TRE BUONE RAGIONI PER DIRE NO AL VAR (MOVIOLA IN CAMPO)

schiroli-slide(Riccardo Schiroli) – Ci sono 2 cose che, come giornalista, non ho mai fatto e non farò mai. La prima è andare da qualcuno che ha appena perso una persona cara per chiedergli: “Ma cosa prova in questo momento”. La seconda è mettere sotto accusa un arbitro. Sono fermamente convinto del fatto che l‘errore arbitrale vada sempre considerato come una variabile, allo stesso modo (ma difficilmente sarà così rilevante) dell’errore di un giocatore o di una zolla che fa perdere l’equilibrio. Certo, chi organizza i campionati ha un organo tecnico che deve necessariamente valutare gli arbitri. I bravi devono fare carriera e gli scarsi no, come succede ai calciatori. E per fare queste valutazioni, gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia sono estremamente importanti. Mi spingo a dire che devono essere utilizzati a livello di informazione televisiva. Ma dove mi fermerei, è prima che se ne faccia un uso inquisitorio.

Finito il preambolo, vengo al punto: io sono contrario all’utilizzo del VAR (Video Assistant Referee; nella sostanza, la moviola in campo). O meglio, non posso dire di essere favorevole finché non mi spiegano come intendono usarlo. E ho pronta tutta una serie di controdeduzioni.

var moviola in campoLa prima, e più ovvia: chi decide quando un episodio è abbastanza dubbio per tirar fuori il VAR? Perché se è l’arbitro stesso (o il segnalinee), quando sbaglia convinto di averci azzeccato, che succede? Vogliamo che siano le squadre (comunicando al quarto uomo, che deve fermare il gioco) a fare quello che nello sport americano si chiama challenge di una decisione? Allora bisogna decidere quante possibilità si concedono alle squadre. Che comunque, impareranno presto che un challenge lo si usa dopo che un incaricato che guarda la partita in TV ha dato il via libera. Alla luce di questo (in altri sport, come vedremo, è già successo) bisognerà prevedere un tempo limite per formalizzare la contestazione. Quando è in azione la moviola, il tempo si ferma? Se sì, penso si debba prevedere che sia annunciato pubblicamente a che minuto il gioco si ferma e che sia annunciato pubblicamente quando il cronometro riparte.

Io ho visto funzionare la moviola nel baseball di Major League negli Stati Uniti e sono rimasto perplesso: ovunque si giochi la partita, in uno studio televisivo a New York sono pronti a pronunciarsi diversi arbitri professionisti. Inizialmente (stagione 2009) la novità venne introdotta solo per verificare sui fuoricampo (per chi non conoscesse il baseball: una battuta in campo buono che finisce oltre la recinzione senza rimbalzare) se la palla fosse uscita veramente (gli stadi americani hanno il pubblico a contatto della recinzione, in determinati settori) e fino lì tutto andò bene. Poi il challenge è stato introdotto per le chiamate arbitrali sulle azioni, con la conseguenza che le squadre si sono attrezzate con un esperto al video e la nascita di surreali balletti degli allenatori prima della richiesta di rivedere l’azione incriminata: un piede in campo, un orecchio al collaboratore che attende il verdetto dell’esperto.
Considerate poi che il baseball è uno sport che prevede comunque interruzioni (le cosiddette visite dei tecnici ai lanciatori) mentre fermare il gioco nel calcio per qualcosa di diverso da un fallo potrebbe risultare innaturale.

Sono poi contrario all’introduzione del VAR perché per dare un senso di equità dovrebbe essere garantito che tutte le partite vengano riprese con lo stesso numero di telecamere. Quante? Non meno di 10, per avere la certezza di aver diversi punti di vista dello stesso episodio. Sarebbe insomma una tecnologia utilizzabile solo nel campionato di Serie A. Riccardo Schiroli

Stadio Tardini

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9 pensieri riguardo “TRE BUONE RAGIONI PER DIRE NO AL VAR (MOVIOLA IN CAMPO)

  • 9 Marzo 2017 in 09:07
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    Intanto a me lascia perplesso questo articolo…

    che nessuno spieghi quando la VAR entrerà in funzione è relativo al proprio livello di informazione.

