REPORTAGE di Luca Savarese / Venezia e le sue luci vengono da lontano: da Bisanzio e da Oriente, quasi ti sussurrano: “non perderti niente”

LUCA-SAVARESE.jpgVENEZIA – nostro servizio – Luca Savarese – Venezia al sabato di primo pomeriggio assomiglia ad una grande cattedrale all’aria, anzi all’acqua aperta: ognuno ha la sua funzione e cerca il suo posto, nello scacchiere dei mestieri: il gondolaio accarezza il remo, al piccolo trotto, il manovale porta le valigie alle scolaresche straniere sbraitando in veneziano, mentre il conducente del battello tranvai usa un’andatura decisamente più veloce. Benvenuti nell’eldorado lagunare, un porto moltiplicato all’infinito, formato città e pronto a sorprenderti. Talete, filosofo che teorizzò l’acqua come elemento fondante, qui si sarebbe trovato a suo agio. Se dovessi trovare una parola che sostituisse musica, penserei soltanto a Venezia, ebbe a dire Nietzsche. Già, la musica e quel ritmo alto, da prima della classe della squadra di casa. Ma anche l’orchestra parmigiana viaggia, soprattutto da quando a dirigerla c’è Roberto D’Aversa. Laguna, tieniti stretta, perché tra poche ore sarai teatro di sfida vera, tra gli arancionverdi di Pippo Inzaghi, una vita sul filo del fuorigioco ed un presente a mettere in fuorigioco tutte le rivali del suo lanciatissimo team, e i gialloblù crociati; va bene che carnevale è prossimo e da te è molto celebrato, ma qui non si scherza affatto. Stadio Pierluigi Penzo, un aviatore morto nel 1928. Isola di San’Elena, dove riposa la mamma dell’imperatore Costantino. Chi avrà la meglio potrebbe davvero porre il proprio impero sul campionato, anche se la navigazione, pardon la stagione, è ancora lunga. Ma, un momento, non c’è solo sant’Elena, ma in città, non lontano dalla stazione ferroviaria, spicca la basilica di Santa Lucia, che conserva il corpo della santa siracusana vissuta nel 300 d.C. e protettrice della vista. Si, il big match ha bisogno anche di alti sguardi. Venezia e le sue luci vengono da lontano: da Bisanzio e Oriente e quasi ti sussurrano: “Non perderti niente”. E se non si ama la cagnara ed il viavai, basta prendere il vaporetto e scendere a Lido di Venezia: un’oasi, dove nel silenzio, si riesce meglio a contemplare la bellezza appena vissuta. A settembre certo anche qui c’è fracasso perché vi si teiene la mostra del cinema, ma il calcio è realtà mica finzione come lo sanno i suoi giocatori. Qui, in una pizzeria, Al Passatore si può ammirare qualche figurina Panini, prime edizioni, appesa alle pareti di Mario Ardizzon, terzino sinistro degli anni sessanta, nato nel 1938 e che ha giocato in A con Venezia, Roma e Bologna, scomparso nel 2012 a settantaquattro anni. La laguna chiama, il ducato risponde. Venezia e Parma, adesso a voi. Luca Savarese

One thought on “REPORTAGE di Luca Savarese / Venezia e le sue luci vengono da lontano: da Bisanzio e da Oriente, quasi ti sussurrano: “non perderti niente”

  • 29 Gennaio 2017 in 13:00
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    Daje raga!

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