CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Seminario sulla gioventù: in mezzo a Over, Under e Giocatori Bandiera, cosa dobbiamo aspettarci?

gianni-barone.jpg(Gianni Barone) – Il Parma Calcio 1913, nella sua breve storia sportiva, due anni più il terzo che deve ancora iniziare, ha già avuto il piacere (piacere?!?) di frequentare e conoscere una buona parte  del panorama calcistico nazionale. Ad ogni stagione, un campionato differente, con regole diverse, con valori tecnici crescenti, con orizzonti semisconosciuti, con confini geograficamente più allargati. Dalla Lega Dilettanti, alla Lega Pro, per giungere alla Lega Serie B, con sempre nuovi regolamenti relativi alla composizione delle rose e delle squadre da mandare in campo. Si è passati dalle regole ferree delle Serie D, in tema di giovani, ricordate la regola dei 4 under, da schierare obbligatoriamente in ogni partita a quella della Lega Pro che prevedeva la presenza dei giovani illimitata, Kristpas Zommerssolo però a livello di composizione della rosa, con un numero limitato, viceversa, di calciatori over 21. Anche in B il numero dei giocatori nati prima del primo gennaio 1996, sarà limitato a 18 con la deroga della presenza in organico di fino a due giocatori bandiera (o fidelizzati), calciatori cioè tesserati, dalla stessa società, per almeno quattro stagioni consecutive, non necessariamente con contratto professionistico, valgono dunque anche gli anni nel settore giovanile, tale tesseramento però deve essere di lucarelliproprietà, escludendo, in questo modo gli anni di ingaggio in prestito. Se per la lista degli Over e degli Under non vi sono problemi nel reperire i calciatori idonei, per usufruire del supplemento dei giocatori bandiera, il discorso si fa leggermente più complicato, vista la penuria di elementi che restano a lungo nella stessa società. Tutti pensano a Lucarelli, anche se a rigor di logica, l’attuale Capitano  che pare abbia deciso di continuare a calcare i campi da giuoco, anche se non è ancora pronto quella che avrebbe dovuto essere una semplice Francesco Cernutoformalità, vale a dire il contratto – parte degli anni della sua fedeltà li ha maturati nella precedente, fallita, società, ma, come l’anno scorso, verrà concessa una deroga, in virtù del fatto che il Parma Calcio 1913 ha raccolto l’eredità sportiva del defunto Parma F.C., al di là dei numeri di matricola. Lo stesso status, infatti, la scorsa stagione era stato concesso al milazzese Francesco Cernuto del Venezia, il quale aveva giocato per due stagioni con l’Unione Fbc Venezia, che aveva un numero di matricola, e una con il Venezia Football Club, costituito dopo il suo fallimento di due anni fa, che ne aveva un altro. Non sappiamo, al momento, quante altre società di B, potranno vantare questa opportunità, ma tant’è: ciò che più preme sottolineare è settore giovanileil discorso relativo ai giovani chiamati in ogni categoria ad essere nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte, protagonisti del mercato e dell’attenzione degli addetti ai lavori. Lo abbiamo sempre ripetuto, tutti parlano di giovani, tutti pronti ad inserirli nei discorsi di crescita morale e culturale del movimento, ma nella realtà solo pochi sono disposti a crederci senza remore, senza se e senza ma. Abbiamo scomodato come titolo “Seminario sulla gioventù”, quello del romanzo di formazione dello scrittore Aldo BUSI, proprio perché ai giovani occorre prestare un’attenzione particolare in termini anche di considerazione e rispetto oltre che di semplice opportunità o di mera Seminario sulla gioventù Aldo Busiapplicazione di norme e regole. I giovani non sono da inserire burocraticamente, i giovani vanno seguiti, vanno ascoltati, vanno capiti; sui giovani occorre investire non solo economicamente, sui giovani occorre tifare non solo quando la nazionale Under 21, gioca, come ieri sera, una semifinale dell’Europeo di categoria (perdendo 3-1 con la Spagna). I giovani sono presenti nel calcio come nella vita e non devono essere considerati dei marziani, non devono essere una categoria di pensiero snob con la quale fare i conti quotidianamente, e contro la quale schierarsi quando le cose vanno male o non funzionano. In quest’ottica , tutt’altro che distorta occorrerebbe inserire il nostro ragionato seminario sulla nostra gioventù, quella che ci sfugge, quella che non riusciamo a capire, quella che va aldilà dei nomi.  “A essere giovani s’impara da vecchi”, recitava un adagio popolare. “Molti oggi parlano dei giovani, ma non molti, ci pare parlano ai giovani”: infatti quante volte vediamo dei giovani parlare di loro, del loro futuro in dibattiti o trasmissioni televisive, comprese quelle sportive? Parliamo di regole Sebastian Donzella infortunatodei giovani e non chiediamo a loro cosa ne pensano. Sebastian Donzella (altro milazzese) di Tuttolegapro ha sentito il parere di Raffaele Gragnaniello, uno dei calciatori più esperti della Lega Pro, ora al Melfi, ma con più di 350 partite tra i professionisti con le maglie, tra le altre, di Avellino, Napoli e Casertana, il quale, senza girarci attorno, ha affermato: “Le regole sugli over creano disadattati sociali” elencando tutti i danni che fanno. “Io sono felice quando vedo squadre composte da giovani forti che arrivano dalla Berretti. Ma questo deve nascere da un progetto a lungo termine, non da un obbligo che poi ti porta a TLP gragnanielloriempirti di ragazzini valorizzati. Per i giovani serve la formazione, creare un percorso di crescita. Non prenderli in modalità usa e getta per uno o due anni. Quest’ultimo non mi pare proprio un sistema né etico né tanto meno sostenibile.  