CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Per ingannare l’attesa di Parma-Forlì non scordiamoci le lezioni del passato. Da Ciotti a Maestrelli, passando per Troisi…

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone) – Le vie del Signore sono finite, recitava il titolo di un famoso film di MASSIMO TROISI che trattava il tema dei miracoli in tutte le sue più svariate forme: cosi non dovrebbe essere per le speranze del PARMA di raggiungere il VENEZIA e il suo cammino che sembra non arrestarsi più o mai. Le speranze (di miracolo) non dovrebbero mai tramontare e non dovrebbero mai abbandonare l’animo di chi crede di potercela fare a raggiungere un traguardo sportivo inseguito con tanto calore e con tanta passione. Detto questo per ingannare l’attesa prima della partita di stasera scordiamoci il presente fatto di previsioni di formazioni e di imperativi di vittorie per tuffarci nel passato attraverso le frasi di anticipazione della vigilia del tecnico D’Aversa, non prima però, sempre viedelsignore2rimanendo in tema di passato, aver provato un minimo di rimpianto per quello che era il calcio di una volta, quello senza posticipi, spezzatini, rose allargate, quello per intenderci che si giocava tutto in contemporanea, tutto alla stessa ora, senza dirette televisive, senza pre e post partita, quello preceduto dai ciottiani “ventilazione inapprezzabile”, “spettatori al limite della capienza”, quello, consentitemi, passato alla storia con i rituali e romantici e irrochiti (da voce roca) versi di poesia calcistica titolati “Scusa Ameri….  A te Giacoia”. Nel calcio moderno dei ameri--310x210posticipi televisivi, delle radiotelecronache urlate e tifose, non c’è spazio per nessun tipo di poesia, e chi s’inerpica in percorsi di nostalgia non sempre viene seguito o apprezzato a dovere. Però qualcuno sente il dovere di farlo, per farci capire da dove siamo partiti per arrivare fino a qua, e per scoprire cose si nasconde nella valigia dei ricordi di chi si ostina a non voler dimenticare i tempi che furono, seppur recenti, di questo mondo, del calcio, che tutti, a parole, dicono , di amare. Dal presente delle parole di D’AversaHo sempre detto che il momento più brutto per un allenatore è quello della scelta della formazione. Chi andrà in campo sostituirà chi non gioca in maniera più che degna. Il fatto che abbiamo qualche infortunato non deve essere un alibi, dispongo di una rosa che ha molti titolari” ci porta AVERSA FORLIa fare un semplice considerazione su quello che è e che era il ruolo dell’allenatore fuori dagli schemi di gioco, dalla tecnica, dalla tattica, ruolo di chi deve gestire il cosiddetto (termine non bellissimo) materiale umano. Chi deve far capire a propri giocatori, pardon calciatori, di esser importanti anche quando, questi, vengono esclusi dalla formazione titolare o iniziale. A parole sembra facile, ma nei fatti le doti di chi riesce nell’impresa emergono solo in pochi casi e non tutti si rilevano in grado di sostenere i musi lunghi, i mugugni, di chi si sente escluso, anche per una sola gara, di chi si sente o si ritrova ai margini della rosa o dello spogliatoio. Gli giorgino-e-corapiallenatori studieranno anche psicologia, nei loro corsi e percorsi di formazione professionale, ma non tutti mettono a frutto gli insegnamenti e non tutti risultano essere all’altezza del ruolo. D’Aversa lo sto facendo da qualche tempo, ci ha provato subito dopo il mercato di gennaio, e i frutti sembrano, al momento,  essere buoni anche alle luce delle seguenti precise affermazioni su di un singolo calciatore: Mazzocchi lo considero molto, con me ha sempre giocato, è uno che può spaccare la partita. Per quello che lui ha fatto meriterebbe di giocare sempre, come gli altri. All’inizio della mia gestione era spesso titolare, ma resta un giocatore importante se entra anche a gara in corsa”. Sicuramente un perfetto manifesto di saggia gestione dei singoli giocatori, all’interno di uno spogliatoio in cui tutti dovrebbero sentirsi utili alla squadra per il raggiungimento degli obiettivi. Dovrebbero, appunto, tutti sentirsi  considerati, ma non sempre capita. Anche se tornando al passato, quello di tutto il calcio che si diffondeva attraverso i transistor  gracchianti, non solo per le voci dei precedentemente citati cronisti/maestri) Maestrelli_Tommaso_2dell’epoca, le lezioni di altrettanto bravi maestri non mancano, tipo quella di Tommaso Maestrelli, allenatore della LAZIO Campione d’Italia 72-73, il quale era abilissimo, oltre a gestire uno spogliatoio diviso con tanti leader, nel fare sentire tutti partecipi del progetto, in un epoca in cui esistevano titolari e riserve con ruoli ben delineati in partenza, come testimoniano le parole di FRANCO NANNI, mediano infaticabile di quella squadra Maestrelli, rispettava tutti e rendeva tutti utili, anche quelli che teneva fuori perché sapeva che potevano essere la carta vincente nel momento del bisogno”. Aveva capito le personalità: per alcuni  si prestava in modo totale, per altri manservisimeno perché non c’era necessità. E il suo Mazzocchi, era MANSERVISI, detto Uccellino, anch’egli duttile esterno, titolare al ritorno in serie A della squadra biancazzurra, ma poi riserva dell’emergente Vincenzo D’amico, nell’anno dello scudetto vinto, sempre pronto e disponibile grazie alla cura del MAESTRO. Il quale, era come tutti i maestri, un precursore anche dal punto di vista del gioco e della flessibilità dell’interpretazione dei ruoli da parte dei suoi calciatori. Abilità che porta lontano e conduce, nel calcio, ai successi a volte anche insperati, come nel caso di quella LAZIO di allora. Quindi, in momento fondamentale, del PARMA, l’abilità, non solo tecnica dell’allenatore, deve risultare decisiva, perché chi va in campo in quel momento si deve sentire il migliore, e quello che deve fornire alla squadra sarà suo massimo contributo. Non ci sono dubbi, anche in quest’era del calcio spezzatino per esigenze televisive, tra un urlo e uno scimmiottamento da telecronista moderno, non deve essere dimenticato sandrociottil’insegnamento dei maestri del passato , siano essi dotati di perfetta sintassi alla Ciotti e siano essi quelli come MASTRELLI bravi a dire no, con garbo e gentilezza, alle ingerenze in tema di formazioni da schierare, da parte di mostri sacri del calibro di Chinaglia. L’allenatore moderno italiano, oggi molto apprezzato all’estero, deve ragionare in questo modo, senza integralismi e fissazioni tattiche, senza spocchia e senza presunzione proprio come i maestri di un tempo. Questo discorso, relativo alla superbia, potrebbe adattarsi anche per le nuove generazioni di telecronisti, venuti su a pane e CARESSA, omologati, ripetitivi nel senso di essere fatti tutti con lo stesso stampino. Un po’ di originalità non guasterebbe. E per chiudere buona partita a tutti con buona pace dei soliti ciocolaté. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

