CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Houston-D’Aversa: abbiamo un problema…

gianni barone(Gianni Barone) – Non bisogna ricorrere al passato, per risolvere i problemi del presente, quindi il paragone con l’Apollo 13 che segnalava un’avaria alla base delle NASA a Houston, può apparire sicuramente esagerato, vista la diversità degli ambiti, ma ammettere che il problema esiste, credo sia comprensibile farlo. E lo consigliano pure gli esperti di psiche, dato che l’ammissione è, a loro dire, la prima cura… Senza ricorrere ad alibi o giri di parole, in ossequio ad un politicamente corretto, che stride o urta di fronte ad una serie di situazioni che andrebbero valutate con maggior realismo e con maggiore onestà intellettuale da parte di tutti, siano essi i dirigenti, i tecnici e siano essi i famigerati addetti ai lavori della carta stampata o di quella scritta sul web. Liquidare la faccenda slide piovanicon i soliti commenti all’acqua di rosa penso non possa bastare. Il problema esiste, il problema gioco esiste, il problema D’Aversa nonostante l’appoggio incondizionato della società, esiste. Dov’è finito quell’illustre Carneade che quasi un anno fa, prese in mano redini tecniche del PARMA, e nelle prime gare, stupì un po’tutti, con la sua capacità di sorprendere gli avversari attraverso cambi di sistema di gioco tra una fase e l’altra? Già dov’è finito il suo aplomb, la sua calma olimpica, la sua flessibilità nell’affrontare le varie situazioni nel corso delle partite? Già dov’è finito ? Ora si appella roberto-daversa-rifinitura-pre-reggianaad una cultura del lavoro, che nessuno per carità, gli vuole disconoscere, ma all’interno di questa cultura, visti i risultati e le prestazioni, di sicuro manca qualcosa o qualcosa non torna. Cosa? Direte voi, difficile dirlo, ancora più difficile scoprirlo e poi ammetterlo più o meno pubblicamente. Il campionato è duro, d’accordo, lungo, quello che volete, però oltre alle palle inattive, scusate se insisto, occorrerebbe lavorare di più e meglio sulla fase offensiva, sui movimenti delle punte e sugli inserimenti dei centrocampisti, perché i numeri sono impietosi e liquidare il tutto con la zeman museosola imprecisione in fase conclusiva da parte di tutti, credo, penso, non possa bastare. Ci vuole maggiore partecipazione, di gamba e di pensiero, per poter organizzare manovre d’attacco, non bastano i moduli, a proposito dov’è finito il D’Aversa, che in ossequio ai manuali di Coverciano di Franco Ferrari e simili, li definiva, a ragione, sistemi di gioco? Si ha nostalgia un po’ di tutto quando le cose non funzionano o non vanno per il verso giusto. Lo stesso Zeman, che non ama guardare nell’orto tattico e tecnico degli WP_20171014_17_23_53_Proaltri, si è lasciato sfuggire che il PARMA in attacco di problemi ne ha più di uno. Il quale Zeman, che non si è divertito, al pari di noi nemmeno dopo le cronache e i commenti, ahinoi, troppo politicamente corrette della Gazzetta, ha affermato che è mancato anche il ritmo sia alla sua squadra e sia a quella del PARMA, che per lui risulta fondamentale nella realizzazione del suo gioco vertical. Zeman che non si diverte perché il suo Pescara segna poco non è una notizia, come non è una novità che il fatto di non aver subito gol per, ben, tre partite, non lo inorgoglisca e non gliene freghi molto. A lui interessa il gioco, punto e basta, e per mauro moroni moroskyquesto, nonostante, gli sbandamenti e i rovesci difensivi che storicamente gli appartengono, gli vale la stima e l’ammirazione da parti di molti appassionati di calcio che continuano a seguirlo fedelmente. Ma non è di questo che dobbiamo parlare quando si cerca di trovare la risoluzione dei problemi del PARMA, perché di problema si tratta, il non ammetterlo, lo ribadiamo, non basta e non serve e soprattutto svia l’attenzione verso altri temi tipo: la mancanza di calma, l’atteggiamento, la fortuna e