CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL CALCIO NON E’ UNO SPORT PER SIGNORINE, MA, TALVOLTA, NEANCHE PER SIGNORI…

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone) – Il fisico è quasi lo stesso, i capelli sono sempre folti, seppur ingrigiti, la forza e l’impudenza, non so se sia quella di allora, però, vedendo dal vivo, nella sala interviste dello stadio Bonolis di Teramo, il tecnico Guido Ugolotti, sono tornato indietro di quasi trent’anni, quando sia lui che io non avevamo ancora vent’anni: lui esordiva in serie  A, con la maglia della Roma, numero 11, e al 51’ segnava il suo primo gol mandando il pallone alle spalle di PILONI, portiere del  Pescara di GIANCARLO CADE’; io, all’epoca studente universitario e apprendista, non stregone, ma radiotelecronista. In quel giorno di febbraio ricordo perfettamente che dissi (Fanfani cit): “Guarda com’è bravo questo attaccante, che ha segnato il suo primo gol in serie A e ha la mia stessa età: spero di commentare anch’io in futuro partite Ugolotti7980importanti del massimo campionato.”  Ugolotti era una promessa del calcio italiano, non mantenuta poi fino in fono, e giocava in una Roma che pochi ricordano, allenata da uno che pur essendo un grande tecnico, sempre  troppo pochi ricordano: Gustavo  Giagnoni (che l’amico Gabriele Majo, in un intervista, quando guidava la Cremonese, definì, erroneamente in maniera voluta IL PETISSO, nonostante ben sapesse che tale appellattivo era di Bruno Pesaola).  Ecco in quella stessa squadra giocavano fior di calciatori tipo De SISTI, DI BARTOLOMEI, BONI, MENICHINI (oggi tecnico pro tempore della Reggiana, tanto per rimanere in tema di attualità), SANTARINI, BRUNO CONTI e Ugolotti insieme a Scarnecchia era un emergente in quella squadra che sarebbe, poi esplosa a livello di risultati, quando Guido Ugolotti Mister Teramoarrivò, poi, dal Genoa Pruzzo. Però di Ugolotti si continuò a parlare negli anni successivi, ma nonostante la buona carriera, deluse un po’  le attese: sia lui che Scarnecchia sfiorirono nell’immaginario del tifo giallorosso. Vederlo attempato, guidare il Teramo, oltre ad avermi fatto fare tale salto all’indietro, con questo piacevole amarcord, mi ha ricordato che la dura legge del calcio, non risparmia nessuno. Col tempo chi non ha sfondato, tramonta, e nella memoria collettiva rimane poco sia di Ugolotti, e sia di GIAGNONI, e sia di quegli anni, e parlo del periodo che dal ’78 all ’82, a cavallo di due Gustavo_Giagnonimondiali, in cui nel nostro campionato vi furono non solo delle meteore, ma delle squadre che per quello che hanno fatto e hanno dato al calcio, e mi riferisco al Vicenza di Gibì Fabbri, quello di  Paolo Rossi prima della squalifica per il primo calcioscommesse (quello di Trinca e Cruciani), secondo in campionato nella stagione 77-78, e il Perugia di CASTAGNER secondo nella stagione successiva con zero sconfitte subite. Sono tutti frammenti di una storia che si dimentica troppo facilmente, però tornando ad allora si possono anche con maggiore serenità, obiettività ed equilibrio analizzare alcune situazioni spiacevoli, attuali, di cui si potrebbe, anche,  fare a meno. Ecco che le parole di Guido Ugolotti, al termine di TERAMO-PARMA, suonano stonate perché, mentre tutti si affannano a dire io parlo solo della mia squadra, perché notoriamente cane non ammazza d'aversa teramo parmacane, sentirgli dire letteralmente “D’AVERSA era convinto di meritare la vittoria? Io se fossi in lui penserei a far giocare meglio la sua squadra con quel fior di giocatori che ha”,  fa venire in mente che a volte i veli di ipocrisia che coprono certe dichiarazioni, all’interno di certe interviste, possono cadere solo quando gli animi si surriscaldano, quando succede qualcosa di poco chiaro e discutibile nel finale e al termine di partite, come quella di Teramo, in cui gli allenatori, dopo aver discusso, non si guardano neanche in faccia quando s’incrociano in sala interviste. Quello che è successo l’altro baldini-calcio-a-di-carlogiorno, potrebbe anche essere catalogato come, normale amministrazione, come situazione che fa parte del gioco, però denigrare l’operato di un collega non è mai bello, anche se a volte al buonismo di maniera praticato nei salotti televisivi, sarebbe preferibile un po’ di sincerità e di schiettezza frutto di coraggio ed onestà intellettuale, merce alquanto rara nel nostro ambiente, sia pure, però, senza esagerare dialetticamente come Silvio Baldini a Bar Sport poche settimane fa con il Diesse Daniele Faggiano, che è allergico all’aglio, o sul