BASSI A BAR SPORT: “A GUBBIO IL PARMA HA FATTO IL PARMA”

Bar Sport con Bassi 27 03 2017(www.parmacalcio1913.com) – Il portiere del Parma Calcio 1913 Davide Bassi ieri sera, 27 marzo 2017, ha partecipato in diretta negli studi di Tv Parma a Bar Sport, il talk show sportivo del lunedì condotto da Sandro Piovani, con Francesca Mercadanti. Ecco la sintesi dei suoi interventi:
«Per fortuna alla quarta partita sono riuscito a centrare la prima vittoria da quando sono qui. Stavolta siamo stati bravi a concretizzare le occasioni create, cosa che purtroppo non ci era riuscito nelle ultime partite. Il Mister ci aveva istruito in settimana sui loro punti deboli, concentrati in particolare nella fase difensiva. Diciamo che a Gubbio il Parma ha fatto il Parma. I Play Off? Non credo serva pensarci tanto adesso: la mentalità giusta è quella che abbiamo pian piano maturato, ora giochiamo sereni, senza l’assillo di arrivare primi a ogni costo. Perché ormai è un traguardo difficile, e per centrarlo dovremmo essere bravi e fortunati insieme. Comunque daremo il massimo in ogni partita e poi alla fine tireremo le somme. I nuovi acquisti, scesi dalla categorie superiori, non è vero che non si conciliano con la mentalità tutta grinta della Lega Pro, anche se è vero che è assolutamente necessario lottare su ogni pallone dal primo all’ultimo minuto. Solo così si può davvero fare la differenza altrimenti è difficile fare bella figura. Da quando sono arrivato ho sempre preso gol: mi piacerebbe ora finire imbattuto una partita. Qualcosa su cui lavorare per migliorarci c’è ancora e cu lavoreremo su perché ci teniamo tutti a fare sempre meglio. Le tre partite in otto giorni con Maceratese, Padova e Ancona saranno un ciclo impegnativo in cui l’allenatore penso farà ruotare qualche elemento per avere sempre forze fresche. Chi ne uscirà meglio si avvicinerà al traguardo. Non penso siano ancora partite decisive, ma molto importanti sì. Il mio futuro? Il mio contratto arriva fino a giugno: così mi è stato proposto e così l’ho accettato. Fino a fine stagione va bene così, poi vedremo. Intanto ringrazio la società per aver pensato a me: quando mi hanno chiamato mancavano poche ore alla chiusura del periodo di trasferimento per gli svincolati e non ci ho pensato su un attimo. Qui ho anche ritrovato Di Cesare e Iacoponi con cui avevo già giocato, e altri, tipo Frattali, che conoscevo per aver affrontato sul campo da avversari».

DAL CANALE UFFICIALE YOU TUBE DEL PARMA CALCIO 1913 I VIDEO DAL BACKSTAGE DEGLI STUDI DI TV PARMA DEGLI INTERVENTI DEL PORTIERE DAVIDE BASSI A BAR SPORT

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Stadio Tardini

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24 pensieri riguardo “BASSI A BAR SPORT: “A GUBBIO IL PARMA HA FATTO IL PARMA”

  • 28 Marzo 2017 in 14:51
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    Mettetela come volete, giratela per il lungo, cambiatela,a destra o a sinistra ma,BARAYE è troppo forte.
    Psst…… non ditelo ad Apolloni

    • 28 Marzo 2017 in 20:25
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      Eh già. Fortuna che era un centrocampista di contenimento xD

  • 28 Marzo 2017 in 15:19
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    Ringrazio Bassi, peccato che il parma avesse dovuto fare il parma magari quando contava vincere…. adesso che le partite sono praticamente amichevoli siamo competitivi……… non si possono sentire discorsi del genere a fine marzo……