L’obbligatorietà non la metterei sul numero di over ma sui controlli nel settore giovanile, sul dare una prospettiva a questi ragazzi. Bisogna lavorare veramente sul settore giovanile e non in maniera fittizia, serve monitorare i contributi che vengono elargiti in modo da accorgersi se siano spesi con criterio o meno. Io non devo dare soldi a fondo perduto, se io ti do contributi tu devi portarmi il risultato. Non posso delegare a scuole calcio o a società esterne il settore giovanile di un club professionistico: così quando viene fuori un giovane di valore?”. Parole su cui riflettere. Ma quella dei giovani sembra una materia che appartiene esclusivamente a chi non è più giovane, agli esperti e ai parrucconi di ogni risma o latitudine. Chaplin diceva: “La giovinezza sarebbe il periodo più bello se solo arrivasse un po’ più tardi nella vita”. Versione nostalgica del vorremmo capire in anticipo ciò che è bello, che Oscar_Wildepiace e ciò che diverte. Invece come affermava Celine: “Uno perde gran parte della sua giovinezza a colpi di errori”. Fino a rendersi conto che la giovinezza finisce quando il tuo calciatore preferito ha meno anni di te, quando basterebbe credere ad Oscar Wilde che per “per riacquistare la giovinezza basta solo ripetere le follie”. Quando si è giovani si è ricchi di ciò che si è, a differenza di quando si è vecchi che si ricchi, solo, di ciò che si ha. Un essere/avere scomodo che ci spinge oltre noi stessi. La giovinezza sta nel provare ogni giorno le proprie idee e passioni contro la realtà, per vederne l’effetto. Vista dai giovani – diceva Schopenhauer – la vita è un avvenire infinitamente lungo. Vista dai vecchi un passato molto breve. E’ solo questione di punti vista allora? Oppure occorre sposare la tesi di Kafka (e di chi lo leggeva a tredici Franz_Kafkaanni) secondo cui: “La giovinezza è felice  perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio”. Su gioventù e maturità si può costruire qualsiasi tipo di vittoria anche se la gioventù non sa quel che può e la maturità non può quel che sa. In mezzo a questa vita di Under e  Over che popolano il calcio c’è solo una moda che fra un po’ non sarà più tale e cioè la bandiera, o meglio i  giocatori bandiera  di cui ci si ricorda anche in fase di stesura di regolamenti. Ma quanti sono i calciatori bandiera e soprattutto quali sono e soprattutto a cosa servono? Qualche maligno potrebbe obiettare a fare giocare di meno i giovani, sui quali molti allenatori, non vorrebbero fare affidamento. Ma perché poi, ci chiediamo, non mihajlovic donnarummaci si fida dei giovani al punto che molti vorrebbero, a livello dilettantistico,  persino abolire l’obbligo dell’impiego degli stessi? Non c’è meritocrazia, in questo modo, ha sostenuto il grande vecchio Stefano Roncarati interpellato sull’argomento, i giovani devono giocare quando sono bravi. Ma se viene impedito loro di giocare, come potranno mai dimostrare di essere veramente bravi. Esempio se mai Mihajlovic ex allenatore del Milan, non avesse avuto qualcosa nei confronti dell’allora titolare del ruolo Diego Lopez, Donnarumma, oggi più che mai al centro della ribalta, avrebbe mai esordito in A a sedici anni? O sarebbe ancora nelle giovanili Gazzetta di Parma avversarie parmae non protagonista, anche mediatico, della scena calcistica europea? Sono interrogativi di facile risposta che nulla aggiungono al valore di questo nostro, improvvisato seminario, al quale vorremmo che partecipassero in molti per poter valutare l’importanza del tema. Tuttavia è più facile dire ciò che pensano gli altri e ripetere quello che si legge in giro, in questo momento, il calciomercato interessa per i nomi e basta, chissenefrega dei giovani e di coloro che si ostinano a parlare di loro. Meglio le tabelle e i tabelloni con gli acquisti e le cessioni, le storie dei club che saranno avversari del PARMA, piuttosto che riflettere papa_roncallisu un argomento che non interessa nessuno. Ci dobbiamo rassegnare, ce ne dobbiamo fare una ragione una volta per tutte. Il calcio è bello e piace quando i problemi o non ci sono o quando gli stessi vengono nascosti e camuffati con il coraggio di avere opinioni altrui e nulla più. Noi abbiamo scomodato, temiamo invano, persino un Papa (Giovanni vigesimo terzo), nelle nostre citazioni per rendere merito all’argomento e alla sua importanza, ma crediamo, in chiusura, di averci per lo meno provato. Auspichiamo in futuro, maggior seguito da parte di tutti gli sportivi e i tifosi di questo sito in modo da poter allargare gli orizzonti della discussione tra chi ignora e tra chi dissente, perché tra i due mali, diceva un tale interpellato sul tema “meglio i giovani o chi ?” scelgo sempre quella più giovane e carina, non avendo capito un cavolo di niente di giovani, di calcio  e della vita, neanche si trattasse di un normale ciocolaté. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

