D’AVERSA OSPITE A SORPRESA DELL’ASSEMBLEA PPC: “SE NOI RIUSCISSIMO A METTERE LA VOSTRA PASSIONE E SENSO DI APPARTENENZA CREDO CHE POTREMO CAVARCI DELLE SODDISFAZIONI”

FOTO LUIGI E MARCO VASINI (copyright)    PER PARMA PARTECIPAZIONI CALCISTICHE Via San Bruno, 5 - 43123 Parma (Italia)   -   tel. 0521/493671 - cell. 333/3992149 e 339/4333787  -  e-mail: fotovasini@libero.it
FOTO LUIGI E MARCO VASINI (copyright) PER PARMA PARTECIPAZIONI CALCISTICHE
Via San Bruno, 5 – 43123 Parma (Italia) – tel. 0521/493671 – cell. 333/3992149 e 339/4333787 – e-mail: fotovasini@libero.it

(www.parmacalcio1913.com) – Roberto D’Aversa ospite a sorpresa alle Assemblee di Parma Partecipazioni Calcistiche. L’allenatore crociato, accompagnato dal vice Andrea Tarozzi e dal segretario generale Alessio Paini, è arrivato alla conclusione delle due assise di PPC svoltesi in serata all’Hotel Parma e Congressi, alla quale in precedenza erano intervenuti anche il Vice Presidente Marco Ferrari e l’Amministratore Delegato L(www.parmuca Carra. Introdotto dal presidente di Parma Partecipazioni Calcistiche Corrado Cavazzini, dall’A.D. Sandro Squeri e dall’avvocato Paolo Piva, rappresentante PPC nel CDA del Parma Calcio 1913. D’Aversa si è rivolto ai soci presenti, riconoscendo l’elevata importanza della partecipazione diretta all’azionariato dei tifosi e degli sponsor, e rispondendo alle loro curiosità.

Queste le sue parole:

“Questa manifestazione è importante: come ho già detto in occasione della mia presentazione è mia fortuna e mio orgoglio esser venuto ad allenare una squadra come il Parma dove la tifoseria fa parte di un progetto. Per il raggiungimento dell’obiettivo è importante che tutti noi remiamo dalla stessa parte: se noi riuscissimo a mettere la passione ed il senso di appartenenza che voi tutti state dimostrando in questo anno e mezzo, credo che potremo cavarci delle soddisfazioni. E questa, per noi, deve essere una spinta ulteriore per far sì che alla fine raggiungiamo il nostro obiettivo che tutti quanti noi ci siamo prefissati. E’ una cosa unica in Italia: per noi deve essere un vantaggio e per voi un motivo di grande orgoglio.

La nostra intenzione è quella di cercare di continuare quello che di buono abbiamo fatto in questo mese e mezzo, ma come dicevo prima l’importante è che tutti noi remiamo dalla stessa parte con un unico obiettivo: speriamo che non ce ne siano, ma se ci dovessero essere dei momenti di difficoltà, sarà lì che si vedrà ancora di più l’attaccamento, perché la squadra avrà bisogno ancor di più di sostegno.

La sosta? Per come stavano andando le cose, forse era meglio continuare, però devo dire che i ragazzi, per l’intensità di quel mese, credo che avessero bisogno di staccare. Da quando siamo arrivati noi c’è stato un cambiamento: i ragazzi hanno spinto, sprecando energie soprattutto mentali, e fisiche, per cui la pausa gli è servita.

Quello che mi potrebbe preoccupare è se subentrasse un senso di appagamento che non ci deve essere, però vedendo i ragazzi, per come si allenano, vi posso garantire che non è così, anche se poi è chiaro che sono i risultati che sono la lettura di tutto e fanno pendere il giudizio da una parte e dall’altra, perché spesso tutto è legato al risultato. Ma le vittorie non arrivano per caso: la vittoria arriva dopo il lavoro settimanale, dopo il lavoro quotidiano. La partita è la conseguenza del lavoro settimanale e finché i ragazzi hanno durante la settimana questo atteggiamento dormo un po’ più sereno; dormo si fa per dire, perché l’allenatore non dorme mai sereno. Più che altro perché non dorme…

In questo momento il nostro organico non è del tutto completo, ma la società sta lavorando con il massimo impegno e sono più che soddisfatto. E’ chiaro che a volte uno mette delle priorità che magari il mercato non ti permette di accontentare immediatamente, ma sono sereno perché il direttore con la proprietà sta lavorando bene.

