CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / D’AVERSA SULLE ORME DI VICIANI, CHE ARRIVO’ IN A VEDENDO LUNGO COL SUO GIOCO CORTO

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone) – Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza  che si vincono i campionati”. Questo motto – il cui autore lo rivelerò a chi non lo conosce, per comodità, più oltre –  sembra rappresentare quello che è il presente e il futuro del nuovo PARMA di D’Aversa, il quale dopo la vittoria di Bergamo non si è dato a scene di giubilo, come era successo in occasione delle vittoria sul Pordenone, ma ha preferito attenersi ai fatti dicendo “Avremo potuto fare meglio in fase tecnica, nelle gestione della palla, ma non è stata pulita come piace a me”. Quindi fondendo le due frasi, quella iniziale, per il momento, anonima, d'aversa albinoleffee quella relativa alle dichiarazioni post partita dell’allenatore del PARMA, si evince che il talento non basta, aldilà delle vittorie parziali ottenute, per meglio interpretare il gioco in maniera pulita per permettere una buona gestione della palla, frutto del lavoro di squadra, per arrivare, grazie all’intelligenza di tutti, alla vittoria finale. Decontestualizzando il tutto si è ottenuto, in termini puramente verbali – e non solo, si spera –  ciò che ogni squadra, nel suo cammino sportivo, si dovrebbe prefiggere cioè ottenere, il successo, le vittorie attraverso il gioco, quello pulito, che piace tanto a chi , finora, su nove partite Albinoleffe Parma ingresso squadre arbitrine ha vinte sette, ne ha pareggiate due e non ha mai perso. Questo è il risultato anche dopo gare, come quelle contro l’ostico ALBINOLEFFE, in cui il gioco non è risultato brillante, fluido in poche parole un po’ sporco, proprio come quei locali in cui, di solito una certa classe di giornalisti e/o pubblicisti, amava pranzare prima di recarsi alla stadio negli anni novanta e non solo. Parlando di gioco sporco che devono fare giocatori con il pallone vengono in mente i tanti vituperati lanci lunghi, che a parole tutti ci sentiamo di aborrire, ma Matteo Scozzarella Albinoleffe Parmache a conti fatti, nell’economia di una gara, a volte si rendono necessari anche per squadre che hanno un potenziale tecnico, per la categoria, molto elevato, come quello che possiede il PARMA. Infatti com’è possibile, qualcuno si sarà chiesto, ricorrere ai lanci lunghi, per tutto il primo tempo, quando si possiede un giocatore come Scozzarella, abile nel fare girare il pallone rapidamente, e mai utilizzato e cercato dai compagni, sempre riferito alla prima frazione di gioco?  Se lo sarà chiesto anche D’AVERSA, visto che nelle ripresa la musica è cambiata, di sicuro, il tecnico, rimpiangendo un po’, il suo casino, troppo casino, delle prime apparizioni ante-mercato di gennaio, non si è accontentato e oltre ad aver richiesto, a tutta la squadra, un maggior utilizzo, nelle giocate, del suo regista, Scozzarella appunto che tutta la categoria c’invidia, è ricorso al cambio di sistema in corso virando dal 4-3-3 al 3-5-2, passando, doverosamente, attraverso il 4-4-2 per una delle due fasi. Ormai questo suo marchio fabbrica, che a nostro avviso farà scuola, sarà di nuovo utilizzato in seguito, ternana Vicianiper cercare nuovi sviluppi al gioco, per renderlo in qualche modo più pulito, fluido, corto. AHIAHAI, tutto questo discorso, per arrivare, dove volevo arrivare, cioè al gioco corto, lo