LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL, di Luca Tegoni / Se è vero che tutti vogliono andare in B i reclusi di Collecchio non possono più sbagliare

PARMA SUDTIROL FINALE(Luca Tegoni, video dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913) – Dopo aver visto una partita pietosa e aver sopportato, seduti alle mie spalle, un’attempata coppia sposata che non faceva altro che lamentarsi con un’insopportabile e stridula voce dall’accento oscenamente maleducato, ho voluto concludere la nottata, tornando rapidamente a casa, ascoltando le interviste del dopo partita su TV Parma. Ho così completamente riempito di tristezza, calcistica, le prossime giornate.

marco ferrari conferenza stampa 24 04 2017 post parma sud tirol 0-1D’Aversa non sa che cosa fare e il vice Presidente punta preventivamente il dito contro quei giocatori che potrebbero non avere più voglia di giocare. C’è uno stato confusionale diffuso e diventa veramente complicato capire che cosa stia succedendo. Se l’obiettivo del Parma è la promozione in serie B la proprietà dovrebbe sapere che con l’attuale staff tecnico non ci sono più le condizioni e siccome credo che conquistare la promozione sia ancora un risultato realistico –  in fin dei conti dobbiamo vincere un torneo chiamato play-off con delle avversarie che non sono più forti del Parma – l’unica cosa da fare, a mio parere, sarebbe una nuova rivoluzione, che comunque sarebbe inevitabile qualora ci fosse da rifare la Lega Pro l’anno prossimo.

È dalla partita con il Forlì in casa, salvo una parentesi culminata con la vittoria di Padova, che la squadra non c’è più e le ultime tre partite sono state un tormento, un’oscenità di cui vergognarsi. È evidente che non se ne sono vergognati. In settimana ho visto un allenamento, mezz’ora mi è bastata. Cercavano di fare degli schemi per sfruttare le rimesse laterali in attacco. Attacco senza difesa, su dieci cross venivano partorite nove schifezze e su dieci tiri altrettante schifezze. Risultato è che lo schema ieri sera non è mai stato eseguito. Credo che questo significhi che si stiano allenando male e di conseguenza giochino male.

Anche la preparazione dei calci d’angolo con Scaglia e Scozzarella che si portano sistematicamente sulla bandierina e poi uno dei due se ne va irrita diffusamente i tifosi che ormai, almeno in tribuna, se la prendono per qualsiasi cosa. Vero è che rarissimamente il calcio dall’angolo porta a una qualche pericolosità. Vengono mediamente battuti male. Forse un’ora al giorno di calcio al muretto, per tutti, per allenare la sensibilità del piede e la concentrazione mentale non farebbe male.

Finalmente un minuto di silenzio vero, con silenzioso rispetto per ricordare una persona che non c’è più.

Parma perde in casa con il Sud Tirol per zero a uno.

La prossima partita in casa è derby. Non so che intenzioni abbiano a Collecchio, ove la squadra è reclusa, ma se è vero che tutti vogliono andare in B, non è possibile sbagliare più. Luca Tegoni (video dal canale ufficiale You Tube del Parma Calcio 1913)

Stadio Tardini

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10 pensieri riguardo “LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL, di Luca Tegoni / Se è vero che tutti vogliono andare in B i reclusi di Collecchio non possono più sbagliare

  • 26 Aprile 2017 in 00:26
    Permalink

    quoto in pieno finalmente qualcuno che dice le cose come stanno con chiarezza io vorrei solo ricordare che 3 anni fa il bologna cambio l allenatore nei play off vincendoli poi ……..l unica cosa dell articolo che mi e’ sembrato un po leggerino e’ il giudizio su FERRARI ,ho trovato inopportuna la sua uscita anche perche’ a precisa domanda l ha poi rinnegata dopo pochi minuti quindo o stai zitto o agisci come fanno altri tanto per fare un esempio la sampdoria cassano l ha messo fuori rosa perche’ disturbava all interno dello spogliatoio ma non l hanno piu fatto allenare con la prima squadra quindi gli strumenti ci sono se qualcuno rema contro basta fare fatti e non parole delle conferenze stampa di ferrari ne facciamo a meno …. anch perche’ di errori ne ha gia fatti parecchi e ricordo i 15 gg di interregno di morrone dopo apolloni … o i no presi da palmieri e vagnati che lo hanno usato per farsi aumentare lo stipendio eccc