L’inserimento dei nuovi non sarà un problema: a parte Edera che magari ha giocato meno, Munari è subentrato anche nel corso dell’ultima partita ed è un giocatore importante. Il fattore psicologico è quello che conta di più: lì dove ci sono dei giocatori che stanno facendo di tutto per venire qui a Parma, il fattore fisico va in secondo piano e tutto è più agevolato. Quello che ci preme di più, al di là del giocatore, è di non sbagliare la valutazione dell’uomo, che è la cosa più importante e condividere il progetto Parma. Se un giocatore fa di tutto per venire a Parma dalla serie A, direi che è un ottimo punto di partenza.

Il derby? Quando si affronta una partita così importante, sotto l’aspetto mentale l’allenatore deve fare poco, anzi, deve cercare di tenerli un po’ frenati, perché il rischio è quello di arrivare il giorno della partita dopo aver sprecato molte energie nervose. Lo dimostra il fatto che tre o quattro hanno finito con i crampi, ma non per una condizione fisica precaria, assolutamente no, ma per un consumo energetico, perché il derby, voi lo sapete meglio di me, i ragazzi, sin dal ritiro del campionato scorso non facevano altro che sentir parlare di questa partita. E sono stati bravi perché l’hanno interpretata nel migliore dei modi, sia sotto l’aspetto del gioco, soprattutto nel primo tempo, che dell’atteggiamento: hanno voluto di più la vittoria rispetto alla squadra avversaria. Tra l’altro in un momento di difficoltà, perché due giocatori hanno fatto di tutto per esserci, recuperando da infortuni: quindi merito a loro perché hanno interpretato la partita con il massimo impegno”.

Foto di Luigi Vasini

DAL CANALE UFFICIALE YOU TUBE DEL PARMA CALCIO 1913 IL VIDEO DELL’INTERVENTO DI MISTER ROBERTO D’AVERSA AL TERMINE DELLE ASSEMBLEE DI PARMA PARTECIPAZIONI CALCISTICHE

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

25 pensieri riguardo “D’AVERSA OSPITE A SORPRESA DELL’ASSEMBLEA PPC: “SE NOI RIUSCISSIMO A METTERE LA VOSTRA PASSIONE E SENSO DI APPARTENENZA CREDO CHE POTREMO CAVARCI DELLE SODDISFAZIONI”

  • 20 Gennaio 2017 in 07:57
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    Ferro for president.
    We can

  • 20 Gennaio 2017 in 09:58
    Permalink

    Finalmente, dopo la precisazione de ” la gazzetta di Parma” di oggi,
    ho ben chiaro il meccanismo degli over, della lista ..ecc ecc

    Come cita ( meglio jane ) il quotidiano , entro domani la società dovrà presentare in lega la lista dei 16 relativa alla gara di domenica 22 contro il Santarcangelo: ora mi è tutto chiaro anche perchè, se cosi non fosse stato, qualsiasi società avrebbe potuto avere ( temporaneamente) a disposizione ( esempio ) 30 over e, di conseguenza, farli giocare pescando fra di essi;

    la domenica successiva stesso discorso poi, entro il 31/01 lista definitiva valida fino al 30 giugno..

    • 20 Gennaio 2017 in 11:46
      Permalink

      Ogni tanto si sbagliano e fanno informazione

  • 20 Gennaio 2017 in 11:09
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    Ma nemmeno ragalandoli nessuno si piglia Guazzo e Jesus?Modena, Ancona, Sudtirol, dai fate uno sforzo!

    • 20 Gennaio 2017 in 11:34
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      in fondo la società può sempre risolvere mettendo chi non “serve” fuori rosa.
      Non è bello, ma se pensano che sia l’unico modo per non passare un altro anno in lega pro non utilizzare certi giocatori, non riuscendo a venderli, non resterebbe altro da fare

  • 20 Gennaio 2017 in 11:25
    Permalink

    …sembrerebbe esserci il Catanzaro su Guazzo…

  • 20 Gennaio 2017 in 12:38
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    Ma su PPC cosa è emerso? Chi è socio non parla, chi la gestisce.. lasciamo perdere.. l’impressione mia è che non sia mai davvero decollata, inizialmente perchè non c’erano i tempi per far le cose in un certo modo dopo per altri motivi. La proprietà non può seguire tutto direttamente e questa non è un urgenza ma per ora sa di occasione sprecata

    • 20 Gennaio 2017 in 13:38
      Permalink

      se devi criticare “allora stai a casa”. cito le tue parole

      • 20 Gennaio 2017 in 15:52
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        Bisogna capirle le critiche

