D’AVERSA AL DOPO TG DI TELEDUCATO: “LA PRIMA COSA CHE HO DETTO AI GIOCATORI È STATA DI RIACCENDERE LA MUSICA DENTRO LO SPOGLIATOIO PERCHÉ PER RAGGIUNGERE QUALSIASI OBIETTIVO C’È BISOGNO DI ENTUSIASMO E DI SERENITÀ”

daversa-a-12-teleducato(www.parmacalcio1913.com)  – Roberto D’Aversa, nuovo allenatore del Parma Calcio 1913, è stata ospite in studio, questa sera, del ‘Dopo Tg – L’Intervista’ di 12 Teleducato, intervistato dal giornalista Michele Angella. Queste le sue parole:

“L’impatto con la città è stato molto positivo: ieri sono stato a cena in centro: Parma è una bellissima città che conoscevo già, ma ho potuto notare la passione della gente di Parma nei confronti della squadra. Il wp_20161205_22_52_57_pro__highresgiorno in cui la Società mi ha presentato ai ragazzi non c’era euforia, come è giusto che sia, perché quando c’è il cambio dell’allenatore è normale che il gruppo ne risenta. Però il momento in cui si resetta tutto è importante per i giocatori stessi per mettersi in evidenza e per far sì che questo avvenga c’è bisogno anche di entusiasmo: quindi la prima cosa che ho detto loro è stata di riaccendere la musica dentro lo spogliatoio perché per raggiungere qualsiasi obiettivo, nella vita, c’è bisogno di entusiasmo e di serenità per affrontare il lavoro quotidiano. nel momento in cui non arrivano i risultati è fisiologico che il gruppo sia sfiduciato e che singolarmente cali un po’ l’autostima: però è chiaro che con il lavoro, e se avremo fortuna coi risultati, l’autostima aumenta e di conseguenza migliora anche il lavoro. Una piazza importante come Parma l’unico obiettivo che può porsi è quello di vincere, ma viste tutte le vicissitudini e tutto quello che è successo fino adesso, è normale che bisogna iniziare a ragionare da provinciali, al di là del blasone della squadra. Questo non significa frenare gli obiettivi, perché nella vita bisogna essere ambiziosi e noi dobbiamo cercare di affrontare il lavoro quotidiano e quello settimanale con l’obiettivo di vincere la gara. Quindi bisogna andare in campo mettendoci passione e grinta, perché se pensiamo di vincere il campionato o di ottenere un obiettivo, solo e unicamente perché ci chiamiamo Parma commetteremmo l’errore più grosso. L’atteggiamento, dunque, dovrà essere quello di una squadra che vuole ottenere dei risultati attraverso il lavoro, il sudore e il sacrificio. Il giorno in cui mi sono accordato c’era tutta la proprietà, tranne il dottor Barilla, e l’impressione che mi hanno dato è che pur essendo in diversi avevano una linea comune e questo è difficile da trovare nel mondo del calcio. Nella vita loro stanno dimostrando di essere delle persone competenti: il calcio è un ambiente diverso, però, sinceramente, un ambiente di persone così per bene e appassionate, mi era difficilmente capitato; ma, ripeto, quello che mi ha stupito è il pensiero unico che hanno tra di loro. E questa è una cosa fondamentale. Questo pensiero unico, poi, si deve abbinare a quello della città, società e staff: se tutti quanti abbiamo un unico obiettivo, un’unica linea guida, ci possiamo cavare delle soddisfazioni. Dove noi non possiamo intervenire non ha senso sprecare delle energie: la scelta del direttore sportivo non compete a noi, cioè non compete a me come allenatore, e noi compete ai giocatori: noi dobbiamo pensare a fare il nostro e non sprecare energie. La scelta del direttore sportivo, però, dà ulteriori conferme alla squadra per cui non si potrà che migliorare. Mi fa piacere la stima nei miei confronti espressa dal direttore Daniele Faggiano: quando lui lavorava con Perinetti, che è stato il mio direttore quando giocavo a calcio, avevo già avuto modo di conoscerlo. Lo reputo una persona molto competente, lo ha dimostrato per quello che ha fatto a Trapani. Penso che sia un aspetto positivo che un direttore sportivo che interrompe un rapporto con una società di serie A e fa di tutto per venire qui a Parma. Mi auguro che, assieme a me, possa ripetere qui quello che lui ha fatto in passato a Trapani, e che il Parma possa trarre giovamento da questa situazione. La scorsa estate avevo avuto diversi colloqui: con alcune società non si era trovato l’accordo per alcune situazioni che non sto qui ad elencare; altre le ho declinate io perché non le ritenevo opportune come progetto importante su cui poter lavorare; tutt’ora avrei avuto l’opportunità di accasarmi da un’altra parte, ma la mia scelta di venir qua è appunto perché mi auguro che possa far bene qui, in una piazza importante come Parma, che, professionalmente, per me è il massimo. Io sono una persona che difficilmente si rilassa: ma la mia famiglia – mia moglie e i miei tre figli – è motivo di vita, In quelle poche circostanze in cui mi stacco dal lavoro – e questo è un mio difetto – la cosa che mi piace di più è godermi la famiglia. L’aspetto stampa è giusto che venga seguito da un allenatore: certo non vado a vedere le pagelle, o queste cose qui perché poco mi interessano, però credo che un allenatore non possa fare a meno di controllare sulla stampa l’analisi delle partite. Non sono un amante dei social network, quindi difficilmente vado a leggere i commenti, però questo, purtroppo, è un problema culturale: le cose sono cambiate rispetto a quando giocavo io e queste situazioni non c’erano. Comunque serve il giusto equilibrio e il giusto utilizzo. La cosa di cui sono enormemente convinto è che i calciatori, prima di relazionarsi con la stampa, o con altri organi, debbano passare attraverso l’addetto stampa: ci sono dei ruoli e delle competenze che debbono essere rispettati. Poi, ripeto, purtroppo questo è un problema culturale, perché ci siamo evoluti e magari può essere deleterio per uno sport di gruppo, dove ci può essere più di un singolo giocatore; ma serve un giusto equilibrio. In questi giorni non ho avuto il tempo di pensare a dove andare ad abitare, perché sono sempre rimasto a Collecchio: il mio pensiero è quello di vivere un po’ la città e se possibile prendere la casa in centro, anche se sto quasi tutto il giorno a Collecchio per il lavoro. La gara col Sud Tirol? Tutte le partite sono complicate, è chiaro che non possiamo concederci l’alibi delle assenze. Dobbiamo affrontare la partita nel migliore dei modi, cercando di portare a casa il risultato. In questo momento è presto per pensare – dal punto di vista mio, cioè del tecnico – al mercato di Gennaio: in questo momento debbo pensare di lavorare con i ragazzi che ho a disposizione e in queste partite farò delle valutazioni, però è giusto e rispettoso nei confronti dei miei ragazzi lavorare con il gruppo che ho a disposizione”.