33 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Seminario sulla gioventù: in mezzo a Over, Under e Giocatori Bandiera, cosa dobbiamo aspettarci?

  • 28 Giugno 2017 in 08:39
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    Bisogna moralizzare il calcio assolutamente.
    Troppe cifre spaventose girano. E’ tutto il sistema che è balordo, dai dirigenti federali ai giocatori, sono in un mondo dorato fuori dalla realtà della vita attuale.
    Procuratori assurdi a cui non daresti in mano neppure una bicicletta, con paura che te la sfascino subito dopo due pedalate, intascano però cifre pazzesche sulla vendita dei giocatori.
    Società che sono impossibilitate a spendere ma spendono e si indebitano fino a fallire.
    Basta andare all’estero e comprare uno straniero a prezzi folli e poi si rivela un bidone, ma ha un nome straniero, quindi è buono, fa tendenza, moda.
    Nessuno ha capito che i giovani italiani se cresciuti bene sono i migliori di tutti.
    Domandina :
    Ma se le TV si stancano del giocattolo, e pure i tifosi quelli che fanno una fatica boia a tirare fuori i soldi, e si rompe tutto il pianeta calcio, perchè tutto ha un fine, che fanno tutti i lor signori?.

  • 28 Giugno 2017 in 10:04
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    In effetti è piuttosto triste vedere come il ben documentato articolo del Barone su temi non scontati o banali non raccolga commenti al contrario di quanto avviene sotto i ciclostilati di Morosky. Va beh che due terzi dei commenti sotto gli articoli di Morosky (ciclostilati perché tutti uguali) sono dello stesso logorroico Morosky
    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

    • 28 Giugno 2017 in 11:35
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      Perchè non inizi a fare articoli tu, che immagino avrai argomentazioni per il futuro migliori di tanti commenti che si leggono……
      Mauro continua pure nei tuoi ciclostilati che vanno benissimo…..

      • 28 Giugno 2017 in 11:46
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        Caro Morosky,
        mi permetta di esprimerle i miei più sinceri complimenti per la capacità innata che ha di assistere da vicino i tifosi, cogliendo il lato emotivo e scendendo al loro cuore. La sua vocazione è quasi quella di un medico missionario, che sacrifica le proprie esigenze e si mette al servizio dei bisogni degli altri.
        Ha uno stile originale ed entusiasmante, mai noioso e, nel leggerlo, ci si diverte imparando. Mi ha proprio colpito. Sa, in un marasma mediatico fatto di innumerevoli proposte on line, è facile dire sempre le stesse cose trite e ritrite, usare le stesse espressioni dette e ridette, ed anche le testate più seguite, a ben guardare, sono quelle dove il lavoro di approfondimento lascia spesso il tempo che trova, a vantaggio di un cumulo di informazioni trangugiate e mal presentate. Lei va invece con coraggio in un’altra direzione, e questo sentiero alternativo cattura, anche per la delicatezza, con il quale viene tracciato. Assieme ad altri quattro autori di altri siti è stato scelto dalla nostra redazione (Emozioni di Calcio) per avviare dei colloqui conoscitivi e per aprire un dialogo, con varie iniziative che potranno essere interessanti per la sua crescita professionale. Noi siamo dell’idea che chi scrive bene su internet possa provare a farlo anche sulla carta stampata.
        Ossequi
        Anna Fanerani

    • 28 Giugno 2017 in 14:55
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      Cosa vuole che le dica sig Alessio..non li legga

    • 28 Giugno 2017 in 15:07
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      Convengo con lei che gli articoli di Gianni Barone sono sempre pieni di contenuti importanti ma….non è certo colpa mia se , come lei scrive, non ci sono commenti !!!