ricordate ? Per farlo bisogna avere ben più di cinquant’anni, chi è giovane si deve fidare delle mie spiegazioni, D’AVERSA compreso, visto che di anni ne ha quarantadue. Quando si parla di gioco corto, molti intendono il possesso palla o il TIKI TAKA del Barcellona di Guardiola o della Nazionale SPAGNOLA anni duemila, pochi invece ricordano  quello praticano da CORRADO VICIANI nella Ternana, anni settanta, che dalla C, in pochi anni, approdò, prima in B, e poi, addirittura in A. Un parallelo , si spera, con il presente e il futuro del corrado viciani figurina paniniPARMA. Il cosiddetto gioco corto di Viciani, consisteva in una fitta rete di passaggi di breve misura ma di efficace rapidità, fatto con giocatori modesti da punto di vista tecnico, obbligati, dal gioco corto, appunto, a passarsi la palla a quattro-cinque metri (cosa di cui erano capaci tutti, si pensava all’epoca) per evitare i  lanci lunghi, inutili, o peggio nocivi, perché facilmente intercettabili dai difensori di allora, in particolare dal giocatore schierato nel ruolo di libero inventato dal genio del modulo all’italiana (chiamato catenaccio dalle nostre parti, verrou, oltreconfine o oltrecortina. Non D’Ampezzo). Quel tiki taka dei poveri, praticato dalla Ternana (AJAX de noantri) aveva interpreti sconosciuti alla grande platea, anche adesso, e cioè Liguori (non Giovanni_Meregalli.jpgStraccio, ma quello della gamba spezzata da Benetti), Marinai, Meragalli (poi anche allenatore del PARMA), Benatti, Rosa, AGRETTI (poi giocatore anche al PARMA). Chi se li ricorda? E chi ricorda si ricorda di VICIANI, del suo gioco corto, e delle sue innovazioni anche in tema di preparazione atletica, al tempo molto carente, che non avendo talenti in squadra obbligava tutti a continui movimenti per effettuare possesso palla asfissiante, pressing alto, passaggi corti e sovrapposizioni, ripresi poi, con molta più dignità dal calcio totale olandese e santificato per ultimo dal guardiolismo in salsa catalana.  Per vincere i campionati, non basta solo il talento, talvolta si possono vincere anche senza, però serve il lavoro di squadra, servono i gregari, quelli che entrano dalla panchina e serve soprattutto l’intelligenza, di saper variare le giocate, di saper cambiare, di far sacrificare qualche giocatore in ruoli tattici, meno offensivi, vedi l’impiego scagliamomentaneo di Scaglia, a sinistra, sulla linea dei difensori. Questi discorsi tra passato e presente, con annesse divagazioni, possono stancare, possono divertire, a seconda dei casi, ma possono anche servire a capire cosa effettivamente  ci vuole per vincere i campionati e non solo le partite.  Proprio come riportato all’inizio nel motto che non inventato io ma uno che di successi e di vittoria se ne intendeva parecchio, Michael Jordan, non so se questo nome vi dice qualcosa.  E per finire smettiamola di definire le vittorie, utili, poco brillanti, difficile, con partite giocate male. Una qualità degli italiani è quella di volare in soccorso dei vincitori, perché una vittoria descritta nei particolari , non si sa più che cosa la distingue da una sconfitta. Di questo i ciocolaté dovrebbero ricordarsene sempre. Hasta la victoria siempre, lo ripeteva anche Viciani quando arrivò in serie A, vedendo in lungo… col suo gioco corto… Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / D’AVERSA SULLE ORME DI VICIANI, CHE ARRIVO’ IN A VEDENDO LUNGO COL SUO GIOCO CORTO