campo, con le vie di fatto, come lo stesso Baldini con Di Carlo e quella celebre pedata sul popo’. E’ ovvio che quando si usano certi toni e certe iperboli barnetta e mourinhol’esercizio del dire quello che si pensa effettivamente, non possa trovare approvazione totale. Ma tant’è: Ugolotti non è stato il primo e non sarà l’ultimo dei denigratori del calcio, e indubbiamente è peggio il calcio nelle terga di Silvio BALDINI a Di CARLO, per rimanere nell’ambito del rapporto tra colleghi allenatori, e di sicuro qualcuno come Mourinho, è stato capace di andare oltre sia con le dita (negli occhi del compianto Tito Villanova) che con le parole nei confronti di Conte, oltre che con l’ironia quando fingeva di non conoscere l’allenatore Mario Beretta, chiamandolo per scherno Barnetta, o quando gli chiedevano di commentare la parole dell’ex A.D. del  Catania Lo Monaco, lui schiroli-sliderispondeva che di MONACO, lui conosceva solo quello di BAVIERA, quello del Gran Premio di Montecarlo o quello di Tibet. Ma qua stiamo parlando di un qualcosa che esula dai nostri livelli di categoria e di comprensione. Gli allenatori lo sanno che le critiche sono all’ordine del giorno al punto, che per rimanere in tema senza rubare la scena al sagace Riccardo Schiroli, viene in mente il tamburino scorrevole di una trasmissione, in onda, qualche tempo fa, in un televisione libera (bello quando esistevano ancora), di Messina, Tele Il Tirreno credo, che recitava così: QUESTA SERA A SQUARCIAGOLA RINO PICCIONE VI SPIEGA PERCHE’ ADRIANO BUFFONI E’ UN rino piccioneALLENATORE MEDIOCRE. Che per Rino Piccione s’intende il direttore dell’emittente in questione, A Squarciagola il suo approfondimento Dopo TG senza peli sulla lingua e sbraiato e per Adriano Buffoni, l’allenatore del Messina in B di qualche decennio fa (a proposito: complimenti all’attuale Lucarelli Senior per la salvezza). Lo so che si tratta di eccessi, però, gli allenatori di una volta si offendevano meno, e capitava anche ai giornalisti di essere in grado d’incassare critiche ed ironia di colleghi; ora siamo, siete, saranno tutti troppo seri o seriosi e un tantino permalosi. Giagnoni, Pesaola (il vero Petisso, quello del mi hanno rubato l’idea) Mondino Fabbri, non Gibì questa volta, o Valcareggi, tra l’altro anche lui ex allenatore di Ugolotti, se ne ferruccio valcareggiinfiascavano delle critiche e non si facevano recapitare, come succede oggi, le rassegne stampa, loro rispondevano oltre che sul campo, con l’ironia e l’autocritica simulata. Però le parole di Ugolotti di domenica sera sono in effetti pesantine e non contribuiscono certo a svelenire un clima di provocazione, esibito dal pubblico abruzzese, nei confronti dei giocatori e del tecnico del PARMA, rei di non aver perso per la quarta volta consecutiva, e per questo meritevoli, secondo la loro (in)civiltà dell’insulto “venduti”.  E non è una giustificazione il fatto che le precedenti battute d’arresto fossero occorse con altre pericolanti, loro concorrenti. Speriamo che nel corso dei prossimi play off, il clima cambi, e che si riesca, finalmente, ad osservare e commentare qualcosa di migliore, speriamo di non continuare così e di riuscire a dire, invece di cercare chi meritava o non meritava di vincere, qualcosa che possa servire a far giocare meglio le squadre, perché oltre al PARMA, di squadre che non stanno giocando bene ve ne sono più di una. E poi lasciatemi dire, oltre a dover usare la buona creanza, il tecnico del franco scoglioTERAMO, avrebbe anche potuto ammettere che il Parma al cospetto della sua squadra ha evidenziato miglioramenti rispetto alle precedenti prestazioni. Ma lo scontro generazionale tra lui e D’aversa (quando le ex romanista esordiva in serie A, l’allenatore del Parma andava ancora all’asilo), non prevede forse nessun tipo di convergenza. In ogni caso come diceva Orbilio Cirano da Ripatransone ripreso proprio da GIAGNONI “Al mondo ci sono gli ignoranti che offendono, nel calcio i furbi che si credono tali, che provano ad aggiustare le partite, e ieri come oggi lo fanno per trenta denari, e poi ci sono gli uomini liberi che non necessariamente devono campioni, di sicuro non ciocolatè, aggiungiamo.  Qualcuno tira in ballo i  Pelè (con una “l” sola), i  Giggi Riva (Rivisceddu), io penso al Professor Scoglio, che quando in volo con la sua squadra verso Nord, alla domanda di Totò Schillaci” “Mister viene prima Firenze o Malano” rispondeva che il calcio dovrebbe avere un po’ più di cultura… Ed educazione, di sicuro… Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