  • 28 Giugno 2017 in 10:11
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    Caro Baroni, complimenti. Lei ha uno stile originale ed entusiasmante, mai noioso e, nel leggerlo, ci si diverte imparando. Mi ha proprio colpito. Sa, in un marasma mediatico fatto di innumerevoli proposte on line, è facile dire sempre le stesse cose trite e ritrite, usare le stesse espressioni dette e ridette, ed anche le testate più seguite, a ben guardare, sono quello dove il lavoro di approfondimento lascia spesso il tempo che trova, a vantaggio di un cumulo di informazioni trangugiate e mal presentate. Lei, invece, va con coraggio in un’altra direzione, argomentando le sue tesi grazie ad una superba opera divulgativa e questo sentiero alternativo cattura, anche per la delicatezza, con il quale viene tracciato.
    Lei è stato scelto, assieme ad altri nove autori per la top ten, della quale fa parte honoris causa anche il prof. Avv. Malvisi, degli autori che concorreranno al premio “Le emozioni del calcio” edizione 2017, con le premiazioni programmate per il 23 dicembre a Lanzo Intelvi.
    Ossequi
    Anna

  • 28 Giugno 2017 in 10:23
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    I procuratori non sono il male del calcio italiano, sono banalmente una conseguenza dello squallore esistente a livello dirigenziale e societario. Basta guardare al nostro recente passato per rendersi conto di cosa gira intorno al calcio italiano. Figure pittoresche, macchiette da film comico anni 80, personaggi da fumetto anni 70. Uno come Ghirardi e famiglia li si poteva forse immaginare ai vertici di una qualsivoglia azienda che non fosse una squadra di calcio?Gente come Zamparini, Preziosi, Lugaresi, Tacopina, Piazza, Sagramola, Caliendo li si potrebbe imamginare che so ai vertici di franchige NBA, NFL?Una roba come la farsa del Palermo, che segue n casi simili a partire dalla nostra telenovela, potrebbe trovare cittadinanza in qualsivoglia altro constesto se non il calcio italiano?
    Il problema però è irrisolvibile. I c.d. “imprenditori seri” fanno finta di schifare il calcio adducendo la banale scusa “eh ma è uno schifo, eh ma si perdono solo soldi, eh ma io non metto a rischio la mia azienda per comprare Bernardeschi, eh ma io sono oculato”. Basta vedere quello che succede da noi, ove gli industrialoni seri spurinavano dalla voglia di levarsi dalle palle lo scomodo fardello, condendo il tutto con cazzate quali l’internazionalizzazione, il brand e robe così. Però qui nasce l’equivoco. Se le c.d. persone serie del territorio (che sia Latina, parma o Palermo) non vogliono sapere di calcio, non lamentiamoci e non iniziamo geremiadi se poi arriva Proto, Scaccia, Manenti o Zamparini. Altra cosa. Ma se gli industrialoni di Parma o di Bologna ritengono che il calcio sia un buco nero, perchè invece di raccontare banalità da bar lasciando trasparire sempre una malcelata piocioneria, non intervengono e non cambiano loro dall’altro della loro serietà ed oculatezza il sistema?
    E’ facile parlare e pontificare dal Bagno Pieri di Forte davanti a un piatto di spaghettini con le arselle indossando una maschera di serietà che “oddio ma ti sembra che metto a rischio posti di lavoro per il calcio”? Non mi sembra che gli owner (proprietari) NBA O NFL siano dei Maneneti..Diciamo che il più “piccolo” di loro vale 10 volte i nostri 7 messi insieme, nè che mettono a rischio le loro aziende con lo sport. Il fatto è che in Italia l’imprenditore “serio” medio preferisce appunto starsene a guadare il calcio in tv dal Bagno Piero, comprare qualche villa in più che pi andrà all’asta, mangiando senza mani per via del braccino corto e sparandio banalità sullo schifo del sistema con il milanese vicino di ombrellone.

    • 28 Giugno 2017 in 13:52
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      Dimentichi anche un concetto di una banalità veramente cosmica…ognuno coi soldi suoi..fa ciò che ritiene più opportuno…

      non è che se sei di Parma Latina o Palermo e manca una squadra di calcio allora sei in dovere di tirarne fuori una tu…

      Ricordiamoci che siamo fortunati ad avere avuto questi 7, altrimenti ciao ninetta e guardavamo il baseball.
      Casomai funziona alla rovescia il discorso….le istituzioni non dovrebbero accogliere le richieste di affiliazione da parte di personaggi come Proto, Scaccia, Manenti (e infatti…non mi risulta abbiano nulla a che fare…)

      Su quanto si spende per i giocatori…ma a noi cosa interessa? che interesse abbiamo a sapere se Agnelli spende 40 mln per Bernardeschi o 100 mln per Pogba? sono transazioni private (sempre che siano verità)…

      Si chiama libero mercato…se il verduriere mi vende le carote a 100€ l’una…e a me sta bene comprarle cosi…

      di contro poi la scorsa settimana ho preso un aereo ryanair (60€ torino ibiza) e seduto davanti a me c’era il gallo Belotti…

      torno al concetto espresso in apertura…coi propri soldi ognuno, nei limiti del lecito, fa ciò che vuole…ed è giusto che sia cosi.

  • 28 Giugno 2017 in 13:29
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    Il problema è che spesso i giovani italiani sono sopravvalutati. Avete visto l’Under ieri? Nomi sulla carta stellari, ma all’atto pratico si sono tutti dimostrati abbastanza deboli.