  • 26 Aprile 2017 in 11:48
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    Molti giocatori che non saranno confermati hanno gia’ tirato i remi in barca.
    Possibile che nessuno lo capisca ?
    Cosa volete che gliene importa dei play off, visto che tra qualche mese giocheranno altrove ?

    La maglia ?
    Se ne fanno un baffo: domani saranno nostri avversari.

    Con buona pace dei tanti ingenui che pensano alla B.

  • 26 Aprile 2017 in 15:20
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    Bellissimo articolo! Finalmente uno che la pensi come me su molte cose. I calci d’angolo inutili come i colpi di tacco di Calaiò. Anche io darei uno scossone tanto se non vinci i play off comunque va fatta tabula tasa. Purtroppo d’aversa ha avuto le sue chance più 6 titolari nuovi quindi…

  • 26 Aprile 2017 in 20:22
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    Prendendo spunto dal titolo.. “i reclusi di collecchio” mi viene da fare una riflessione..

    Ritiro.. parola magica tirata fuori dai tifosi, spesso in coro allo stadio o sui “Social”, come accade oggigiorno, per augurare, o richiedere, la punizione massima per quello che ritengono una mancanza di impegno da parte dei giocatori.

    Ritiro… usato in genere dai Presidenti per compiacere la tifoseria in una specie di “ultima ratio”, cioè quando non si sa proprio più cosa fare, o anche semplicemente per esercitare e confermare una sorta di potere effimero, che un certo Gaucci, un luminare in materia, usava esprimere in questo modo: “io pago, io decido”

    Il ritiro.. per me, semplificando al massimo, è una specie di soluzione che ricorda quello che facevano le maestre di quasi un secolo fa .. cioè l’equivalente del vituperato: vai dietro la lavagna!! col “bel” risultato di umiliare fortemente il malcapitato di turno, che ne “usciva” ancor più demotivato e arricchito magari di qualche nuovo “complesso” di inferiorità

    Il ritiro viene definito un provvedimento che serve a ritrovare la serenità, la concentrazione e le motivazioni. E’ una contraddizione in termini.
    Serenità e motivazioni si alimentano con la serenità e la gioia di giocare insieme. Non certo radunando un gruppo di uomini, non bambini, costretti a vivere a stretto contatto, praticamente “sequestrati”, distolti forzatamente dalla loro routine quotidiana, proprio quella che permette a tutti gli esseri umani di ricaricarsi, di trovare quella “famosa serenità”, cioè la famiglia, la propria casa e le proprie abitudini.

    Credo che servisse di più un “rinforzo positivo”. Come si fa in psicologia e in pedagogia, e persino nell’addestramento degli animali. Il ritiro, e per giunta così lungo come questo, potrebbe acuire i problemi, anzichè risolverli, ed io proprio non vorrei che le cose “precipitassero del tutto”. Tanto più che con questo si scarica TUTTA la “colpa” solo sui giocatori, che potrebbero psicologicamente non gradirla del tutto, a torto o a ragione. E’ un rischio che penso sia stato calcolato. Spero.

    SEI giorni sono comunque davvero tanti. La psicologia umana non si rasserena se si usa la coercizione.. E’ un provvedimento drastico, decisamente umiliante per i giocatori, che sono uomini con il loro “bagaglio” di sentimenti, non diverso dal nostro. Io lo trovo un provvedimento decisamente anacronistico. Sono sempre di più le “voci” che confermano questo mio pensiero, e sono le voci di esperti del settore. Nei paesi anglosassoni poi è quasi incomprensibile persino come concetto.

