CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Tattica batte approccio 2-1: ma cosa sarà mai?

gianni barone(Gianni Barone) – Qualche viperetta mi suggerisce “Ormai con questo approccio (del cavolo) non se ne può più… hanno rotto er…”, e come poter dare torto dopo le ultime dichiarazioni a commento di una partita da parte di allenatore e giocatori. D’altra parte quando ci sente ripetere, da più parti, che è ora di smetterla con la tattica, con le questioni tattiche, gli assetti tattici, i sistemi, i numeri, i moduli, che tanto non importano più di tanto, e più di tanto non influenzano le partite, ci stiamo convincendo che sia proprio così: la tattica non conta rispetto a tutto il resto, approccio in testa, anche se… Anche se? Anche se ogni tanto, qualche piccola infiltrazione tattica, ancora esiste, nel giudizio, nel commento, nella spiegazione di vittoria o di una sconfitta. Verrebbe da dire, visti i primi venti minuti di munariFrosinone-Parma, che un sistema di gioco può condizionare, può influenzare, può confondere le idee e può determinare la svolta di una partita o di un risultato. Ma andiamo con ordine: il Frosinone ha messo in campo un  sistema di gioco flessibile, che ha complicato non poco la vita al PARMA, aldilà degli episodi, degli errori, delle sviste e delle amnesie, rispettando le caratteristiche fondamentali, indispensabili e comuni che, in teoria, ma anche in pratica, ogni sistema di giuoco dovrebbe possedere. Un sistema di gioco, qualunque esso sia, deve sempre essere: equilibrato, elastico, razionale. sandreani italiaTradotto dal tattichese: equilibrato perché si devono tenere in considerazione, allo stesso modo e nello stesso tempo, le due fasi (possesso e non possesso) in ogni situazione di gioco e in ogni momento, prevedendo e anticipando sempre l’eventuale passaggio da una fase all’altra con (a questo punto i piangina che definiscono orribile questo lessico si voltino dall’altra parte…) scaglionamenti preordinati, meno tempo si impiega nel passaggio di fase e meglio è, specie quando si passa dal possesso al non possesso. Il sistema di gioco deve essere elastico, si deve, cioè, facilmente adattare ad ogni tipo di atteggiamento avversario, senza squilibri, pur lavagna tatticaeventualmente cambiando compito, funzione o posizione in campo di qualche calciatore, l’elasticità consente di mantenere sempre gli equilibri, anche con atteggiamenti diversi. Infine, il sistema di gioco, deve essere razionale, nel senso che dovrebbe essere formulato in base alle caratteristiche fisico-tecnico-tattiche di personalità dei calciatori a disposizione, un sistema deve essere oggettivo come idea e struttura, ma poi deve adattarsi negli equilibri alle capacità, qualità, e valori dei singoli.  E qui mi fermo per passare  analizzare la vittoria del Frosinone. Cosa avrà mai fatto Longo tecnico dei Ciociari, per mettere tanto in difficoltà, all’inizio il PARMA, al punto di far sbagliare l’approccio? Qualcuno direbbe niente, perché, molto prosaicamente, se non ci fosse stata una gatta (che il-metodista.jpgpurtroppo può capitare a tutti, anche ai migliori) e una punizione concessa troppo generosamente, non saremmo qui a parlare di tattica azzeccata da un parte e approccio sbagliato dall’altra. Saremmo qui a parlare d’altro, di un altro risultato, di un’altra prestazione oppure saremmo qui a parlare di niente (come al solito). Invece l’interpretazione tattica, non sappiamo se voluta o no, data dal tecnico del Frosinone, ci ha confermato, che quel 3-4-1-2 che diventava, camaleonticamente, 3-2-1-4, qualcosa ha saputo produrre in termini di stordimento dell’avversario, casualmente coincisa con i momenti che hanno deciso la gara. Poi le cose sono cambiate, o meglio, gli eventi hanno indotto il tecnico del PARMA, a cambiare per cercare di ribaltare l’andamento della partita, ricorrendo a tanti famigerati cambi di modulo (sic). Ma ciò non sposta il discorso sull’approccio, cosa potrà mai succedere nella testa dei giocatori all’inizio? Nessun testo sacro, nessuna lezione, riesce a spiegarlo, e nessuna università calcistica sembrerebbe in grado di preparare gli allenatori in questa ostica materia. Per i sistemi di gioco esistono principi da rispettare, da spiegare e da illustrare: per gli approcci niente, resta solo il tempo e lo spazio, per giudicarli, alla fine, quando non si ha più la daversapossibilità di correggerli. A noi resta l’amaro della constatazione, e la possibilità, alla viperetta di cui sopra, di indignarsi per l’abuso di questo tipo di motivazione. All’interno di tutto questo, una squadra, quella del PARMA, con buone potenzialità di gioco e di rendimento, e con buone prospettive di classifica che la vedono a ridosso delle favorite (Frosinone, Palermo, Empoli) e delle sorprese Venezia e Cremonese, altre due neo promosse. Prospettive di gioco, si diceva, in termini di flessibilità tattica, che prevedono cambi di posizione e di movimenti da parte dei giocatori, sandreani bresciapur all’interno del sistema di gioco prediletto e stabilmente adottato, perché, a volte, cambiare per il gusto di cambiare o per fronteggiare ad una situazione di svantaggio, senza avere un idea e senza rispettare i principi fondamentali di cui sopra, può servire a poco se non a nulla. Lo so: ai tifosi, agli sportivi, certi  discorsi non piacciono o addirittura stufano, ma certe dichiarazioni vanno commentate ricorrendo un po’ alla teoria che non si sa quanto possa servire dopo frasi del tipo Diciamo che l’approccio iniziale non è stato dei migliori, perché abbiamo sbagliato molto in appoggi semplici, in giocate facili, in fase di fraseggio, situazioni che roberto d'aversa novara parmanon ci permettevano di prendere posizione per fare il nostro gioco”.  Così parlo Roberto D’Aversa, e decriptando si potrebbe affermare che tattica e approccio vanno a braccetto e si sostengono o si abbattono l’un l’altro in un gioco, a tratti solo dialettico. Qualcuno come MUNARI, ancora una volta vittima designata delle pagelle della GAZZETTA – chissà mai perché? – ha rincarato la dose affermando “munari gdpL’approccio è stato sbagliato e nei primi venti minuti ci siamo abbassati troppo, prima di attaccarli. Però ci può stare, dobbiamo lavorare e basta”. E lui, povero cristo, di lavoro in campo, più o meno sporco, più o meno oscuro ne fa tanto, ma non viene capito, e non viene compreso: destino infame il suo e di tutti quelli come lui, giocatore non appariscente tanto da non meritarsi i bei voti della critica dotta, ma utilissimo come pochi. Quando si parlava di equilibrio nel passaggio da una fase all’altra, soprattutto da quella di possesso a quella di non possesso, ecco risultano fondamentali i giocatori alla Munari (Barone), non apprezzati a sufficienza, ma indispensabili per rendere meno traumatiche le transizioni (piangina giratevi ancora: questi discorsi non fanno per voi). Morale, risultato di domenica: tattica batte approccio 2-1, anche se nessuno ci ha spiegato cosa sarà mai questo approccio e come si fa, quando è sbagliato, a cancellarlo dalla faccia del calcio. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

