CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / “Calma nei giudizi perché è troppo presto per fare processi”: ne siamo certi?

gianni barone(Gianni Barone) – Il titolo ce lo ha consegnato direttamente il capitano LUCARELLI, al termine della sua prima gara da titolare, quest’anno, e del suo primo gol, rendendo più difficile il compito di chi deve commentare la terza sconfitta di fila della squadra crociata. Quindi teniamo bene a mente queste parole nel nostro percorso di analisi della gara, per cercare di non sconfinare nella facile retorica del è tutto sbagliato è tutto da rifare, quando invece occorrerebbe trovare cosa c’è da salvare, dopo questo trittico di sconfitte, e cosa bisogna fare , in termini concreti, per uscirne e per percorrere nuove e più comode strade nell’approccio (strano che nessuno lo abbia ancora tirato in ballo) e nell’applicazione di un sistema tattico, che è rimasto inalterato nei suoi sviluppi nonostante il ricco turn over WP_20170919_22_51_52_Prooperato dal tecnico prima delle gara con L’Empoli. Un cambiare tutto, o quasi, per non cambiare niente di gattopardiana memoria, che avevamo presagito, e che ha prodotto nulla o quasi in termini di nuove soluzioni offensive (di squadra) e nuovi sviluppi della manovra. Tranne l’individualismo di Di Gaudio (pregevole), accolto con favore da più parti, abbiamo assistito, dal punto di vista tecnico e tattico al solito PARMA, che tutti conoscono, che tutti sanno neutralizzare, e che tutti sono in grado di attaccare e colpire. Soffrire sulle ripartenze, impostare il gioco da dietro correndo anche qualche rischio in fase di palleggio, e non riuscire a pungere in avanti per mancanza di movimenti ed idee credo siano costanti che abbiano finora, contraddistinto, in negativo, il cammino della compagine crociata. Abbiamo assistito a diversi gradi e diversi volti di sconfitta, contro tre avversari che alla fine, pur sembrando tanto diversi tra loro nell’assetto, privilegiano nello sviluppo del loro gioco offensivo una sola cosa: chiamatela come volete, pinco pallino, future (come direbbe ANTONIO DI PIETRO), ripartenza o più precisamente contropiede. Io mi domando e dico come si fa a non vedere e a non capire che agendo di rimessa, PARMA EMPOLI UNDICI CROCIATOqualsiasi squadra riesce a mettere in difficoltà ed in apprensione questo Parma? Scusate mi calmo, tenendo fede al monito iniziale del capitano, non voglio trascendere. Però mi sia consentito chiedere non solo cambiamenti di uomini per la prossima gara, ma cambiamenti di qualche altra natura, che si auspicano. Anche se i cosiddetti moduli non contano niente, nell’immaginario collettivo e dintorni degli allenatori, ogni tanto andrebbero variati (come succedeva l’anno scorso con l’avvento del primo D’Aversa) non solo nel corso della gara quando le cose vanno male perché si è in svantaggio, ma da una gara all’altra per vincere il proprio immobilismo e per non EMPOLIpermettere al tecnico avversario di prevedere tutto con facilità in sede di preparazione e poi di sviluppo della gara. Certi vantaggi che si concedono con immobilismo e prevedibilità, oltre a far assurgere l’allenatore avversario di turno, a grande stratega, finiscono per generare quegli episodi che segnano la gara e condizionano, pesantemente, il risultato. La manovra è lenta, i giocatori sempre ben controllati in virtù del loro posizionamento scontato in precise parti del campo; mai che si veda un taglio, un incrocio, uno smarcamento fuori linea… Lo so non è tempo di processi però ciò che sanno fare gli altri, e qui insisto, lo si potrebbe anche copiare. L’Empoli non ha vinto perché è riuscito a soffiare Caputo al PARMA, ma ha vinto perché ad un gioco di rimessa attuato in velocità è stato abile a colpire il Parma quando era sbilanciato e nelle transizioni negative (quando Sandreaniperdeva il pallone, cioè) risultava vulnerabile. Più che insistere su un’idea di gioco propositivo, solo sulla carta, che sul campo si traduce in una manovra lenta, impacciata e prevedibile, basterebbe con umiltà sapersi chiudere a dovere e ripartire approfittando degli errori avversari e del loro non perfetto piazzamento in situazioni di parità o di inferiorità numerica. Questo per dire che, dopo cinque giornate,  il Parma ha subito il doppio delle reti che ha segnato, tre, di cui una su rigore e due sugli sviluppi da corner. Non una rete su azione manovrata, fino ad ora, solo perché la manca la convinzione, la determinazione o perché si è puniti solo per gli episodi? Senza dare giudizi definitivi e senza fare processi, sempre in ossequio a quanto affermato in apertura dal capitano, occorre cambiare qualcosa nella filippo-inzaghimentalità, occorre essere meno belli ma più efficaci, occorre superare il dogma del 4-3-3 che non è sinonimo di calcio d’attacco, come lo stesso Pippo Inzaghi, prossimo avversario col suo Venezia, del PARMA, ha affermato quando ha motivato il suo passaggio dal 4-3-3 all’attuale 3-5-2,dicendo che a volte con la difesa a tre si riesce ad essere più offensivi e più pericolosi rispetto a quando si schiera il tridente, che di fatto costringe gli attaccanti esterni ad un lavoro sfiancante di rientro a scapito della lucidità, e lascia spesso isolato il centravanti nella morsa dei due centrali avversari che hanno quasi sempre la meglio. Detto e scritto così potrebbe apparire come una critica , bruno pesaola petissogenerosa o ingenerosa, fate voi, a chi si ostina a credere nell’attacco a tre punte, e lo schiera sempre dall’inizio, salvo ricorrere a cambiamenti solo quando si è sotto di uno o di due gol, però potrebbe essere considerato anche un suggerimento utile per il futuro e per prossimi impegni. IL PETISSO Pesaola diceva ai suoi di aver perso la partita perché gli altri gli avevano rubato l’idea del gioco d’attacco, nel nostro caso occorrerebbe, semplicemente,  copiare l’idea del gioco in ripartenza attuato dal Perugia di Giunti, e dell’Empoli di Vivarini che con le ripartenze o contropiede, che dir si voglia, hanno segnato finora, molti più gol del Parma, e si trovano, in classifica, a ridosso della capolista Frosinone. Sarebbe bello ed utile imparare questo tipo di lezioni, come sarebbe proficuo affrontare il Venezia, sul majo tacopinaproprio terreno, e non mi riferisco allo Stadio Penzo, dove effettivamente si disputerà la partita, bensì su quello tattico della difesa attenta e chiusa a riccio e pronta a scattare velocemente in avanti per sfruttare gli spazi lasciati liberi. Sarebbe un opportunità da non scartare e da non sottovalutare per ritrovare un po’ autostima un po’ di coraggio che prenda il posto di quella paura di vincere che sembra serpeggiare tra le fila dei crociati un po’ troppo sfiduciati nelle espressioni ancor di più che nelle dichiarazioni. La stessa paura che ha permesso a Nocciolini di sbagliare il calcio di rigore che, anche se non è da questi particolari che si giudica un giocatore per cantarla alla De Gregori, seppur decisivo, apre in me un interrogativo. Ma perché devono essere sempre i giocatori a decidere chi deve essere l’incaricato della battuta? NOCCIOLINIUna volta questo compito spettava all’allenatore, nella nostra fattispecie, limitatosi alle dichiarazioni secondo cui i designati fossero lo stesso Nocciolini o Scaglia in assenza di Calaiò, non sarebbe stato meglio affidare la battuta a qualcun altro, in quel momento più tranquillo? Chi guarda il pallone e non il portiere, prima della battuta, vuol dire che è attraversato da un briciolo di paura di non farcela. Ma smettiamola di processare e giudicare, nel caso di Nocciolini, ci penserà “la su mamma”,  come sempre molta critica con il figlio. Non resta che mantenere la calma ed aspettare, se ci saranno, nuovi cambiamenti e speriamo non solo di uomini. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