sfortuna legata agli episodi, e alle decisioni arbitrali, e poi, l’avvocato di Jonnhy Stecchino aggiungerebbe la siccità (iè sicco) e il traffico (ciaffrico), tacendo del vero problema, nel nostro caso, non la mafia, ma il gioco. Eh sì, il benedetto gioco che manca anche a molte altre squadre, e per gioco non si pretende, ciò che oggi è in voga in altri campionati o nella nostra serie A (vedi Napoli), ma una semplice ed essenziale organizzazione delle varie fasi, perché il calcio come ha affermato, l’ex Donadoni (proprio lui…), deve essere condito di cose concrete e non di banalità. Semplice a dirsi ma maledettamente complicato a farsi e a realizzarsi, visti i chiari di luna. Il va tutto bene madama la marchesa, ferrari-daversa-stretta-di-manoripetuto a fine gara, purché si rimanga tutti uniti e non si faccia ricorso a critiche distruttive, potrebbe orientarci verso la giusta? O serve ben altro oltre alle frasi di circostanza, ai convenevoli o alle banalità di cui sopra? Troppi interrogativi, però le cose concrete da mettere in atto, tardano a materializzarsi e il problema al pari di quello che la navicella Apollo 13 presentava alla base di Houston, va risolto, ma ancor prima ammesso dagli interessati. Basta con l’approccio, l’atteggiamento, con l’interpretazione corretta dei sistemi, serve realismo vero e non magico o mitico, serve concretezza, serve capire, serve cambiare, serve abolire dogmi houston allentattici (4-3-3), messi in atto con spirito e tempi sbagliati, serve ritmo ha ragione Zeman, serve capire che Scaglia non è un terzino e se prima di arrivare da noi giocava in attacco perché non riproporlo in quel ruolo, servono due punte centrali in campo, visto che in organico ci sono e di valore (Calaiò e, finalmente!, Ceravolo), che impegnino e spaventino i difensori centrali avversari, ai quali finora è stata concessa troppa sicurezza e tranquillità, serve che qualcuno giochi tra le linee, come direbbe il mitico Sandreani, per scompaginare i disegni tattici avversari e rendersi meno prevedibili, sandreani italiaserve riflettere sulle caratteristiche di Baraye, che non è una mezzala come ipotizzava Apolloni, ma neanche un’ala. Servono tante piccole grandi cose, che a volte si chiamano coraggio e anche capacità di ascoltare e capire le critiche, ritenute, non costruttive a priori (o a prescindere), perché provenienti da fuori o da chi non è reputato, per troppa puzza sotto il naso, all’altezza. Perché se l’ Unicusano Ternana del sempre più mitico Pochesci, che piange ride e stona, manda in gol su azione, ALBADORO E MONTALTO, che giocavano nel Fondi e nello Juve Stabia, non riusciamo a capire  come mai non si riesca a farlo con gente del calibro di Calaiò, Ceravolo, pochesciSiligardi, Di Gaudio e compagnia bela. E poi se nell’ultimo derby di Milano, lasciando perdere le solite enfatizzazioni sulla tripletta di Icardi, ci addentriamo più nell’aspetto tattico, si trovano spunti interessanti nelle mosse di Montella, nel secondo tempo, che togliendo un centrocampista Kessie e inserendo una punta Cutrone, ha disegnato una squadra con due mezzale di qualità come Suso e  Bonaventura e due centravanti come Cutrone e Andre’ Silva, e con la vivacità e l’abnegazione di Borini sulla destra a tutta fascia, è riuscito per lunghi tratti a mettere alle corde l’ Inter, che poi ha vinto, si ma grazie anche a quello che una volta era definito il cul de sac, ma che potrebbe essere tranquillamente battezzato cul de spallett. Battute a parte gli esempi servono, e cambiare con convinzione, conoscenza, e coscienza serve ancor di più. Vero Houston? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

37 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Houston-D’Aversa: abbiamo un problema…

  • 16 Ottobre 2017 in 19:16
    Permalink

    Per me è solo colpa del modulo, che di conseguenza fa giocare male i giocatori.
    Proviamo questo benedetto 3-52!