  • 13 Febbraio 2017 in 17:16
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    Per la cronaca la formazione di ieri vedeva solo due giocatori che hanno vinto il campionato lo scorso anno. LUCARELLI E BARAYE.
    E pensare che ci avevano detto che con 2/3 innesti saremmo stati competitivi anche quest’anno….
    Purtroppo tolti gli undici titolari e un paio di giocatori che vanno in panchina, credo che il venezia e il padova a numero siano piu attrezzati di noi…anche per questo ringraziamo chi ha fatto il mercato a inizio anno….

    • 15 Febbraio 2017 in 09:17
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      1) per la cronaca il derby l’abbiamo vinto con 11 giocatori su 13 dell’anno scorso

      2) tolti gli 11 titolari, qualsiasi squadra è più attrezzata di noi. ma che cavolate spari?

      • 15 Febbraio 2017 in 09:57
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        Come ricorda spesso lo stesso D’Aversa la cavalcata era iniziata con gli stessi calciatori che aveva a disposizione Apolloni. O anche meno, visto che c’erano diverse defezioni e Giorgino aveva fatto il terzino.
        Il mercato di inizio anno non era stato così disastroso come ritiene, senza rispetto, RISPETTO. Probabilmente era insufficiente per l’obiettivo, o non del tutto completo. A Gennaio, però, Faggiano ha cambiato parecchio, correndo il rischio di togliere alla squadra gli automatismi e l’amalgama che D’Aversa aveva saputo dare.
        In buona sostanza: non abbiamo la riprova che senza i rinforzi invernali non saremmo lo stesso lì dove siamo adesso. Si è aggiunta qualità, ma si è faticato decisamente di più proprio perché gli automatismi non sono così automatici.
        Il Pordenone ha automatismi automatici in virtù del fatto che sono anni che giocano insieme e, secondo l’allenatore e i calciatori del Parma, sono più organizzati del Venezia. Organizzazione che deriva dal giocare insieme da un pezzo.
        Non penso di spararla grossa affermando che D’Aversa avrebbe raggiunto gli stessi risultati con la squadra della D. E il derby, come ricorda Luca, è lì a dimostrarlo.
        Alessio
        http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 13 Febbraio 2017 in 19:24
    Permalink

    Nocciolini Baraye Calaiò Mazzocchi Giorgino Corapi Saporetti Nunzella Scavone Zommers cmq non li ha presi faggiano. Per ora siamo qui anche grazie a loro.

  • 13 Febbraio 2017 in 19:48
    Permalink

    Da dove sono Io….. Vedo un prestazione de Giorgino che puo essere una metáfora……Un símbolo che puo essere questo Parma. ..Voglio dire un gran fame di Vincire

  • 13 Febbraio 2017 in 20:15
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    per vincere i campionati ci vuole il culo questa e’ la verita’ e dio apollo per il momneto sembra dare segnali positivi vedi con pordenone e con albinoleffe (1 tiro 1 goal manco 2 passaggi di seguito nel secondo tempo come d altronde gia’ successo a venezia ) ….etor che chocolate’..e chocolottinari che la raccontano ………poi certo se vedi le partite del venezia che ha gioco organizzazione ,agressiivita’ da serie C non mollano mai ( l uno due nostro del primo tepo avrebbe amazzato un toro loro non hanno fatto una piega come all andata inoltre hanno ottimi giocatori capisci che sara’ difficile ma finche il dio apollo ci ha in buona ….

  • 13 Febbraio 2017 in 20:24
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    A me preoccupa di più il fatto che sbagliamo quasi sempre atteggiamento che il gioco. Scendiamo in campo molli e svogliati, come se la vittoria ci fosse dovuta. Oppure giochiamo solo 20 punti (Venezia) e poi pensiamo solo a difenderci.

  • 13 Febbraio 2017 in 21:17
    Permalink

    Luca. …anchio aspetto per il gioco piu forte ….piu convincente. …purtroppo no ha arivato tuttavia. ..speriamo che arriva pronto. ..per esempio quando Parma fa un gol. ..che se chiude pronto la partita con otro gol …..Si. . La scuadra él cínico. ..pero Vogliamo de piu. ….
    .

    • 13 Febbraio 2017 in 23:04
      Permalink

      Il bel gioco aiuta a vincere più facilmente le partite. Non sempre ti andrà bene http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 13 Febbraio 2017 in 21:45
    Permalink

    Dopo aver letto tutti gli articoli e i commenti post Bergamo devo dire che fa piacere così tanto entusiasmo.. abbiamo vinto una partita difficile calandoci ancora una volta bene nella partita e nella categoria, facendo valere la qualità al momento giusto. Si possono migliorare tante piccole cose, bisogna valorizzare scozzarella che si è visto al 30% in una giornata in cui si rischiava seriamente di perdere punti siamo sempre lì ed è ancora lunga la strada

I commenti sono chiusi.

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