CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SI GIOCA CON I PIEDI, MA SI VINCE CON LA TESTA (AVENDOCELA, E AL POSTO GIUSTO…)

gianni barone(Gianni Barone) – Non sappiamo di preciso come, o con la testa di chi, però credo che la seguente frase “Perché nel calcio si gioca con i piedi, ma si vince con la testa”, pronunciata da Pochesci, allenatore delle Ternana, sia senz’altro da mettere in risalto per commentare la vittoria di una squadra come il PARMA, che pare trovarsi a proprio agio, pur tra sofferenze patite, durante la gara, e dichiarate al termine, da tutti, nel clima di questo campionato di serie B, che, dopo due sole giornate, lo vede già al comando. La frase del novello Zarathustra, profeta de noantri Pochesci, da poco affacciatosi nel mondo del calcio che conta, ma già abbastanza capace di conquipochescistare la ribalta, ci pone nella condizione di analizzare una vittoria partendo non dal rilievo tecnico del match, ma da situazioni di tutt’altro genere con discorsi legati a profili psicologici ed emotivi, tanto cari, un po’ a tutti. Infatti i santoni del calcio, da Sacchi in su, o in poi, hanno sempre cercato di sviare il discorso dal lato tecnico, tattico e sportivo per approdare su territori quasi mistici del pensiero calcistico per accogliere nuove teorie sul perché e per come si riescono a vincere le partite. Il Parma passa a Novara, non perché gioca bene tutta la partita, o perché domina non solo nel primo tempo, ma vince perché sa soffrire, perché è in grado di sopportare la pressione avversaria con spirito di sacrificio. Detto così sembra proprio che si sconfini in ambiti non propriamente sportivi, però c’è sempre qualcuno pronto a suffragare la tesi secondo cui un sano e realistico ricorrere a cambi di modulo o di sistema di gioco, che dir si voglia, alla fine potrebbe anche pagare, Eugenio Corini Novara Parmacome sperava appunto il Novara dell’ex enfant prodige della panchina, ai tempi del Chievo, Eugenio Corini. Egli infatti, dopo aver subito una leggera supremazia da parte del PARMA nel primo tempo, è ricorso ad un cambio tattico dalla difesa a tre e passato gradualmente ad una difesa a tre e mezzo tendente a quattro, perché quando si affronta un squadra disposta con tre punte, difendere a uno contro uno (a sistema puro, come si dice) diventa molto rischioso. Però, nonostante questo, il cambio di modulo (secondo D’Aversa) o di sistema di gioco (secondo Piovani), non ha pagato per Novara visto che il Parma, ha retto grazie ad un altro tipo di armi, su tutte, la tanto citata e sbandierata sofferenza. Verrebbe da dire soffrendo si vince, ma in roberto d'avera dopo novara parmaossequio a quanto affermato dal profeta che abbiamo citato in apertura, ciò non dovrebbe essere sempre così, infatti egli ri-ammonisce tutti noi con la seguente frase “I giocatori non devono preoccuparsi se giocano o se non giocano, si devono divertire, sono pagati per allenarsi e non per giocare”.  D’accordo, però tra cambi sistema, sofferenza , divertimento e gente che non gioca o non giocherà dove andremo a finire di questo passo? Vietato fare questi discorsi in un momento in cui, visto dalla sponda Parma, la prestazione e l’approccio positivo alla partita, finora, non sono mai venuti meno, sembra quasi che di cesare novara parmamolti giocatori fatichino meno quest’anno in B rispetto all’anno scorso in C, e citiamo fra gli altri, Munari, Di Cesare, Scaglia. Il PARMA non ha bisogno di cambiare, sistema, come succedeva in Lega Pro, per sorprendere l’avversario, il Parma, sembra anche, non aver bisogno di sorprendere, riesce ad imporsi, soffre, il giusto, ma non cade in amnesie o in pericolose crisi d’impotenza e di sterilità di gioco e di occasioni, regge bene l’urto della categoria e lascia ad altri il ricorso alle variazioni tattiche di cui sopra. Il tema della variazione del modulo lo ritroviamo un po’ dappertutto s’inizia con un sistema, in fase difensiva, e si finisce la partita, con un altro sistema, quasi senza accorgersene, quasi fisiologicamente come sottolinea il solito Pochesci, oggi tocca ancora a lui parlarci, “Ho una rosa che mi consente di divertirmi nella scelta del modulo (anche lui dalla parte di D’Aversa e zattarinnon da quella di Piovani) e degli elementi. Chi mi conosce sa che quando inizio con un modulo non finisco mai con lo stesso, anche perché me lo dice il campo, la stanchezza della mia mia squadra, la bravura dell’avversario che occorre cambiare”. Le varianti, le incognite e l’imprevedibilità degli eventi della partita spingono, talvolta, un tecnico a cambiare di continuo, nel corso della stessa partita, non solo gli elementi, ma più volte il sistema di gioco, come è capitato, alla prima di campionato in D all’allenatore del Lentigione Zattarin, che nella partita vinta contro il quotato Tuttocuoio, ha cambiato per ben quattro volte la disposizione tattica della sua squadra, dal 4-3-1-2 iniziale al 4-3-3 per passare al 4-4-2- e finire col 3-luigi-apolloni-e-gaia-brunelli-sky.jpg5-2. Della serie “Io cosa ci sto a fare in panchina” e “se non sono in grado di cambiare quando vedo qualcosa che non va, se solo devo guardare la partita , allora vado in tribuna o me la rivedo in tv”. E a proposito di tv, e di discorsi sterili che annoiano o che fanno dormire (come qualche nostro lettore ci fa notare in riferimento alla nostra rubrica), chi ha seguito Parma-Novara su Sky, magari converrà con me sulla valutazione (bassa) della telecronaca di Gaia Brunelli, pur tanto amata dal pubblico crociato ai tempi della D al microfono in coppia con Sandro Melli, imprecisa e vagamente gallerani e lucarellisoporifera l’altra sera. Ad un certo punto, per sconfiggere la sonnolenza e la noia, ho dovuto  cambiare anch’io sistema, pardon canale, per seguire le vicende del Parma su Diretta gol, insieme a tutte le altre partite della giornata, con il commento più vivo di Federico Zancan da NOVARA, e di tutti gli altri cronisti tra cui spiccava il parmigiano Michele Gallerani, che in virtù del suo passato radiofonico, riusciva con il ritmo a tenere ben svegli, noi spettatori. I quali dopo il disastro della Nazionale di Ventura-Tavecchio (-Lotito) contro la Spagna speravamo jacopo dezi dopo parma cremonesein qualcosa di migliore, sia in termini di sistemi di gioco azzeccati e sia in termini di spettacolo e risultato. Il PARMA, sotto i diversi aspetti, ha parzialmente convinto (a metà) un po’ tutti: l’idea dell’incontrista Munari davanti alla difesa, in luogo del regista classico, oltre a garantire filtro e protezione alla difesa, ancora imbattuta e inviolata, sembra convincere anche i più scettici (quelli delle paginate sul giornale, poi rimangiate… tanto fa rima), peccato che la pericolosità degli inserimenti di Dezi sia già inquadrata bene dai tecnici avversari, i quali, speriamo, non siano propensi a predisporre sull’ex Perugia controlli quasi individuali, come capitava l’anno scorso su Scozzarella. MaMatteo Scozzarella in fin dei conti gli allenatori cosa ci stanno a fare se non notano queste cose? Non tutti si ostinerebbero a schierare in Nazionale chi non gioca nel suo club come Spinazzola o chi come Verratti è valutato decine e decine di milioni, ma non si sa per quale motivo. Nel calcio si vince con la testa, anche se si gioca con i piedi, l’importante sarebbe avercela e che sia al posto giusto. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SI GIOCA CON I PIEDI, MA SI VINCE CON LA TESTA (AVENDOCELA, E AL POSTO GIUSTO…)