  • 28 Marzo 2017 in 16:55
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    ” Reggio Emilia? Per me è l’ideale. Con Maurizio Franzone abbiamo esaminato varie ipotesi, tra cui il Parma. Reggio alla fine ci è parsa un approdo naturale: c’è tradizione, una grande base di tifosi, un tessuto industriale efficace, è vicina a Milano e ha uno stadio da serie A, e pazienza se dobbiamo affittarlo al Sassuolo: succede anche in America. Il nostro è un progetto quinquennale che porti almeno nei play-off per la Serie A. Ma attenzione: io non voglio salire e poi tornare giù subito”. Così parla Mike Piazza.
    Solo un paio di incisi (forse l’era imbariègh):
    1) Reggio Emilia è vicina a Milano (forse a Bologna);
    2) un tessuto industriale efficace (vd. Unieco, Coopsette, Orion, CMR,Mariella Burani,processo Aemilia, etc.);
    3) dobbiamo affittare lo stadio al Sassuolo (forse è il contrario);
    4) come si fa a programmare non la serie A, ma i play-off per la serie A?
    Meno mèl che cul pajs chi l’è andé al Mirabello!

    • 28 Marzo 2017 in 19:13
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      Quando ha detto quelle cose “ad minchiam” Piazza s’era “mbriacato” di liquore Strega il liquore che ti strega

  • 28 Marzo 2017 in 17:20
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    Mike Piazza è il degno presidente per i cubetti…non c’è che dire!
    Non riesco a smettere di ridere!http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gifhttp://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gif

  • 28 Marzo 2017 in 17:53
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    “ora giochiamo sereni,
    senza l’assillo di arrivare primi a ogni costo”

    ehhh??!!

    Ma a chi è venuto in mente allora di dare al Parma l’obiettivo di vincere la promozione diretta?
    Accipicchia, bastava dirlo che miravamo ai playoff, così eravamo PIU’ SERENI tutti e ci tenevamo Apolloni.

    Attenzione però, perchè “l’assillo” si ripresenta ai playoff
    perchè immagino che anche lì ci sarà da lottare per arrivare primi.. o no?

    ma che cacchio di ragionamenti fanno questi ragazzi?
    Chi gli dice queste cose? Dove le studiano? Ai corsi di psicologia di Coverciano così “decantati” ?

    E’ proprio vero che “Un bel tacere non fu mai scritto”
    E vale per tutti. Per chi parla di stress “Pre-traumatico” da inseguimento e per chi parla di rimonte inesistenti, perchè arrivare al secondo posto dall’ottavo sembra chissà che ma solo a parole perchè nei fatti sono solo 3 punti. La rimonta non si calcola sui POSTI in classifica ma sui PUNTI. L’allenatore dovrebbe saperlo.

    E fortuna che era il famigerato trio che “prendeva in giro i tifosi” alle conferenze “stampa”.

    E’ evidente che è così per tutti, si spendono “parole al vento” per trovare delle giustificazioni. Lo fanno TUTTI. SEMPRE. In ogni categoria.
    E pensare che con gli altri era diventato il “casus belli” più citato.
    La colpa maxima.

    Adesso però va bene.. ci piace, a quanto pare.

  • 28 Marzo 2017 in 19:18
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    Io son certo che quel maledetto rigore a Venezia sia stato un siluro contro la nostra corazzata che ci ha affondato.
    Se vincevamo agguantavamo il Venezia e a crollare sarebbero stati loro.
    Questo è poco ma sicuro.
    Sarebbe successo quello che avvenne con la Reggiana.
    Noi ringalluzziti e loro demoralizzati
    Noi vittorie, loro batoste
    Purtroppo quel mani…..

  • 28 Marzo 2017 in 21:41
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    Eh sì, proprio sì. Se si vince si beccano tre punti. Se….
    Si vince se si fa un gol di più dell’avversario.
    Sono verità incontro invertibili. My name is Rock, Banal Rock.