22 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / “Calma nei giudizi perché è troppo presto per fare processi”: ne siamo certi?

  • 21 Settembre 2017 in 08:47
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    analisi che non fa una piega,urge cambiare in fretta.anche se sono dell’idea che ora come ora ci vorrebbe un cambio in panchina

  • 21 Settembre 2017 in 09:44
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    Condivido l’analisi. Dopo 40 panchine e 40 partite ufficiali i limiti di mister D’Aversa sono evidenti. Sempre lo stesso gioco (o non gioco) povero di idee, lento e sterile. In serie C abbiamo faticato non poco, giocando bene solo un paio di partite (derby con la Reggiana al Mapei e con l’Alessandria in finale di play off) e solo con una squadra con elementi di categoria superiore abbiamo gudagnato la serie B, ma adesso la musica è cambiata e si vede, facendo emergere tutti i limiti della guida tecnica.
    E’ grave che dopo 40 partite, con la maggior parte dei giocatori che lo conosce e gioca insieme da gennaio non ci si è mossi un millimetro dal gioco scarso e povero di D’Aversa.
    Mi sembra più che evidente che più di così il mister non può fare.
    Vediamo cosa combina con Venezia e Salernitana (due squadre non certo irresistibili) e poi bisogna veramente tirare le conclusioni.
    E su questo dissento con il Capitano. Purtroppo non è troppo presto per trarre le conclusioni, ma troppo tardi per rendersi conto dei gravi limiti di D’Aversa. Dopo 40 partite, cosa c’è da aspettare ancora?????
    Bisogna agire e ricominciare il progetto tecnico con un allenatore esperto umano e capace (magari che comincia con la G….) che sappia valorizzare anche i nostri giovani (Sierralta, Germoni, Frediani, Mazzocchi, Saporetti, Mastaj etc….) lasciati a marcire in panchina dal mister, senza possibilità di crescita….

