CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / E’ contraddittorio criticare il meccanismo dei Play Off e poi sostenere che il Girone B fosse una B2…

gianni-barone.jpg(Gianni Barone) – E’ un caso che tre delle quattro semifinaliste, che si giocheranno la B a Firenze, a partire dal 13 giugno, appartengano al girone B, quello del Parma? Sarà un caso o si tratta d una sorta di volontà superiore, leggi nuove e rivoluzionare regole in tema di spareggi Play off, adottate dalla LegaPro presieduta da Gabriele Gravina e avallate – di fatto – da tutte le società? Pare che le risposte a questo interrogativo siano tutte orientate verso l’ammissione che il girone del PARMA, in effetti sia da considerare il più difficile e competitivo rispetto agli altri due. Di converso, tranne qualche rara eccezione, il meccanismo che ha ampliato a 28 squadre la possibilità di giocarsi con dei rischiosi dentro o fuori la promozione nelle serie cadetta, non trova tantissimi ammiratori. Anzi, nella maggior Pasquale-Sensibileparte dei casi, come ha fortemente affermato il D.S. dell’Alessandria Pasquale Sensibile intervenuto alla trasmissione Bar Sport in onda su TV PARMA ieri sera, tale meccanismo andrebbe rivisto e corretto perché, così com’è concepito, non garantisce equità, nel senso che frusta le ambizioni di alcune protagoniste del Campionato regolare, vedi il Lecce, ed esalta formazioni, come la Lucchese ad esempio, che nelle prima fase di cui sopra, non hanno certo incantato. Storture di un meccanismo e di un regolamento frutto del tentativo di evitare, nell’ultima parte della stagione, partite scontate fra lucchese parma ingressosquadre senza obiettivi e peggio ancora gare a rischio combine. Gli intenti sono condivisibili, non ci sono dubbi, però qualche problema esiste. In ogni caso tra chi afferma che il regolamento non è perfetto e poi considera che, alla luce delle griglia delle semifinaliste, il girone del PARMA è da considerare una sorta di B2, esiste una chiara contraddizione in termini.  Quindi delle due l’una o il meccanismo va bene e il girone del PARMA era ed è da considerare il più duro oppure il meccanismo è da rivedere e in questa situazione dovrebbe entrare in ballo il caso, inteso come casualità, per 2017-06-06-PHOTO-00007372giustificare la presenza  nella fase finale di Firenze di tre squadre del girone B , una del girone A (l’Alessandria) e nessuna del girone C. Nella versione cinematografica della vita di Giulio ANDREOTTI (Il Divo), di Paolo Sorrentino, il protagonista, con il volto di Toni Servillo, in un dialogo serrato con l’attore che impersona il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, afferma “Io non ci credo al caso, io credo nella volontà di Dio”. Dunque per chiudere la querelle sarebbe meglio, in questo caso, credere al caso, appunto, perdonando il gioco di parole. Tenendo per buono che il PARMA, aldilà, di tutti i discorsi fin qui affrontati, arriva a giocarsi, meritatamente, il diritto alla promozione, come una delle migliori squadra dei play off, sinora, con tre vittorie su quattro ottenute, al pari del Pordenone che ha ottenuto pure tre vittorie, però su cinque partite. Seguono le altre, con due vittorie su cinque la Reggiana, e l’Alessandria una sola vittoria su quattro partite e qualificazione ottenuta ai tiri di rigore ad oltranza. Sin qui i numeri che premiano il PARMA, ma anche per quanto riguarda le prestazioni, siamo tutti d’accordo, che la squadra di D’Aversa, è in crescendo, come maturità e come capacità di interpretare nel migliore dei modi i vari daversamomenti delle partite, non scoprendosi mai, e non prestando il fianco a ripartenze avversarie. Vecchio adagio del calcio all’italiana, e spero che nessuno si offenda o reclami, il quale recita che partendo da una solida difesa, che non lascia spazi, si costruiscono le vittorie sfruttando il contropiede (chiamato così quando si marcava a uomo ai tempi del catenaccio) ora divenuto ripartenza in presenza di una concezione calcistica in linea con il modulo a zona. Un Parma, finalmente, pragmatico, che sfrutta errori e debolezze avversarie, come successo nella doppia sfida contro la Lucchese, che si è mister giovanni lopezesaltata, e che ha detta del suo allenatore, Giovanni Lopez, limitatamente alla gara di ritorno, ha stravinto sul piano del gioco, anche se per sua stessa ammissione, ha pagato contro una grande per