  • 16 Ottobre 2017 in 22:03
    Permalink

    Vorrei fare un plauso a max ravanetti, finalmente uno che parla senza leccare il culo …. bravo 👍🔝🔝

  • 16 Ottobre 2017 in 22:12
    Permalink

    Un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno. Per la legge dei grandi numeri, prima o poi si segnerà su azione , si vinceranno due partite di fila e si scriverà il contrario di quello che si dice oggi. L’appoggio a d’Aversa è strano, fatto da soggetti oggi legittimato a farli e magari la settimana prossima totalmente deligittimati. Io di mio dico solo che preferisco uno intelligente che non si impegna ad uno che studia ed è preparato e non ci arriva. Ma il pesce puzza dalla testa e le leonardate propinate stasera da faggiano sono inaccettabili.

  • 17 Ottobre 2017 in 08:34
    Permalink

    giusto Barone ,un disastro come l’apollo 13 o come i tredici polli che scendono in campo a rotazione

  • 17 Ottobre 2017 in 08:56
    Permalink

    MA NOI SIAMO TUTTI UNITI.
    Uniti nel chiedere le dimissioni di D’Aversa
    Ma lui le dimissioni non le darà.
    Ci vogliono le palle per esonerarsi e rinunciare alla grana.
    Non tutti le palle le hanno.
    e allora
    ESONERIAMOLO noi stessi
    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_negative.gif
    Io sono abbonato, pago il biglietto e quando vado c allo stadio voglio divertirmi ma con D’Aversa ritirno sempre incazzato
    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_negative.gif
    Basta! ! !!!
    Ma c’è qualcuno oltre a CARRA che è contento del lavoro fatto da D’AVERSA?
    Non credo proprio quindi penso che su 9127 abbonati, 9127 siano per l’esonero
    PIÙ UNITI DI COSÌ.
    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_wacko.gif

    • 17 Ottobre 2017 in 12:26
      Permalink

      9302 ,fonte san moderanno

  • 17 Ottobre 2017 in 09:02
    Permalink

    Ieri sera le due trasmissioni locali hanno battuto ogni record
    di comicità.
    Da una parte Piovani coi suoi monologhi…è colpa dell’arbitro.
    Dall’altra Faggiano sempre più il clone del ROMANO.
    Ma bastaaaaaaa.
    E intanto l’Empoli vola…..

  • 17 Ottobre 2017 in 09:51
    Permalink

    intanto il closing è stato spostato un’altra volta….dal 21 ottobre al 3 novembre… avanti così senza linee guida

    • 17 Ottobre 2017 in 10:08
      Permalink

      dopo i morti

    • 17 Ottobre 2017 in 10:10
      Permalink

      dove lo hai sentito o letto

    • 17 Ottobre 2017 in 10:52
      Permalink

      che poi Stefano era molto facile intuirlo al di la di quello che ci conta Carra visto che il congresso se non erro dura 10 giorni e comincia il 18

      • 17 Ottobre 2017 in 11:19
        Permalink

        mah si dice che Lizhang non possa essere presente per firmare la girata delle azioni fino a quel giorno. Però bisogna prendere le notizie con le dovute molle

        • 17 Ottobre 2017 in 12:23
          Permalink

          in cina halloween dura tre giorni

  • 17 Ottobre 2017 in 10:08
    Permalink

    ultimo appello x il mister.
    visto che siamo affezionati al gioco d’ attacco (che non si è visto però) gli propongo un 3-4-1-2
    ceravolo calaio’
    scavone
    scaglia dezi barillà mazzocchi
    gagliolo Lucarelli iacoponi
    frattali
    in fase difensiva diventa facilmente 5-3-2, e quando si imposta si passa al 3-4-1-2
    visto che siamo alla frutta può provarci o vuol a tutti i costi fare le valigie??