14 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Tattica batte approccio 2-1: ma cosa sarà mai?

  • 7 Novembre 2017 in 06:54
    Permalink

    Ben detto Gianni, pure io ho trattato questo CARNEADE ( articolo in uscita a breve ) andando appunto a parlare, INORRIDITO di parole quali, appunto, APPROCCIO e ATTEGGIAMENTO …due robe che mi hanno stufato ormai, sentute ripetere, soprattutto, quando si perde….
    ca&$$o , è tanto difficile dire ai giocatori, singolarmente e come gruppo, di entrare in campo e mordere erba, caviglie avversarie e centimetri di campo ? andare su tutti i palloni giocabili come se fosse l’ultimo che toccherai ? andare su tutti i palloni ipoteticamente recuperabili alla stregua di quanto sopra ?
    TANTO PER CAPIRCI : giocare con la testa e l’esperienza di LUCARELLI e lottare, correndo, aggredendo campo ed avversari, come CORAPI..? non credo sia poi così difficile anche se, davanti ,
    ci sono 11 avversari, non 15,
    ne abbiamo proprio uno a testa e, nonostante quella cavolo di ZONA DEL CA$$O , siamo sempre 11 contro 11,
    LA DIFFERENZA LA FANNO
    LA CORSA,
    LA TECNICA,
    LA GRINTA, E,
    OVVIAMENTE LA TATTICA MA…le prime tre sono imprescindibili, dalla Serie A agli Amatori CSI, UISP, AICS, CISPA, TRIC E BARLIC, DE DRIF O DE DRAF……

