ALLA CENA NOSTALGIA DI RADIO ONDA EMILIA FABRIZIO PALLINI SCOPRE DI ESSERE ANNOVERATO NEL “REPERTORIO DEI MATTI DELLA CITTA’ DI PARMA”: MA CON LUI DOVEVAMO ESSERCI TUTTI…

schiroli-slide(Riccardo Schiroli) – “Uno sarebbe diventato un medico, ma la passione per la musica lo aveva preso fin da ragazzo. Insieme a 4 amici aveva fondato gli LSD, da Lucy in the Sky with Diamonds. Loro erano stati i primi a cantare le canzoni dei Beatles in parmigiano…”. Sono in piedi e sto leggendo pagina 87 del Repertorio dei matti della città di Parma, a cura di Paolo Nori ed edito da Marcos y Marcos. Dico: “Qualcuno dei presenti si riconosce in questo ritratto?”. La domanda è retorica. Gli LSD sono  Alberto Flammia, Roberto Perlini, Renato Rubini, Fabrizio Tagliavini e Fabrizio Pallini. E naturalmente Fabrizio Pallini è tra i presenti alla periodica radunata dei componenti della gloriosa redazione di Onda Emilia. Pallini è appena arrivato, in ritardo (strano…), preceduto dall’immancabile telefonata “dov’è che devo girare?!?”. Mi guarda perplesrepertorio matti parmaso e dice: “Hai preparato tutto tu”. Garantisco (a lui e a voi) che il Repertorio esiste. Nasce da una serie di incontri presso il circolo di Conversazione e Lettura al quale hanno partecipato: Michela Alessandrini, Giorgio Ambanelli, Caterina Bonetti, Roberto Camurri, Giovanna Cattabiani, Alessandro Cimaglia, Caterina Dacci, Elisabetta Dacci, Svetlana Erokhina, Matteo Ferrari, Marisa Lanzerotti, Francesca Laureri, Guido Moreschi, Carlotta Varga ed Elisa Vignali.
Paolo Nori via e-mail mi chiarisce: “Io ho fatto la cura e il montaggio”. Chi ha segnalato il personaggio Pallini è “uno dei ragazzi”.
Io ho chiarito a Fabrizio che provo una profonda invidia a non trovarmi anch’io tra Cilien e Stopaj, Mat Sicuri e Zambrelli, il Tosco e il Metallaro Errante.
Paolo Nori nella prefazione dichiara di essersi ispirato allo scrittore (classe 1959) Roberto Alajmo, che è l’autore di Repertorio dei pazzi d’Italia e sostiene che “forse ogni città dovrebbe possedere un repertorio dei pazzi, così come di ogni città esistono le guide dei ristoranti e degli alberghi”.
IMG-20170621-WA0020E allora, perché di noi c’è solo Pallini? Non credete che siamo tutti matti? Allora fatevi mostrare la chat creata da Alberto Barigazzi (detto Il Nero per via del colore dei capelli, che lo differenziava da Mauro Barigazzi, detto Il Rosso) e che nell’ultimo mese è stata animata da ricordi tra i più curiosi, oltre che da diversi spropositi sulla fase finale della stagione del Parma calcio. E se non siamo tutti matti, almeno io e Gabriele Majo ci riteniamo sullo stesso piano di Pallini. Siamo stati noi 3, il 31 dicembre del 1988, a registrare una trasmissione in finta diretta da mandare in onda a mezzanotte grazie a un timer (che noi chiamavamo fantascientificamente computer) e ci siamo schiroli ceruti e pennaresi conto solo alla fine che il nastro su cui avremmo dovuto registrare era rimasto in pausa. Ovviamente non abbiamo rinunciato: abbiamo rifatto tutto, arrivando in ritardo ai nostri rispettivi impegni. E confessando tutti e 3 che a mezzanotte abbiamo trovato una scusa per accendere la radio e ascoltarci. Molti di voi sanno che Onda Emilia è nata da una costola di Radio Emilia nel 1984. Con il passare degli anni, i ricordi si sono un po’ sfumati, specie quelli di chi c’era sia a Radio Emilia che a Onda Emilia. Così alla cena è intervenuto anche Giancarlo Ceci, che di Onda Emilia non ha mai fatto parte, se non per qualche estemporanea radiocronaca. Tipo un schiaretti ceci e mura a wembley 12 05 1993 slideCampobasso-Parma che ci ha lasciato la memorabile descrizione del gol del vantaggio del Parma (che avrebbe poi perso 3-1…): “Berti…tiro…traversa! Riprende Barbuti. Goooooool…. gooooool…. goooool… gol”.  Noi i ci siamo sempre immaginati la scena di Giancarlo entusiasta, che a un certo punto si accorge di qualche brutto ceffo locale che lo guarda storto e dissimula: “gol”, monisillabico e con la o stretta, quasi ci fosse una umlaut tedesca e si pronunciasse goel.
IMG-20170621-WA0022A proposito di matti: Giancarlo Ceci ha raccontato di quando, per sfuggire a un controllo degli ispettori della Lega Calcio, ha negato di essere un radiocronista. Alla domanda su cosa ci facesse al telefono ha risposto imperturbabile che stava dettando un pezzo. Così gli ascoltatori possono dire di aver sentito: “Controlla Pullo: padova-udine-doppialivorno-otranto-virgola”. Anche Sandro Rizzi (nella foto a lato con Arturo Dallatana) non ha mai fatto parte della redazione di Onda Emilia (ma di Radio Emilia sì, e ormai, come dice Pallini, la divisione è superata). Diciamo che la redazione l’ha subito, in quanto allenatore della Farma Crocetta nel massimo campionato cena radio onda emiliadi baseball 1985, e abbeverata in quanto gestore del bar Papillon, ritrovo di noi matti che ogni venerdì e sabato sera facevamo mattina. Prima raccontando le partite, poi commentandole una seconda volta per gli avventori di Sandro. A proposito di matti, Rizzi al primo avventore del suo bar che chiedeva un gin fizz rispose “ho finito il gin”. Non aveva infatti idea (parole sue) di come si confezionasse il cocktail. Ma l’avventore disse: “Ma veramente, vedo una bottiglia lì dietro”. Al che Rizzi regalò un memorabile: “Allora ho finito il fizz”. Il libro curato da Paolo Nori viene presentato da una citazione tratta dal lavoro di Giorgio Manganelli (1922-1990), teorico della cena onda emilianeoavanguardia di origine parmigiana: “Il matto viene prima dello scrittore, dell’astrologo, dell’alchimista… un matto è un capolavoro inutile”. Non so se noi matti delle radio locali siamo stati “capolavori”, ma di certo non siamo stati inutili. Anzi, avere questi ricordi incredibili da condividere è davvero un privilegio. E queste cene spero che possano continuare ad accadere, anche se non necessariamente accompagnate da una chat di WhatsApp. In conclusione, la mia canzone preferita degli LSD è A son ruvinè (Ticket to Ride), ma anche Lesa lì (Let it Be) l’ascolto volentieri. Riccardo Schiroli 

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