  • 17 Ottobre 2017 in 10:09
    Permalink

    o -11 come i giorni che restano per il closing (Carra)

    che possono essere anche -3 (STEFANO dice il 21),

    ma per me questo numero è = infinito…

    o come 0 i punti che faremo nelle prossime 2 partite

    o 80% come la possiblità di andare ai play out…

    o come 100% che ci teniamo D’Aversa in tutti i modi…

  • 17 Ottobre 2017 in 10:12
    Permalink

    cavoli non avevo letto il post di STEFANO , 3 Novembre quindi
    siamo a -18 !
    Comunque il 3 Novembre non mi piace molto perché è il giorno dopo i Morti e non porta bene io propongo il 13 Dicembre …

    Quindi riassumiamo 1 punto nelle prossime 3 partite (sono ottimista per una volta…)
    85% Play Out
    D’Aversa si avvicina al panettone..

  • 17 Ottobre 2017 in 10:16
    Permalink

    non si può che essere d’accordo con tutto quanto scritto nell’articolo.
    Ormai a Parma sembra che siamo diventati tutti degli incompetenti, mentre l’unico che ne capisce è mister D’Aversa.
    Costui si dimentica forse, che da queste parti ne abbiamo viste di tutti i colori, di tutti i moduli e di tutti gli interpreti, e quindi magari prendere le critiche come spento per migliorare sarebbe da persona intelligente, e non da perdente che da retta al popolo. Il tempo passa e ogni settimana si evidenziano sempre gli stessi identici problemi, che è fino inutile star qui a ripetere perchè ormai li conoscono anche i muri (ovviamente non quelli di casa D’Aversa).
    Per il resto non capisco le dichiarazioni di ieri di Faggiano su teleducato, in particolare sulla condizione di Ceravolo. Alla domanda di Ampollini, semplicissima direi, su cosa abbia l’attaccante, il direttore ha risposto “non lo sappiamo”. Non lo sappiamo??????Ma come caxxo è possibile che dopo due mesi ancora non si sappia??Ma che staff medico abbiamo?Ma stiamo scherzando o cosa????
    E anche sui cinesi non sa nulla…. andiamo bene. Qui non si sa nulla di certo, i cinesi latitano e i medici non sanno diagnosticare un infortunio, D’Aversa non conosce altri moduli al di fuori del suo, manco fosse una religione. L’unica certezza è che le spese affrontate fino ad ora sono superiori alle entrate, e forse che non sia quello il motivo per il quale il mister è ancora li a deliziarci con le sue perle?

    • 17 Ottobre 2017 in 10:34
      Permalink

      che fai vacilli ?

  • 17 Ottobre 2017 in 10:39
    Permalink

    Ieri sera Faggiano è stato inquietante.
    Ha dichiarato che la società nel 2015 ha rilevato debiti, quando sappiamo perfettamente come andarono le cose ( magari avesse rilevato debiti saremmo probabilmente in serie A oggi e non avremmo rischiato di perdere in casa con la Sanmaurese) ; su Ceravolo ha smentito Carra ovvero l’AD due settimane fa disse che la società aveva preso Ceravolo, consapevole dei problemi fisici, lui ha detto che si sono verificati dopo e non sa nè cosa sia nè se sia da operare eventualmente , poi dopo aver difeso d’aversa ha fatto capire tra le righe che potrebbe cambiare modulo in attacco. Almeno Leonardi andava in TV preparato sulle cose da farci bere

    • 17 Ottobre 2017 in 11:19
      Permalink

      a me inquietano ogni volta che parlano chiunque esso sia ,sono ansioso quando un vicepresidente ringrazia la “futura vecchia proprieta’ ” (cit crespo alla presentazione della squadra) e poi gira per il mondo a giocare a calcetto

