venerdì, Maggio 24, 2024
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CARMINA PARMA di Luca Savarese / 30 ANNI IN UN SECONDO

Luca Savarese(Luca Savarese) – Non è solo il titolo di un film americano del 2004 in cui una ragazza, grazie ad una polverina magica, ripiomba improvvisamente nella preadolescenza, ma è anche quello che è accaduto oggi al Tardini tra il Parma ed il Pescara. Nessuna pozione, niente intrugli strani nè effetti filmici, ma tutto naturale e reale anzi, nudo e crudo. Si perché oggi il tempo presente, ha fatto il numero del passato, ha trovato libero ed allora, ecco una di quelle chiacchierate che non finiscono più. Il filosofo francese Bergson, che teorizzava una Durata dilatata del tempo, fatta di frammenti emozionali che non seguono il copione degli attimi attuali opposta ad un Tempo rigorosamente oggettivo e cronologico, ne capirebbe qualcosa. Così in un pomeriggio di metà ottobre del 2017, ex abrupto e senza tante storie, ci si trova indietro di 30 anni. La categoria era la stessa, la B, l’avversario anche, il Pescara, il teatro il medesimo, lo stadio Tardini. E’ fine gennaio, il 25 gennaio 1987, la squadra emiliana allenata da Arrigo Sacchi ospita il Pescara di Giovanni Galeone. Il prato dell’Ennio sembra un’aula universitaria dove c’è lezione di profezie del calcio che sarà, insomma il corso di laurea nel calcio del futuro inizia in quel pomeriggio. Oggi è passato, ma prima, era più futuro del futuro. Il Parma, come quello di oggi, è reduce da un pareggio esterno, con lo stesso punteggio di Palermo: sei giorni fa è stato 1 a 1 a Palermo, all’ora ecco un 1 a 1 al Nereo Rocco di Trieste contro la squadra giuliana, con Bortolazzi a pareggiare, nel finale, dal dischetto, il vantaggio alabardato. Poi arriva il Pescara. E’ un Pescara diverso da quello di oggi. Quello stava facendo la voce grossa. Come i ragazzi, pieni di vitalità che corrono e seguono le idee di mister Galeone. A centrocampo, uno degli scolari più svegli, risulta Gian Piero Gasperini. Rebonato porta avanti gli abruzzesi. E’ da poco iniziato il secondo tempo. Ma il vascello di Galeone non si ferma, raddoppio di Rocco Pagano, quell’ala assatanata che Paolo Maldini, non proprio uno sconosciuto, dirà poi essere stato l’avversario che più di tutti gli ha fatto venire il mal di testa. Anche quel Parma ebbe un’emicrania, che la rete di Bortolazzi, su rigore, in extremis, non riuscì ad attenuare. Oggi il frullatore del tempo ha preparato una versione, rivisitata, di quel giorno. In panchina crociata un mister pragmatico che a Pescara è cresciuto da genitori pescaresi. Su quella adriatica, un prof che è un’istituzione: Zeman. A proposito, al termine di quella stagione Sacchi fu chiamato dal Milan, il Pescara andò in A da primo della classe e a Parma, dopo una settima piazza cadetta, venne Zeman. Si esaltò in fretta, matando il Real in una notte d’agosto e accendendo scintille embrionali del suo calcio. Oggi il boemo è tornato nel ducato. Aria al consueto serafica ma con due occhietti da uno che la sa lunga e che ha in mente qualcosa. Al suo libro basta una pagina ben scritta per fare copie, punti e adepti. Il fuoco delle sue sigarette di scambi veloci e giocate nello stretto, è un piccolo incendio. Magari si accende raramente, ma quando prende vita la fiamma, si salvi chi può. Coscienza di Zeman lo proclamava addirittura una canzone di Venditti. Brugman-Mancuso-Brugman, un triangolo dal sapore brasiliano e giù con la rete al 39’ della ripresa. Un narghilè per il popolo del delfino, una zaffata ferale per il gioco, già singhiozzante, di un Parma troppo sterile per essere vero. 30 anni in un secondo, il Pescara torna a fare bottino pieno al Tardini. Memoria amara e memoriale acre si fondono nel calderone di una realtà inquietante: terzo capitombolo interno dopo Brescia ed Empoli ed una squadra che fa una fatica immane ad essere davvero pericolosa, davvero desiderosa di portare a casa la posta piena. Il tempo a volte non è un tiranno ma un caleidoscopio che ti risucchia dentro. Luca Savarese

Un pensiero su “CARMINA PARMA di Luca Savarese / 30 ANNI IN UN SECONDO

  • “Troppo brutto per essere vero”.

    è 10 mesi che siamo questi qua.

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