CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Ricomincio da dove? Di sicuro da meno sette… Per ragionare da squadra prima occorre costruirla

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone) – “Molto bravo sulla parte tattica con una spiccata personalità”, presentazione migliore non ci poteva essere per il nuovo allenatore Roberto D’Aversa da parte di una proprietà che, mandando a carte 48 l’impalcatura su cui aveva costruito pochi mesi prima il  Nuovo Inizio, ha avuto il coraggio di cambiare e di cercare il tecnico giusto preparato, giovane, motivato e con le conoscenze utili per il campionato di serie C. Quindi niente mostri sacri, miracolati, parrucconi, ciocolaté e perdenti di successo è arrivato un allenatore vero, che ha fatto un buona impressione presentandosi dicendo “Il mio primo obiettivo è roberto-daversaragionare e giocare da squadra”. Forse ha intravisto una squadra che ancora non c’è, e con la sua faccia un po’ cosi, la sua espressione un po’ cosi, ieratica e sorridente e il suo foglio d’allenamento in mano per non perdere tempo ha iniziato già a pensarla. L’impressione è che il nuovo allenatore sia stato accolto con moderato entusiasmo forse perché si tratta di un tecnico sconosciuto alla maggioranza o forse perchè ci si aspettava qualcun altro sulla panchina del PARMA, qualcuno con un curriculum da serie A tipo Delio Rossi o Mandorlini. Ma la società ha puntato su un tecnico giovane e di valore, consigliato, a detta del vice presidente Ferrari, dal nuovo di direttore sportivo ancora misterioso, anche se personalmente ritengo che il grande elettore potesse esser stato il mancato diesse Palmieri: leonardi lucarelli palmieri slidegli altri candidati a leader dell’area tecnica (Vagnati, Faggiano, Sensibile), semmai, avranno espresso pari gradimento, allineandosi ai desiderata della proprietà, poiché sarebbe davvero singolare che quattro teste differenti possano aver indicato lo stesso allenatore. Viceversa se quattro teste han davvero, votato SI a D’Aversa, vorrebbe dire che scelta migliore non poteva esser fatta… Per la cronaca, Francesco Palmieri era stato compagno di squadra di D’Aversa ai tempi del Pescara 2000-2001, in B, allenato all’inizio e alla fine proprio da Delio Rossi, prima esonerato e delio-rossisostituito da Giovanni Galeone, e poi richiamato al posto del terzo allenatore stagionale (Burgnich) per concludere l’anno con l’amara retrocessione in terza serie. Incroci del destino certamente casuali, fortuiti e senza nessuna importanza, però, analizzando il vissuto calcistico del nuovo  tecnico – peraltro compagno di squadra di Calaiò (Ternana, serie B, stagione 2001-2002, 17° posto allenatori Agostinelli, Tobia e Macisto Bolchi) –  si scopre che nella sua carriera ha avuto allenatori di tutte le scuole (catenaccio e zona) che in qualche modo possono averlo formato ed indirizzato bolchinella sua recente carriera di allenatore. Quando uno gioca non dà  importanza a certe parole a certi insegnamenti, quando poi si diventa allenatori ci si ricorda di tutto anche dei particolari, delle battute, delle frasi urlate, che possono servire a creare mentalità, perché come detto proprio da D’Aversa in conferenza “Il talento non basta: serve grande passione e voglia di mettere tutto in campo”. E lui era uno che metteva sempre tutto sul campo, sin dal Settore Giovanile del Milan dell’era Capello, quando agli ordini di Maurizio Viscidi (zonista della prima ora quindi nipotino di Arrigo) con compagni di squadra Oddo (altro tecnico della nouvelle vague ora in A nel Pescara) Coco e Cozza iniziava la sua carriera proseguita poi con significative esperienze in C, B e A. Una carriera che gli ha permesso di conoscere allenatori importanti che hanno assassinofatto la storia del calcio degli ultimi vent’anni da Radice, Simoni, Veneri, Bortolo MUTTI, Frosio, Papadopulo, Burgnich