      • 17 Ottobre 2017 in 13:48
        Permalink

        Ma infatti mi chiedo come facciano i cinesi a farsi rappresentare da lui.
        Le sue vicende personali extra calcio sono iper conosciute da chiunque a Parma, è sempre in giro per il mondo solo per motivi e guadagni personali, percepisce uno stipendio faraonico dal Parma e non ci lavora mai.
        Per chi vive di immagine ( cinesi), questa cosa coi continui rinvii del c.d. closing senza mai dire una sola parola, non rappresenta un gran biglietto da visita. Spero di sbagliarmi e che ci sia solo una fase negativa a sconto del culo enorme della stagione scorsa

  • 17 Ottobre 2017 in 11:33
    Permalink

    La società è allo sbando
    È come uno che non è più capace d’intendere o di voler
    Carra straparla
    D’Aversa fa cose folli
    D’Aversa è paragonabile all’allenatore di una squadra parrocchiale che gioca con i ragazxi dopo che questi hanno fatto i compiti o forse è ancora peggio.
    BASTA! ! !

  • 17 Ottobre 2017 in 11:48
    Permalink

    Moro non dovevi andar giu’ di vanga ? il famoso fattore di potenza 😀

    • 17 Ottobre 2017 in 20:17
      Permalink

      l’articolo arriva stanotte credo ..ho aspettato Entella-Empoli ..che ha cambiato la classifica ..

  • 17 Ottobre 2017 in 11:58
    Permalink

    Vacillo si,dopo quasi due mesi non si può non vacillare. Certo, vacillare prima dell inizio del campionato non mi sembrava normale, ma adesso è davvero inevitabile direi!

  • 17 Ottobre 2017 in 12:21
    Permalink

    va be ,pero’ sembrava che mi divertissi ,vedi un po te come ero contento

  • 17 Ottobre 2017 in 14:24
    Permalink

    Ormai anche Faggiano è in rampa di lancio, come D’Aversa e Carrà. … “Fiducia incondizionata al mister” ???? Ma ne capisce di calcio questo qui????? Direí di no visto che non riesce a vedere nessuna partita in quanto lo espellono prima. È sempre più la brutta copia di Leonardi. Ormai i 3 sono legati insieme e sentono odore di bruciato…. Infatti o in queste prossime due giornate avviene un netto cambio, oppure l’esonero dei due saranno le prime parole di Crespo. Questo mi sembra ormai chiaro. … Il closing è vicino e sPerani solo in una svolta che non avverrà mai visti i netti limiti di D’Aversa

  • 17 Ottobre 2017 in 14:46
    Permalink

    capito moro ? il water closing e’ vicino ,cosi’ sla scapa par via dla prostata a glema li a taca

  • 17 Ottobre 2017 in 14:57
    Permalink

    Secondo voi si potrebbe chiedere finalmente chiarezza su questo Parma?(a chi?) Una delegazione di tifosi potrebbe chiedere un incontro serio con la società(?)con presente una o due televisioni locali . Ieri sera ho sentito per TV il Sig. Faggiano (non ho resistito alle banalità ed ho cambiato canale). Praticamente non ha detto niente. Non si potrebbe proclamare uno sciopero del tifo (anche restando fuori dallo stadio) se non si riesce a parlare con qualche dirigente che abbia veramente a cuore questa squadra e questa città?. Perché il nostro sindaco non si fa portavoce di questa situazione di incertezza che ci pervade?

  • 17 Ottobre 2017 in 15:02
    Permalink

    non arriverà piazza dà reggio con furore? Azze a somà tot content. che spettacolo. mà! comunque il fenomeno empoli al gà un bel cul. FORZA PARMA (arriveranno tempi migliori)

  • 17 Ottobre 2017 in 21:28
    Permalink

    Caro Basta l’unico motivo per il quale Manfredini, il rappresentante dei tifosi di Parma, potrebbe muovere una protesta è se gli togliessero gli incassi dei Bar dello Stadio.
    Per quello che riguarda il sindaco, chiedere chiarezza a quelli dell’UPI, sarebbe come se un antico schiavo egiziano pretendesse dai Faraoni “la settimana corta”. 😁

  • 18 Ottobre 2017 in 02:01
    Permalink

    De canio dubito!