    • 29 Marzo 2017 in 11:57
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      Así es …de verdad que si ….. Se ganas coges tres puntos …
      Se ganas …es porque has hecho un gol mas que el adversario …
      Soy la verdad encontro invertible . Mi nombre es La Piedra ,

    • 29 Marzo 2017 in 14:01
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      The Rock is not Banal. …He has a lot to say. …and his dedication to Parma is greatly apreciated by many Parma fans

  • 29 Marzo 2017 in 09:16
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    Ragazzi dai su :

    abbiamo cannato 3 partite di fila e, da MENO 3 , siamo arrivati a MENO 10, poi a MENO 8:

    ribadisco il concetto però che, per tanti motivi diversi ( calo fisico, infortuni, prestazioni mosce o così così ) , gli scricchiolii si erano sentiti ben prima delle tre partite suicida : le ricordo per l’ennesima volta: Santarcangelo, Albinoleffe, Feralpi, Pordenone, parte con la Sambenedettese..durante le quali, pur vincendo, non avevano convinto nella prestazione globale dei 90 minuti, tribolando a far gol e, spesso, a mantenere il vantaggio ( Forlì e Mantova )..

    ciò che mi infastiodisce, oggi, 29 marzo, a distanza di 4 mesi ( dopo che si era fatta rimonta di 3 punti, con gli stessi giocatori 2016 ma con cambio di staff tecnico dirigenziale ) è che vengono ancora tirati in ballo Scala, Minotti, Galassi ed Apolloni, i quali, oggi, 29 marzo 2017….NON HANNO + RAGIONE DI ESSERE CITATI COME COLPEVOLI DI COSA ???

    Paradossalmente, con l’innesto di 6 nuovi titolari ( anche Parecchio titolati ) , le cose sono peggiorate :
    FRATTALI, BASSI
    IACOPONI DI CESARE SCAGLIA
    SCOZZARELLA MUNARI

    è inutile girarci intorno, nè stress nè problematiche psicologiche:
    gara chiave a Venezia NON VINTA ..e successive prestazioni striminzite, semi opache ma ben coperte e mimetizzate dal risultato!!
    Continuo a ripetere da mesi che, se non si corre come o + degli avversari non si arriva da nessuna parte e il presunto gap tecino a nostro favore svanisce :
    lotta, grinta, superiorità territoriale e mordere palla e avversario ..
    questo hanno fatto gli altri e noi, spesso abbiamo calato le braghe!!

    Non bastano le prodezze di Calaiò o di Baraye: servono 14 atleti che facciano, ogni volta, 95 minuti tirati, concentrati, a ritmi alti, altrimenti soccombono alla grinta, al pressing e alla corsa degli avversari ..PUNTO ..QUESTO E’ IL MIO PARERE ..

    l’impegno so che c’è sempre stato, sia in campo che in allenamento ma, serve quel qualcosa in + per dominare avversari e partite
    VENEZIA o ANCONA che siano ….

    e, come diceva, antonina barbera: sono stato spiegato ???
    poi magari sbaglio ma …nal so miga…

  • 29 Marzo 2017 in 11:08
    Permalink

    Da quando sono qui non ripeto altro anche io, ma continuiamo a mettere la testa sotto la sabbia.

    Le conclusioni non sono poi così difficili da trarre:
    I giocatori ci sono, il tempo c’era…..
    i soldi anche, le strutture pure..

    Se le prestazioni sono state opache, poco brillanti, scarse nel gioco, se al problema del centrocampo,mai risolto, ora si aggiunge anche quello della difesa vedi Mantova Forlì e Fano un responsabile c’è. E quel responsabile è D’Aversa.

    NON voglio però buttare la CROCE addosso a questo giovane allenatore che manca di sicuro di esperienza , ricordiamoci che aveva SOLO 66 partite effettive nel suo curriculum prima di arrivare a Parma, quindi un minimo di comprensione gli è dovuta.

    Deve di sicuro ancora maturare il suo bagaglio di esperienza in campo, nello spogliatoio ed anche nella comunizazione e di questo non ha colpe. Non avere esperienza non è una colpa.

