IL DIO TOTTI E IL CAPIRE IL MOMENTO GIUSTO PER APPENDER LE SCARPETTE AL CHIODO, di Riccardo Schiroli

schiroli-slide(Riccardo Schiroli) – Assieme a Marco Van Basten, Francesco Totti è, visto dal vivo, il calciatore che più mi ha impressionato. Alle capacità tecniche, infatti, univa una forza fisica che una volta si riteneva fosse la giusta compensazione che la Natura concedeva ai meno dotati tecnicamente. Era, per usare un luogo comune, un calciatore completo. Uso l’imperfetto perché è da anni che Totti non è più quel tipo di calciatore. Eppure continua a guadagnare come se lo fosse visto che, stando alle informazioni che si trovano su internet, il suo compenso per la stagione 2017 è pari a 1.2 milioni di euro. E questo è un problema: nessuna squadra al mondo può permettersi il lusso di pagare una riserva, sia pure di lusso così tanto.

totti spallettiSecondo molti tifosi della Roma, il problema è che Totti non dovrebbe essere una riserva e l’allenatore Spalletti è il “cattivo” che lo tiene lontano dal campo. Rilancio: ma chi glielo farebbe fare, dico a Spalletti, di indebolire la squadra per un capriccio? Il problema è che Totti ha passato i 40 anni e certamente non è in grado di giocare 90 minuti ai ritmi tenuti da ragazzi che potrebbero essere suoi figli. Ma questo non lo si può dire né a Totti (che giustifico), né ai suoi tifosi (che giustifico meno), né ai giornalisti romani (che non giustifico per niente).

silaccoTotti viene trattato come una divinità. Nel 2004 scrissi per Sportal.it un articolo dal titolo Anvedi che combina Totti. Mi riferivo alla sua espulsione contro la Danimarca all’Europeo di quell’anno. L’arbitro aveva punito Totti per uno sputo a un avversario. Nell’articolo ero stato duro, sostenevo che la squalifica era ancora poco e chiedevo una pena pecuniaria. Chiudevo così: “Nel mio piccolo ti voglio dire che vederti giocare non sarà più la stessa cosa. Hai disonorato la maglia azzurra, hai tradito milioni di tifosi…”. Sono parole che sottoscrivo a 13 anni di distanza, ma la valanga di insulti che ricevetti allora mi fece vacillare e fui sul punto di chiedere scusa. Ricordo quel tifoso che (signorile) mi scrisse: “Ma tu chi sei? Francesco va a letto con Ilary, voglio vedere con chi vai Vito-corleone-7584a letto tu…”

Ricordo un non meglio identificato (nel senso che non mi ricordo il nome) Padre Spirituale di Totti che, pur qualificandosi come Sacerdote, mi fece minacce usando un gergo degno di Don Vito Corleone giovane (quello a cui ha dato il volto Robert De Niro ne Il Padrino parte seconda). Ho riletto quell’articolo decine di volte, sempre per concludere che non c’era una sola ragione per cui si potesse reagire così male. Per carità, che Totti sarebbe stato contento di leggerlo non lo pensavo, ma non c’è una sola riga diffamante. Fui accusato da diversi colleghi per aver usato il termine coatto, come se significasse serial killer o pedofilo. Mi giustificai dicendo che se non è coatto Totti (dimostrando una certa intelligenza, il calciatore ci scherza su…), il termine non ha significato.

del piero e tottiLa vita della star dello sport è bellissima e molto ben pagata. Ma è purtroppo corta. Sempre purtroppo, questi ragazzi così dotati non arrivano mai preparati a riconoscere quando è il momento di dire basta. E apparentemente, non hanno nemmeno attorno gente capace di farglielo notare. Anzi, semmai si ritrovano una meglio che li mette in imbarazzo sparando a caso su Twitter. Non è successo solo a Totti, di non capire che era arrivato il momento di dire basta. Alessandro Del Piero guadagnava 2 milioni di euro quando (2012) la Juventus gli fece capire che stava diventando ingombrante. Del Piero inizialmente reagì male (dopotutto, era arrivato a essere il calciatore più pagato del mondo e quei 2 milioni gli potevano sembrare un ridimensionamento), poi però prese armi e bagagli e si trasferì in Australia (24 gol in 47 partite a Sydney) per chiudere successivamente, e in modo un po’ malinconico, la carriera a Delhi (India) con 10 presenze. Si è consolato firmando un contratto da opinionista con SKY.

paolo maldiniPaolo Maldini chiuse a sua volta non benissimo la carriera nel Milan. Ma i soldi non c’entravano: Maldini, da Capitano, si era rifiutato di dare spiegazioni agli ultras dopo la clamorosa sconfitta nella finale di Coppa Campioni di Istanbul (2005) contro il Liverpool. C’è chi sostiene che abbia offeso qualche tifoso usando un termine spregevole come “pezzente”, ma non ho trovato conferme. Anni dopo Maldini ha commentato: “Con il tempo ho capito che quello è stato un successo perché ha marcato una linea ancora più grossa tra me e quel tipo di calcio, non penso che quello sia il futuro dello sport”. Questa è una posizione da vero Top Player.

