MORRONE A CALCIO & CALCIO: “NON COMMETTIAMO L’ERRORE DEL MIO PISA: I PAREGGI NON VAN PRESI COME SCONFITTE. MANTENIAMO EQUILIBRIO E TESTA GIUSTI: SE NO SI PERDE…” (VIDEO)

(www.parmacalcio1913.com) – L’allenatore della formazione Berretti del Parma Calcio 1913, ed ex capitano crociato, Stefano Morrone è stato ospite ieri sera, lunedì 14 Novembre 2016, in diretta di Calcio & Calcio, il talk show sportivo condotto da Michele Angella su 12 Teleducato.

1 – NELLE GIOVANILI NON CONTA IL RISULTATO MA LA CRESCITA


“Nell’ultimo turno, con la Berretti, abbiamo battuto il Piacenza, ma io ripeto spesso ai miei ragazzi che non ci ricordiamo di quante vittorie hanno fatto Mauri e Cerri nel Settore Giovanile: alla fine quello che conta, per loro, è arrivare. Ovviamente il risultato aumenta la crescita e l’autostima dei ragazzi. Per noi è l’annata numero uno, visto che l’anno scorso era la numero zero. Pian piano si sta facendo un ottimo lavoro: i ragazzi crescono in tutte le annate. Siamo sulla strada giusta”.

2 – DERBY AL LUNEDI’ SERA? NON GIUSTO, MA MALE MINORE

“In effetti togliere il gusto della domenica al Derby, una partita che manca da tanti anni e collocare al lunedì sera non penso che sia il massimo per i tifosi nostri e loro, visto che è una giornata lavorativa e toglie del tempo. Non è la scelta giusta, ma in serale, anziché al pomeriggio, almeno è il male minore”

3 – CON LO SPEZZATINO NON SI VIENE INCONTRO AI TIFOSI

“Nel mio anno a Pisa giocavamo in un qualsiasi orario: era una spezzatino incredibile, venerdì alle 7 di sera, domenica alle 11 del mattino: ciò vuol dire che fanno come gli pare, ma non si viene incontro ai tifosi”

4 – LA DIRETTA SU RAI SPORT DA’ UNA VISIBILITA’ MAGGIORE AL DERBY

“La diretta lunedì sera su Rai Sport dà anche una visibilità diversa: Reggiana-Parma, una partita così sentita, nella quale ci sarà tantissima gente con lo stadio pieno… Del resto tante partite di cartello son fatte di lunedì sera”

5 – AL DERBY CI SARA’ UNA GRANDISSIMA CORNICE DI GENTE

“Una partita così aspettata, che non vediamo da tantissimo tempo, porterà una grandissima cornice di gente, ma non credo ci saranno problemi tra tifoserie corrette”

6 – SCELSI DI ALLENARE PERCHE’ COME GIOCATORE MI SI ERA SPENTO L’INTERRUTORE: NON NE AVEVO PIU'”

“I ragazzi che alleno provano entusiasmo nel provare a diventare qualcuno: non hanno altri pensieri. La loro ambizione è quella di andare sull’altro campo, quello dove lavora la prima squadra, e potersi allenare con loro. Noi da allenatori ed educatori dobbiamo trasmettere messaggi giusti perché vedo che soprattutto nelle fasce dei più piccoli la parola del mister conta più di quella del padre. I ragazzini sono delle spugne: le parole dell’allenatore pesano più di quelle del padre e quindi bisogna dare i messaggi giusti.Sono soddisfatto di questa esperienza da allenatore delle giovanili. Purtroppo non ho chiuso la mia carriera calcistica nel migliore dei modi: ho avuto questa brutta esperienza a Pisa che un po’ mi ha segnato. Quando il Parma mi ha chiesto di ripartire dando una mano a questa società, da giocatore, ci ho pensato su perché non potevo dire di no. Ma quando mi han dato carta bianca su scegliere se allenare o giocare, ho optato per allenare perché non ne avevo più. Mi si era spento l’interruttore: non sarebbe stato giusto, non sarei stato me stesso. Come allenatore delle giovanili del Parma, per quelle poche partite che ho visto, e da conoscitore del calcio, dico che noi siamo a un punto dalla prima in classifica, in un campionato difficile. Neppure nel Girone A, dove l’Alessandria sta facendo il vuoto, si vince a mani basse. Siamo una squadra forte, che ha delle potenzialità, e se andremo in B succederà nelle ultime giornate, perché è un campionato durissimo. Difficile che una squadra prenda il largo, anche guardando le statistiche degli ultimi campionati si nota come sia difficile che una squadra si stacchi e vinca prima. E’ difficile… Speriamo…”