    Nonostante ciò però le sue “responsabilità” se le deve prendere. Ma più che per lui sono dispiaciuto per il Parma. Eccome!

    Quello che stiamo vivendo è una specie di gioco dell’oca, dopo esserci fermati nella casella del Fano, gara sfortunata quanto si vuole, però… siamo tornati alla casella di partenza, proprio quello che intendevamo EVITARE quando abbiamo rivoluzionato tutta l’area tecnica.

    Ed il tempo ed i mezzi c’erano.

  • 29 Marzo 2017 in 12:00
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    Sai Nico, quando ad ottobre scorso scrivevo di preparazione fisica ( del quale non ne so nulla nel senso di tempi, programmi, metodi e procedure ) e di conseguente inadeguatezza alla corsa, alla verve ed alla grinta di tutti gli avversari ( Modena, Santarcangelo, Venezia, Pordenone, sambenedettese, Feralpi, Forli, Mantova, Fano, Maceratese, Padova, Ancona, Bassano…queste solo nel girone d’andata ), ridevano e dicevano che non aveva senso questo discorso..
    io, all’epoca, pensavo che fosse stata fatta una preparazione graduale, a salire, in modo che dopo 1 mese e mezzo o due dall’inizio del campionato, si potesse prendere a marciare con un rendimento diesel, forte e veloce: mi sbagliavo anche perchè i problemi erano pure altri legati a rendimento e ruoli di 2/ 3 giocatori;
    al di la di queste tematiche tecniche quello della condizione fisica è sempre stato il problema principale: se questa squadra pensa di vincere le gare senza correre e senza lottare, se lo scordano alla grande, ci mettono in difficoltà anche gli ultimi e ci rendono le gare difficili. PUNTO

    prime 5 gare D’ aversa , sudtirol teramo reggiana modena e lumezzane…hanno corso e pure giocato un buon calcio …
    dopo la sosta…30 dicembre….22 gennaio ..e dopo tutti gli innesti..
    abbiamo cominciato a balbettare pur vincendo..
    il perchè finale o i perchè ditemelo voi…
    io la mia l’ho detta e scritta …
    non mi piace tirare fuori colpevoli ma ….basta dare colpe a chi non c’è + da 4 mesi…

    ciò che è stato fatto dopo, nel bene e nel male, ci ha condotto ad oggi, terzi in classifica ad 8 punti dal Venezia….
    ..
    ripeto…infortuni…errori..scelte…gol sbagliati…ma, di fondo, in sostanza..

    CORRERE, BENE E MEGLIO E..SFRUTTARE LE OCCASIONI, POSSIBILMENTE CREANDONE + DI 4/5 A PARTITA E, QUANDO è ORA ..BUTTARLA DENTRO….
    CA$$$O …

  • 29 Marzo 2017 in 12:35
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    più che CORRERE devono GIOCARE.
    Non è una gara di corsa, si gioca a pallone e si gioca da squadra, in sintonia
    Si applicano tattiche e contro-misure adeguate agli avversari.
    Giocare a pallone non è una gara di corsa.

    Per fare un esempio “spropositato” ma che rende l’idea facendo le dovute proporzioni, il Barcellona praticamente “gioca da fermo” MA fa GIRARE e CORRERE la palla, perchè sa dove metterla.

    Poi ovvio che ci vuole anche la DETERMINAZIONE ma questa è SCONTATA e vale per tutti, anche per le ultime in classifica quindi ancor di più per noi che avevamo l’imperativo di vincere il campionato.

    Per dimostrare quello che dico ricordati il primo goal contro il Gubbio, quella che corre è la palla non i calciatori

    3 passaggi .. da Scaglia a Baraye e poi a Caljò,
    ciascuno avrà corso al massimo 5 metri..

    quindi conta la posizione, il senso tattico e vedere l’opportunità.

    A volte ci si riesce e proprio quando chi ha talento è messo nelle condizioni di dimostrarlo.

