CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / “Movimiento, Movimiento”: il Parma di D’Aversa sembra una riedizione postmoderna della Juve socialdemocratica di Heriberto Herrera

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone, foto di Alessandro Filoramo – Wire Studio – per www.parmacalcio1913.com) – Questa volta per sapere se mi sono divertito o no (eh? O no?) non ho dovuto aspettare di leggere il giornale il giorno dopo. Finalmente ho capito, abbiamo capito, che questo PARMA  ha carattere, il famoso atteggiamento  tanto citato da D’Aversa (qui sotto una serie di fermo immagini che lo immortalano “alla Malesani”), è stato messo sul campo, contro una delle migliori squadre del girone, nel migliore dei modi. Se a Venezia il PARMA aveva rischiato di vincere, contro il PORDENONE, in casa aveva rischiato di IMG-20170205-WA0022perdere, ma non lo ha fatto grazie, non solo ai giocatori decisivi,  o all’allenatore,  o al sistema di gioco vincente per l’occasione, lo ha fatto grazie alla voglia di crederci fino in fondo, alla grinta, alla cattiveria, alla determinazione (in una parola sola: atteggiamento). Non si scappa, quello che conta è crederci, è successo in passato anche nell’altra gestione tecnica, vedi proprio la vittoria all’andata contro il Pordenone (guarda qui i video) con tanto di rimonta finale, è successo anche al presente, ieri, proprio allo scadere. Adesso tutti a dire, che anche se avesse perso o pareggiato, la squadra avrebbe (cattivo cittadino) comunque dimostrato di essere grande. Balle: se avesse perso son sicuro che sarebbe partito il solito tiro al piccione: coi nomi non si vince, è mancato il gioco, i nuovi non hanno convinto, la squadra non ha identità, personalità e via discorrendo. Mi sarebbe piaciuto leggere gli incipit, dei vari inviati dei giornali prima del dimafonistigol del pareggio e del gol della vittoria di Calaiò prima di esser costretti a fare CTRL+ALT+CANC (CANC soprattutto) sui propri personal computer, magari con qualche moccolo qua e là per la fatica di dover ricomporre in fretta e furia la propria composizione. Si consolassero: ai miei tempi o si andava a braccio (che era la cosa migliore) con i dimafonisti, o c’era la biro, o c’era una macchina da scrivere in cui si inceppava sempre la n, o al limite quella elettrica. Roba analogica, mica digitale… Lo stesso Sandro Piovani, prima della conferenza di Mister D’Aversa, gliel’ha anche confessato, strappando un sorriso al sempre compassato e severo D’Aversa, nel siparietto prima d'aversa pordenoneche partisse ufficialmente l’orazione. Magari in quei pezzi finiti nel cestino si sarebbe letto: piove sul bagnato, PARMA che ancora non c’è, la solita storia, gettato al vento un altro set point, non ci siamo e tante altre similari amenità (sdong). Invece la terza fase della gestione D’AVERSA, ha smentito tutti, la squadra c’è , il gioco, pure, la velocità anche, la potenzialità di alcuni giocatori la si è avvertita in maniera evidente, al di la dei miseri 6 in pagella, attribuiti ai nuovi scaglia foto alessandro filoramo wire studioIacoponi e  Scaglia, che forse meritavano qualcosa di più entrambi. Ma tant’è. Oltre al gioco ai giocatori, in attesa che il nuovo acquisto amalgama entri veramente in grande forma, quello che ha colpito sono stati i movimenti dei giocatori, in generale, e il movimento della squadra in particolare. Il movimiento, alla Heriberto Herrerra, da non confondere con HELENIO HERRERA, il mago, HH 1, Accaccone, nel gergo breriano, lui era HH2, Accacchino, per BRERA, il ginnasiarca democratico, che l’Avvocato aveva definito come colui che aveva fatto della JUVE, dal Heriberto Herreragioco aristocratico, una squadra socialdemocratica. Eh si il movimento del PARMA  e dei suoi giocatori d’attacco, e non solo, mancato completamente nell’era Apolloni, ha ricordato il famoso, e mai abbastanza ricardato, movimiento, del citato Accacchino (non assassino, quello era nel film di Benigni) o HH 2, che consisteva in sistema di gioco corale, dove la corsa contava più della tecnica, con giocatori senza ruoli fissi in campo, bensì con movimenti precisi da seguire attaccando gli spazi e sfiancando gli avversari attraverso pressing e cambi di gioco, una sorta di antenato e di sintesi perfetta  fra il calcio a zona e quello totale, inventato, si fa per dire, dagli olandesi. Ieri è andato in onda il nuovo 4-3-3 voluto da D’Aversa e realizzato dal mercato esultanza foto alessandro filoramo wire studiodi Faggiano: aldilà delle polemiche che hanno accompagnato l’arrivo di un giocatore importante, che ci ha presentato un continuo variare di ruoli e di atteggiamenti, dei vari protagonisti. Iacoponi che da destra va al centro, interpretando bene il doppio ruolo, esterno e centrale, dal punto di vista difensivo. Scaglia che parte da dietro a sinistra, e si fa trovare sempre  pronto sui cambi di gioco, e mette in mostra doti di corsa e la sua abilità nel calciare con il suo sinistro niente male sia sui cross, e nei  tiri, quando, nel finale, avanza a destra in posizione più offensiva. Baraye che da sinistra va verso il centro, con rapidi e insidiosi ,per gli avversari, movimenti a stringere. Calaiò che Baraye foto Alessandro Filoramo Wire Studioripiega, in fase di non possesso, e disturba chi imposta il gioco. Scozzarella che deve districarsi, per trovare la giusta posizione e giusti tempi d’azione, in mezzo all’ottimo centrocampo del Pordenone che lasci pochi spazi e lo fa giocando in velocità a uno, massimo due, tocchi. Ed infine le mezzale, Scavone  e Munari, in una interpretazione moderna del ruolo che li porta a continui inserimenti, non facili, e dispendiosi sul piano fisico verso l’area avversaria, e in gol entrambi proprio nelle giornata in cui, gli illustri colleghi di ruolo Hamsik (Napoli) e Parolo (Lazio) vanno a segno a ripetizione. Sono tutti i movimenti, che possono Massiminosfuggire alla platea, ma che in campo danno ottimi frutti e aumentano il rendimento collettivo e se, combinati abilmente (il famoso neo acquisto amalgama di cui spora e di cui tanto si parla, grazie all’eterno Massimino), portano a risultati tangibili vedi la rimonta di ieri. Comunque, sarebbe bello, tornando al discorso di prima, capire cosa si pensa , o cosa si dice e si scrive, quando la squadra è in svantaggio e sta perdendo, e poi all’improvviso tutto cambia – in ciò i più “penalizzati” sono i narratori in diretta slide sala stampa e video– un tempo solo radio, e poi tv, e poi i web scimmiottatori degli Skyligeri, quelli cioè che urlano scrivendo come se qualcuno li ascoltasse nel leggerli – specie i meno prudenti, quelli che si lasciano andare a sentenze definitive, quando il bello del calcio è che alle volte riserba copioni imprevedibili come quelli di ieri sera, mentre i più avvantaggiati sono quelli della carta stampata che, pur smoccolando, possono correggere il tiro senza che nessuno se ne accorga, mutando in franchi elogi le critiche espresse prima. In ogni caso occorre ribadire tedinoche  la partita è stata bella anche per merito del Pordenone che ha dimostrato, grazie alla ottima guida tecnica di Tedino, di poter competere per il primo posto a fianco del Parma, del Venezia, e io aggiungerei anche del PADOVA. Per concludere vorrei tornare, se anche i ciocolaté me lo consentono, ad Heriberto Herrera e dire con una sua frase che passò agli annali ovveroCoramini e Sivori per me sono uguali” questo riassunse al meglio la sua filosofia, Alberto_Coramini,_Juventusparagonando uno sconosciuto ventenne, delle giovanili bianconere (Coramini appunto), al ben più famoso Cabezon (Sivori appunto). Lo so: molti non saranno d’accordo con me sul significato di quest’ultimo pensiero, ma HH2 (Accacchino appunto) era in anticipo col suo movimiento su convinzioni e convenzione: oggi occorre avere un’adesione totale alla manovra, e non bisogna dimenticare, quelli che stanno in panchina, artefici della resurrezione post ribaltone, e quelli che entrano e si votano alla causa ( vedi i Nunzella e Mazzocchi di ieri), che non saranno sconosciuti ventenni come Coramini, ma di sicuro dimostrano di non essere spocchiosi come il  famoso Cabezon. Gianni Barone, foto di Alessandro Filoramo – Wire Studio – per www.parmacalcio1913.com