    Aldo Serena, in una intervista, il RITIRO lo racconta così: “In un calcio di grandi tensioni come quello di oggi la cosa più importante è avere una vita equilibrata. E il ritiro non è la medicina giusta, perché ti senti segregato in una realtà che amplifica le pressioni. Ad esempio se hai un problema con un tuo compagno di squadra e non hai voglia di frequentarlo, lì sei obbligato e non è il massimo. Meglio stare in famiglia, mangiare con tua moglie e con i tuoi figli. E poi la noia, le ore infinite. solo Dvd o la playstation. E poi tanta tv e lunghe chiacchierate al telefono con chi sta fuori dal recinto. Qualcuno legge libri, ma con moderazione. E si pensa, si pensa tanto. Troppo.”

    Comunque spero di sbagliarmi su tutto.

    Per rasserenare, soprattutto me stesso ..aggiungo una battuta: quando posso portare loro le arance o una pagnotta con dentro la lima?

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_cool.gif

    • 27 Aprile 2017 in 10:28
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      Riflessioni interessanti sig. Nico.
      Spero solo che questo provvedimento così drastico sia finalizzato ad un risultato e quindi che la settimana sia organizzata e non lasciata allo sbando come nelle ultime settimane in campo. Se così non fosse si tratterebbe, forse inconsapevolmente, dell’Ultimo Alibi.
      La parola a Cassandra!

      • 27 Aprile 2017 in 15:55
        Permalink

        Cassandra fu condannata a rimanere inascoltata…

  • 27 Aprile 2017 in 01:26
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    Articolo da apprezzare…anzi sono sicuro che il sacco non si è completamente svuotato …un bel fanno vomitare dal ridicolo che ci stanno propinando e’ ankora un peccato originale che noi tifosi veri e genuini stiamo pagando….fallimenti compresi.
    BASTA BASTA BASTA!!!!
    CI DEVONO RISPETTO E SANGUE SUL CAMPO PERCHÉ QUELLA MAGLIA CHE INDOSSANO NON LO MERITANO!!
    BASTA BUONISMO CHE NON PORTA A NULLA !
    SONO INCAZZATO CON TUTTI E VEDERE PASSEGGIARE PER IL CAMPO DELLE MEZZE TACCHE FA MALE!
    CAMBIAMO TECNICO INTANTO CHE SIAMO IN TEMPO…IO LA B LA VOGLIOOOOO!!!!

  • 27 Aprile 2017 in 09:42
    Permalink

    Finalmente un articolo che guarda in faccia la (triste) realtà e che condivido in pieno!! Il passaggio “D’Aversa non sa cosa fare” fotografa in pieno il mio pensiero dopo l’ ultima conferenza stampa….ma non voglio entrare nel discorso tecnico, ma secondo me invece di arrendersi come pare aver fatto all’ indolenza dei “giocatori”…..potrebbe “almeno” incazzarsi, trasmettere grinta, rabbia, voglia ecc…..magari dando anche qualche schiaffone o attaccare qualcuno al muro!! Un qualsiasi segno di….vita!!!

  • 27 Aprile 2017 in 13:27
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    e ben gli stia anche a majo ,chi di Alcatraz ferisce di Alcatraz perisce http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gif

  • 27 Aprile 2017 in 16:53
    Permalink

    Corapi tanto per ricordarlo, così per curiosità, e ad onor del vero, è quello che ha lanciato Baraye che ha poi fatto il goal con la Reggiana.

    E non è il solo assist.. ricordo bene quello per Calajò per il goal in Fano Parma per esempio.. quando non c’era ancora Scozzarella, tanto per intenderci.

    ma andrò a vedere cosa altro di dannoso ha combinato, appena ho un pò di tempo… dovrei far presto perchè Corapi non è titolare fisso… per cui

    cmq prima Nunzella.. adesso Corapi.. dunque siamo a posto: abbiamo trovato il problema.
    (e fortuna che, a detta di D’Aversa, i mugugni dei tifosi, hanno fatto scappare Canini)

I commenti sono chiusi.

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