    • 28 Giugno 2017 in 15:11
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      Bisognerebbe pure dire che ieri sera hanno trovato una squadra molto + forte ….. pèrò, fino a quando erano in parità numerica, hanno tenuto il campo : gli altri giocano a pallone come dio comanda, un misto tra il gioco del Barcellona e quello del Real, con della gente che va a 150 all’ ora..!!

      • 28 Giugno 2017 in 17:21
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        Il gioco di nazionale Spagnolo di anni é di Barcellona …Quasi tutti i giocatori giocano titolare nelle loro scuadre e un grande percentuale hanno giocato in Champions quest anno …

      • 28 Giugno 2017 in 21:41
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        Questo è vero. Penso che però c’entri di più la grande occasione che il gioco in sè. In tutto l’Europeo i nostri ragazzi non hanno fatto vedere uno straccio di gioco.

  • 28 Giugno 2017 in 14:38
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    Infatti coi loro soldi sono a mangiare spaghettini con le arselline al Bagno Piero parlando col milanese di fianco dello schifo del calcio italiano. Hai presente no la barzelletta del tale seduto che indica col dito “è caduto u saccu, è caduto u saccu…”..ma il sacco se non alzi il culo e lo raccogli resta li…e qui uguale.
    Quindi coi soldi ognuno fa quello che vuole, ma che poi nessuno si lamenti se arrivano Baccaglini, Proto o Nucilli o il mio nuovo idolo Belfanti (che nel pomeriggio di ieri ha dichiarato l’interesse a salvare il Mantova e stanotte l’hanno arrestato).

  • 28 Giugno 2017 in 14:53
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    DAVIDE quante banalita’ e poi almeno aggiornati parlare di ZAMPARINI E PREZIOSI come degli emriti imbecilli ma anche tacopina ce ne vuole …….vorrei vedere tu cosa fai di grande per tua cronaca zamparini ha gestito per anni creandolo dal nulla un impero il mercato z che poi ha vendiuto ad una multinazionale nell inizio anni 2000 per circa 700ml di eur non mi pare propio uno stupido e comunque nel calcio e molto apprezzato pare per stessa ammisione dei suoi allenatori che sappia parecchio di calcio guarda che ha scoperto lui i vari cavani dybala eccc non i suoi direttori sportivi che tutti sappiamo non fano nulla e a portato il venezia in A e poi il palermo che da anni va serie A eccetto un anno non male per un cretino …………stesso discorso preziosi DA avellino con una valigietta ha costruito un impero nei giocattoli giochi preziosi rivendendolo a una multinazionale per un sacco di soldi e il genoa se e da anni in A e merito suo !!! poi amico ognuno ha il suo caarttere alle volte nel mondo di squali del calcio bisogna anceh tirare fuori le unghie preziosi diede un calcio in culo a ghirardi perche gli doveva soldi !!! lo chiami stupido e uno che ci sa fare Secondo me dai giudizi tranchant senza sapere di cosa parli

  • 28 Giugno 2017 in 15:00
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    DAVIDE ma che leone da tastiera…………banalita’ a piu non posso e comunque averne di presidenti come zamparini e preziosi ma anche tacopina detto questo i giovani usarli per obbligo e una gran cazzata tipo in serie D giocano dei ragazzotti che appena arrivati all eta over poi dovranno rincominciare dalla serie prima categoria !!! non e’ una gran cosa meglio trovare alternatice e poi il livello del campionato si abbassa trooppo con gli under meglio fare un campionato under o le seconde squadre come in spagna

  • 28 Giugno 2017 in 15:17
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    In tutti i casi, scrivendo dei miei ciclostilati, non ha certo contribuito , neppure lei , al commento tecnico del sopra esposto interessante articolo: ha perso solo del tempo !!

  • 28 Giugno 2017 in 16:20
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    Non serve a nulla l’obbligo di tesserare tot giovani, se non fanno parte della strategia del club finiscono solo per completare la rosa restando sempre ai margini.
    Come sempre si buttano li soluzioni apparenti a problemi reali, anche il campionato primavera è inutile: i bravi perdono tempo e quelli scarsi si illudono di diventare professionisti.
    Lavorare sui giovani è una scelta che deve essere costante e sul lungo periodo, con la consapevolezza che ci saranno alti e bassi. Qua credo sia il caso di iniziare a organizzarsi seriamente perchè o i cinesi sono intenzionati a garantire sempre importanti investimenti (ne dubito,quasi nessuno è in grado di farlo) oppure formare e vendere è il nostro destino, non ci sono le condizioni per creare grandi ricavi diversamente

  • 28 Giugno 2017 in 16:21
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    Io non ricordo se un tempo ( 30/40 anni fa ) esistessero vincoli numerici per tesserare i calciatori, così a memoria non credo:

    i giovani bravi hanno sempre assaggiato gradualmente la prima squadra, hanno esordito e poi, chi meritava e si manteneva costante, continuava a giocare: il giovane non DEVE ASSOLUTAMENTE GIOCARE PER VINCOLI DI ETA’ DETTATI DA UN REGOLAMENTO ASSURDO.