DAL CANALE UFFICIALE YOU TUBE DEL PARMA CALCIO 1913 IL VIDEO DAL BACKSTAGE DEGLI STUDI DI 12 TELEDUCATO DELLA CONVERSAZIONE DI MICHELE ANGELLA CON MISTER ROBERTO D’AVERSA PER IL DOPO TG-L’INTERVISTA 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “D’AVERSA AL DOPO TG DI TELEDUCATO: “LA PRIMA COSA CHE HO DETTO AI GIOCATORI È STATA DI RIACCENDERE LA MUSICA DENTRO LO SPOGLIATOIO PERCHÉ PER RAGGIUNGERE QUALSIASI OBIETTIVO C’È BISOGNO DI ENTUSIASMO E DI SERENITÀ”

  • 6 Dicembre 2016 in 23:19
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    auguri ne avra’ bisogno ………….nando, forse oltre la musica servirebbero anche giocatri buoni

  • 7 Dicembre 2016 in 00:27
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    Non ha detto concetti banali. Mi sembra una persona che sa quello che vuole. Speriamo bene.

  • 7 Dicembre 2016 in 13:32
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    D’Aversa e Caggiano. Due quasi quarantenni d’assalto. Non so se abbiamo fatto un passo avanti ma di per certo stiamo rifondando il futuro del Parma.
    Io non credo che quest’anno ce la faremo ma godrei molto a sbagliarmi. Del resto anche queste scelte mi sembrano orientate al futuro e visti i recenti risultati penso che sia cosa saggia. Le parole dell’allenatore sul mercato di gennaio mi lasciano però perplesso come il curriculum del DS dove l’integrazione nel sistema calcio è fin troppo marcata.
    Ma ora che son sotto la bandiera crociata vanno difesi come abbiamo fatto finché ci è stato umanamente possibile con il vecchio staff. Miracoli non se ne fanno, buon lavoro.

  • 7 Dicembre 2016 in 14:50
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    Mi unisco agli auguri di buon lavoro nei confronti del neo D.S, e del neo allenatore col proprio staff per ripartire, proprio da Parma , per nuovi ed importanti successi sportivi coi gialloblu.
    Morosky

  • 7 Dicembre 2016 in 23:00
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    Pare che anche le vacche con la musica facciano più latte. E le galline più uova.
    Perchè Sanremo è Sanremo.
    Un vecchio di qualche anno fa avrebbe detto “a tl’a dag mi la musiche… in ti dent se at zug miga bè, at fag spuder al Sangov!

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