ESCLUSIVA STADIOTARDINI.IT / PAOLO AMIR TABLONI, AUTORE DI 999, E LA CARRIERA SPEZZATA DI BERTONERI TRACCIATA OGGI SULLA GAZZETTA DELLO SPORT. CON INTERVISTA A CARMIGNANI…

Paolo Amir TabloniPaolo Amir Tabloni (*) – Nelle nazionali giovanili anni ’70, nessuno aveva dubbi su Dante Bertoneri da Massa: quel ragazzino classe ’63 in forza al Torino, avrebbe fatto strada, tanta strada. E infatti, ancora minorenne, debutta in un Torino-Ascoli già nella stagione 1980/81, sotto la curva Maratona dello stadio Filadelfia, che (a dir suo) gli toglie letteralmente il fiato e lo coccola per altre due stagioni. Talentuoso trequartista con il numero 7 sulla schiena (che a volte è un 10, come quelli bravi per davvero), nella stagione 1981/82 gioca 23 partite segnando 2 gol, guadagnandosi addirittura un 9 in pagella, nella partita contro il Cagliari. Tutto bello, si: come nelle favole. Se non fosse che ad un certo punto Dante deve partire per il militare (e quindi si allena e gioca meno), e che nel frattempo la società cambia pelle: un nuovo presidente (Sergio Rossi), un nuovo allenatore (il borgotarese Eugenio Bersellini) e un nuovo direttore sportivo (Luciano Moggi).

Bertoneri Gaz SportE’ proprio Moggi, alla fine della stagione 1982/83 a tagliare Bertoneri: “Ti mando al Cesena da un amico miooo… Lugaresi gli dice con la sua cadenza tipica. Ma Dante rifiuta incredulo, un po’ perché si sente la maglia del Toro cucita addosso e un po’ perché non gli va di scendere in serie B. Insomma, lo sanno tutti che Lucianone non accetta mai un no come risposta, e infatti Bertoneri da Torino se ne va lo stesso, ad Avellino, rimanendo in Serie A. E’ comunque il preludio della fine: Moggi aveva i suoi uomini, li tutelava. Chi andò al Cesena infatti tornò al Torino e mi abbandonò in mezzo ad una strada a 21 anni… non avevo nemmeno il procuratore.” Così Bertoneri scivola da Avellino a Parma, da Parma a Perugia (B) e infine alla Massese (C2), dove appende le scarpette al chiodo a seguito di un grave infortunio, a soli 26 anni.

bertoneri messaggero zagnoli“Per il Torino avrei dato un braccio” riporta oggi la Gazzetta dello Sport, che dedica a Bertoneri la rubrica settimanale “Carriere spezzate”, che volutamente stampa a pagina 17. Leggo tutto l’articolo d’un fiato, e con il magone di chi ha vissuto il fallimento calcistico sulla propria pelle (e su gentile incoraggiamento di Gabriele Majo), mi vado a leggere anche il bell’articolo di Vanni Zagnoli, pubblicato su Il Messaggero qualche tempo fa (clicca qui per leggerlo), proprio su Dante Bertoneri, nel quale si da ampiamente spazio (e con una certa veemenza), al fatto che Bertoneri sia da parecchio in depressione, per di più con problemi di lombosciatalgia e all’osso sacro, che faccia molta fatica a sbarcare il lunario e che abbia già chiesto aiuto a tutti: al presidente Cairo, a Cesare Prandelli, Antonio Conte, Azeglio Vicini, ai tifosi del Toro, all’Associazione Calciatori e altri ancora, e che se non fosse stato per la sua grande Fede religiosa, e per la sua passione per la corsa (oggi vince gare campestri) probabilmente, si sarebbe suicidato.

CARMIGNANI-CON-MAJO-A-SIVIGLIA.jpgNon contento, raggiungo telefonicamente Gedeone Carmignani (allenatore di Bertoneri al Parma nel 1984) e tirato in ballo sulla Rosea dallo stesso ex numero 7: “A Parma l’allenatore Carmignani dice ai giornalisti che non saltavo di testa perché mi rovinavo i capelli. E invece avevo un problema al ginocchio, curato poi a Massa”; secondo il “Gede”, tuttavia, i problemi erano altri: Bertoneri era un ragazzo con grandi doti, ma con poca personalità e atteggiamenti discutibili, ricordo che spesso scappava a casa perché ne sentiva la mancanza e saltava l’allenamento, quando Massa dista soltanto bertoneri e carmignani100 km da Parma! Probabilmente non riusciva a perdonarsi di non essere più la stella nascente del Torino, era troppo debole, si autoescluse quasi subito. Sogliano aveva investito una montagna di soldi per averlo, e le abbiamo tentate davvero tutte per recuperarlo, ma purtroppo non ci siamo riusciti”.

