CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / C’è differenza tra il non evidente e il non comprensibile. Un nuovo Parma o un Parma nuovo?

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone) – Finalmente una squadra vera, un squadra che sa lottare, una squadra che sa soffrire, in poche parole una squadra da Lega PRO, ma quanto c’è voluto? Ma quanto hanno dovuto attendere proprietà e tifosi per vedere realizzato ciò che speravano fosse semplice da realizzare e rivelatasi, invece, cosa terribilmente complessa da concepire? Ciò che era evidente non era comprensibile e ciò che era comprensibile non era evidente.Questo niente può essere in senso assoluto criterio di verità – sosteneva Carneade – perché un essere umano sospende il giudizio su tutte le cose”. L’impossibilità di conoscere del più illustre degli sconosciuti filosofi scettici ben ci introduce nel nostro argomento, in quanto ci si è appena risvegliati dal ribaltone, dalla crisi al daniele-faggiano-marco-ferrari-presentazionebuio, chiamiamola come si vuole, nel senso che la proprietà ha gestito con inesperienza/trasparenza (sono parole di Marco Ferrari pronunziate in occasione della presentazione di Daniele Faggiano), è già ci siamo scordati che per giungere fino a qui ci sono volute, diciassette giornate di campionato, tre esoneri eccellenti nell’area tecnica, le dimissioni di un presidente, e la ricerca della risoluzione della crisi attraverso l’ingaggio di un scala-minotti-e-galassinuovo allenatore e di un nuovo Direttore Sportivo.  Non c’è che dire l’impossibilità di conoscere ha generato qualcosa di molto evidente, quindi citando sempre CARNEADE “C’è differenza tra il non evidente, e il non comprensibile. Infatti tutte le cose sono non comprensibili, ma non tutte sono non evidenti.”  Di cose incomprensibili ve ne sono state tante, non stiamo qui elencarle, e di cose non evidenti ancora di più, però ora ci pare che tutto sia più chiaro, la squadra si ritrova, e l’arrivo di volti nuovi, di passioni nuove e di motivazioni nuove sembrano avere carneaderivitalizzato tutto l’ambiente e non solo la squadra. Ma gli scettici, non i filosofi, ma i tifosi, esistono ancora e ci mettono in guardia. Attenzione ci vuole prudenza, che era una delle quattro virtù cardinali insieme alla giustizia, alla fortezza e alla temperanza. Più prosaicamente le ultime tre potrebbero essere sostituite da atteggiamento, approccio e mentalità, lasciando in auge la sola prudenza, nelle azioni e nei giudizi, che anche in questo caso non vengano sospesi, ma si sprecano. Ma attenzione, lasciamo si sgombri il campo dagli equivoci: i post rivoluzione sono sempre rischiosi, ma nel nostro caso il vissuto calcistico di chi è arrivato certifica che siamo in presenza di persone in grado di garantire un miglioramento sicuro. Ma su cosa si basano tanta sicurezza, tanto ottimismo? Si tratta solo di conoscenza di ambiente e del mondo del calcio o tanta sicurezza ha altre matrici? Non saprei al momento, però le sensazioni e le impressioni iniziali sono di un tecnico che prima del lavoro tattico vuole agire su quello daversa-e-paolo-pizzarottimentale (il famoso approccio di cui sopra) per far ritrovare ai giocatori calma e serenità. E che dire del nuovo Direttore Sportivo, del suo entusiasmo per la chiamata e l’assunzione d’incarico, e della sua passione che traspare dal suo curriculum professionale? Uno che parte dai dilettanti e arriva in serie A, di sicuro possiede qualità, e pensare che per un assurdo gioco di coincidenze, poteva essere sostituito da altri due profili, di sicuro meno esperti e meno vincenti. Il progetto PARMA è ripartito con una partita in cui il nuovo tecnico ha inteso proseguire la strada tattica iniziata da Morrone e nella quale, stefano-morrone-e-il-parma-in-stazione-verso-anconafronteggiando emergenze, è riuscito a far calare tutti nel ruolo giusto inteso come atteggiamento, non come collocazione tattica. Per la tattica e suoi sviluppi bisogna ancora attendere anche se, a livello di accenno didattico, il discorso