IL DS FAGGIANO AL DOPO TG DI TELEDUCATO: “IL DERBY? DICO AI TIFOSI CHE PRIMA DOBBIAMO BATTERE IL TERAMO, FARE PUNTI E STARE LÌ. ALLE 17 DI DOMENICA, SPERO CARICHI ANCOR DI PIÙ, PENSEREMO A COME AFFRONTARLO…”

calcio-e-calcio(www.parmacalcio1913.com) – Daniele Faggiano, nuovo direttore sportivo del Parma Calcio 1913, è stato ospite in studio, questa sera, del ‘Dopo Tg – L’Intervista’ di 12 Teleducato, intervistato dai giornalisti Michele Angella e Luca Ampollini.

Queste le sue parole:

“Conoscevo già Parma, perché qualche mio amico studiava o lavorava qua, e poi perché seguo le partite, ad esempio quest’anno ero già venuto a vedere la partita col Padova, ancora se ancora non bolliva niente in pentola. Sono sempre stato molto legato a Parma: anche il presidente di una delle mie prime squadre, il Brindisi, aveva studiato a Parma e quando potevamo venivamo insieme qui. Io sono venuto qui per cercare di dare un contributo importante alla società e alla squadra per tornare al Parma che era e che dovrà essere. Però adesso dobbiamo pensare che il Lumezzane, ad esempio, è una squadra di questo campionato e quindi va battuta, al di là delle difficoltà, perché anche ieri a Bolzano è stata dura, faticosa, ma proprio per questo ancora più bella. Mi aspettavo pure di fare il secondo gol, così l’ambiente e soprattutto la squadra avrebbe avuto ancor più fiducia. E’ una squadra carica di pensieri, fino adesso, perché quello che ho sentito in questi pochi giorni è che vorrebbero fare bene e dobbiamo cercare di mettercela tutta per avvicinarci alla vetta. Troppe pressioni possono portare negatività: noi dobbiamo, prima di tutto, dare una identità e cercare di costruire. Io del passato non parlo, perché i problemi del passato non li so e non ci voglio entrare. Io posso sapere i miei, ma come ho già detto in conferenza, porterò delle mie idee o situazioni diverse per cercare di far sì che i giocatori diano il massimo.

I dirigenti erano stati molto chiari con me: mi avevano detto che avevano preso in considerazione una figura ed erano già andati avanti, e anche quel dirigente si era già esposto con la sua società, per cui se si fosse tirato indietro per qualsiasi caso avrebbero scelto me. Io avevo un’altra squadra, ed ero venuto via, ma non per venire al Parma, ma per miei motivi. Dopo, quando mi hanno proposto la squadra del Parma, ho accettato più che volentieri di venire a parlarne.

L’allenatore è stato scelto a priori da me o può darsi anche che l’altro che avrebbe dovuto venire avesse fatto lo stesso nome. Mi han chiesto se ero allineato sull’allenatore e ho detto sì, perché è uno che a me è sempre piaciuto e non lo dico perché adesso è l’allenatore del Parma. Nel calcio succedono cose strane ed era strano che D’Aversa fosse a spasso…

Noi dobbiamo dare un po’ di possibilità a tutti: dall’ambiente alla squadra e a tutto quello che circonda il calcio a Parma. Io non ho la bacchetta magica, neppure a Trapani dove c’è stato uin lavoro di quattro anni: non era semplice, ma è stato bello. Ma adesso non parlo più del Trapani, adesso sono tutto per il Parma e dobbiamo cercare di dare tanto e si dà tanto se c’è la voglia e la passione. Non posso parlare di cosa servirebbe: o tanto o forse niente, dipende dai punti di vista. So solo che c’è da lavorare: la squadra segue l’allenatore, la squadra segue le direttive mie e della società e cerchiamo di andare avanti pensando al Teramo che ha cambiato l’allenatore…

Io vorrei evitare di dire qualsiasi cose che possa andar contro a chi c’era qui prima, anche perché potrei trovarmi anch’io nella stessa situazione. Tra l’altro l’ex direttore sportivo è pure mio amico, per cui preferisco tenere per me certe valutazioni.

Lo stato d’animo è quello di una squadra che è tanto lontana dalla vetta, con un pubblico e una città che si aspettava tanto e qualcosa in più. Certo che se una squadra pareggia in casa /o perde punti dai primi 4 o 5 posti, lo stato d’animo è di delusione e sconforto. Però adesso dobbiamo pensare positivo e cercare di trasformare questo sconforto in grinta e fame.

Non mi interessa replicare a Pedullà (che aveva detto che la Lega Pro è l’habitat naturale di Faggiano, ndr), dico solo una cosa: perché non andate a vedere i commenti di Pedullà prima che io andassi al Palermo? Sono gli stessi… Andate a spulciare i commenti di Pedullà prima che io andassi al Palermo e poi rifatemi dopo la stessa domanda…

Io avevo iniziato in Interregionale, poi ho fatto un anno di C2, Perinetti lo avevo stressato perché avevo preso un giocatore in Eccellenza, con la mia squadra di C2, lui era al Bari, e gli chiedevo di prenderlo, poi dopo per simpatia o non so cosa, forse aveva visto qualcosa in me, fatto sta che l’anno dopo mi ha chiesto di lavorare con lui. E’ stato un sodalizio durato 4 anni, ma dura sempre, anche se adesso siamo avversari e quindi lui ce l’ha con me e io con lui… Continuiamo a sentirci, ma ognuno con i segreti della propria squadra. Sì, il calcio, ma prima c’è il rispetto per le persone: Giorgio è uno che ha dato tanto al calcio, per  cui gli auguro di andare in serie B.