    E ne sappiamo qualcosa se i talenti ci hanno tenuto a galla mascherando i problemi di gioco fino ad ora.

    La condizione c’è lo dice sempre anche D’Aversa, credo che la mancanza di gioco tragga in inganno perchè non giocando facciamo sembrare gli altri dei velocisti, che se gli concedi sempre il centrocampo vanno a nozze, anche le ultime in classifica.

  • 29 Marzo 2017 in 13:51
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    Si capisco, hai perfettamente ragione ma, c’è un ma:

    noi come squadra NON ABBIAMO il talento generale per fare solo girare la palla ( sarebbe troppo facile ) : solo 3/4 elementi ( 3 li hai citati tu ed io posso aggiungere Scozzarella ) lo sanno fare con buona capacità tecnica, visione di gioco e piede educato !!
    Gli altri sono tutti buoni operai specializzati del gioco del calcio, non delle cime e non degli sprovveduti:

    sul discorso di giocare, con me, sfondi una porta aperta ma, non si può pretendere da determinati giocatori ciò che non possono dare + delle loro capcaità individuali: ci sono pure giocatori che, se gli viene meno la condizione fisica e la corsa, ti saluto rosina ..!!!

    Faccio l’esempio di Nocciolini che ha fatto un campionato eccellente: non è un mostro tecnicamente ma ha gamba, corsa, tiro, vede abbastanza bene la porta e gioca per la squadra…
    ma se abbassa la corsa ed il ritmo …perde molto della sua forza;
    a Calaiò questo non succederebbe perchè l’è bon
    e quand von l’è bon ..an ghe miga ed problema ..

    sul far correre la palla sono il primo ma, ripeto, servono i èiedi buoni, serve darle del tu, hai presente i brasiliani ?
    ecco una roba simile ..hai detto giusto …Barcellona fa girare la palla, molto in ampiezza, tenendone a lungo il possesso ma pure..correndo …sempre e ovunque…con una differenza..
    squadra corta, reparti ravvicinati, tutti bravi con la palla nei piedi e ..tutti bravi senza palla..a fare movimento, allargarsi, scattare, rientrare, appoggiare, aiutare…
    poi aggiungiamo le 3 cigliegine ..Suarez, Neymar e Messi e siamo a posto ( dimenticavo Iniesta, Rakitic e Buesquets )

  • 29 Marzo 2017 in 15:33
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    Sulla condizione fisica spendo le ultime parole: D’Aversa ha sempre detto che non era questo il problema. D’altra parte se non fosse così lui sarebbe stato il primo a farlo rilevare potendo essere anche una scusa per eventuali insuccessi.

    Ma non è stato così. D’Aversa con ONESTA’ ha detto quello che era. Un problema di TESTA ed infatti con tempestiva bravura ha rigenerato la squadra di Apolloni da subito, portandola a -3 dal Venezia in 5 partite. Questo ha fatto e bisogna dargliene atto.
    Quello che è successo dopo lo sappiamo.
    Ho fatto poi l’ esempio del Barcellona di quando attacca ed accerchia l’avversario e prepara l’imbucata. E’ una squadra CORTA, linee ravvicinate, movimento CON e soprattutto SENZA palla.

    Ma non è una novità nel pianeta calcistico, per il calcio moderno questo modo di giocare è diventato un credo.

    Il nostro problema è che noi facciamo quasi sempre esattamente il contrario. In genere squadra troppo lunga, difesa TROPPO BASSA sotto attacco, spesso c’è scollegamento tra difesa e attacco, difficoltà di gioco con e senza palla, la squadra non si muove organicamente

    Non credo che ci voglia una GRANDE tecnica per fare questo, cioè restare corti, tenere le distanze tra centrale difensivo e centravanti, tenere le distanze tra uomini e reparti. Non serve essere tutti dei Messi o altri.