7 – IL VENEZIA E LA REGGIANA SON COSTRUITI PER VINCERE, MA NON HANNO FATTO IL VUOTO…

“Il Venezia è costruito per vincere, la Reggiana è costruita per vincere: ma hanno fatto il vuoto? No, sono lì… Il nostro è il girone più difficile dei tre: ci sono tante squadre che possono concorrere alla vittoria finale. Il FeralpiSalò ha fatto un buon primo tempo da noi, ma nella ripresa non ha mai passato la metà campo. Poi creeremo poche occasioni, ma in quella partita lì…”

8 – NON COMMETTIAMO L’ERRORE DEL MIO PISA: I PAREGGI NON SONO SCONFITTE. MANTENIAMO TESTA ED EQUILIBRIO

“L’attuale situazione ambientale del Parma può ricordare quella che io vissi a Pisa, ma a Parma si vive bene e si sta bene, le pressioni si vivono diversamente rispetto a Pisa, dove ti stanno addosso tutti i giorni, mentre a Parma ci sono pressioni diverse, ma ci sono. L’errore che si può fare è il non dare serenità ed equilibrio alla squadra e trasmettere negatività. Noi vivemmo quella stagione come se ogni pareggio fosse una sconfitta per 3-0. E invece i pari ci sono possono stare… Anche qui il pareggio con la Maceratese è stato preso così, ed è la stessa cosa che capitava là…  E allora la partita dopo con il Padova, se sto ancora pareggiando 0-0, viene preso come se fossimo sotto di due gol, ma non è così. Bisogna giocare le partite sempre con la testa giusta, con l’equilibrio giusto, perché le partite si possono sbloccare anche nel secondo tempo. Se no si soffre. Ed è quello che capitò a noi al Pisa. Quando non sbloccavamo le partite, perché le squadre ormai lo sapevano, poi le andavamo a perdere… Se l’allenatore deve sbattere i pugni sul tavolo anche pubblicamente? Dopo la partita persa in casa con la Pro Piacenza ho un po’ perso le staffe nello spogliatoio… Ma è soggettivo… Fare l’allenatore penso che sia uno dei mestieri più difficili: bisogna vivere lo spogliatoio e avere il polso della situazione e capire anche i momenti…”

9 – NON CONTANO I MODULI, MA L’ATTEGGIAMENTO

“Secondo me più dei moduli conta molto l’atteggiamento: si può giocare a tre, cinque o sei, ma se vogliamo vincere dobbiamo provare a far tutto per vincere. Anche se giochiamo a tre. Non c’è bisogno di cambiare modulo: perché si può attaccare bene anche a tre, anzi, alle volte anche meglio che a quattro… Il mio è un discorso generale. Parlo di atteggiamento. Io alleno i miei ragazzi col 4 3 3, in linea di massima come le altre squadre del settore giovanile, anche se per le fasce grandi è un po’ diverso. Con Apolloni non ci confrontiamo spessissimo: quando posso guardo il loro allenamento: sono sempre io in contatto con loro, quando c’è bisogno che vada qualche ragazzo di là c’è sempre condivisione. Siamo vicini, ma non vivo – e ci mancherebbe altro – le loro dinamiche di spogliatoio. Comunque lo vedo tranquillo e sereno. Mazzocchi? Per essere un giocatore moderno bisogna fare le due fasi. Se Mazzocchi vuole diventare un giocatore importante deve sapere fare le due fasi. Lo fa Cuadrado, lo fa Dani Alves: ci sono tanti esterni che fanno i quinti: e quindi se lo fa Dani Alves lo fai anche tu perché lo puoi fare. Secondo me è una questione di atteggiamento, di come lo vuoi, di come ti proponi. Secondo me lo può fare come può fare l’esterno alto di un 4 3 3. Dipende anche da come la squadra ti sostiene, perché magari alle volte c’è bisogno di fare il quinto. Dipende dalle situazioni e dalla dinamiche che si creano…”