    L’anno scorso, tra i dilettanti, il Parma si organizzò per tesserarne almeno 12: tre per ogni ruolo visto che era obbligatorio schierarne 4:
    alcuni di costoro NON ERANO ADEGUATI NEMMENO PER LA LEGA NAZIONALE DILETTANTI ( parliamo di squadra PARMA che aveva l’obbligo forzato di vincere il campionato, magari, in squadre di media classifica avrebbero avuto molte + chances )
    alcuni di questi, pertanto, hanno giocato proprio per effetto del regolamento cervellotico: il campionato successivo, quello appena terminato vedeva la stessa ” forzata incombenza”, dover vincere, nuovamente, il girone: nella prima parte qualche under 21 ha giocato, nella seconda..direi nessuno !

    Qui sopra ho letto le varie critiche, contestazioni ecc ecc :

    ZOMMERS è stato primo portiere fino a fine dicembre 2016: ha sbagliato 2 partite 2 ed è stato “accantonato” a fare il dodicesimo, si fa male FRATTALI, di nuovo accantonato perchè hanno preso BASSI….come la mettiamo ?

    Parentesi da aprire: il campionato appena concluso non prevedeva l’obbbligo di farli giocare ma ..solo di averli in rosa …( c’erano solo degli incentivi legati al minutaggio se facevi almeno 300 minuti a partita con gli under , opzione di cui il Parma non ha ritenuto beneficiare visto che, FORSE, ERA PRIORITARIO VINCERE IL CAMPIONATO E/O ANDARE IN SERIE B.

    I nostri giovani in rosa hanno giocato poco:

    MESSINA, RICCI, SIMONETTI, FALL
    hanno fatto + minutaggio i soli MAZZOCCHI e SAPORETTI ..

    Giocare nel Parma, nell’Alessandria, nel Venezia o in altre squadre di vertice, quest anno, NON ERA SEMPLICE PER UN GIOVANE..

    IL VENEZIA, da sett 2016 a gennaio 17 ha fatto giocare solo 6 gare intere ad Edera…..( ne aveva dei + forti, + pronti, maturi e…dovevano vincere il campionato !! )

    Queste scelte possono piacere o meno, sono frutto di regolamenti redatti da persone che non hanno fatto sport in campo: che non hanno corso, sudato, mai messo una qualsiasi maglia di nessun sport !

    I giovani devono giocare, necessariamente, di base, nei loro campionati giovanili, tra coetanei: vedrete che, comunque, quelli bravi emergeranno , questo succede a tutti i livelli, dai dilettanti ai professionisti.

    Purtroppo ( lo scrivevo qualche articolo fa ) tutto è condizionato dal risultato però, le società serie, una volta impostato il settore giovani in modo pianificato da progetti a lunga gittata, si tengono i dirigenti e gli allenatori delle varie squadri, facendoli seguire i ragazzi nella loro maturazione, escalation di categorie…
    Albero Rossi, padre di Daniele ( Roma ) sarà minimo 10 anni che allena la Primavera dei giallorossi…
    All’Atalanta il dirigente Favini è li da minimo 20 anni
    All’Empoli, al Chievo, alla Fiorentina al Parma stesso hanno sempre lavorato bene coi giovani…

    è evidente che, una volta usciti dalla trafila giovanile, fuori età per la Primavera, non tutti riescono ad arrivare subito alla prima squadra, a volte necessitano percorsi di crescita e maturazione, anche di qualche anno…
    ogni singolo soggetto ha caratteristiche diverse al riguardo della maturazione sia fisica che globale ..

    Lavorare coi giovani non è facile, servono tecnici bravi che insegnino loro a giocare a calcio, a lavorare per il gruppo, a praticare lo sport come disciplina perchè, anche se sei il + bravo ma sei un “testa di cerino” presuntuoso e maleducato, che gioca da solo, NON ARRIVI CERTO a 40 anni come totti circa 25 di Serie A..

    Alcuni esempi di giovani o giovanissimi bravi ma non fuoriclasse che hanno esordito nelle loro squadre ( così a memoria e a casaccio ):

    Balotelli
    Santon
    Benassi
    Bolzoni
    Martins
    Bonucci
    Destro…tutti interisti..quelli che ricordo prima

    Melli
    Rossini
    Cavazzini
    Bia
    Cerri
    Mauri
    Lapadula
    Defrel
    Gazzola
    Savi
    Dessena
    Cigarini
    Bucci
    Berti
    Rossi Giuseppe
    Rossi Marco
    Giandebiaggi
    Pioli
    Rosina ..qualcuno anche del Parma

    Donnarumma
    De Sciglio
    Locatelli
    Cristante
    Romagnoli ( vivaio roma )
    Pellegrini
    Sensi
    Gagliardini
    ma quasi tutti coloro che sono ora nellunder 21 hanno giocato ed esordito giovanissimi, magari andando a cercare fortuna ed esperienza in squadre minori ma, di fatto, giovani di buone prospettive…

    Verdi
    Di Francesco
    Bisoli
    Okaka
    Meret
    Scuffet
    ..
    e quelli della Serie B che non ricordo…a bizzeffe ..