Il requisito più importante di D’Aversa? E’ uno che lavora. Lui con il suo staff vive a Collecchio e sta lì tutto il giorno. Per gli allenatori giovani, quelli che si vogliono mettere alla ribalta, è una prerogativa comune, ma lui è dei metodi di lavoro diversi dagli altri: strano che sia accasato solo da una settimana. Quando iniziamo siamo tutti inesperti, anche i mostri sacri del calcio. Io faccio l’esempio di Conte: quando è andato ad Arezzo non era certo lo stesso di oggi al Chelsea. Tra l’altro era stato esonerato proprio all’Arezzo e poi richiamato, e avevano 6 o 7 punti di penalizzazione. Parlo di Conte perché lo conosco bene, ma ce ne sono tanti, lo stesso Allegri. In tanti partono dalla Primavera e poi arrivano in prima squadra e sono inesperti, ma d’altra parte bisogna pure iniziare…

Il campo ieri non ci ha aiutato: una squadra ben organizzata che vuole giocare non è certo aiutata da un campo come quello di ieri. Per niente… Un conto era vederla in tv, un conto dal vivo… Prova ne sia, per dirne una, la palla scappata al nostro portiere, che era facile, ma il campo gli ha dato una traiettoria che l’ha fatto andare un po’ in difficoltà. Su un campo del genere è dura far vedere dei fraseggi o delle idee: comunque si sta lavorando molto; negli allenamenti vedo che c’è l’intensità giusta e soprattutto l’allenatore viene seguito.

Io sono uno che va in giro: parto prima della mia squadra per andare a vedere delle partite. Ero venuto a vedere anche il Parma. Io giro tutti i campi e vi so spiegare come si raggiunge quello di Lumezzane o di Salò o del SudTirol. Gli accrediti parlano…

Io dormo poco la notte per i pensieri che ho, ma mi fa piacere dormire poco, perché mi è scattata la molla: 4 anni fa se mi avessero detto di andare in una squadra di serie A, probabilmente non ci sarei andato, avrei rifiutato perché non mi sentivo pronto: se sono venuto qui a Parma, magari mi posso sbagliare, però mi sento pronto e conosco le realtà: Teramo, Maceratese, Sambenedettese, sono squadre che ho sempre seguito.

A Parma il calcio si respira diversamente che a Trapani: a Trapani c’è voglia di calcio, a Parma si respira calcio. Entrare a Collecchio o entrare al Tardini, senza nulla togliere al Trapani, è diverso… Qui c’è la storia e la storia vale…

La mia squadra di lavoro non posso ancora presentarla, perché io ho fatto la rescissione al Palermo e loro ancora no. Si tratta di quattro o cinque persone che si occuperanno di scouting.

io non sono ipocrita e non dico le cose per fare il ruffiano, ma io la classifica non la guardo. Non l’ho guardata stamattina e neanche ieri sera. Non guardo i risultati fin quando non finiscono le partite. L’altro giorno un mio collaboratore mi ha chiamato a fine primo tempo dicendo che risultati erano a favore nostro, ma io non vi posso dire quello che io ho detto, anche perché a fine partita molti erano cambiati, perché qualche squadra a fine primo tempo stava pareggiando, ma poi ha vinto… Adesso sto pensando al Teramo: abbiamo studiato il Teramo e se ne stanno occupando il Mister e l’osservatore che ho mandato a vederlo. Loro vengono da una sconfitta in casa, con cambio di allenatore e una motivazione diversa, per cui vorrà dimostrare che il presidente l’altra volta si era sbagliato…

Il derby? Già mi hanno spiegato. Dico ai tifosi e a voi che però prima dobbiamo battere il Teramo, fare punti e stare lì…Alle 17 di domenica, spero carichi ancor di più, penseremo a come affrontare il derby…”

DAL CANALE UFFICIALE YOU TUBE DEL PARMA CALCIO 1913 IL VIDEO DELLA PARTECIPAZIONE AL DOPO TG L’INTERVISTA DI 12 TELEDUCATO DEL DIRETTORE SPORTIVO DANIELE FAGGIANO

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Stadio Tardini

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One thought on “IL DS FAGGIANO AL DOPO TG DI TELEDUCATO: “IL DERBY? DICO AI TIFOSI CHE PRIMA DOBBIAMO BATTERE IL TERAMO, FARE PUNTI E STARE LÌ. ALLE 17 DI DOMENICA, SPERO CARICHI ANCOR DI PIÙ, PENSEREMO A COME AFFRONTARLO…”

  • 10 Dicembre 2016 in 10:56
    Permalink

    Pedullà è lo stesso che era convinto che Conte avrebbe distrutto Guidolin. Risultato finale: Bari-Parma 0-2. Non è uno che ci ama molto.

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