quattro errori commessi che hanno fruttato i quattro gol, dei Crociati… Analizzandoli, questi errori, emerge che se all’andata si è trattato, almeno in uno dei due gol di Calaiò, di errore di natura tecnica, nella gara di ritorno tutti e due gli errori  sono stati di natura tattica, con palla persa nel corridoio centrale, dove mancava un mediano che avrebbe dovuto fare da schermo (di solito l’esperto, Mingazzini fuori per infortunio), e con errati movimenti dei tre centrali difensivi che hanno permesso a Calaiò di liberare Edera davanti al Emanuele Calaiò Lucchese Parma foto Lorenzo Favaportiere. E’ ovvio che questi particolari esaltano l’attenzione e l’ impegno con cui vengono affrontate le gare da parte dei giocatori, come lo stesso D’AVERSA, ammette quando afferma in tema di ripartenze – fatte e non subite – Abbiamo fatto molta attenzione. Proprio per evitare quello che ci aspettavamo dalla Lucchese. Però anche noi ne abbiamo sbagliata qualcuna, soprattutto in termini di qualità della giocata”. Sembra proprio che il tecnico non si accontenti e non gradisca neanche tanto i complimenti, diversamente da qualcun altro in società, che pretenderebbe, dai media locali, Daniele Faggiano Foto Lorenzo Favamaggiore partecipazione e maggiore riguardo anche in riferimento al commento sulle prestazioni dei singoli. I 5 o 5.5  in pagella quando la squadra si esprime al meglio e ottiene vittorie anche convincenti, non vengono assorbiti bene da chi ha a cuore le sorti della squadra, e si dimostra capace di esternare il proprio disappunto in ogni occasione, anche in trasmissioni televisive non particolarmente ostili alle vicende del PARMA. Ma è giusto sottolinearlo, come è giusto ricordare che, a volte, è sempre meglio una critica che non un complimentarsi, in maniera falsa, forse, come capitato in un ricco dopopartita, in occasione della finale di Champions, allorché un illustre opinionista, da studio, si è rivolto al tecnico della Juve, Max Allegri, sconfitto e quindi incavolato, allegri e sacchicon affettazione e con sviolinate decisamente fuori luogo, specie se pronunziate da chi era stato protagonista di vivaci battibecchi nel medesimo teatrino. Quindi non so cosa sia meglio, su questo tema, se preferire complimenti ruffiani o critiche giudicate eccessive: l’equilibrio dovrebbe regnare, sia in campo, sia negli studi televisivi e anche accanto alle scrivanie o alla panchine aggiuntive di chi dirige società. E in attesa degli ultimi atti della stagione, soffermiamoci sul tipo di partita che il PARMA dovrà affrontare con il Pordenone che tedinoha una certa emergenza in attacco, causa alcune defezioni, ma che di sicuro, come capitato nelle due gare del campionato regolare, non si limiterà a difendersi e basta. Però il tecnico Tedino, per l’occasione, squalificato (decisivo, in questo senso, un solerte delegato della Lega Pro che lo ha preso per un’orecchia per non aver partecipato al Terzo Tempo, provocandone una espressione irriguardosa dal medesimo riportata a referto, affinché ne seguisse la sanzione), non2017-06-06-PHOTO-00007373 commetterà l’errore di scoprirsi al contropiede, sulla carta letale, visto la gara di Lucca, degli uomini di D’Aversa (sdong), il quale oltre al recupero degli acciaccati, dovrà studiare qualcosa d’inedito dal punto di vista offensivo sfruttando il buon momento fisico e psicologico del giovane Edera in grado con la sua agilità di rompere gli equilibri e di creare pericoli. Anche altri uomini, che nelle ultime gare hanno trovato poco spazio, potrebbero risultare determinati tipo Scozzarella, che difficilmente potrebbe, come già capitato in altre occasioni, subire controlli ravvicinati da parte dei centrocampisti avversari. Sarà una partita tattica? Ce lo auguriamo, e sicuramente non noiosa, com’è nella tradizione stagionale, fra le due squadre, perché gli errori, il Caso, o qualche volontà superiore, sono ildivosempre dietro l’angolo e, seppur in conflitto tra loro, pronte ad intervenire, checché ne dica o ne pensi, il mefistofelico personaggio cinematografico che Paolo Sorrentino ha delineato nel suo “Il Divo” che così chiudeva la disputa “La situazione era un po’ complessa”. Era ed è complessa, anche nel nostro, di caso. Speriamo di continuare così. Benissimo. Un saluto ai ciocolaté assenti nelle ultime dispute, non solo, televisive. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