21 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL CALCIO NON E’ UNO SPORT PER SIGNORINE, MA, TALVOLTA, NEANCHE PER SIGNORI…

  • 2 Maggio 2017 in 02:41
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    ugolotti chiedi scusa e poi pensa al tuo teramo che poteva anche la tua squadra fare di piu

  • 2 Maggio 2017 in 08:06
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    Pesante caduta di stile. Lo giustifico solo in parte con la posta in palio domenica.

  • 2 Maggio 2017 in 08:59
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    Il problema è che dobbiamo ciucciarci un altro anno in questi campi e con questi spettacoli indecorosi.

  • 2 Maggio 2017 in 10:42
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    Beh, io preferisco un addetto ai lavori senza ipocrisia che le solite frasi retoriche, fatte e di circostanza che fanno dire all’allenatore della prima che giocherà contro l’ultima:

    partita delicatissima contro una squadra che non merita la classifica che ha, ecc ecc..

    Non ha detto un eresia, certo non si farà degli amici ma…
    quando vincono sono tutti sorridenti, ciarlieri e dispensatori di elogi ai propri giocatori, unici protagonisti della vittoria..
    quando perdono si arrampicano sugli specchi, trovano scusanti, il campo, gli episodi, l’atteggiamento, l’approccio..

    sembrano tutti fatti con lo stampino, dichiarazioni copia incolla…dalla serie A in giu’…
    è uno scimmiottare continuo il solito clichè…
    niente di nuovo e tutto di vecchio…

    Ribadisco che è stato aperto e solare…
    solitamente, in queste circostanza, meglio il silenzio ma, visto che si erano beccati in campo….non ha voluto tenere la lingua a freno..
    libertà di parola ..esiste

    • 2 Maggio 2017 in 17:43
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      Si la libertà di parola esiste ed è sacrosanto che esista, purtroppo esiste la prepotenza di essere maleducati. Denigrare pubblicamente un collega che ha solo evidenziato la prestazione della sua squadra senza sminuire né il collega né la squadra avversaria è pura maleducazione.

  • 2 Maggio 2017 in 11:04
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    Da non sottovaltare l’aspetto diffidati:!!!

    Giorgino
    Lucarelli
    Scozzarella

    Saranno da gestire le eventuali future ammonizioni, massima allerta, soprattutto il capitano, a scendere ..codino ed infine Scozzarella ….uno alla volta non in due i ncontemporanea …mi raccomando..

    della diffida di Nunzella non mi preoccupo…Scaglia sarà il titolare e poi c’è pure Jack Ricci che non è sicuramente + scarso del codino 2
    e su questo non ci piove ….

    ad ogni modo si potrebbe pure optare per una formula formazione di questo genere …

    FRATTALI
    IACOPONI DI CESARE LUCARELLI SCAGLIA
    CORAPI MUNARI SCAVONE
    MAZZOCCHI CALAIO’ BARAYE

    le novità, in questo momento specifico, MUNARI centrale davanti alla difesa e CORAPI ( Scozzarella ) a chiudere il centrocampo…
    un alternativa, a questo 4 – 3- 3 che non sembra segnare + .. un sano concreto ed utilitaristico 4 4 2

    FRATTALI
    ICOPONI DI CESARE LUCARELLI SCAGLIA
    MAZZOCCHI CORAPI MUNARI SCAVONE
    CALAIO’ BARAYE…

    con Giorgino, Scozzarella, Nocciolini, Saporetti, Ricci ..Coly ..
    le prime alternative….molto importanti a causa delle gare ultra ravvicnate dei play off

    14/5 primo turno gara unica

    21/5 secondo turno andata
    24/5 secondo turno ritorno

    28/5
    04/6 andata e ritorno quarti

    13/6
    14/6 gara unica = due semifinali

    17/6 finalissima in gara unica

    • 2 Maggio 2017 in 12:28
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      Credo che Giorgino non è più diffidato, se non sbaglio ha scontato già domenica scorsa.

  • 2 Maggio 2017 in 11:44
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    La sostanza è che abbiamo avuto le nostre occasioni,
    e loro hanno avuto le loro..

    Sansovini che impegna Frattali
    tanto da fargli dire, in sostanza, “sono proprio bravo”
    e quello finale, eclatante, sempre di Sansovini, che ringraziando tutti i santi che abbiamo in Paradiso, non è entrato.