    • 21 Settembre 2017 in 11:59
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      Peccato che …

      Sierralta sia dell’Udinese e Germoni, della Lazio

      li abbiamo solo in prestito …

      • 21 Settembre 2017 in 12:47
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        Non vi e qualche diritto di riscatto? Con Germoni vi è pure il controriscatto se non sbaglio. Così se lo valorizzano e Lotito lo rivuole indietro almeno ci guadagnamo. ….

        • 21 Settembre 2017 in 16:16
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          giusto lukfur…
          Sierralta ha fatto vedere buone cose martedi…

          • 22 Settembre 2017 in 08:25
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            si pero’ ha giocato per l’empoli

        • 21 Settembre 2017 in 16:58
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          Per Germoni riscatto a 2 milioni e controriscatto a 2,3 …

          per Sierralta non sono informato ma non credo che l’Udinese se ne privi ….visto che sanno anche loro che è bravo ..

  • 21 Settembre 2017 in 10:50
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    Ma si prendiamo il Massese Baldini ke allena gratis

    La Carrarese ragass !!!! se ritorna al Parma oltre allenare

    Gratis può occuparsi anke di politica e NON solo….fa ti

  • 21 Settembre 2017 in 10:51
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    Per far le ripartenze del perugia o dell’empoli ci vogliono giocatori che si buttano negli spazi, qua stanno fermi e la vogliono sui piedi, ci credo che siamo prevedibili
    Manca una punta ed è difficile far filtro con dezi e scozzarella insieme, potevamo prendere 5 o 6 gol, lucarelli piuttosto che farsi driblare lascia calciare ma se giochi contro caputo segna

    • 21 Settembre 2017 in 12:46
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      condivido la tua affermazione,per fare le ripartenze del perugia o dell’empoli ci vogliono i calciatori del perugia e dell’empoli se mi permetti ci aggiungerei quelli del Frosinone palermo pescara carpi e da quel che ho visto anche di venezia novara e cremonese , siamo da decimo posto ,ecche diamine tutto sto casino per niente ,avanti crociati il target e’ alla portata

  • 21 Settembre 2017 in 14:16
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    La maggior parte dei tifosi vuole “la testa di D’Aversa”.
    Ma ghè i sold par netor allenadur???
    Second mi aghè di gran pagherò…..

    P.s. Tutti a Venezia……

  • 21 Settembre 2017 in 15:58
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    Beh il Carpi con 4 disperati e il Venezia con 4 scappati di casa stanno facendo meglio di noi. Chiaramente qualche limite o errore da parte della parte tecnica c’è. Io ad esempio non ho ancora capito la figura di Siligardi e perchè gioca Nocciolini, simpatico, idolo, tutto quello che volete ma palesemente inadeguato.

    • 22 Settembre 2017 in 09:02
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      Beh, che il Venezia stia facendo meglio …parliamone ..

      ha solo un punto in +
      non ha MAI perso
      ha subito un solo gol
      ne ha fatti ..solo 3 ( l’ultimo su corner, gli altri due non lo so, erano a Bari..il quale ha attqaccato tutta la gara, 2 contropiedi veneti 2 gol ….furbi loro ? bravi ? scaltri ? ..chi vince ha sempre ragione vero ??? )

      in definitiva ha 1 SOLO PUNTO in + ….meglio o peggio vedremo domani alle 17 ….

      • 22 Settembre 2017 in 09:14
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        di persone che riescono a dimostrare in cosi’ poche righe l’esatto contrario di quello che vogliono far credere ne conosco veramente poche ,complimenti http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 21 Settembre 2017 in 16:05
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    L’idea di Baldini sarebbe stata geniale in ottica gestione biologica per fortuna tramontata

    • 21 Settembre 2017 in 23:49
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      Per fortuna….d’altronde siamo qui a commentare vittorie su vittorie…
      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_sad.gif

  • 21 Settembre 2017 in 21:33
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    Analisi perfetta. Ci esponiamo come dei polli al contropiede avversario.

  • 21 Settembre 2017 in 23:34
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    Veramente le doluzioni erano in casa evacuo. Coly giorgino

    • 22 Settembre 2017 in 09:03
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      dei 3 citati, per la categoria ..direi solo COLY ….ma a difensori non siamo messi male direi….
      i problemi iniziano da metà campo in avanti ..o sbaglio ??

  • 22 Settembre 2017 in 10:01
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    Coly è ancora rotto

  • 22 Settembre 2017 in 10:53
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    Be intanto sabato rientra Scavone, che dei centrocampisti che abbiamo in rosa mi sembra il più completo…

    purtroppo in serie B bisogna correre quasi tutti e noi ne abbiamo un pò troppi che hanno il passo dell’oca…

  • 22 Settembre 2017 in 11:54
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    morosky
    22 settembre 2017 alle 09:03
    ……………………………………
    i problemi iniziano da metà campo in avanti ..o sbaglio ??

    che fai tentenni ? adesa le un po terdi

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