20 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / E’ contraddittorio criticare il meccanismo dei Play Off e poi sostenere che il Girone B fosse una B2…

  • 6 Giugno 2017 in 14:02
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    Ciao Gianni buongiorno,
    probabilmente è stato un caso avere 3 delle 4 finaliste provenienti dal girone B:

    a mio avviso si potrebbe rivedere, riducendolo, il sistema dei play off, bisognerebbe pure tenere conto delle teste di Serie anche perchè, lasciare che il sorteggio libero ( ???? libero ??? ) faccia incontrare 2 squadre ( lecce e alessandria ), arrivate seconde nel girone, già ai quarti di finale …non è una roba tanto fatta bene !!

    Se proprio la volessimo fare giusta ed equa si potrebbe fare così:

    A) le 3 seconde
    + la vincitrice della coppa italia

    B) le 3 terze
    + la miglior quarta

    a sorteggio partecipano ai quarti di finale ( con gare di andata e ritorno ) non facendo incontrare tra di loro le quattro squadre del raggruppamento A

    semifinali si può decidere di farle in gara unica mentre la finale si potrebbe disputare con la doppia sfida andata e ritorno …

    per un totale di 5 gare per le squadre che dovessero raggiungere la doppia finalissima

    col calendario di questi play off in corso si sarebbero avute queste date:

    07 maggio: fine campionato

    14 e 21 maggio : andata e ritorno quarti

    27 e 28 maggio : semifinali

    4 e 11 giugno finale andata e ritorno …

    snello, veloce….meritocratico, senza vincoli, senza vantaggi dati dalla posizione in classifica…

    Le squadre arrivate seconde, con la vincitrice della Coppa Italia, si incontrerebbero solo in semifinale !!!

  • 6 Giugno 2017 in 14:24
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    È solo frutto del caso e delle posizioni in classifica. Il secondo posto contava molto.

  • 6 Giugno 2017 in 14:28
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    È una cosa frutto del caso e delle posizioni in classifica. Il secondo posto ha contato molto. Infatti 2 semifinaliste su 4 sono finite seconde nei loro gironi.

    • 6 Giugno 2017 in 17:11
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      brucia come un dannato…le continue dichiarazioni sono solo uno specchietto per le allodole..

    • 6 Giugno 2017 in 23:12
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      Che rosicata! Dovevano già essere eliminati all’andata.

  • 6 Giugno 2017 in 16:53
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    Le seconde avrebbero dovuto avere molti più vantaggi… io avrei fatto una prima fase (a gara unica con partita in casa x la squadra meglio qualificata) con dieci partite, a cui avrebbero avuto accesso la terza, la quarta e la quinta di ogni girone e la vincente della coppa italia. Poi quarti con ingresso delle tre seconde, con la stessa formula, ossia gara unica in casa della meglio classificata con le seconde che non potevano affrontarsi fra di loro. Semifinali con accoppiamenti a sorteggio con il doppio turno, andata e ritorno, senza più vantaggi. Poi finale a gara secca in campo neutro. Le seconde giocherebbero così al max 4 partite invece delle 6 dell’attuale formula.

  • 6 Giugno 2017 in 16:57
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    Magari si potevano mettere le teste di serie ma alla fine non son arrivate in fondo quattro squadracce tipo la Lucchese, i valori vengono fuori.

  • 6 Giugno 2017 in 17:23
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    Lopez è ridicolo. Questa gente dovrebbe rendersi conto che allena in serie C e che delle relative opinioni post e pre non frega nemmeno ai loro parenti stretti.

  • 6 Giugno 2017 in 17:31
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    abbiamo spalle larghe e la testa la dobbiamo tenere bene alta.
    non ci interessa nulla di gufi o altro. lopez aveva la partita della vita e non ha portato a casa nulla quindi deluso a mille. guardiamo avanti e sosteniamo i ns. che abbiamo altri progetti e altre platee all’ orizzonte.
    forza ragazzi!!!

  • 6 Giugno 2017 in 18:15
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    Non sono d’accordo sulla presunta contraddizione tra i playoff organizzati male e la formazione dei gironi: sui playoff lo stesso Gravina ammette che serve qualche correzione/integrazione e preannuncia che si muoveranno in tal senso, sui gironi a mio parere fino a quando si vorrà separare il sud e dividere in verticale il centro nord è inevitabile che ci possa essere un girone con maggiore qualità e difficoltà. Al tempo stesso per questo tipo di analisi credo si stia dando troppo peso a quanto visto nei playoff: lecce squadra forte ma sfortunata, il matera subito fuori ha fatto bene in campionato e coppa, l’alessandria di oggi probabilmente non sta dando il massimo etc etc

  • 6 Giugno 2017 in 21:23
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    Allora: caro Lopez… Se sei obbiettivo dovresti dire che all’andata se il parma vinceva 5-1 non c’era niente da dire! Io sinceramente il dominio della sua lucchese mi sembra una presa per il culo

  • 7 Giugno 2017 in 12:37
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    Lopez quando allenerà il Manchester City o il Psg (in coppia con quell’altro genio del Piacenza) continerà a lamentarsi del furto subito dalla Lucchese ai quarti dei playoff di serie C.
    Spero da ora in avanti la stampa locali censuri i ridicoli proclami di guerra, oltre alle solite banalità su soldi spesi che arriveranno da Tedino/Lovisa.
    In ogni caso spero qualcuno sia al lavoro molto seriamente sul ripescaggio perchè ci sono scenari davvero spettacolari all’orizzonte.