e Bolchi, per quando riguarda il calcio tradizionale, fino tecnici come Cadregari, Delio Rossi, appunto, Galeone, Gotti esponenti di un calcio più moderno e più in linea con le nuove tendenze zoniste. Le esperienze più significative le ha vissute con la Ternana, in B, dell’allora Carneade Beretta e con il Siena in A con il biennio di De Canio e ancora Beretta. Ma il periodo più importante è senz’altro quello legato alla favola del Lanciano, società che dal niente è arrivata a farsi apprezzare in serie B con D’Aversa prima  calciatore poi Responsabile dell’Area tecnica ed infine daversa-allenatore-lancianoallenatore. E’ da qui è partita la sua carriera di tecnico con un calcio propositivo e anche offensivo, quello che serve all’attuale Parma che con l’interregno di Morrone, lo ribadiamo a dispetto di chi sostiene il contrario, ha fatto dei progressi sia sul piano tattico che dell’aggressività. Un PARMA che ha bisogno di un’identità di gioco, ma anche di serenità, come ha affermato lo stesso neo-allenatore gialloblù, che ha sottolineato come troppe energie vengano sprecate in nervosismi e proteste inutili. Un Parma che deve ripartire alla svelta, anche prima del mercato: questa la missione di D’Aversa e del suo staff che, oltre a convincere lucarelli-espulso-lascia-terreno-giocosul piano del gioco, deve ottenere risultati e allontanare quella diffidenza, che pare accompagnare le ambizioni del Parma. Diffidenza o freddezza che non si spiegano: nessuno in questo caso si sbilancia, però occorre ricordare che in Lega Pro faticano i giocatori di serie A, figuriamoci gli allenatori che non conoscono o conoscono poco la categoria, quindi ben venga chi in questa categoria è riuscito, ai play off, ad ottenere la promozione. Ora dovrà ripartire dall’ottavo posto, da daversa-e-paolo-pizzarottimeno sette, non proprio da zero. Sarà l’allenatore giusto? Io penso di sì.  Intanto dovrà verificare se l’assetto che Morrone ha presentato potrà essere riproposto, ma sappiamo che ci potrebbero essere delle varianti dettate anche dalle indisponibilità difensive (oltre ai vari infortuni ci sarà anche la squalifica di Capitan Lucarelli, che sapremo a breve se dovrà saltare anche quel Derby, tanto, troppo atteso): però l’idea del 4-3-3 potrebbe funzionare nelle prossime gare. Per finire due parole sul BASSANO, a parte la presunzione del suo allenatore Luca D’Angelo nei commenti finali e nei pronostici per il campionato (ha indicato la Reggiana come favorita), si è fatto ammirare soprattutto per la sua compattezza difetta luca-dangeloun po’ in attacco, ma in difesa ha una buona coppia di centrali veloci un laterale sinistro (Crialese) bravo nelle due fasi e un ottimo centrocampista centrale (Proietti) grande tecnica e perfetto nei tempi di gioco, in sostanza quello che manca adesso al Parma; ma in vista del mercato ora occorre sciogliere anche il  nodo legato alla scelta del direttore sportivo o direttore area tecnica. A breve il club dovrebbe comunicare il prescelto: si sta attendendo ancora un dirigente vincolato ad altra società (Vagnati, Spal, purché anche lui non sfrutti, come accaduto di recente, l’interesse proiettidel Parma per spuntare un miglioramento nell’attuale club), e speriamo sia quello giusto, altrimenti sono pronte le alternative con i due dirigenti anche loro freschi di dimissioni (o esoneri: la differenza risiede nella rinuncia allo stipendio. Minotti e Galassi, come noto, saranno pagati fino al 30 giugno 2018, salvo eventuali rescissioni), Faggiano e  Sensibile, ingaggiabili subito. La moda instaurata dal PARMA di esonerare, oltre che gli allenatori, anche i direttori sportivi ha contagiato altre realtà (Palermo, Trapani), che sia questo il nuovo trend?  L’ importante è non perdere il trend, pardon il tram della promozione. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

