BAR SPORT IN DIRETTA CON CASA LUCARELLI. IL CAP: “NOI AVEVAMO GIOCATO MALE E LA FERALPI AVEVA MERITATO LA VITTORIA, PERÒ ADESSO C’È UN ALTRO PARMA E NOI ANDREMO LÀ A CERCARE DI VINCERE PERCHÉ SIAMO OBBLIGATI A FARLO”

casa lucarelli(www.parmacalcio1913.com) – Le telecamere di Tv Parma in diretta da casa Lucarelli. Per celebrare le 300 presenze del Capitano l’emittente cittadina, durante l’ultima puntata di Bar Sport, andata in onda lunedì sera 20 Febbraio 2017, si è collegata con la residenza del festeggiato. Ecco i video dal backstage dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913 con la trascrizione delle risposte del Cap a Sandro Piovani e ai suoi ospiti, tra cui l’ex crociato Gabriele Pin.

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“Dopo le 300 presenze mi sento un po’ più vecchio, quello sì, però è un traguardo importante che mi rende felice ed orgoglioso di essere entrato nel ristretto club dei pochi che hanno potuto fare così tante presenze in una squadra, e nel mio caso particolare in questa società, cui, come ben sapete, son legatissimo…”

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“Quando stai nove anni in un posto si crea un legame che va oltre l’aspetto sportivo. Io unirei tutto in un’unica parola, perché per me significa tutto: è il mio lavoro, la mia famiglia, lo sport che amo, il legame che si è creato… E’ tutto un insieme che è cresciuto, anno dopo anno, ed è diventato inossidabile e mi auguro che continui ancora…”

CLIP DI VALTER PEROTTI (TV PARMA): ALESSANDRO LUCARELLI, 300 PRESENZE CON LA MAGLIA CROCIATA

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“E’ stato emozionante vedere la vostra video clip con tutta la mia storia, i miei gol. insomma le emozioni vissute in questi anni…”

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“Mia moglie? E’ una grande donna, nascosta in cucina, però… La mia famiglia è sempre stata al mio fianco: con Cristiana ci siamo conosciuti che avevo 14 anni, quindi tutto il mio percorso calcistico l’ho condiviso assieme a lei, quindi mi pare il minimo un piccolo riconoscimento, ma se sperate di vederla in diretta, mi dispiace di deludervi, perché è talmente timida e vergognosa che non si presenterà mai… Quanto è stata importante nell’anno del fallimento? E’ stata importante nel senso che io quell’anno a casa non ci sono quasi mai stato e quindi lei ha vissuto, come si può dire?, da vedova, poverina, perché le poche volte che ero a casa ero sempre al telefono e sicuramente anche la mia famiglia ha subito la situazione e la tensione che avevo addosso e il nervosismo, perché indubbiamente è stato un anno difficile, che ho riportato anche in casa. E’ inutile negarlo: non si possono scindere le due cose: la stessa persona che ero al campo lo ero a anche a casa. Sicuramente, purtroppo, anche loro hanno dovuto subire questo, però l’hanno fatto, soprattutto Cristiana, lasciandomi degli spazi, perché sapeva che era una cosa molto importante a cui dovevo star dietro”.

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“Se smetterò a fine stagione? E’ normale che qualche pensiero in merito lo faccia… Ad essere sincero cambio idea, dentro di me, ogni 5 minuti… Dentro di me ci sarebbe la voglia di continuare, poi, però, non vorrei fare il passo più lungo della gamba. Quindi è una decisione che aspetterò a prendere alla fine del campionato: mi piacerebbe, naturalmente, rimanere all’interno della Società, sotto un’altra veste, però, in questo momento, se smettessi mi vedrei più in un ruolo dirigenziale, che come allenatore. Questo è un po’ quello che penso in questo momento, però, ripeto, ho ancora la testa, fortunatamente, da giocatore, e l’unico mio obiettivo è in questo momento quello di cercare di portare il Parma in Serie B. Poi tutto quello che succederà dopo lo deciderò tra fine maggio e giugno…”

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“Dico la verità: io, innanzitutto, ho avuto la fortuna, durante la mia carriera, di non aver mai avuto infortuni e questo sicuramente mi ha aiutato tanto, perché io, nonostante a Luglio faccia 40 anni, arrivo al campo senza avere dolori alle caviglie o ai tendini, cosa che normalmente succede ai giocatori sopra i 30 anni. L’aspetto fisico, quindi, è stato un aiuto importante. Sotto l’aspetto mentale, invece, la cosa che secondo me ha fatto la differenza è stato l’entusiasmo e la voglia ancora di giocare di un ragazzo di 20 anni, perché io non vedo l’ora di arrivare al campo per allenarmi, vivo lo spogliatoio divertendomi, arrivo alla domenica che ho veramente voglia di scendere in campo e dare tutto. Queste sono le caratteristiche che hanno contraddistinto la mia carriera e, ripeto, fin che avrò questa testa sicuramente posso andare avanti, perché non mi pesa niente, non sono stanco di giocare, perché veramente mi piace. Oltre all’entusiasmo anche la passione che ho verso la professione che faccio – professione più che lavoro, perché i lavori veri sono altri – è quella che mi ha spinto a giocare fino a questa età…”

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“I tre momenti più significativi? Sicuramente quando ero arrivato, la promozione: ero sceso dalla serie A al Genoa per aiutare il Parma a vincere il campionato di Serie B e ci siamo riusciti alla grande. Poi c’è stato un percorso di crescita nell’arco dei successivi sei anni che ci aveva portato a essere stabilmente dalla parte sinistra della classifica, fino ad arrivare al secondo momento significativo che era la qualificazione all’Europa League, al termine di un campionato strepitoso. E poi il terzo momento, anche se negativo, è tutto quello che è successo dopo…”

