CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / A volte dorme più lo sveglio che il dormiente. Ci vuole equilibrio sia quando si perde che quando si vince

a-volte-dorme-piu-lo-sveglio-del-dormiente(Gianni Barone) – A volte dorme più lo sveglio che il dormiente” amava ripetere Aldo BAGLIO (del trio Aldo Giovanni e Giacomo, in questi giorni pre natalizi già nelle sale con l’ultimo CinePanettone) in uno dei loro film, suscitando perplessità e stupore: e nella gara di ieri il dormiente Parma ha dimostrato di essersi veramente svegliato al cospetto di una Reggiana, alla vigilia sveglia per quanto riguarda la migliore classifica, ma addormentata negli episodi chiave della partita e mai capace di mettere in difficoltà gli avversari. Un PARMA, sveglio, reggiana-parma-dettaglio-esultanzaaggressivo e determinato così non lo si era ancora visto nel corso di questo campionato. Eppure era questo che tutti si aspettavano, ma il merito di chi è? Dei giocatori, innanzitutto che hanno capito, qualcuno dirà, finalmente (non oggi, perché il carro dei vincitori è già strapieno, incluso qualche ciocolaté…) come si gioca in Lega Pro, ma soprattutto dell’allenatore che è riuscito, in poco tempo, tra i trionfalismi di BOLZANO e le eccessive critiche (questo bisogna ammetterlo e sottolinearlo)roberto-daversa-rifinitura-pre-reggiana col Teramo a trasmetterlo e farlo capire a tutti. Eh si il quasi Carneade, che quasi nessuno conosceva, è riuscito in tre partite, e in poche settimane di allenamento, nell’impresa, basilare ed elementare, di catapultare i giocatori a disposizione in un mondo (quello della serie C) che pochi conoscevano e che qualcuno aveva, forse, dimenticato. Lui ha sempre parlato di atteggiamento e ha dimostrato che, con il metodo, l’applicazione e soprattutto la voglia di giocare e di vincere, si può passare, anche in breve tempo, dalle parole ai fatti. Ha dimostrato di essere pragmatico al cento per cento facendo gioleonardo-colucci-reggiana-parmacare la sua squadra, quasi da squadra piccola e umile (nell’accezione migliore del termine), senza fronzoli e con qualche tatticismo utile che non guasta mai. In effetti la partita l’ha vinta il Parma sorprendendo gli avversari, sotto ogni aspetto, e D’Aversa sorprendendo il suo collega Colucci che si sicuro non si aspettava un PARMA cosi volitivo, cosi ben disposto in campo e con quel tipo di cazzimma, che in questi casi non deve mai mancare. E pensare che all’inizio la brillante e graziosa commentatrice tecnica di Rai Sport, Katia Serra, aveva messo in guardia tutti sui limiti del Parma in ockatia-serra-reggiana-parmacasione delle transizioni negative (cioè quando si perde la palla) e sui pregi della Reggiana, squadra particolarmente abile nelle ripartenze. A conti fatti, il PARMA, quando perdeva palla si compattava subito, facendo densità sulla trequarti, e chiudendo tempestivamente le linee di passaggio, impedendo, in questo modo alla Reggiana ogni tipo di ripartenza. In poche parole il Parma ha corretto i suoi limiti, mentre la Reggiana è stata incapace di sfruttare i suoi punti forti, limitandosi ad uno sterile palleggio basso, nel primo tempo, ed ad un poco convincente assalto, peraltro molto prevedibile e scolastico, all’area avversaria, nel secondo tempo. All’inizio , e poi anche alla fine non si è capito che sistema di gioco ha adottato il gianni-barone1.jpgParma. 3-5-2, 4-3-3, 4-4-2 ?  Beh qualcuno dice i primo, altri il secondo, e lo stesso tecnico D’Aversa afferma di aver adottato il terzo, cioè il 4-4-2, per non scontentare nessuno: io dico, che ha giocato con tutti e tre i sistemi messi assieme miscelandoli, sapientemente, a seconda degli esigenze della partita e degli sviluppi del gioco. Perché quello che tutti chiamano modulo, conta quando rispetta i principi di equilibrio, elasticità e razionalità. Il Parma di ieri è stato equilibrato, perché ha tenuto in considerazione, allo stesso modo, e nello stesso tempo, le due fasi di gioco, è stato razionale in quanto capace di adattarsi alle capacità, alle qualità e ai valori dei propri giocatori, ed è stato infine e soprattutto, elastico, dipietrocioè capace di adattarsi ad ogni tipo di atteggiamento avversario, senza squilibri, cambiando, eventualmente, compito, funzione o posizione in campo di qualche giocatore. In altre parole, come direbbe Antonio Di Pietro, l’elasticità consente di mantenere sempre gli equilibri in campo, anche se con un atteggiamento diverso con il cambio di sistema in corso. Siamo partiti da una difesa a quattro, per passare ad una tre, per tornare ancora a quattro, questo grazie all’atteggiamento tanto caro al tecnico D’Aversa che manda in campo giovani e li responsabilizza a dovere, che si trova avere in campo ben sei mancini (Saporetti, Nunzella, Ricci, Lucarelli, Scavone, Calaiò) di cui capitanicinque contemporaneamente, riuscendo ad avere sempre la meglio sull’avversario. Questa l’impresa di giornata del Parma senza retorica e senza trionfalismi, inutili e dannosi per il momento, ci vuole equilibrio sia quando si perde e sia quando si vince,  in attesa della prossima gara con il Modena che è guidato da quell’Eziolino Capuano che si autodefinisce laureato in marciapiedologia (inteso come esperto di marciapiede), che oltre alla eziolino-capuanogrande esperienza nelle categoria, può vantare conferenze stampa ad alto potenziale emotivo e nervoso, con tanto di epiteti rivolti a giornalisti, a suo dire, incompetenti se non addirittura peggio (pez…. di m….., test… di c…). Sarà una partita difficile e diversa perché, intanto, l’Eziolino di cui sopra, difficilmente si lascerà sorprendere dal nuovo Parma, consacrato dal Derby e ancora in lotta per il vertice, ma ancora in emergenza. Però è dalle difficoltà che viene fuori il carattere e l’identità di un gruppo, aldilà dei limiti che ancora esistono e che andranno al più superati. Questa è la missione, che tutti si augurano, sia ancora canapossibile. Al momento onore al merito ai giocatori e a D’AVERSA, che tra i tanti elogi, non vorrà fare la fine di Oronzo Canà quando, nell’ultima scena del film “L’allenatore nel pallone”, viene portato in trionfo dai gemelli, che inavvertitamente gli strizzano le parti basse, e gli fanno dire la famosa frase “Mi avete preso per un coglione”, e loro ribattono, “No! per un eroe” E il resto ve lo lascio immaginare… Per noi, intanto, la scena più bella rimane quella dell’esultanza dei tifosi del PARMA coi calciatori ripresi, in “POV”, o “in soggettiva”, pur mettendo a repentaglio l’orecchia, da Gabriele Majo per il canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913Gianni Barone (video dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913)

