motivazioni del “pecunia non olet”: l’urina raccolta nei vespasiani veniva venduta ai tintori dell’epoca che la usavano, per il contenuto di ammoniaca, a fissare le tinture sui tessuti. Quando qualcuno obbiettava a Vespasiano che la provenienza di quel denaro non era molto nobile lui rispondeva con quella famosa frase. Forza Parma

  • 4 Novembre 2016 in 15:20
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    Grande Ilaria.
    Bella la storia della pecunia che non ha odore ma i tre risultati recenti del Parma han tre aromi diversi.
    Tre partite (brutte) e tre storie diverse da raccontare.
    Con il denominatore comune della mancanza di equilibrio.
    Solo le grandi rimonte (Pordenone Sambenedettese e Forlì) han mostrato tratti del Parma che vorremmo, proiettando il cuore oltre l’ostacolo. O la palla oltre la metà campo avversaria.
    Quando il pressing si fa alto e la squadra si fa corta abbiamo visto il meglio.
    Purtroppo non possiamo sperare di far novanta minuti così e quindi bisogna immaginare un Parma che si difende ordinatamente senza correre grossi pericoli in attesa di lanciare l’assalto al fortino nemico.
    Forse è questo che ci è mancato in assoluto. Tutte le volte che ci abbiamo provato o ci è andata male (Pordenone Venezia Forlì e tante altre) o ci siam salvati per scarsa incisività degli avversari, vedi a Mantova.
    Si direbbe un Parma in grado di gestire le emergenze ma non l’ordinaria amministrazione.
    Quindi vado contro corrente. Ho notato questa ricerca di equilibri ( non voglio più sentire quadratura e reggianatura , please) contro il Fano e seppure lontani a venire, un tentativo di squadra. Solida e compatta come serve in questa lega pro, dove gli eroismi sono ammessi ma per certo il badile è più consono alla costruzione dei risultati.

  • 4 Novembre 2016 in 15:48
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    Un parma che quando ha un emergenza sa cosa fare, è più facile quando sei sotto capire come manovrare anche perchè l’avversario normalmente si abbassa a difendere il vantaggio. Le grandi squadre sono quelle che scendono in campo e sanno cosa fare dal primo minuto.

    Siamo purtroppo ancora un cantiere ma per fortuna il campionato ci sta aspettando. Magari stiamo attenti a non perdere l’ultimo treno da dicembre si entra nei mesi “caldi” 🙂

I commenti sono chiusi.

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