  • 5 Settembre 2017 in 08:07
    Permalink

    In B siamo più liberi di testa, non abbiamo l’obbligo di vincere, perciò giochiamo meglio.

    • 5 Settembre 2017 in 12:54
      Permalink

      Ma chi lo dice che non ci sia l’obbligo di vincere? Se hai pazienza di leggere quanto ho scritto sotto altri articoli capirai quanto sia impellente la promozione!
      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 5 Settembre 2017 in 10:03
    Permalink

    Sulle maglie del Parma non compare ancora lo sponsor principale. Strano! C’è in giro qualche indiscrezione?

  • 5 Settembre 2017 in 12:53
    Permalink

    consorzio prosciutto di parma.
    Chiedere referenze a Ceresini…
    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 5 Settembre 2017 in 12:56
    Permalink

    Baroni, mi non ho mia capì se second lu al perma lè andè be in chi du partidi chi o no?
    Eh? O no?

  • 5 Settembre 2017 in 13:29
    Permalink

    Second mi l’è mia andèda malass..
    6 pont ….e domenica netar tri..i dovrisen isar nov…
    intant chi ragass i magnen

    eh ? o no ??

  • 5 Settembre 2017 in 13:37
    Permalink

    Infatti Diego Armando Maradona ha sempre vinto con la testa

    E meno male ke con la mano de Dios solo una voltahahahah

I commenti sono chiusi.