        • 20 Gennaio 2017 in 16:21
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          p.s. dell’era biologica sarai poi te

  • 20 Gennaio 2017 in 13:34
    Permalink

    L ho già scritto altrove ma, il discorso di porre fuori lista ( rosa ) è deleterio per entrambe le parti:

    la società vi sarebbe costretta nel momento in cui il giocatore “dovesse puntasse i piedi” non accettando trasferimenti ( ben sapendo che, a fronte di “enne” acquisti, si devono fare necessariamente “enne” cessioni ); a quel punto il fuori lista consentrrebbe al giocatore di allenarsi, di percepire l’ingaggio sino a fine contratto ma, di fatto, di non giocare fino al 30/giugno 2017 !!!!

    Per contro la società DOVREBBE retribuire il medesimo sostenendo quindi un extra costo per una risorsa non utilizzabile:
    ed è per questo che, sul finire del mercato, le parti, solitamente si vanno ad accordare col classico contentino rappresentato dalla buonuscita ;
    certe società particolarmente potenti ed economicamente senza problemi, in passato, hanno tenuto anche fior di giocatori in tribuna
    non consentendo loro di giocare nemmeno altrove: vedasi Davids ( iuve ), Marchetti ( cagliari ), Pandev ( lazio ) …questi erano casi diversi ma sempre legati al fatto che il giocatore in questione non firmava il rinnovo del contratto aspettando il termine del medesimo per svincolarsi gratuitamente gestendo in seguito il contratto a titolo personale, da calciatore libero da tesseramento.

  • 20 Gennaio 2017 in 14:59
    Permalink

    il fuori rosa è un danno per tutti
    rimane il fatto che se non si può fare altro, il fuori rosa
    diventa ” l’Extrema ratio”, intesa come “ultima possibile soluzione”
    In generale, cosa fai se vuoi assolutamente un giocatore e lo ritieni fondamentale e non hai un posto? rinunci? Io credo di no

    Cmq per quel che riguarda il parma li piazzeranno e tutto andrà come deve andare. 🙂

  • 20 Gennaio 2017 in 15:05
    Permalink

    Come al solito “quelli dell’era” hanno capito tutto…

  • 20 Gennaio 2017 in 15:49
    Permalink

    In merito a Parma Partecipazioni penso anch’io che sia un progetto naufragato, ma si poteva immaginare, avendo di fatto raccolto 4 borri si e no. Ora è buono solo per organizzare qualche cena e dare una poltrona onorifica a qualche pensionato e/o decano con la speranza di prendere un San’Ilario d’oro che non si nega mai a nessuno. Andava bene nel contesto della retorica biologica, ora che siamo per fortuna rientrati (io ben felice) nell’inquinamento penso che i nostri proprietari di matrice industriali siano ben più che sufficienti. (e lo stanno ampiamente dimostrando) Poi se vogliamo lasciarla li come coereografia per organizzare un paio di cene all’anno va bene.

    • 20 Gennaio 2017 in 15:56
      Permalink

      Su questo non sono d’accordo, era una cosa molto interessante, non semplice da gestire. E’ chiaro che un tifoso “comune” avrebbe potuto contribuire solo in modo simbolico ma non si è mai capito niente, a partire dalla prima assemblea dove l’unica cosa chiara era l’arroganza e la maleducazione di chi rispondeva alle domande dei tifosi. Bisognerebbe capire se è un ritrovo per la Parma bene, un modo per riunire azionisti medi come imprese locali o qualcosa di piu simile all’azionariato popolare

      • 20 Gennaio 2017 in 16:01
        Permalink

        io non me ne sono mai interessata e non conoscendo l’argomento non saprei cosa dire al riguardo, però mi incuriosisce quello che dici, perchè arroganti e maleducati? Sono parole molto forti..Che è successo?

        • 20 Gennaio 2017 in 16:08
          Permalink

          Che la gente è sempre diffidente quando si tratta di investire e non tutti hanno la capacità di comprendere questioni tecniche. A parere mio e di altri tifosi non c’è stato l’atteggiamento giusto ma se va bene a loro..
          Dopo i primi tempi ho lasciato perdere e non ho piu seguito la questione, tant’è che chiedevo notizie nel post precedente.. Anche volendo mi pare che sia comunque oggettivamente difficile star dietro a questo progetto.