999Attacco il telefono rimanendo sospeso, seduto dietro alla scrivania del mio ufficio in silenzio, con lo sguardo perso nel ricordo di tante altre storie “sfortunate”, che negli anni ho sentito, raccolto e pubblicato nel mio ultimo libro “999, le storie vere dei campioni mancati”. Penso a Ferdinando Piro, che nel Parma esordì in Serie A a 18 anni, segnando pure un eurogol contro il Bari, o a Pasquale Iadaresta, che coronò il sogno di giocare a San Siro (con la maglia del Siena), Gabriele Ballotta, che nelle nazionali giovanili, formava coppia d’attacco con Andrea Pirlo, Mauro Ghillani, bomber della Primavera gialloblù, estromesso dal grande calcio per uno spinello, e ancora Alessandro Lupo, promessa della Samp di Boskov, e un po’ anche a me, che a 17 anni ero il cocco di Gianni Di Marzio quando giocavo nel Padova, e a 19 ero già a Colorno in Eccellenza.

TABLONI PRESENTAZIONE 999Storie drammatiche che spesso non hanno una spiegazione, perché il talento è fondamentale per arrivare al Top, ma non è detto che chi ce l’ha, ce la faccia. E’ tremendamente difficile essere l’uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto. E’ dura capire quale strada prendere a volte, chi ascoltare, specie da ragazzini, quando passa il treno, e spesso è primo e ultimo. Poi a volte ci sono gli infortuni, le pressioni dei genitori, l’incompatibilità con dirigenti e allenatori, le compagnie sbagliate, le fidanzatine che ti prendono la testa, annate fortunate e meno, errori che tutti i ragazzini di 18 anni posso commettere, ma un giocatore no.

TABLONIRimango dell’idea che i fallimenti di questi giovani atleti (me compreso), debbano servire per affrontare la vita con maggiore consapevolezza e con un filo di pelo sullo stomaco in più, perché si può cadere mille volte e ogni volta rialzarsi più forti. Il mio idolo Steve McQueen diceva che “fin che sei in vita, vale sempre la pena rispondere ai colpi.” Sii forte Dante! Paolo Amir Tabloni (*)

(*) Autore di “999, le storie vere dei campioni mancati”, edito da Diabasis

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IL MIO GRAZIE A CARMIGNANI CHE NEL DECENNALE DELLO SPAREGGIO DI BOLOGNA MI HA RICORDATO COME GIORNALISTA BRAVO, FEDELE, ESPERTO E FIDATO

Stadio Tardini

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7 pensieri riguardo “ESCLUSIVA STADIOTARDINI.IT / PAOLO AMIR TABLONI, AUTORE DI 999, E LA CARRIERA SPEZZATA DI BERTONERI TRACCIATA OGGI SULLA GAZZETTA DELLO SPORT. CON INTERVISTA A CARMIGNANI…

  • 25 Gennaio 2017 in 16:47
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    Cari, complimenti. Ilmessaggero.it è uscito ieri sera, anche su leggo.it, oggi, ma la storia di Bertoneri gira da anni e io stesso l’avevo già pubblicata in varie puntate, dal 2013. Complimenti, Pablo e Gabriele

  • 25 Gennaio 2017 in 16:49
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    Anzi, tutti quei personaggi nazionali e internazionali, li ha contattati tramite me. Anzi, vorrebbe tutti i numeri ma ovviamente io non posso dare tutti i numeri di tutti a uno che chiede solo aiuto. E lo pretende. Chi non è affetto da depressione? Io sì, da anni

  • 25 Gennaio 2017 in 17:35
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    Personalmente conosco o conoscevo tante persone con problemi

    Di salute e NON solo ke kiedono aiuto da parekki anni e mesi

    Ma a nessuno è stata fatta una pagina in qualsiasi giornale

    E soprattutto la maggior parte di ki conosco hanno trovato

    Molte porte kiuse nei vari uffici così detti competenti e sono

    Stati sbattuti in strada nell’ indifferenza totale degli addetti

    Ne approfitto nel ringraziare tutti i volontari e NON ke aiutono

    Giornalmente le persone bisognose di un pasto caldo e NON solo

    Avete tutta la mia stima

  • 25 Gennaio 2017 in 17:52
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    lista infinita..
    uno su mille ce la fa..
    comunque, se quella è la verità.. io stò con Vanni (ma SOLO questa volta).

    Savo

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 25 Gennaio 2017 in 18:53
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    Ecco cosa succede a dire di no a Moggi. Che schifo!

  • 26 Gennaio 2017 in 19:12
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    Ricordo che Bertoneri arrivò al PArma neopromosso in B con Perani come grande acquisto in grado di aiutarci nella salvezza (poi mancata…) e alla prima partita al Tardini il suo primo tiro in porta finì addirittura in fallo laterale….
    Ricordo inoltre i cori “Bertoneri olè” (da cui il mio nickname)…. ero un giovanissimo Boys in 2°media…. Da lì, insieme al mio Parma ne è stata fatta di strada….

    Avanti Crociati fino alla Vittoria!!

    TUTTI A VENEZIA

    • 27 Gennaio 2017 in 21:27
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      Quel campionato fu devastato da corruzione e calcio scommesse ed il Parma, che non aveva santi in paradiso, era carne da macello. Contro il Genoa Bertoneri fu abbattuto da dietro dal portiere sulla linea di porta mentre stava per segnare…tutto regolare per l’arbitro.

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