  • 18 Ottobre 2017 in 11:24
    Permalink

    E’ sempre bello leggere i commenti quì perchè ci sono un sacco di intenditori, (come no) sempre molto propositivi. Mi raccomando alla fine poi come lo scorso anno tutti sul carro dei vincitori e a dire io lo avevo detto, ma andate a ca—e

      • 18 Ottobre 2017 in 14:16
        Permalink

        visto che Neanderthal ? http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 18 Ottobre 2017 in 16:57
    Permalink

    Consiglio il TANDEM….

  • 18 Ottobre 2017 in 17:01
    Permalink

    Houston aveva un problema anche l’anno scorso.

    Ci dimentichiamo della crisi che ci ha attanagliato per settimane e settimane, a cui molti, anche fra i commentatori più qualificati, davano fantastiche spiegazioni, come lo stress da inseguimento, e poi lo stress da non raggiungimento, fino a pseudo possessioni demoniache, o oscuri mali, non meglio identificati, che aleggiavano sulla squadta.

    Partito con la squadra di Apolloni (ma che combinazione!, però) ci ha illusi portando a casa il famigerato derby. Quando però ha avuto la SUA squadra, di “titolati titolari” si è impantanato di brutto, arrivando poi da -3 a -10 dalla capolista, per finire a vincere i playoff in modo rocambolesco.. chiedere al Pordenone, tanto per dire..

    L’anno scorso Houston aveva gli stessi problemi che ci sono oggi. D’Aversa non è pronto. Le sue teorie, così fermamente e cocciutamente portate avanti, si scontrano con la realtà, quella che sembra non voler vedere.

    Continua, d’altro canto, con le sue litanie, come dire sempre che la prestazione c’è stata o attaccandosi agli arbitraggi, gli stessi che tanto ci sono “serviti” per arrivare a vincere i playoff (qualcuno dica a D’Aversa che NON ha vinto il campionato, come ripete di continuo, come un mantra, per darsi valore)

    Sta facendo la sua esperienza. Dipende quanto chi lo paga è disposto ad aspettare che “cresca”. Quando avrà fatto i conti con il detto che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” allora forse diventerà un bravo allenatore, ed io glielo auguro.

    In una tristemente (per molti versi) famosa conferenza, dove il “biologico” fu buttato nel cesso in un colpo solo, ci fu detto “prenderemo gente con esperienza” ed infatti arrivò uno staff al completo, compreso staff medico! privo di esperienza. Ma la cosa non mi toccò più di tanto, i soldi non li metto io. Però le parole restano.

    Ora, dopo il vituperato biologico, e dopo aver cacciato gente priva di esperienza (sic), siamo QUi (non si sa bene dove) dopo appena un anno a fare i conti con proprietà e non proprietà, con presidenti e non presidenti, cinesi e non cinesi..

    Non vorrei che si avverasse un augurio che l’amico Davide, da queste pagine, lanciò all’epoca, quando tutti, indistintamente, porgevano fiducia incondizionata a degli sconosciuti apparsi a Parma come novelli DEI del calcio.
    L’ augurio era questo: ” non voglio più sentir parlare del biologico” voglio ” la terra dei fuochi” e tutti sanno cosa, amaramente, rappresenti questa terra.

    Ora credo che nessuno vorrà spendere per un nuovo allenatore che dovrebbe essere, questa volta, davvero esperto, e quindi anche costoso.

    Spero che D’Aversa faccia i conti con le sue convinzioni, e che modestamente si convinca che non basta redigere una tesina e passare un esame a Coverciano, dove, in sostanza, non bocciano nessuno, per avere in mano tutto il sapere.

    Spero che si svegli alla svelta per il bene suo, ma ancor di più per il bene del Parma.

I commenti sono chiusi.