    é chiaro che se le squadre, di vertice o meno, vanno a tesserare solo stranieri…i propri giovani hanno grosse difficoltà ad emergere
    ma qui..la colpa è di chi fa i regolamenti …o sbaglio ?

    I GIOVANI DEVONO GIOCARE SE MERITANO E STAI SICURO CHE, SE SONO BRAVI, SE NON ANDRANNO BENE PER JUVE, NAPOLI O MILAN ….per Atalanta, Chievo, Torino o Sassuolo …sono manna dal cielo…
    questione di fasce, categorie, spazio per dimostrare e plitiche lungimiranti…

    logorroico si ma, il tema è aperto !!

    • 28 Giugno 2017 in 21:48
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      Mi spiace Mauro ma Zommers non è un buon portiere, non ha sbagliato 2 partite ma molte uscite e per non parlare delle volte che sta impalato in porta invece di uscire, queste cose alla sua età non le migliora più.
      Donnarumma agli europei ha preso in 4 partite 3 gol da 40 metri, questo non sarà un portiere di primissimo piano nella sua carriera, per l’età ha molta sicurezza e personalità ma ha grossi limiti non solo nei tiri da lontano ma anche sulle palle basse, in campionato ha preso alcuni gol su palle basse al rallentatore.

      • 29 Giugno 2017 in 08:44
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        Rispetto la sua valutazione ma, ricordo che a noi serve un Under 21 come terzo portiere e quindi ,,,,
        chi andiamo a prendere ?

        Scuffet ?
        Meret ?
        Cragno ??

        A me non dispiacerebbe Vannucchi dell’Alessandria (1996 ) …
        ribadisco….serve un Under 21 per non giocarsi un posto Over ( ci sarà già il dodicesimo come tale )

  • 28 Giugno 2017 in 16:33
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    Moroni, mi stupiscono certe critiche nei tuoi confronti..

    perchè piaccia o no.. da solo tieni in piedi la baracca!

    Dato che la gente ti risponde significa che qualcosa di interessante lo dici. O almeno riesci a stimolare l’interesse.

    Scivere per scrivere non serve a niente se non hai un pubblico che ti legge, no? A te ti leggono, quindi vai così che vai bene.. Ciao

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

    • 28 Giugno 2017 in 17:28
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      Fis …cioli ….Nico, questa me la devo proprio ciclostilare …

      mi potrebbe servire tra qualche mese …anzi no, non servirà perchè SONO ARCI CONVINTO CHE big D.F farà un MERCATO
      CON GRAN CONISZION….

      come scriveva qualcuno che io condivido ( LUCADENA ) , almeno 2 IMPORTANTI RINFORZI PER REPARTO oltre a 2 giovani under 21 …anch essi pronti per questo campionato …!!!

      ma nei prox giorni uscirà qualcosa di mio…
      ad ogni modo di nuovi ne arriveranno, minimo,
      13 o 14 ….con relativo “sfoltimento rosa” ….come Serie B comanda !!

      • 28 Giugno 2017 in 19:01
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        io mi riferivo solo alle critiche che hai ricevuto in generale.. sul fatto che scrivi tanto, non ad altro

        Sinceramente non mi interessa il mercato.

        Fammi indovino che ti farò ricco, si dice.
        Se va bene sono tutti bravi, se non “c’azzeccano” sono balordi.. funziona così anche se tutti cercano di fare del loro meglio. E quando dico tutti dico TUTTI

        ci vuole anche fortuna in queste cose.

        I giocatori in giro ci sono, ma perchè tutto funzioni bisogna indovinare quella benedetta “amalgama”
        Lo sappiamo bene

        per cui sinceramente che comprino chi vogliono, se saranno bravi nel farlo lo vedremo poi sul campo. A noi tifosi non ci resta che questo: aspettare e vedere se la ciambella riesce col buco o no.

        Mi piace comunque questa fiducia incondizionata che avete tutti. Fa morale.
        E mi adeguo. Almeno ci provo.

        • 29 Giugno 2017 in 08:49
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          La fiducia nella competenza di Faggiano, per quanto mi riguarda, l’ho vista con le operazioni di Gennaio:

          ribadisco il concetto che, se siamo rimasti senza attaccante di rincalzo per Calaiò, ( unica piccola lacuna nemmeno tanto contestabile ) tutto è dipeso dalla mancata parola, all’ultimo giorno di mercato, di un attaccante che , in seguito, ha deciso di andare in Serie B.

          A mio avviso ha operato molto bene, io credo che con due mesi di tempo ( 1 è già iniziato ) porterà ai Crociati un parco giocatori di primissimo livello per la nuova categoria : questo signore, il mercato lo conosce molto bene !!