totti-maldiniPaolo Maldini non ha mai avuto timore ad esprimere le sue opinioni. Rispose a chi gli chiedeva dei guadagni esagerati dei calciatori: “Io quel che guadagno lo merito”. Era vero. Maldini è stato uno dei difensori più forti di tutti i tempi indossando la maglia della squadra (in quegli anni) più vincente e ricca del mondo. Era giusto che guadagnasse tanto. In questi casi si dice che il prezzo lo fa il mercato. Bisogna quindi rassegnarsi al fatto che, presto o tardi, il mercato dirà che non valiamo più così tanto. Un calciatore diventa una bandiera proprio in quel momento, ma solo se capisce che non può più aiutare il suo club con i muscoli e decide di farlo lasciando spazio a qualcun altro. Impossibile? Ricordate Giacinto Facchetti prima del ScireaFacchettiMondiale 1978: si fece da parte perché il suo tempo era finito ed era il momento di lasciare il testimone a Gaetano Scirea, che meritava di prendere in mano la difesa della Nazionale senza la sua ombra ingombrante in panchina. Il sito Calcioefinanza.it scrive che Totti in carriera ha guadagnato (tra stipendio e diritti di immagine) oltre 84 milioni di euro. All’apice (stagione 2004-2005) percepiva oltre 6 milioni netti. Il suo problema non può essere economico. Probabilmente Totti non si sente un dirigente (ruolo nel quale lo vorrebbe la Roma), fa fatica a immaginare un futuro senza la routine dell’allenamento, del ritiro, della partita. Ma deve capire che non potrà essere un calciatore per sempre.
Chiudo dicendo che, con tutto il rispetto per i tormenti di Totti, non trovo per niente serio presentare la sua situazione come un caso di mobbing. Cerchiamo di avere un po’ di rispetto per chi certe situazioni le vive davvero sulla sua pelle e 84 milioni di euro non sa neanche se è lecito sognarli quando compra l’ennesimo gratta e vinci. Riccardo Schiroli

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4 pensieri riguardo “IL DIO TOTTI E IL CAPIRE IL MOMENTO GIUSTO PER APPENDER LE SCARPETTE AL CHIODO, di Riccardo Schiroli

  • 19 Maggio 2017 in 12:54
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    Un bell’articolo, pur rispettando la tua opinione tuttavia non mi trovo d’accordo con il trattamento che si sta riservando all’ultimo n°10 italiano. Che si voglia o no è innegabile che, con tutti i suoi difetti, non parliamo di un calciatore “comune”, e Spalletti sta palesemente mancando di rispetto al giocatore Totti e al simbolo Totti.
    Farlo scaldare e non metterlo su a San Siro è un affronto, schierarlo in campo per tre minuti è un affronto è una stupidaggine tecnica. Non ha alcun senso schierare un calciatore con le sue caratteristiche negli utlimi 3 minuti di una partita. Sono giocatori che hanno bisogno di continuità e minutaggio per far bene. Oltretutto sta togliendo pure il piacere a chi paga il biglietto per vedere la Roma di Totti. Tecnicamente se lo si è visto giocare anche nelle ultime partite c’è tutto, la velocità di pensiero è ancora superiore a quasiasi giocatore di serie A. La tecnica è ancora da top 10 mondiale. La condizione fisica sicuramente no ma quella viene anche giocando con costanza. E il Totti dell’anno scorso e di inizio stagione ce l’aveva eccome.

    Alla gente del secondo posto in campionato frega poco, la gente vuole sognare e divertirsi e questo Totti lo garantisce sempre. Per questo Spalletti viene fischiato, a mio avviso giustamente, ha iniziato una battaglia personale con il calciatore Totti e con il simbolo del calcio a cui va portato rispetto. Se ami questo sport non puoi non amare e non restare affascinato da Totti.

  • 19 Maggio 2017 in 13:29
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    I grandi campioni sono tali quando capiscono che è arrivato il momento di ritirarsi. Andare avanti oltre il dovuto li fa solo diventare delle macchiette.

  • 19 Maggio 2017 in 14:01
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    Tutta la vita dalla parte di Totti !!!! poi x quanto riguarda lo sputo

    Sicuramente è un brutto gesto MAI da fare però c’è ki ha fatto

    Peggio molto di peggio x esempio il Francese ora allenatore

    Nel 2006 nella Finale Mondiale Zizou fece due gesti vergognosi

    Uno colpire un giocatore avversario senza palla allo stomaco

    Due NON partecipare alla cerimonia Finale della Vittoria Italiana

    Invece su Maldini stò con la maggior parte dei tifosi rossoneri

    Cioè ke Franco Baresi è stato più Grande e Forte di lui !!!!

  • 21 Maggio 2017 in 00:47
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    totti a casa …….ha rtoo i bali la roma vincera appena smette lui

I commenti sono chiusi.

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