    Il primo tempo è stato nostro, il secondo, nonostante la palese modestia del Teramo, è stato praticamente loro.

    D’Aversa dicendo che meritavamo la vittoria ha disconosciuto, in pratica, quello che ha fatto l’avversario, perchè in sostanza “graziati” sono stati loro, ma “graziati” lo siamo stati anche noi, e riconoscerlo sarebbe stato stilisticamnete “signorile”

    per cui è umanamente comprensibile che un allenatore, che rischia la discesa nei dilettanti, quindi con tutte le implicazioni psicologiche del caso, si sia risentito. (e noi in “stress psicologici” siamo pur maestri)

    Morale? Il fair play va anche applicato per pretenderlo, anche se personalmente non ci vedo nulla di male nè da una parte nè dall’altra.. sono cose che si dicono e si è visto di peggio.

    Quel famoso calcio diverso, che tutti si “augurano” a parole, ma che nessuno di fatto vuole, non arriva proprio mai, in nessun caso, dalla serie A in giù.. Han poco da proporre lo scambio delle magliette.. la sportività non “alberga nel calcio”. Tutta retorica

  • 2 Maggio 2017 in 12:00
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    Domanda: ma le partite in casa dei play off sono gratis per gli abbonati?

    • 2 Maggio 2017 in 12:26
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      In teoria l’abbonamento è solo per il campionato, poi sta alla società valutare ma sarebbe un regalo

  • 2 Maggio 2017 in 12:25
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    L’unica cosa degna di nota che ha detto è che siamo calati negli ultimi 20 minuti e ha ragione.
    La partita è stata discreta, la squadra è scesa in campo con lo spirito giusto ma vederli calare e poi piegati dalla fatica alla fine un po fa piacere (era ora) un po fa pensare che negli ultimi due mesi oltre ad avere giocato svogliati le partite si siano anche allenati male durante la settimana.
    Peccato perchè per il morale sarebbe stato bene vincere, invece con le due palle perse / errori di corapi e di cesare abbiamo pure rischiato di perdere.
    Senza lucarelli la difesa ha giocato finalmente piu alta e siamo riusciti a essere piu aggressivi, mi è piaciuto molto iacoponi centrale peccato non avere un terzino puro e doverlo utilizzare centrale

  • 2 Maggio 2017 in 13:39
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    “Il calcio non sarà per signorine” ma le “signorine” della nostra squadra femminile hanno sicuramente dimostrato più attaccamento alla maglia di questa accozzaglia di giocatori svogliati…

  • 2 Maggio 2017 in 15:41
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    Io non ho però ancora capito perchè dalla sacrosanta pedata nel didietro al biologico assenteista non sia stato ancora nominato un Presidente. Ho capito che non va in campo, ma anche formalmente siamo una società decapitata. Non trovo una ragione razionale per questa impasse.

  • 2 Maggio 2017 in 21:10
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    Questa volta hai espresso un concetto condivisibile, senza tirare in ballo Perimetti, Tacopina e la supercazzola con scapellamento a dx, come se fosse antani. Strano, molto strano che la società non abbia tuttora individuato un nuovo presidente della propria governance. Manca forse l’unità d’intenti?

    • 2 Maggio 2017 in 22:12
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      Insinuare che manca unità di intenti non è molto diverso da tacopina e perinetti

  • 2 Maggio 2017 in 22:12
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    Mah è strano anche perché o si individua un soggetto di garanzia alla Ceresini o si nomina uno che sia espressione di uno dei soci. Forse sono in attesa dei cinesi? Mi viene da pensare anche a quello, ti có dìt?

  • 2 Maggio 2017 in 22:41
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    A sèma ammö a parlèr ad cinès, svisör e forestier.

  • 2 Maggio 2017 in 22:58
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    Tacopina e Perinetti hanno avuto unità di intenti. Non ortodossa ma vincente

    • 2 Maggio 2017 in 23:22
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      Tacopina e Perinetti sono stati molto bravi, i modi davano fastidio anche a me ma quello è soggettivo. Io non farei cambio con i nostri e non sono preoccupato per la presidenza vacante. Di certo non manca qualcuno che tenga sottobraccio Gravina ai calendari

  • 3 Maggio 2017 in 18:47
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    non insinuo, dubito.
    Dubito ergo sum
    mi pare normale

  • 4 Maggio 2017 in 08:16
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    Concordo con Morosky, meglio la sincera verità all’ipocrisia poi per dare un giudizio bisognerebbe sapere cosa si sono detti in campo. …….. cmq 13 punti dal Venezia con la squadra che abbiamo sono veramente troppi.

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