17 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Ricomincio da dove? Di sicuro da meno sette… Per ragionare da squadra prima occorre costruirla

  • 5 Dicembre 2016 in 13:23
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    per ragionare da squadra prima bisogna ricostruirla ,facciamo in tempo per bolzano ? ,citofonare galassi e minotti

    • 5 Dicembre 2016 in 16:17
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      assio sei proprio un nador…con tutto il RISPETTO…

      • 5 Dicembre 2016 in 16:24
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        grazie nane’ ,ci vediamo al laghetto del parco ducale

  • 5 Dicembre 2016 in 14:37
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    Assio sei uno spettacolo!!!

  • 5 Dicembre 2016 in 15:40
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    Guardando la partita di sabato anch’io ho avuto lo stesso pensiero. Invece di raccontare cannelle e provinare carneadi, profughi, austriaci e filippini perchè Minotti (senza appunto pretendere DeBruyne) non ha dato un occhio ad esempio alla mezzala del Bassano?Non penso fosse antibiologico come costo, non viene dalla serie A, nemmeno dalla B..e nemmeno dal Catania.

  • 5 Dicembre 2016 in 16:27
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    Ho scritto più volte che in campo c’è un casino dilettantesco..cross effettuati da zone inutili (3/4), pigrizia nei movimenti senza palla, lanci di 50 metri telefonatissimi…così si gioca a scapoli/ammogliati…

    Con morrone si è vista almeno un po’ più di coraggio e un po’ più di “cazzimma”…perfino qualche azione apprezzabile (vedi scambio di prima tra Calaiò e Nocciolini)…

    Quello che mi aspetto da D’Aversa (al quale ovviamente faccio gli auguri), è ordine in mezzo al campo, idee chiare, movimento senza palla…ok, per ottenere ordine e precisione, probabilmente occorrerà intervenire sulla mediana…vedremo chi lo farà…ma intanto metterei ordine con quello che c’è.

    • 5 Dicembre 2016 in 17:40
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      Credimi nel calcio ci vuole almeno qualcuno con dei piedi decenti

      NON bastano le idee kiare ne tanto meno il cervello da laureato

      • 6 Dicembre 2016 in 08:45
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        E hai più che ragione…ma non può mica essere l’allenatore a scovarlo…i suoi compiti sono altri…a limite segnalarne o richiederne di giocatori…

  • 5 Dicembre 2016 in 16:31
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    Morellini

  • 5 Dicembre 2016 in 16:39
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    Non parliamo male di Minotti e Galassi che poi si offendono e rilasciano interviste in cui sbandierano il lro gran lavoro!
    Cosa ci lamentiamo?Hanno portato il grande Agostinho, il super motivato Evacuo, per non parlare delle riconferme dei vari Messina Saporetti, Miglietta e l’inutilizzato Guazzo. E stiamo qui a lamentarci? Certo che noi parmigiani non siamo mai contenti. Abbiamo un centrocampo che mezza lega pro ce lo invidia, suvvia, siamo seri!

    • 5 Dicembre 2016 in 17:26
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      nell’enfasi ti sei scordato dei due terzini di fascia che abbiamo strappato al catania che li voleva mezza serie b…di binocolo

  • 5 Dicembre 2016 in 17:04
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    Non conoscendolo, posso solo augurarglici un grosso in bocca al lupo. Ne avrà bisogno in uno spogliato di vecchi.

  • 5 Dicembre 2016 in 17:26
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    Se va male d Aversa cosa dice il regolarmente? Può venire un altro allenatore

  • 5 Dicembre 2016 in 18:29
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    Lucarelli 2 turni evitato il peggio, meno bene per la multa causata dai soliti che lanciano le bottiglie.
    Per quanto riguarda lo staff tecnico mi ha stupito che non continui Fulgoni, era un valore aggiunto, peccato

  • 6 Dicembre 2016 in 00:02
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    Chiunque dirigente arriva e’ come fosse seduto su una bomba pronta a deflagrare vagnani dubito che arrivi a Parma se lo fa,e’ perche gli offrono un sacco di soldi,ma i rischi che corre sono alti,qui o di vince o si vince

  • 6 Dicembre 2016 in 08:47
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    Fulgoni non mi sembra non sia confermato, tutt’altro!

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