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“La fascia di Capitano? Non mi è mai pesata. Non mi è mai pesata perché questa responsabilità che ho addosso me la prendo molto volentieri e dopo tutto quello che ho passato, onestamente, non mi spaventa più niente. Credo che il momento di maggiore difficoltà sia stato, naturalmente, l’anno del fallimento, quando dovevo rincorrere i giocatori per cercare di fargli capire che se non si riducevano lo stipendio poi si rischiava di fallire e ho ricevuto tanti no, o persone che non mi hanno risposto neanche al telefono, magari anche miei ex compagni di squadra. Quello, forse, è stato il momento che mi ha fatto più male perché ho visto, veramente, l’egoismo delle persone, e il non pensare al bene comune, e a una comunità che in quel momento era in difficoltà. Alle volte ho pensato: ma chi me lo fa fare di rincorrere la gente e questi se ne fregavano tutti… Però sono andato avanti lo stesso perché avevo un obiettivo: lo dovevo alla gente e a tutte le persone che lavoravano nel Parma, per cercare di dare ancora una speranza. Purtroppo, però, alla fine non è servito a niente, perché non abbiamo portato a casa niente, però io tutto quel che potevo fare in quell’annata lì l’ho fatto…”

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“Bernardo si è salvato perché sono diffidato… Ho aspettato la prima palla subito, ma poi, fortunatamente, ho ragionato… Anche sul momento, perché subito mi si era chiusa la vena, come l’anno scorso con il portiere del Forlì, poi però – magari sarà stata anche l’età… (sorride) – ho ragionato un attimo e ho pensato che forse sarebbe stato meglio star buono, anche perché l’arbitro subito mi ha detto di star tranquillo e di non far niente che ci avrebbe pensato lui ad ammonirlo, e così è stato, quando è tornato a metà campo che è andato ad ammonirlo”.

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“Il quadro qui sopra? Debbo cambiare la cifra iniziale: quello fu il regalo della Società per le 200 presenze e dico la verità costava anche un bel po’, per questo mi sa che debba cambiare la cifra iniziale, perché un altro non me lo fanno… (sorride) E così levo il 2 e ci metto il 3…”

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“Il nostro obiettivo dev’essere quello di cercare di vincerle tutte, c’è poco da fare… Purtroppo non dipende solo da noi perché quando rincorri devi sperare anche in qualche passo falso o mezzo passo falso delle squadre che ti stanno davanti. Però se prima non vinciamo noi abbiamo poco da fare i conti… Io sono convinto che se noi le vinciamo tutte noi andiamo in serie B: so che non è facile e che può sembrare da pazzi pensarlo, però abbiamo la squadra e la forza per poterlo fare e quindi prepariamo ogni partita cercando di ottenere il massimo, senza mettersi a fare tabelle o a fasciarsi la testa. La cosa migliore è partita dopo partita cercare di raccogliere il massimo per poi fare i conti alla fine…”

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“Non c’è una grande differenza a livello di risultati, con il Venezia: noi oggi paghiamo sicuramente gli scontri diretti con il Venezia, e usciamo penalizzati, in maniera incredibile, da due partite nelle quali meritavamo di fare almeno quattro punti e ne abbiamo fatto uno solo. Paghiamo le partita tra Padova, Ancona e Bassano dove abbiam fatto un punto solo, perché per il resto, anche nella precedente gestione con Apolloni i risultati erano buoni, perché se vi ricordate, se avessimo vinto a Macerata saremmo stati primi in classifica. Io credo che siano questi due blocchi di partite che adesso ci stanno penalizzando, però non si può guardare indietro: ormai la situazione è questa, noi stiamo facendo tantissimo e dobbiamo continuare così, perché sicuramente c’è la possibilità di recuperare, le partite sono tante e le squadre insidiose sono tante, sia per noi che per il Venezia. Sicuramente non riusciremo né noi né il Venezia a fare bottino pieno di qui alla fine e quindi dovremo essere bravi lì dove il Venezia pareggerà o addirittura perderà a rosicchiare dei punti per poi fare lo sprint finale”.

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“Con la Feralpi, all’andata avevamo sofferto tanto: la Feralpi ha fatto la partita più bella della stagione contro di noi: ricordo quella serata in cui veramente avevamo subito. Noi avevamo giocato male e la Feralpi aveva meritato la vittoria, però adesso c’è un altro Parma, un’altra squadra e noi andremo là a cercare di vincere perché siamo obbligati a farlo”.

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“Volete salutare mia moglie Cristiana? E’ che è occupata a tenere buoni i bimbi, se no iniziano a saltar sul divano… Da lontano ha salutato… Vediamo se ha coraggio e se riesco a farla venire un attimo, ma… Cristiana??? No, non viene… Dai vieni un attimo! No, non ce la faccio ragazzi, mi dispiace… Grazie per il collegamento…”

15 – FUORI ONDA: SCOOBY, IL GATTO DEL CAP

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “BAR SPORT IN DIRETTA CON CASA LUCARELLI. IL CAP: “NOI AVEVAMO GIOCATO MALE E LA FERALPI AVEVA MERITATO LA VITTORIA, PERÒ ADESSO C’È UN ALTRO PARMA E NOI ANDREMO LÀ A CERCARE DI VINCERE PERCHÉ SIAMO OBBLIGATI A FARLO”

  • 22 Febbraio 2017 in 20:57
    Permalink

    emozionante il video, grande Capitano!
    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_rose.gif

  • 22 Febbraio 2017 in 23:28
    Permalink

    Un grande uomo e un grande capitano! One more year Alessandro! http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

I commenti sono chiusi.

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