CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Nel calcio ci vuole la forza, la grinta, la ‘cativeria’. Il miglior Parma nelle ottiche di santoni e ciocolaté indignati

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone) – Nel calcio ci vuole forza e poi grinta e soprattutto “cativeria”  amavano e amano ripetere i santoni del calcio di via Montanara, di ieri e di oggi,  ad ogni piè sospinto per motivare giocatori, allenatori che passavano e passano dalle loro parti. E come non essere d’accordo con tanta saggezza calcistica esibita davanti ad una carta di cavallo pesto consumata tra una partita e l’altra, anche alla luce di quanto Il PARMA odierno è riuscito a mettere in campo, con inizio al fulmicotone, come quello al cospetto di un PADOVA, che esattamente un girone fa, aveva maramaldeggiato al TARDINI contro i Crociati della scorsa gestione tecnica. Un Parma, come piace al tecnico e a tutti i tifosi, che aldilà dei valori tecnici elevati e della disposizione tattica finalmente ottimale, ha offerto qualcosa reggiana-parma-dettaglio-esultanzad’importante proprio sul piano delle tanto decantate “GRINTA, FORZA E CATTIVERIA” (con una o due ” t”, fate voi, che siate al Montanara o al Cinghio o lì dove volete, a prescindere, o che siate dei Santoni o dei Ciocolaté) , come forse aveva esibito solo in occasione del derby vinto a dicembre. Un PARMA  che ha ritrovato muscolarità (forza) con il recupero di uomini decisivi come Scavone e Munari a centrocampo che hanno trasmesso agli altri reparti quella grinta e quella cattiveria agonistiche assenti in occasione del trittico noir  in cui la squadra aveva perso il contatto con il primo posto della classifica. Attenzione proprio nelle giornata in gianni munaricui tutti si sprecano in elogi per la coppia d’attacco Calaiò, Baraye, credo sia doveroso sottolineare l’importanza che hanno i  cosiddetti gregari, sicuramente, di lusso per la categoria, del centrocampo come Munari, fondamentale all’inizio con i recuperi palla e i suggerimenti per gli avanti, e SCAVONE, che nell’arco della gara ha garantito un supporto continuo alla squadra in termini fisici, atletici e di equilibrio del gioco.  Sono questi i giocatori che io definisco utili, quelli che alla fine fanno la differenza perché corrono, lottano s’inseriscono, giocano a uno o due tocchi e soprattutto recuperano tanti palloni e ne sprecano pochissimi, non sono top player, per fortuna. Lo so questa è la classica lettura impopolare del calcio, ma la storia, se analizzata con cura  e attenzione, ci restituisce esempi illuminanti, tipo Italia 2006, Campione del italia campione del mondo 2006Mondo che poteva fare a meno di uno tra Del Piero e Totti, ma non poteva prescindere dalla forza di IAQUINTA, dalla corsa e dalla grinta di PERROTTA e soprattutto dalla cattiveria di GATTUSO, determinante anche nell’esplosione tecnica e tattica di Pirlo regista (grazie a Carletto, fate pur voi il cognome che sia Mazzone o Ancelotti non cambia nulla) del MILAN e della NAZIONALE appunto. Perché, sempre secondo i santoni di via Montanara, di ieri e di oggi, gli attaccanti si muovono molto in orizzontale e in profondità fanno allunghi, massimo di dieci metri, i difensori anch’essi effettuano spostamenti in orizzontale con le diagonali e le scalature e al massimo, quando scappano all’indietro, fanno rincorse di dieci, quindici, metri, ma i manuel scavone padova parmacentrocampisti “vacca boia”, sempre nel volgo dei santoni di cui sopra, fanno trenta metri avanti e trenta metri indietro, nelle due fasi, per tutta la partita. Oh là, ci siamo riusciti a dirlo, senza che nessuno possa eccepire niente, ciocolaté compresi. Però vedere Scavone in formato Strootman e Munari in versione Khedira, fa sempre bene al calcio e  al PARMA, se poi  se qualcuno non si trova d’accordo, pazienza, sono solo fatti suoi come recitava un famoso spot pubblicitario di qualche tempo fa. Il miglior PARMA, a detta di tutti, che dall’interno, continua a professare fiducia, non si arrende a fare discorsi relativi a play off, prossimi venturi, continuando a credere, forse solo a parole, alla rincorsa al primo posto. Oramai mancano poche gare e non si tratta di portare bene o portare male (la sfiga, eh…), ma di continuare su questa padova Parma gol di Yves Barayestrada  e su questo tipo di atteggiamento perché, quando si segna entro il primo minuto di gioco, non lo si fa per caso, qualcosa oltre al fattore tattico e tecnico esiste. La rabbia che rimane a molti è quella di avere dovuto attendere 33 partite, un cambio alla guida tecnica, un ribaltone societario e un mercato di riparazione arrembante, per vedere il più bello e convincente PARMA, mentre il Venezia, zitto zitto cacchio cacchio, come direbbe Bonolis, si avvia a vincere il campionato senza squilli e senza acuti, con tanti gol decisivi apolloniinzaghi-750x360oltre il novantesimo, rigori compresi. Sarà premiata la regolarità, la normalità, l’aver approfittato al massimo delle disgrazie altrui, non solo tecniche. Però aldilà di ogni discorso disfattistico rimane negli occhi di tutti noi la foga con cui nei primi minuti il PARMA ha aggredito e messo alle corde il pur quotato PADOVA che forse domenica non si troverà di fronte un altrettanto determinato Venezia. Ma tant’è.  Godiamoci il momento e tributiamo un omaggio a quei giocatori, che vacca boia, quanto corrono, quanto spingono, quanto servono, e Marchionni.jpgquanto vengono rimpianti quando sono assenti. Dei mezzi giocatori, dei pistapoci, si può fare  a meno, di loro, invece, in ogni categoria, che si chiamino Scavone, Milinkovic Savic, Hamsik, Khedira oppure Munari e della loro grinta, della loro cativeria, purtroppo o per fortuna, risulta difficile privarsene. Tutto questo perché in un momento, in cui viene rafforzata l’autostima del gruppo, occorre ricorrere alle armi che solo un determinato tipo di giocatori possono esibire, per sfatare, finalmente, quel trito e ritrito luogo comune che afferma che non bisogna rimpiangere gli assenti e che i sostituti sono sempre all’altezza. Balle: i fatti dimostrano il contrario e il brutto è che dai settori giovanili importanti, compreso, forse, bersani_lelloquello del Parma, di giocatori dotati di temperamento, grinta e cattiveria, ne escono sempre meno, non sarebbe ora di invertire la tendenza e selezionare in base ad altri parametri con non siano solo la tecnica o la struttura? Il calcio italiano oltre che dirigenti eletti nel comitato esecutivo dell’UEFA, avrebbe bisogno di qualcos’altro,  che paradossalmente, potrebbe essere trasmesso da qualche santone, dimenticato, di una qualsiasi  periferia. VACCA BOIA. Di parrucconi e ciocolaté possiamo benissimo farne a meno, firmato, GARGAMELLA, pardon Bersani, però LELLO non Pier Luigi. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

One thought on “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Nel calcio ci vuole la forza, la grinta, la ‘cativeria’. Il miglior Parma nelle ottiche di santoni e ciocolaté indignati

  • 8 Aprile 2017 in 00:39
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    Baroni, ma sei fissato con questi ciocolatè? Sembra una guerra personale tra te e loro :D. Comunque Scavone e Munari sono quasi più importanto di Baraye e Calaiò. Lo si è visto ampiamente.

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