    Su skysport24 per esempio, hanno spiegato più volte nel dettaglio l’utilizzo della stessa.

    Ora, io faccio un altro mestiere, per cui posso solo andare a memoria, ma la VAR entra in gioco solo in caso vi sia un episodio decisivo, quindi un espulsione (reazioni, falli furbetti ecc), gol viziati da falli precedenti dall’inizio dell’azione stessa (fuorigioco ma anche un fallo per entrare in possesso del pallone e non ravvisato), in caso di falli da rigore…

    non è quindi un atto di sfiducia all’arbitro, ma un supporto allo stesso, in un range limitato di episodi in cui si potrebbe decidere una partita e/o un campionato intero.

    La zolla che fa inciampare o rimbalzare male la palla è roba da terza categoria ormai, gli errori dei giocatori no, ma sono appunto li per giocare e vinca il più bravo allora, non il più furbo.

  • 9 Marzo 2017 in 10:18
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    Io non sono d’accordo per niente. In primis non considero l’operato arbitrale una variabile perchè sono professionisti che ad alti livelli sono pure ben pagati. Il grosso problema a mio parere è proprio come vengono cresciuti e giudicati, ma Nicchi è ancora al suo posto quindi tutto ok.
    Le controindicazioni mi sembrano tutte questioni risolvibili, si possono stabilire regole precise.
    Al di là della scarsa qualità degli arbitri, della poca meritocrazia, dell’atteggiamento in campo etc il gioco è diventato oggettivamente più difficile da arbitrare, ben venga la tecnologia. E’ vero che ci sono azioni in cui il dubbio resta anche dopo aver rivisto più volte, ma in molti casi è sufficiente un replay per notare ciò che a velocità normale può sfuggire

  • 9 Marzo 2017 in 11:25
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    Io temo molto la partita di domenica ma mi riferisco all’incolumità fisica dei nostri. Temo di vedere ancora una volta 90 minuti di foga killer sotto lo sguardo compiacente di arbitri impreparati. E’ scandalosa la squalifica di D’Aversa e Calaiò alla luce dell’atteggiamento agonistico volto solo a far male di que 4 pezzenti in maglia bianco rossa. Adesso tutti hanno capito il giochino e contro di noi si scatenano alla caccia all’uomo. Ripeto i tanti infortuni derivano anche da questo e non è un caso che la partita di Salò (altra gara gestita dagli avversari al limite del regolamento) sia stata una ecatombe. E senza che nessuno intervenga. Ma se alla Lega sta bene avere Forlì e Santarcangelo contenti loro. Gli ultimi 15 minuti col Forlì visti dalla tribuna parte bassa quasi ad altezza campo sono stati veramente un brutto spettacolo. Non parlo da tifoso ma da sportivo. Non era sport. E in quste condizioni ci sta anche di fare una scemenza e prendere un gol. Vergogna!!!!

  • 9 Marzo 2017 in 12:26
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    Io invecevsono STRAFAVOREVOLE direi quasi in modo maniacale al VAR.

  • 9 Marzo 2017 in 13:28
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    Il tempo di consulto della VAR dovrebbe variare dai 30 secondi al minuto, poi si recupera. Inoltre, sarebbe più utile nei campionati minori, dato che qui gli errori sono più frequenti.

  • 9 Marzo 2017 in 13:59
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    Se lo mettono veramente la Juve non vince più uno scudetto…

  • 9 Marzo 2017 in 13:59
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    Aggiungo Immagino che chi scrive l’articolo lo sia…

  • 9 Marzo 2017 in 16:14
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    Nella pallavolo e nel rugby il VAR è pacifico,
    perchè mai nel calcio deve essere un problema??

    Basta regolamentarlo bene, con pochissime norme, chiare e per fattispecie precise

  • 10 Marzo 2017 in 15:58
    Permalink

    Ribadisco quello che è il mio dubbio più serio: chi decide se intervenire con la VAR, se l’arbitro è convinto di aver visto giusto?

    Nelle categorie minori è impossibile ipotizzare l’uso della moviola in campo, se non si provvede a realizzare una ripresa con lo stesso numero di telecamere che vediamo in serie A

I commenti sono chiusi.

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