26 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Per ingannare l’attesa di Parma-Forlì non scordiamoci le lezioni del passato. Da Ciotti a Maestrelli, passando per Troisi…

  • 6 Marzo 2017 in 11:16
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    sportal recita….La squadra di Inzaghi passa, non senza polemiche arbitrali, anche sul difficile campo del Teramo di Ugolotti (che reclama due rigori e protesta per un gol in fuorigioco)…
    e quindi questi favoritismi esistono o non esistono?
    qualcuno ha visto gli episodi?

  • 6 Marzo 2017 in 11:58
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    Lo sappiamo il Venezia ha i favori arbitrali.
    FAVORI ARBITRALI ORMAI DATI ai gondolieri in maniera OSEREI DIRE INDUSTRIALE dati ormai ALLA LUC ElDEL SOLE come se gli fossero dovuti.
    GIOCANO SEMPRE IN 12, OGNI DOMENICA ( e il dodicesimo uomo in campo non è certamente il pubblico costituito da quattro gatti) ma si sa, basta vedere la proprietà del Venezia per capire tante cose………. A buon intenditor poche parole.
    Non vi siete mai chiesti come mai il Venezia gioca sempre prima di noi
    FATEVI QUESTA DOMANDA e non abbiate paura a darvi una risposta AGGHIACCIANTE perché quella risposta che vi darete, sarà la verità e CAPIRETE TANTE COSE di questo calcio che puzza come una carogna in avanzato stato di putrefazione..
    Noi dobbiamo sostenere il Parma e crederci con tutto noi stessi perché ricordatevi sempre che IL DIAVOLO FA LE PENTOLE E NON.I COPERCHI…..

    • 6 Marzo 2017 in 12:53
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      Però bisogna essere obbiettivi!hai visto le immagini?
      Io ancora no..da quel che si dice sembra che l arbitro abbia fatto il protagonista!!!dopo guardo e ti saprò dire…

    • 6 Marzo 2017 in 13:24
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      Scusate volevo dire che il Venezia gioca sempre prima di noi.