    Abbiamo incontrato avversari come ad esempio il Pordenone che per più di un tempo hanno imperversato nella nostra metà campo giocando un calcio semplice ed equilibrato sfruttando le nostre debolezze.. e nemmeno loro sono il Barcellona. E non è perchè mangiavano l’erba ma perchè avevano tanti spazi a disposizione che noi gli abbiamo lasciato (per semplificare) Il centrocampo ancora non c’è e come dice Zaccheroni (ieri sera) non avere il centrocampo è come avere una macchina senza motore (esempio più che calzante)

    Stiamo a vedere Abbiamo ancora sette partite. Chissà…

    • 29 Marzo 2017 in 15:47
      Permalink

      Poi così per curiosità, un esempio di come sfruttare al meglio una squadra non troppo tecnica lo fece proprio in un articolo Barone, citando la Ternana di Viciani

      squadra stretta e corta, passaggi semplificati quindi dalla vicinanza e come premio hanno avuto la serie A.

      Famosa l’esortazione di Viciani
      “Fai quello che sai fare, fallo bene, e fallo in fretta! ”

      Della serie : Si deve fare con quello che si ha, traendone il meglio, occorre adattarsi al “materiale che si ha”… ma noi abbiamo anche del BUON materiale per la legapro, perchè è della legapro che stiamo parlando.

  • 29 Marzo 2017 in 17:08
    Permalink

    Beh, allora se è così semplice …lo facciano…

    io non credo che sia così facile …

    So benissimo che coi lanci lunghi vanno a nozze i difensori ( degli altri ), che la palla deve girare rasoterra, e che tutti, insieme, tra reparti , debbano stare “collegati” ma, se lo sai tu, lo so io, e magari altri cento lettori….

    perchè questo non succede così facilmente come vorresti descrivere ?

    Esatto, le migliori partite sono state le PRIME 5 …gioco, corsa e risultato..
    poi cosa ? s’è rotto il disco ? o il giocattolo ?
    cosa vuol dire è una questione di testa ?

    questi si allenano in un quadrato di 30 m per 40 ..circa
    in 10 contro 10 …a due tocchi, a tre tocchi, libero ..e così via..
    il problema è che in partita ci sono anche gli avversari che, spesso, vincono i confronti diretti – uomo contro uomo –
    perchè poi va a finire che, a seconda della posizione in campo, ci si ritrova sempre lo stesso avversario da controllare in fase difensiva…cioè di non possesso ..
    hai visto da dove sono venuti un sacco di gol e di azioni avversarie ??
    dalla nostra parte + debole …vedi fascia sinistra, vedi Nunzella
    ..
    tu hai fatto rilevare, giustamente, che non si possono lasciare porzioni di campo ( centrocampo ) vuote o libere dove gli altri comandano passano lanciano propongono …
    è chiaro che, chi prende il sopravvento con uomini e densità in quella zona..va poi a comandare gioco ed operazioni ..

    as mettema su par nostar cont ?
    mi e ti ?
    mi fag al vice, a sign al camp, mett szo chi bagai colorè par fer allenament, a sistem el porti picini e distribuis el casachi coloredi..
    ti at fe la formaszion e la tattica..
    mi ad dag na man a fer la fase difensiva e guerdi la partida da la tribuba ..cas veda mei
    co dit Nico ?
    mi son pront anca dmatena ..as catema a sez or ai campett ??

  • 29 Marzo 2017 in 18:02
    Permalink

    Qui si tratta di mettere in pratica le basi del calcio, mica di progettare una nave spaziale.
    Io non faccio il calciatore , loro sono dei professionisti allenatore e calciatori, lo sapranno meglio di tutti noi immagino.

    La domanda resta una sola: perchè non lo fanno?
    Forse si pretendono cose che non sono adatte alle loro caratteristiche?
    è una domanda che ci si può porre visto che non migliorano.

    Poi quando giocano si impegnano per fare il loro compitino, quello preparato negli allenamenti,
    ma poi non riescono a portarlo a termine, perchè?
    perchè non gli viene naturale?
    Diventano frenetici e non lucidi quando cercano di dare l’intensità provata in allenamento
    questo dice qualcosa o no? Fa te

    e ora non sto qui a fare esempi. Magari un’altra volta.