  • 7 Giugno 2017 in 13:30
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    L’acquisto della quota del 30% della società Parma Calcio da parte dei cinesi mi ha shokkato. Se penso che in un oramai prossimo futuro la quota arriverà al 60% allora viene da chierdermi che fine ha fatto la tanto sbandierata proprietà parmigiana. Riflettiamo sulle parole di Ceresini che, citando la presidenza del padre, ci ha ricordato che per 14 anni ne era rimasto a capo della società portando il Parma per la prima volta in serie A. Provo molta delusione nell’ assistere alla svendita della società agli asiatici… avrei preferito vedere la Juventus in mano a loro. 🙂

  • 7 Giugno 2017 in 14:01
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    I cinesi non sono una “manentata”: hanno soldi e ambizioni. Però sull’imprenditoria parmigiana bisogna che Parma si metta d’accordo. Per due anni sono stati considerati delle merde (o dei piocioni, vero Davide?), mentre oggi sembra indispensabile che abbiano la maggioranza… Fa ti
    Era programmato, come scrive Gabriele, che dopo 2/3 anni si identificasse un’azionista di maggioranza, rimamendo sempre in multiproprietà o condominio. Sul fatto che questo non sia interno (Pizzarotti o Barilla) ma esterno magari ha influito l’emotività. Anche a me sta sulle palle che i soci “grossi” non abbiano fatto un passo avanti, e per il loro net worth non rischiavano la miseria se anche avessero investito 20/30 milioni nei prossimi 2/3 anni, ma se non se la sentono mica li si può obbligare. Ma aveva senso andare avanti con due big di quel calibro a far bonifici di pari importo di Gandolfi o Malmesi. Di Ferrari o Dallara? Alla lunga (o alla corta) ci sarebbero stati problemi, ed ecco, allora, la svolta cinese… Che magari è meglio di una svolta all’americana o di chi vuol fa’ l’americano…

  • 7 Giugno 2017 in 14:02
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    Ragazzo mio come disse l’Avvocato quando Calisto acquistò Dino Baggio..evidentemente il riso vende più della pasta

  • 7 Giugno 2017 in 14:34
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    Beh per me piocioni erano e tali infatti si sono dimostrati, mollando non appena possibile. Diverso sarebbe stato se avessero proseguito e rilanciato. A gennaio ho sperato in un cambio di passo, ma evidentemente la mia era una pia illusione. Questo vale per tutti quei soloni che allorquando io dicevo “ma perchè non sono intervenuti nel 2007? evitandoci la disgrazia bresciana” mi rispondevano: eh ma la gente può cambiare idea, la città, l’onore ferito, adesso abbiamo una proprietà parmigiana solida, a Barilla piace il calcio perchè ci gioca suo figlio e tutte cose belle così.
    Cosa possiamo fare?Nulla ovvio, solo incrociare le dita e sperare che tutto vada bene. Ma che nessuno osi però farsi bello o vantare crediti.

  • 7 Giugno 2017 in 14:50
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    PARTIGIANO ( resta qui ):

    finalmente un commento serio, razionale e concreto ….

    Unico piccolo “neo” se mi permetti ( del tutto amichevole ):

    fare nomi o cifre è sempre poco “delicato” anche se poi la sostanza potrebbe essere quella ( ma noi non la conosciamo !!! )

    spero non ti abbia urtato , mi capisci vero ??

    p.s questo per far capire ai miei “contestatori” la differenza di scrivere con NOME e COGNOME oppure con un NICK

  • 7 Giugno 2017 in 20:30
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    Se i big non hanno voluto continuare è perché del Parma non gli interessava una cicca frusta (Tranne un paio).
    Forse obbligati da Strada Ponte Caprazzuca?
    Forse chissà da cosa.
    L’unica cosa certa è che hanno sbolognato la matassa col primo
    che circolava in via Mazzini.
    Ma poi non una quota minima ma un ben 60%.
    E il 60 che ben la racconti la Gazzetta, è maggioranza.

  • 8 Giugno 2017 in 17:38
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    Però ragazzi se i dubbi sul futuro sono più che leciti il discorso piocioni ormai lasciamolo perdere, all’inizio poteva essere un timore condivisibile ma ora, se ci concentriamo sulle campagne acquisti e teniamo conto delle categorie, si può tranquillamente dire sessioni in stile Abramovich
    60% è la maggioranza dove ci vuole il 50, dove è richiesto il 100 il 90 o il 70 no, non devono fare delle riunioni condominiali le dinamiche societarie sono decisamente più complesse e sugli accordi non sappiamo nulla di preciso

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