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / A volte dorme più lo sveglio che il dormiente. Ci vuole equilibrio sia quando si perde che quando si vince

  • 20 Dicembre 2016 in 19:54
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    D’Aversa: 3 partite, 2 vittorie e 1 pari, 4 gol fatti e solo 1 subito. Direi che il nostro grosso problema di inizio stagione (la difesa) è stato praticamente aggiustato. Ora serve l’attacco.

  • 20 Dicembre 2016 in 20:22
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    Luca la fase difensiva come il centrocampo e l’attacco non sono più corpi estranei tra di loro e allora anche la fase difensiva ti sembra migliorata
    Ora c’è manovra, pressing, concentrazione, ora si gioca uno per tutti e tutti per uno, ora C’È LA SQUADRA e con la squadra anche la difesa ti sembra migliorata.
    I giocatori ora sanno come muoversi, come pressare, insomma la mano magica di DAversa comincia a vedersi.
    E poi abbiamo Baraye che ha l’istinto del gol, è il miglior attaccante che abbiamo in rosa.
    Deve giocare con Calayo e Nocciolini
    SEMPRE
    Molto probabilmente abbiamo indovinato l’allenatore ma se lo cambiavamo all’epoca senza aspettare così tanto tempo, forse sarebbero gli altri a essere a sei punti da noi ma pazienza, l’importante è averlo fatto.
    Meglio tardi che nai.
    Certo urge un centrocampista, un così detto ” metronomo ” MA UNO BUONO, TANTO PER INTENDERCI, UNO “DA SOLDI”che detti i tempi di gioco e allora vedrai che anche l’attacco oltre al centrocampo ti sembrerà migliorato.
    Le squadre che abbiamo nel girone non mi sembrano dei fulmini di guerra, si rinforzeranno ma se vogliamo andare in B dobbiamo rinforzarci.

    • 20 Dicembre 2016 in 23:19
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      Giusto, se migliora la squadra migliorano tutti i reparti 😉

  • 20 Dicembre 2016 in 23:21
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    Dirò una cosa provocatoria : D’Aversa deve ringraziare Gigi Apolloni se ha potuto utilizzare 3 schemi di gioco durante il derby, perchè i movimenti da fare nel 352,433 e 442 ai giocatori li ha insegnati Apolloni..D’Aversa in una settimana non avrebbe potuto anche volendo.

    • 20 Dicembre 2016 in 23:29
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      perchè provocatoria?
      In fondo Apolloni ha giocato “soquante” partite
      come giocatore ad alti livelli,
      ha allenato ( un pò più che D’Aversa),
      di “cose” di calcio ne ha viste, ne ha sentite e messe in pratica.

      Credo che occorra guardare le cose con un pò di distacco e superare questo concetto che non si può parlare di Apolloni come se fosse peccato
      My opinion

      • 21 Dicembre 2016 in 12:38
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        Si può parlare di Apolloni, ma non perché è stato grandissimo come giocatore e ci ha dato (ed ha ricevuto) moltissimo, non si possa dire che come tecnico non è stato all’altezza, sopratutto in questa stagione, la sua gestione è davanti agli occhi di tutti, che poi ci siano anche dei corresponsabili, è altrettanto vero. Io continuo ad avere grande stima per Gigi come uomo ed ex calciatore, ma come tecnico non lo ritengo all’altezza, d’altra parte la sua ancor breve storia di allenatore parla chiaro.

        • 21 Dicembre 2016 in 12:57
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          infatti se ne può parlare senza problemi, come hai fatto tu per esempio, esprimendo il tuo parere civilmente.
          Altrettanto civilmente non deve essere un problema se qualcuno vuole esprimere qualcosa di positivo su di lui.
          Sai in effetti c’è una specie di timore a dire qualcosa di positivo su lui o su altri, come se fosse una cosa riprovevole.
          Se qualcuno pensa che abbia fatto anche cose positive deve poterlo dire senza temere di “provocare” chissà cosa.

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