  • 6 Marzo 2017 in 13:30
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    ..ho rivisto ora le immagini di Sportube…il problema è che non han rubato nulla e il fuorigioco sul secondo Goal non c’è…di rigori non ci sono immagini…
    la cosa più strana è al minuto 3.39 dove inzaghi insulta il 4uomo…
    quindi ribadisco quello che dissi 2 settimane fa…il Venezia ora sta dimostrando di vincere il campionato…poi ci sono ancora 10partite e vedremo come andrà…

  • 6 Marzo 2017 in 13:33
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    Mafalda guarda, visto che hai due giganteschi prosciutti davanti agli occhi, che non ti permettono di vedere il mondo reale, allora. per schiarirti le idee guarda non la sintesi ma tutta la prossima partita
    VENEZIA-MODENA.
    Solo e sottolineo solo se vinceremo con il Forli. succederanno cose folli.
    IL VENEZIA GIOCHERÀ IN 12.
    Non ci credi e,allora guarda la partita.
    Non è la forza del Venezia ma è la forza di Tacopina…..chi non difetta di materia grigia avrà capito a cosa alludo.

  • 6 Marzo 2017 in 13:33
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    Intanto noto con piacere che il nostro vecchio amico Sagramola (un altro che amava molto dissertare di Parma come il collega killer di elefanti Lugaresi e l’amico Perinetti) e il suo Brescia hanno un bel piede in Lega Pro..

  • 6 Marzo 2017 in 13:34
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    ..e ripeto anche che l’unica squadra in grado di fermare il venezia sarà il Padova…tutto dipende da loro…che però devono giocare anche contro di noi…

    • 6 Marzo 2017 in 16:31
      Permalink

      Il Venezia inciampera’ quando meno ve l’aspetterete.

  • 6 Marzo 2017 in 13:34
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    Dopo una rincorsa del genere, sarebbe davvero un peccato non salire. Sarebbe un colpo durissimo da assorbire. Ma mi sembra impossibile che il Venezia le vinca tutte da qui alla fine.

  • 6 Marzo 2017 in 13:41
    Permalink

    Joe ma cosa è un virus? I gondolieri sono forti, gli arbitri non li privilegiano.
    MA DIAMINE QUALCUNO VI HA FATTOIL LAVAGGIO DEL CERVELLO?

    Il Venezia ha avuto favori arbotrali, ovvio che se vedi una sitesi soltanto ti fanno credere quello che vogliono.loro.
    DA TE NON ME L’ASPETTAVO.
    Col Pordenone inoltre c’era un rigore per il Pordenone CICLOPICO? e un gol segnato dal Pordenone era valido.
    Ti scuso Joe e ti perdono perché so che NON SAI chi è TACOPINA.
    Lo sapessi……

    • 6 Marzo 2017 in 16:05
      Permalink

      infatti ho detto fino a due settimane fa e la partita con il pordenone è esclusa dal mio ragionamente…
      so benissimo chi sia Tacopiina e anche chi sia Perinetti e so chi è Inzaghi…
      Ti ho semplicemente detto che per giudicare bisogna prima vedere le immagini…

      • 6 Marzo 2017 in 16:37
        Permalink

        Si certo ma voglio vedere non le immagini di facciata quelle che il trittico di baciamo le mani ha imposto di far vedere a sportube.
        Ad ogni modo IO SONO CONVINTO CHE IL CAMPIONATO LO VINCEREMO NOI.
        Non penso che la classe arbitrale continui imperterrita ormai in modo palese in questo modo ad arbitrare il Venezia.
        Per andare a vedere lo stadio bisogna prendere la gondola o il.vaporetto
        Mai visto nel mondo

  • 6 Marzo 2017 in 14:40
    Permalink

    Io so chi è Tacopina…Perinetti..e infatti era impensabile pensare di giocarcela contro figuri di questo tipo con la biologia, i trattori, Scala, Minotti & Galassi. Era come andare in guerra con una fionda e una pistola spara ventose.

    • 6 Marzo 2017 in 17:44
      Permalink

      Davide, difficilmente faccio complimenti a qualcumo che scrive sul forum ma tu hai centrato il problema e quindi
      CHAPEAU.
      È questo un calcio marcio dove noi colombe bianche dobbiamo posarci per abbeverarci, su quel liquame di fogna che è parte integrante del calcio italiano.
      Un calcio.ormai in mano agli amici degli amici, dei leccaculo patentati e senza dignità che nemmeno sanno cos’è lo sport.
      I Perinetti e i Tacopina sguazzano in quell’acqua maledeodorante ma che per loro profuma di rose e di mughetto
      Eppure noi abbiamo una tifoseria enorme, uno stadio da serie A, un centro sportivo tra i più belli d’Italia, una società pulita onesta genuina all’acqua di sorgente eppure gli insetti, i bruchi pelosi e sapete di chi parlo hanno più voce in capitolo di noi.
      Lo ribadisco, il Venezia se gioca undici contro undici e’ una squadraccia, noi siamo una squadra di seie B una squadra schiacviasassi.
      Il Venezia in serie B e noi ancora in Lega Pro?
      NO, NON PUÒ FINIRE COSÌ.

