giovedì, Giugno 13, 2024
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La Lega Calcio dovrebbe essere più aggressiva nella commercializzazione del calcio italiano all’estero ed esaminare le debolezze che gli impediscono di avere sui mercati un valore congruente con la qualità dei suoi interpreti

schiroli-slide(Riccardo Schiroli) – Cresciamo pensando che un monopolio sia una brutta cosa, forse perché c’è quello di Stato (su sali e tabacchi, ad esempio; sui sali, credo sia un lascito del passato e quello sui tabacchi non mi ha mai davvero toccato). Ma io conosco un caso nel quale il monopolio sarebbe benedetto. Parlo dei diritti sulle partite di calcio per la Pay Tv. In Italia c’è mercato solo per un operatore. Era chiaro ai tempi di Telepiù e Stream ed è ancora più chiaro oggi, ai tempi di Sky e Mediaset e (soprattutto) ai tempi dei diritti televisivi parcellizzati (Tv in chiaro, Pay Tv, Web Tv, telefonini e tablet, Social Media e non so cos’altro) e venduti a livello mondiale (il fatto che l’Asia è un mercato che paga bene, obbliga ad aggiustare gli orari). sali e tabacchiMa un operatore solo (monopolista) finirebbe col fare il prezzo, cosa che la Lega Calcio non si può permettere, visto che i suoi associati dipendono in buona sostanza da quel che si incassa dai diritti televisivi. Insomma, quando ci raccontano che “per il bene della concorrenza” è meglio che ci siano più operatori nel settore della Tv a pagamento, mentono sapendo di mentire. A noi utenti andrebbe benissimo un solo operatore e andrebbero bene un anticipo e un posticipo. Ci andrebbe anche bene un calendario che prevede il nostro sport preferito in onda nella settimana di Natale, per dire. Ma noi utenti, quello su cui ci dobbiamo concentrare è sottoscrivere abbonamenti e in particolare pagarli. La concorrenza nel settore della Tv a pagamento è in pericolo. SKY sta bene ed è pronta a fare offerte per essere in grado di trasmettere tutte le partite. Ma Mediaset non sta bene affatto, si è pentita come non mai di aver fatto un’offerta fuori dalla logica per acquisire la Champions League e Piersilvio Berlusconi ha fatto sapere che nella prossima asta per i diritti televisivi (in Italia e in Europa) terrà un atteggiamento “utilitaristico”. Nel senso, vedrà di allearsi per avere più partite possibile con qualche operatore interessato ai diritti per gli apparecchi mobile, ma ragionevolmente non è intenzionato a fare rilanci telecamera tardiniparticolarmente importanti. Alla Lega Calcio si sono piuttosto agitati per questo, tanto che nel varare i pacchetti da mettere all’asta stanno pensando se non sia il caso di cambiare filosofia: non più pacchetti di partite, ma pacchetti per fasce orarie. E’ una possibilità. Staremo naturalmente a vedere. Ma il punto è che la Lega non può assolutamente permettersi di incassare meno di un miliardo di euro per anno nel prossimo triennio (che inizia con la stagione 2018-2019). E già così sarebbe a livelli di inferiorità chiara nei confronti della Premier League inglese, che porta a casa almeno 5 miliardi a triennio.

slide-mediaset.jpgAl di là della concorrenza più o meno artificialmente creata tra Sky e Mediaset, quello su cui la Lega Calcio deve essere più aggressiva è la commercializzazione del calcio italiano all’estero. Dopo tutto, la Serie A italiana è ancora oggi il campionato che ha più valore a livello di calciatori dopo la Premier League inglese. Ma tende a non farlo sapere. O forse a non saperlo. E’ effettivamente notorio il tafazzismo tipicamente italiano, che tende a sottovalutare le proprie cose di valore, non ho mai capito se per uno strano complesso di inferiorità o per cos’altro. Fatto sta che il valore del nostro skycalcio non è così scarso come ci piace a volte raccontare. Quel che c’è di scarso è l’immagine. Che deriva soprattutto da strutture obsolete e mal tenute, dai problemi di ordine pubblico e da tutto quanto ha come conseguenza stadi vuoti. La Lega calcio deve giustamente concentrarsi sui pacchetti da proporre sul mercato. Ma prima di tutto deve esaminare quelle che sono le debolezze che impediscono al calcio italiano di avere sui mercati un valore congruente con la qualità dei suoi interpreti. Riccardo Schiroli

Stadio Tardini

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Un pensiero su “La Lega Calcio dovrebbe essere più aggressiva nella commercializzazione del calcio italiano all’estero ed esaminare le debolezze che gli impediscono di avere sui mercati un valore congruente con la qualità dei suoi interpreti

  • Dopo tutto, la Serie A italiana è ancora oggi il campionato che ha più valore a livello di calciatori dopo la Premier League inglese.

    La Liga no? Negli ultimi anni con l’ascesa di Atletico e Siviglia, è diventata parecchio attraente. Non è più una sfida solo a 2 tra Barca e Real.
    Per quanto riguarda noi, oltre a costruire stadi di proprietà, dovremmo ingaggiare esperti di marketing per promuovere il nostro brand all’estero.

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