venerdì, Maggio 24, 2024
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LE CARE VECCHIE RADIO “PIRATA” RACCONTATE DA MAJO AL SEMINARIO FORMATIVO DEI GIORNALISTI IN MEMORIA DI SAPONARA SVOLTOSI OGGI AL TARDINI

IMG_6830(Riccardo Schiroli) – Quando Gabriele Majo si è messo a dire che “dal mondo delle radio locali sono usciti giornalisti importanti” e ha citato tra i presenti al Seminario formativo dell’Ordine dei Giornalisti, ospitato stamani nella sala stampa del Tardini, Gianluca Zurlini, Paolo Emilio Pacciani, Paolo Grossi e non me, che pure ero lì in prima fila, proprio dinnanzi al suo celebre naso, stavo per offendermi. Ma poi ho capito cos’aveva in mente, Majo. L’ho capito quando ha detto che “per noi delle radio, poter utilizzare i telefoni cellulari ha fatto la differenza. Poi, qualcuno ce l’aveva, qualcun altro non ce l’aveva….”.

Siamo ad Arnhem in Olanda. L’Olanda è piccola, ma Arnhem non mi ricordo dov’è. Stavo per dedurre che non dev’essere importante, ma una rapida ricerca su internet mi permette di appurare che si tratta di “una destinazione ideale per un week end di svago” e che è “ricca di storia”. Comunque, Arnhem è vicino al confine con la Germania.

Certo che questo Google (citando un personaggio di Robert De Niro) è una bella comodità. Ma non divaghiamo.

schiro-e-majo.jpgSiamo ad Arnhem ed è il settembre del 1994 (anche questo lo affermo grazie a Google…). Il Parma ha appena perso (1-0, gol di un certo Hans Gillhaus su traversone di Philip Cocu, che si era bevuto prima Mussi e poi Couto) la partita d’andata del primo turno di Coppa UEFA. Io sono confuso. Durante la radiocronaca per Onda Emilia dialogavo con Bruno Longhi di Mediaset e gli avevo lanciato questa imbeccata: “Non è un gran Parma, ma questo Arnhem non sembra in grado di impensierirlo”. Longhi aveva iniziato a rispondere, ma subito dopo Cocu si era messo a fare Bruno Conti (il paragone che mi era venuto spontaneo era con Jairzinho, ma in fondo non sono così vecchio…) e Longhi mi aveva ridato il telefono. Al gol, mi aveva dedicato il classico sguardo che sottintende “ma tu porti proprio sfiga”.

Poco male, perché poi al ritorno ci avrebbe pensato Zola con una doppietta a portare il Parma al secondo turno.

Poco male lo deve aver pensato nel dopo partita anche Giorgio Pedraneschi, allora Presidente del Parma e personaggio preferito da noi inviati delle radio private (e pirata, per tornare alla prolusione di Majo) perché una intervista con lui poteva coprire qualsiasi buco di qualsiasi diretta.

giorgio pedraneschiIl Pedro (come lo chiamavamo affettuosamente tra di noi, ma mai direttamente…) mi si avvicina e fa: “Schiroli, ma è riuscito a fare la radiocronaca?”

Rispondo, anche un po’ indispettito, perché dovevo raggiungere Nevio Scala, che stava sgusciando per evitarmi: “Beh, per il loro gol ero in diretta…ma non l’ho fatta tutta, perché mi controllavano…” (nota: come detto, eravamo pirata…).

Pedro: “Ma non aveva il GSM?”.

Schiro: “Eh, no”

Pedro: “Majo ce l’aveva….”.

E’ inutile dire che durante il viaggio di ritorno io e Majo siamo andati avanti con “Majo ce l’aveva…” fino allo sfinimento. Così come è inutile aggiungere che una volta in redazione avrei fatto il diavolo a quattro con l’editore per farmi dotare di un cellulare GSM (a proposito: l’acronimo sta per Global System for Mobile Communication; sempre grazie a Google…), che a quell’epoca era l’ultimo ritrovato della tecnologia. Aveva il pregio di consentire di accedere al roaming all’estero e lo svantaggio di funzionare sostanzialmente piuttosto male in Italia.

johanssonIn quegli anni io e Majo avremmo dato qualsiasi cosa per portare a casa il servizio. E anche violato qualsiasi regola, lo ammetto. Tanto (per citare ancora Majo) ormai è tutto in prescrizione. Posso addirittura confessare di aver fatto suonare il cellulare nei denti al Presidente dell’UEFA Lennart Johansson (classe 1929, esattamente l’età di mio padre) che rispondeva a diversi giornalisti a Goteborg (era la Coppa UEFA dell’anno successivo e il Parma aveva preso una bella bastonata) e, alla sua osservazione se in Italia me lo lasciavano fare, avevo opposto uno spavaldo “Certo che sì”, privo di vergogna.

WP_20170223_09_38_24_ProLennart aveva abbozzato un “Nelle partite organizzate dall’UEFA non si fa”. Ma lui era un sessantenne svedese, io un trentenne italiano (e pirata) e quindi non ci poteva essere confronto. Sottolineo: il Presidente dell’UEFA non aveva avuto il coraggio di fermarci.

Torniamo a Majo che ce l’aveva. Nel settembre del 1994 il cellulare GSM, oggi la parola nel corso seminario Il racconto del gioco del calcio: dalla radio al web 2.0  organizzata dall’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana), attraverso Matteo Billi, fraterno amico e non solo collega del giornalista Francesco Saponara alla cui memoria era dedicata.

WP_20170223_09_38_42_Pro__highresHo resistito alla tentazione di intervenire, perché si sarebbe corso il rischio che i ricordi cominciassero a fluire incontrollati (e magari imprecisi, senza Google sottomano…) e che gli altri giornalisti partecipanti si mettessero a rumoreggiare. Ma prima o poi, un convegno su quegli anni gloriosi bisognerà pure organizzarlo.

P.S. Caro Majo, so che ti ho dato una gran soddisfazione definendo il tuo intervento prolusione. L’ho fatto, oltre che per darti soddisfazione, perché la parola mi piace moltissimo, ma ti devo confessare che l’ho utilizzata in modo impreciso. Una prolusione avrebbe, tecnicamente, dovuto aprire il convegno… Riccardo Schiroli

Stadio Tardini

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Un pensiero su “LE CARE VECCHIE RADIO “PIRATA” RACCONTATE DA MAJO AL SEMINARIO FORMATIVO DEI GIORNALISTI IN MEMORIA DI SAPONARA SVOLTOSI OGGI AL TARDINI

  • Questo racconto mi ha fatto venire in mente degli aneddoti del mio lavoro quando trovo clienti che ancora non sanno cosa sia il GPRS http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gif

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