di lavoro delle catene di giocatori disposti sulle due fasce, è stato introdotto e lo si è intravisto nella gara di Bolzano, serve maggiore continuità nelle sovrapposizioni e nell’inserimento dei centrocampisti, ma questo discorso sarà, sicuramente, approfondito in seguito. Per il momento si è scelto il 4-3-3 per sfruttare i principi tattici di profondità e ampiezza che servono come base ad un’idea di calcio pratico capace di allargare il fronte offensivo avversario e sfruttare le potenzialità degli attaccanti. I quali attaccanti, secondo lo stesso D’Aversa sono un po’ penalizzati, in fase di non possesso, perché costretti a sacrificarsi e a rincorrere, dal sistema di gioco(4-3-3) prescelto. Ma ricordiamo che ogni sistema di gioco dev’essere anche flessibile e da qui il passaggio al 4-5-1 quando il gioco è in mano agli avversari. E se Nocciolini, per caratteristiche, si sta calando bene nelle parte, dobbiamo dire manuel-noccioliniche Baraye non sembra ancora in grado di garantire rendimento nel corso di tutta la gara. Per quanto riguarda la punta centrale, il tecnico ha alternato Calaiò ed Evacuo, cercando di sfruttare le diverse caratteristiche dei suoi attaccanti a seconda delle esigenze imposte dalla partita: palla a terra con i movimenti fuori linea di Calaiò, palla sopra per cercare le spizzate di testa o la difesa della palla di Evacuo. Un allenatore che vede già gli sviluppi futuri del gioco del Parma, è ovvio che ancora non ha risolto il rebus del centrocampo e soprattutto del centrocampista centrale, per APOLLONI la scelta era infine caduta su capitan-francesco-corapiGiorgino, per Morrone su Scavone, per D’Aversa su CORAPI. Come si può capire ogni testa ragiona a modo proprio e son non sarà trovata la soluzione entro gennaio la palla passerà nelle mani (visto che faceva il portiere da giocatore) di Daniele FAGGIANO che di centrocampisti bravi se ne intende, visto quelli che aveva a Trapani (Scozzarella e Nizzetto). Lui però, nel suo manifesto programmatico, ha esortato tutti a non farlo parlare di mercato, per il momento va bene possiamo parlare d’altro, ma prima poi bisognerà pur scozzarellafarlo. Vedremo. Nell’attesa attendiamo che le squadra si tiri fuori dalle difficoltà con l’impegno e con la voglia di meritare di volere recuperare, sotto ogni aspetto, il terreno perduto, perché oltre alla pazienza, ci vuole fortezza/forza (fisica, tecnica e mentale) e la temperanza (equilibrio nell’atteggiamento dentro e fuori dal campo). Ed infine tralasciando la giustizia, che serve anche in altri campi, come quarta virtù cardinale, e ignorando, perché fuori luogo, quelle teologali di fede, speranza, e carità, presto bisogna introdurre anche l’astuzia (di machiavellica memoria) intesa come abilità tattica per continuare a vincere le partite (hasta la victoria siempre direbberaul-castro RAUL ora che non c’è più suo fratello…). E in tema di tattica una parantesi divulgativa, speriamo doverosa, perché tutti parlano di modulo quando occorre dire sistema di gioco? Semplice quelli del Settore Tecnico, nei vari corsi UEFA di allenatore, parlano di modulo o a zona o a uomo, ma di sistema di gioco quando si ha il 4-3-3 o 4-4-2 ecc. all’interno del modulo a zona. Scusate per la precisazione e scusate anche per le  citazioni del filosofo minore Carneade che non è solo quello di Don Abbondio dei Promessi Sposi (Carneade chi era costui?),  diventato, negli anni per tutti,  sinonimo di persona sconosciuta (o per molti di ciocolatè), ma uno scettico come molti lo erano fino a pochi giorni fa. Gianni Barone 

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

One thought on “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / C’è differenza tra il non evidente e il non comprensibile. Un nuovo Parma o un Parma nuovo?

  • 9 Dicembre 2016 in 20:23
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    Con il 4-3-3, sarebbe da tornare a prendere in considerazione Simonetti. Lo vedo bene laterale in un centrocampo a 3.

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