    Allora cosa non va? Non certo il correre, perchè correre senza sapere dove andare non serve.
    Perchè dovrebbero anche sapere dove andare. Non trovi?

    Il problema è il centrocampo che non filtrando mette in difficoltà la difesa.
    Quindi cosa non va nel centrocampo? Bisognerà pur chiederselo.
    O si continua così tirando in ballo che bisogna bagnare la maglia, mangiare l’erba e via dicendo?

    Non sarà mica un compito improbo stare compatti e fermare gli avversari sulla trequarti piuttosto che dentro l’area
    e questo sarebbe già qualcosa .

    Col Forlì abbiamo preso goal con 9 giocatori sotto la linea della palla escluso Calaò con la difesa sulla linea dell’area grande coi centrocamposti avanti 10 metri. (anche meno)

    La disposizione era perfetta escluso un particolare che erano 10 metri troppo indietro, nessuno è potuto intervenire sul portatore di palla visto che eravamo troppo indietro e il goal è stato fatto con una percussione centrale.
    E non è l’unica volta.

    Si potrà farci qualcosa a queste cose o no?

    Non tocca certo a noi, tocca all’allenatore.
    Sarebbe meglio con modestia fare quello che si sa fare
    e non fossilizzarsi dentro dogmi calcistici che rischiano di essere solo dogmi.

    Se poi mi dici che la soluzione non è semplice anzi praticamente impossibile,
    possiamo deporre le armi subito

    Ricordo sempre Colomba che ha messo a posto una squadra allo SBANDO sull’orlo della B in 2 o 3 giornate.
    Entrato ad aprile.

    • 29 Marzo 2017 in 20:18
      Permalink

      Cercavo di parlare di calcio giocato, e non dei soliti “pettegolezzi” cercavo di confrontare le opinioni.

      mi spiace che il tuo tono sia diventato ironico nei miei confronti specie sulle mie competenze “tattiche”
      (sulle quali però potrei stupirti)

      comunque ho capito come funziona qui.

      “arvedres”

  • 30 Marzo 2017 in 09:22
    Permalink

    per la legge del contrappasso potrei dire che il gubbio ha fatto il gubbio

  • 30 Marzo 2017 in 10:07
    Permalink

    No Nico, assolutamente no !!
    nessun tono ironico credimi..
    sono capace di leggere e, appunto, leggo con molto piacere ed interesse le tue lucide, critiche e competenti disamine tecnico-tattiche : non fanno una piega..tutto ok…
    ma ci sarà qualcosa che ci sfugge..

    il centrocampo leggerino non aiuta nella fase di contrasto e recupero palla ??
    in sede di non possesso nessuno va ad attaccare il portatore presidiando nel contempo fasce, uomini e campo ??
    d’accordo sul ravvicinamento dei reparti, sono cose viste e riviste ma, di fatto, si ripetono: certo, sia i giocatori che l’allenatore..devono vederle e saperle queste cose..
    ..
    io ieri dicevo, se le vedi tu, le vedo io ( e convengo col la tua disamina ) e altri come noi…
    come mai succedono ancora ? come mai non si cambia registro ?
    ..
    ricordo sempre che anche la prestazione degli avversari incide nel contesto..naturalmente …

    Ribadisco, nessun tono ironico….grande ammirazione e rispetto per le idee ….( robe non da qui…)
    la critica intelligente e costruttiva aiuta e non distrugge impietosamente come tanti fanno..
    sta ben lomo

    mauro

  • 30 Marzo 2017 in 10:09
    Permalink

    Il pezzo finale del mio commnento di ieri era ..ironico sdrammatizzante ma su me stesso..
    ..
    andema a coverciano ?
    ..scherzo dai ..

    fat sentir in cleatr articol ..al mè

I commenti sono chiusi.

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