  • 6 Marzo 2017 in 14:50
    Permalink

    ma mi sembrano discorsi assurdi dopo che abbiamo vinto a salo’ con una mano di dio e a bergamo con un rigoretto piccolo piccolo che molti arbitri non avrebbero dato ………ma lasciamo li io ho visto l immagini a teramo non c era nulla di ecclatante hanno vinto 4-1 di cosa state parlando ? ugolotti l allemnatore del teramo dice il venezia e nettammente la squadra piu forte del campionato e anche il presidente della sambenedettese dopo tanti stromabazzamenti nel dopo partita ha detto il venezia e la squadra migliore per la lega pro …..il parma ha i nomi loro sono una squadra per cui non andiamo a vedere il marcio dove non c e sono diventate come perinetti che lo fa pero’ come stategia …….stanno giocando bene vincono alla grande noi fatichiamo non poco …..per cui alla fine favori e sfavori si annuleranno tutti hanno avuto favori e sfavori

    • 6 Marzo 2017 in 16:51
      Permalink

      Piccoli testequadre crescono

  • 6 Marzo 2017 in 15:09
    Permalink

    Ripeto per la centesima volta:

    IL PARMA VINCERA’ IL CAMPIONATO.

    PER DUE VALIDI MOTIVI:

    1- E’ LA SQUADRA PIU’ FORTE DEL GIRONE
    (CALAIO’- MUNARI – NOCCIOLINI- SCOZZARELLA)

    2- IL CAMPIONATO CADETTO (SERIE B)
    HA BISOGNO DI UNA SOCIETA’ COME IL PARMA.
    SIA PER TIFOSERIA CHE PER BUSINESS
    (SKY IN PRIMIS)

    Vi create patemi per nulla!!!!
    non avete ancora capito come funziona il calcio in Italia???
    state sereni….e andiamo allo stadio.

    P.s.THE ROCK sei peso some un uscio!

    • 6 Marzo 2017 in 16:06
      Permalink

      ti chiedo per l’ennesima volta se puoi spiegarci l’aggressione dei tifosi “parmensi” ai tifosi “lagunari”, di cui ci hai parlato dopo Venezia-Parma. Grazie.

    • 6 Marzo 2017 in 16:41
      Permalink

      Io Robin Hodd sarò peso come un uscio ma tu sei leggero come una piuma.
      Sostanza zero
      Cazzate dette un bilione.

  • 6 Marzo 2017 in 15:58
    Permalink

    E’ una squadra così forte che a momenti perdeva col Parma di Apolloni e Agostinho Cà..e se Canini non avesse fatto la c..a per cui 5 minuti dopo è stato giustamente accompagnato di là dal Po avrebbe perso 2 a 0 in casa…Noi faremo fatica ma prendetevi la briga di guardarvi le partite degli inquilini del Penzo contro Pordenone e Samb e sinceramente non si vede quel gran gioco che qui qualche siftone strombazza.

    • 6 Marzo 2017 in 17:26
      Permalink

      …Guarda se ti riferisci a me in quanto a Siftone non credo che tu abbia capito bene i miei ragionamenti..ma ti do ragione sul ragionamento che hai fatto sulle gare contro di noi…

  • 6 Marzo 2017 in 16:46
    Permalink

    A me il Venezia fa vomitare.
    Se giocassimo come loro non verrei nemmeno più allo stadio.
    Qualcuno mi dirà
    “ma allora perché non siamo.primi”
    Più che una risposta vi pongo una domanda.
    “Sapete chi è Tacopina
    Sapete chi è Perinetti?”
    Se avete l’ovvia risposta tutto vi parra’ chiaro e limpido come acqua di fonte.

    • 6 Marzo 2017 in 17:34
      Permalink

      … chiediti anche chi è Faggiano … va!!!!

  • 6 Marzo 2017 in 17:38
    Permalink

    Ma chissenfrega del “VENESIA”…..

    Tacopina e Perinetti non sono proprio nessuno….

    Si lamentano perchè sanno di perdere….

    THE ROCK sei pesissimo….

  • 6 Marzo 2017 in 23:04
    Permalink

    THE ROCK NON ERA STATO SQUALIFICATO A VITA ?OVVERO VELONESO

I commenti sono chiusi.

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