  • 28 Giugno 2017 in 16:44
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    Dimenticavo nomi importanti..che hanno visto un pò di Serie A

    Bergomi, Maldini, Del Piero, Sartor, Bardi,

    ..gli altri che ( non posso ricordare tutti ) avrò sicuramente dimenticato li citerete voi…

    i giovani bravi hanno sempre giocato e giocheranno sempre …

    Giovinco vi dice nulla ?
    per la juve non era pronto, è andato a Empoli..poi lo hanno ripreso..
    ceduto una parte a noi…se lo sono ripreso con 11 milioni…
    vi dice nulla tutto ciò ??

    Pogba, 18 anni, la juve lo prende a parametro zero dal Manchester ( questa ne ha dell’assurdo ) lo tiene 4 anni circa e glie lo rivende ( guarda caso papà Mino e mamma Rajola sono i procuratori ) alla modica cifretta di oltre 100 milioni…

    ah…beata gioventù….quand ien bon …!!

    • 28 Giugno 2017 in 20:03
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      Vero Mauro … Io personalmente mi é piacuto Giovonco molto ..
      Ha fatto molto bene a Parma …
      Anche ho visto giocare qui in España …Trofeo Costa del Sol incontra Malaga ….I Tifosi de Malaga hanno aplaudado Lui ..
      ricordo molto bene perche il mio figlio Anibal ha fatto raccattapalle in quel partido

  • 28 Giugno 2017 in 16:46
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    Poi, come ben sapete tutti, di buoni ce ne sono di parecchIe categorie::

    BON
    BON BOMBEN
    BON DA GNINT

    P.S… questa è stata ciclostilata in proprio da pochi minuti..!!

  • 28 Giugno 2017 in 17:40
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    Beh se sono dei grandi Preziosi (condannato penalmente per n reati, oltre che retrocesso per corruzione a un arbitro) e Zamparini (oltre 200 ml di euro di cartelle di equitalia non pagate), oltre che Tacopina, allora spero nel rientro di Nuccilli.

  • 28 Giugno 2017 in 20:02
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    Max Catalano direbbe che se i giovani non giocassero non ci sarebbero trentenni in campo. Mi sembra che il giovane, inteso come calciatore, faccia parte dell’ossessione del tifoso di avere il fenomeno a portata di mano, colui che diventa campione come fosse l’amico o, dipende dall’anagrafe, l’amico del proprio figlio. Tutti i tifosi hanno giocato da giovani, è un po’ come immedesimarsi, tornare indietro nel tempo, avere una speranza in più. Invece quando si è professionisti il tempo per crescere si riduce improvvisamente, o sei pronto o passi il turno e tanti talenti da aspettare non nascono tutti i giorni. Complimenti per la biblioteca.

  • 29 Giugno 2017 in 10:06
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    Buongiorno Signor Barone,
    Noto per la seconda volta che orgogliosamente ci tiene a farci sapere che a 13 anni lei leggeva Kafka, io sono un “giovane” professore che insegna alle medie inferiori, oggi non è eccezionale vedere studenti di 12 o 13 anni fare in autonomia letture del genere, proprio quest’anno in una classe che seguo mi hanno chiesto gli studenti se potevamo dedicare un’ora di dibattito ad “Avere o Essere” di Erich Fromm, lettura spontanea che ha appassionato quasi la classe completa, io sono ben più giovane di lei e non ero presente all’epoca dei suoi 13 anni, ma se all’epoca era eccezionale per un tredicenne leggere Kafka non lo è ora, i tredicenni che seguo io sono in grado di affrontare ed appassionarsi a letture ben più ostiche, a parte l’esempio che ho fatto sopra le posso anche citare una dodicenne che si presenta da me piangendo perché le è sparito il tablet, piangeva perché dentro c’era “L’uomo senza qualità” di Musil in cui aveva fatto una serie di note, sa i tempi cambiano… Spesso c’è una narrativa fatta di giovani che si scambiano solo foto di gatti o peggio, in realtà queste generazioni sono fatte anche di ragazzi e ragazze che dentro una scheda ssd in un tablet hanno migliaia di libri… Per qualcuno il gusto di andare a trovare un libro raro in biblioteca e aspettare un mese se è già fuori è bellissimo, magari per altri è solo più intelligente ed evoluto tirare fuori dalla tasca in un parco una tavoletta di pochi grammi ed avere accesso a praticamente tutta la bibliografia umana.

  • 3 Luglio 2017 in 22:56
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    Bon, bo….mi tutì ch’il “n” lì an n’io mej sendidi. A zsugheva coi capanò e a fev a sasedi con chietor borog. Ancora oggi parlo praticamente solo dialetto e dico BO’, BO’ BOMBE’. Al pedor ed la mè compagna, un arza’, al droveva la “n” tonda tonda par compenser la testa quedra. Al magneva l’erbason, rendiv cont dè

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