  • 20 Gennaio 2017 in 16:08
    Permalink

    ho letto questa mattina la notizia dell’azionariato

    ho capito che:

    se spendo 500 euro ho la possibilità di esprimere 5 voti.

    se nè spendo 30.000 di voti ben 300.

    Morale io sono un poveretto e mi posso permettere

    col minino sindacale di versare 500 euro.

    Pertanto l’azionariato per me resta e resterà un sogno proibito…

    in quanto nella stanza dei bottoni conterò come un cicca frusta…..

    • 20 Gennaio 2017 in 16:25
      Permalink

      Quello è inevitabile, se poi pensi che tutti speriamo di salire le categorie con gli aumenti di capitale il “peso” del piccolo tifoso può essere solo simbolico: ok, allora lo si spiega non ci son problemi.
      Detto questo ribadisco che mi domando: allora cosa serve? si sta cercando di coinvolgere investitori medi come possono essere imprese interessate solo a una piccola quota? a suo tempo quando lessi l’elenco dei soci di allora c’erano solo persone fisiche.. tifosi vip o gente che probabilmente ha preso una quota a cuor leggero

      • 20 Gennaio 2017 in 16:31
        Permalink

        approposito di tifosi che comprano quote, e del Sant’Arcangelo .. ho trovato questo sul web, una curiosità:
        “L’Associazione Sportiva Squadramia è la prima Associazione Sportiva senza scopo di lucro in Italia, formata da migliaia di tifosi in Italia e all’estero,che ha acquistato l’ASD Santarcangelo Calcio 1926 Santarcangelo Calcio, squadra che milita nel campionato di Serie D, Girone D. L’idea nasce sulla base del precedente inglese dell’Ebbsfleet United F.C.. L’As Squadramia attualmente detiene il 10% dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Santarcangelo Santarcangelo Calcio

        • 20 Gennaio 2017 in 16:41
          Permalink

          Guarda secondo me l’azionariato popolare è possibile solo in quei termini, e stiamo parlando di una società che per bacino d’utenza è già ai massimi livelli.
          Qua si parlava di azionariato diffuso, una cosa diversa, molto interessante, che non ha tradizione in italia ma che in germania ad esmpio funziona e anche bene. per l’azionariato diffuso però non ci vuole gente da 100 500 o 1000 euro..quello è il punto, io vedo investitori di prima fascia in nuovo inizio, in ppc continuo a non capire dove vogliano andare a parare. Può essere anche un limite mio ci mancherebbe

          • 20 Gennaio 2017 in 16:54
            Permalink

            Capisco il tuo discorso.. da parte mia non ne capisco un granchè, non mi sono mai soffermata a pensarci, se non leggere qua e là cosa avevano fatto altri clubs in tal senso .. e su quello che si è fatto o non fatto qui a Parma proprio non ne so. Certo è che, come dici giustamente, sembrava davvero interessante.

  • 20 Gennaio 2017 in 17:29
    Permalink

    Ad oggi è PPC è una specie di Rotary o Lions dove professionisti, avvocati, notai pioccioni e pensionati Vip con il modico esborso di 500 ghelle pensavano di andare a mangiare a macca due scaglie di grana e bere un bicchiere di prosecco insieme ai G7 nell’intervallo delle partite. 500 euro che sono la metà della quota annua a un Rotary, Lions o Kiwanis cittadino, quindi agli occhi del professionista pioccione parmigiano un buon investimento. Tutto qui.
    Concordo con Gabriele che invece andrebbero buttati fuori a calci i pioccioni di cui sopra e attirate aziende, magari medio/piccole, ma cmq interessate al progetto Parma, ma con target di investimento minimo almeno di qualche decina di migliaia di euro. Così avrebbe senso. Oggi sembra ripeto o un Rotary/Lions/kiwanis/Round Table o un circolo Castelletto ma senza conchino.

  • 20 Gennaio 2017 in 17:41
    Permalink

    Da quello che ho capito attraverso l’intervista del presidente

    Il PPC vorrebbe aumentare le quote nel Parma,

    puntando ad aumentare il suo capitale sociale

    attraverso versamento di soci.

    Certo con i piccoli come me va poco lontano, ma con aziende

    piccole e medie sicuramente qualcosa potrà ottenere….

    ma conviene d’avvero muoversi in questo modo??

    Il piccolo socio sarà sempre più schiacciato da colui

    che verserà una somma superiore.

  • 20 Gennaio 2017 in 19:13
    Permalink

    Bravo mister. Tienili sempre sulla corda http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

I commenti sono chiusi.

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