CARMINA PARMA di Luca Savarese / Bunker multitasking piacentino, più sbadigli che sussulti, ma quel tiro di Edera nel finale può contenere un seme di speranza

luca savarese(Luca Savarese) – Parma di nuovo in campo dopo il successo nel derby contro la Reggiana all’ultimo turno della regular season. Un altro derby a riempire la scena, da quello del Parmigiano reggiano a quello del Ducato. Sarebbero stati contenti gli antichi abitanti del Ducato di una partita piuttosto poverella di emozioni, priva d’incisività e senza quel timbro da grandi occasioni? I Ducali Crociati arrivavano all’appuntamento con maggior freschezza nelle gambe e nelle teste, avendo riposato domenica scorsa mentre i ducali piacentini spendevano energie nel battere il Como, primo loro tassello sulla strada del Parma. La paura a volte non solo fa novanta, ma ha piacenza parma 0-0 carmina parmafatto, per gran parte, questa gara, dove il timore di quello che poteva succedere ha prevalso sulle iniziative personali, ridotte, davvero, al lumicino. Primo non prenderle lo slogan silenzioso ma non troppo di novanta minuti sterili come una donna che non può avere bambini. Era la sfida numero 80 tra le due contrade,non passerà alla storia. Il Piacenza odierno, battagliero e sul pezzo fino all’ultima goccia, ha un nome ed un cognome: Arnaldo Franzini da Vernasca. Due anni fa alla guida della Pro Piacenza in quarta serie che ha portato, da prima, in Lega Pro. Dallo scorso anno sulla panchina del Mister Arnaldo FranziniPiacenza, che ha portato, con il record di punti, dalla quarta serie alla Lega Pro, dove è arrivata, in questa stagione, una sesta piazza finale, frutto di 17 vittorie, 10 pareggi ed 11 sconfitte. Insomma, una guida tecnica che dalla D alla Lega Pro è continuata ed ha sviluppato diversi pregi, primo tra tutti, incartare gli avversari, rallentarli, non farli esprimere al meglio, fiaccare le loro capacità. Inizia con un 5-3-2, passa con l’ingresso del talentuoso Matteassi ad un 4-3-3, ritorno improvvisamente ad un 5-3-2 quando vede che Baraye scappa spesso. Duttilità ed imprevedibilità a servizio della squadra, perché, come insegna eugenio-fascettiil decano Eugenio Fascetti non esiste un solo modulo quasi dogmatico ma ogni allenatore deve sapere scegliere e cambiare a seconda dei casi, delle necessità e delle evenienze. Il Parma davanti a questo bunker multitasking non riesce tanto a respirare e sembra un po’ un turista in centro nelle canicole estive: gli manca l’aria e quando non c’è ossigeno le idee ci mettono il doppio a venir fuori. Una arriva, ma è tardiva: sorprendere e rompere la muraglia piacentina con la giovane e promettente follia di Simone Edera. Mossa intelligente, bravo D’Aversa ad intuirla. L’ex primavera del Toro, con il passo dei piccoli roberto d'aversa conferenza stampa del 22 05 2017 dopo pc prsbarbati che vogliono lasciare il segno, supera quella zona nevralgica tra centrocampo e difesa, colonne d’Ercole fino a lì insuperabili per il Parma e fa partire un tiro che ha tutti i crismi per finire in rete: bello, potente, improvviso. Miori, anch’egli giovane ed anch’egli nemico dei pericoli, si tuffa come un gatto quando vede una scatoletta di cibo: parata, palla in calcio d’angolo e sogni di vittoria crociata che sfumano in corner. Perchè non lanciarlo in gara due mercoledì dall’inizio? A volte, quando non si trovano i pini e gli abeti, basta un’Edera per essere felici e un po’ più freschi. Luca Savarese

One thought on “CARMINA PARMA di Luca Savarese / Bunker multitasking piacentino, più sbadigli che sussulti, ma quel tiro di Edera nel finale può contenere un seme di speranza

  • 23 Maggio 2017 in 13:35
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    Vista la forma penosa di Nocciolini, Edera è da provare dall’inizio. Già domenica è sceso in campo bello carico dalla troppa panchina accumulata.

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