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / “Movimiento, Movimiento”: il Parma di D’Aversa sembra una riedizione postmoderna della Juve socialdemocratica di Heriberto Herrera

  • 6 Febbraio 2017 in 19:47
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    Diciamo che senza l’orrendo primo tempo di ieri non ci saremmo mai svegliati nella ripresa. Serve questo atteggiamento fin dall’inizio.

  • 6 Febbraio 2017 in 23:20
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    Per me la prestazione di Iacoponi è da 4, perchè un errore di Saporetti ha portato al gol di Misuraca, ma Iacoponi di errori ne ha fatti ben più di Saporetti.. So che Iacoponi e Scaglia erano alla prima partita, per cui mi aspetto un netto miglioramento nelle prossime gare

    Non è tempo di cullarsi nell’idea di essere forti, è tempo di essere forti e basta..Forza Parma a Bergamo.

    • 7 Febbraio 2017 in 07:19
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      Io sarei clemente con Iacoponi, ricordiamoci che prima del Pordenone ha fatto solo due allenamenti con il Parma, ha fatto il terzino prima ed il centrale poi in una squadra dove non conosceva nessuno in una partita importante, per me ha fatto anche troppo, ricordiamoci sempre che sarà comunque un giocatore da B e non Thiago silva o Maldini, errori come quelli di Saporetti probabilmente capiteranno anche a lui e a Di Cesare.

  • 7 Febbraio 2017 in 09:18
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    E’ un piacere leggerti.

  • 7 Febbraio 2017 in 09:41
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    Speremo de no !!

  • 7 Febbraio 2017 in 09:48
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    Hai perfettamente ragione Sandro,

    questi sono errori da lega pro o da B.

    Non pretendiamo l’impossibile.

  • 7 Febbraio 2017 in 20:51
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    Non sono d’accordo…. Proprio no. In queste ultime 2 partite abbiamo raccolto 4 punti, ma potevano essere 0. Abbiamo corso rischi enormi, e questi non è possibile. Bisogna stare attenti e non commettere stupidate come Scavone a venezia o il rigore per spinta in area a Parma. In entrambe le partite eravamo in vantaggio ma poi abbiamo perso il controllo della partita, rischiando brutto a Venezia e recuperando in extremis con il Pordenone. È questa secondo me una grave mancanza di personalità e sicurezza su cui deve lavorare sodo il mister. Le potenzialità della squadra ci sono, adesso bisogna ricreare il gruppo ed i meccanismi di squadra con i nuovi arrivi.

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