10 – GUIDOLIN E’ L’ALLENATORE CHE CALCISTICAMENTE MI HA DATO DI PIU’

“Con Guidolin ho giocato più di una volta trequartista… Trequartista… Diciamo centrocampista aggiunto… Mi metteva sulla loro fonte di gioco che poteva essere D’Agostino, o il Lodi del Catania e da lì ripartivamo. In questo inizio di nuovo percorso io cerco assolutamente di essere me stesso, però le esperienze che ho avuto con gli allenatori che ho avuto – e ne ho avuti tanti e di bravi – fanno parte del mio bagaglio. Sicuramente Guidolin è il mister che mi ha dato di più sotto l’aspetto calcistico, sopratutto la sua capacità di turare fuori tutto da un giocatore con le motivazioni e alle volte andando anche allo scontro. Mi ricordo che alle volte il gruppo era contro di lui, paradossalmente, però tutti quanti tiravano dalla sua parte. Non ho mai capito perché non sia approdato in una grande: forse, siccome predicava sempre umiltà, non so come poteva passare… Se gli avrei affidato le chiavi del Parma per un programma di quattro o cinque anni per tornare in serie A? Ma che domanda è? Già faccio fatica a fare il mio… Io sono contento di questo mio lavoro. Non pensavo che fosse così bello. Paradossalmente ho cancellato tutto quello che è stato il mio passato di calciatore che sono così preso da questa nuova avventura che mi affascina. Ogni giorno studio per fare meglio. Però l’ambizione penso che ci debba essere ed è assolutamente così: ma a migliorarsi, non dove voglio arrivare… Ogni giorno devo migliorare per fare qualcosina in più. E questo passa dall’allenamento di oggi, a quello di domani, dopodomani, con la partita di Como che andiamo a fare sabato che e vogliamo vincere giocando in una certa maniera, facendo bene. Non pensando a quello che sarà, ma giorno dopo giorno…”

11 – MERCATO: SOLO CHI STA DENTRO SA COSA FARE

“Il mercato? Io penso che i giocatori vadano valutati giorno dopo giorno: chi ha il polso della situazione è solo chi sta lì dentro e sa cosa fare. Se questa rosa può vincere il campionato? Siamo a un punto dietro la prima…”

12 – L’OBIETTIVO DEL SETTORE GIOVANILE E’ CHE QUALCHE RAGAZZO EMERGA

“Chi dei miei ragazzi che potrà fare il salto? Non è bello fare nomi, comunque è un buon gruppo. Ogni tanto mi fanno arrabbiare, come è giusto che sia, però c’è già qualcuno di loro che ogni tanto si allena con la prima squadra. Il nostro obiettivo, come settore giovanile, è che un giorno qualche ragazzo possa sorridere. La Berretti è l’equivalente in Lega Pro della Primavera in A. Noi abbiamo deciso di giocare sotto età, per poterci portare avanti negli anni”.

13 – E’ DIFFICILE DIRE QUALE DEI MIEI RAGAZZI POTRA’ ARRIVARE: SPERO CHE COME ME SIA AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO

“Contu, per quello che ha vissuto, per l’incidente che ha avuto, è un miracolato. E’ stato un incidente molto brutto, però si sta riprendendo piano piano… Che divario trova un ragazzo della Berretti che debuttasse in prima squadra? Questa è una bella domanda. E’ quello che mi chiedo tutti i giorni quando si parla di prospettiva, di chi potrà arrivare. E’ molto difficile dire chi potrà arrivare, perché nel percorso di ogni ragazzo ci sono delle variabili incredibili. Ci sono dei giocatori che hanno delle qualità e spero che possano avere delle possibilità. Poi io penso alla mia storia, magari, e dico che mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto. Speriamo che sia così anche per loro”.

Stadio Tardini

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One thought on “MORRONE A CALCIO & CALCIO: “NON COMMETTIAMO L’ERRORE DEL MIO PISA: I PAREGGI NON VAN PRESI COME SCONFITTE. MANTENIAMO EQUILIBRIO E TESTA GIUSTI: SE NO SI PERDE…” (VIDEO)

  • 15 Novembre 2016 in 22:07
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    Visto che tutte le nostre giovanili giocano con il 4-3-3, perchè non provarlo anche noi? In questa maniera il passaggio da un livello all’altro sarebbe meno traumatico e ne beneficerebbero anche i grandi.

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