    • 7 Novembre 2017 in 18:40
      Permalink

      Ma guarda un po sto Morosky
      LA DIFFETENZA LA FANNO
      LA CORSA
      LA TECNICA
      LA GRINTA
      Ma Morosky hai fatto l’identikit di SOLERI il giovanissimo e talentuoso giocatore dello Spezia.
      Ah Moroskaccio, l’avessimo noi…..

  • 7 Novembre 2017 in 08:45
    Permalink

    E ti ripeto Mauro, l’allenatore è il 30% della squadra.
    Sbagliamo l’approccio alla gara? E ‘inaudito , sabato non riuscivamo a fare 2 passaggi che 2, di fila, stop sbagliati, la prima mezzora inguardabile, come sempre, o no?
    La vogliamo smettere di coprire i colpevoli?
    Siamo il Parma, gli uomini prendono soldi che un operaio li vede col binocolo, pensi che Conte agisca come il nostro?
    A te a voi la risposta, e che non sia sempre buonista.
    Qui sono tutti dirigenti, tecnici, e facciamo sempre la figura del cioccolatino.
    Ah, come rimpiango i 7 magnifici 7.

  • 7 Novembre 2017 in 11:17
    Permalink

    io non faccio parte ne di quelli che incolpano il mister ne il portiere, a me sabato la squadra tutto sommato non è dispiaciuta, come temevo non siamo ancora pronti per una partita e un avversario di questo tipo, il frosinone per singoli e, soprattutto, per valori di squadra è attualmente superiore e l’episodio iniziale non ha certamente aiutato. Ero molto piu preoccupato e seccato dopo perugia, possiamo fare un buon campionato, anche se difficilmente saremo competitivi per i primi 2 posti ma mai dire mai

    • 7 Novembre 2017 in 23:44
      Permalink

      Infatti. All’inizio mi sono incazzato, ma poi a menta fredda questo non è stato il pessimo Parma di Perugia e quello che ha perso in casa contro l’Empoli.
      Con un po’ più di malizia la si portava a casa.

  • 7 Novembre 2017 in 12:56
    Permalink

    Ciao Giorgio e ciao Gabriele, oggi, non so a che ora, dovrebbe uscire la mia TREDICESIMA :
    circa la medesima ho visto solo il primo tempo ( lo dico anche nel mio articolo ) quindi non saprei replicare + di tanto; ho visto filmati, azioni pericolose e tiri in porta ma, nula di eclatante + di tanto, il loro portiere ha fatto un paio di parate normali, sulla punizione e sul tiro , entrambi di Scozzarella..due robe di ordinaria amministrazione credo..!!
    L’errore iniziale ha messo la gara in discesa per loro ed in salita per noi ma non mi appiglio certo a questo, mancavano ancora 82 minuti quindi c’era tempo per giocare, correre, aggredire ed attaccare…poi, come sempre, si può finire con qualsiasi risultato: il Frosinone non mi sembra certo una capolista tritatutto nè schiaccia sassi, lo avevo scritto pure prima della gara !!
    IO SONO SEMPRE CONVINTO CHE ARRIVEREMO TRA LE PRIME 4 / 5 e, visto che le abbiamo già incrociate tutte ( il Bari era in Coppa Italia ma sempre gara ufficiale ) …solo il Palermo mi sembra un pò superiore e + completa di tutte le altre, nforse, oi compresi.

    COLPE CE NE SONO :

    quella in sede di mercato ( CERAVOLO infortunato !! )
    quelle del mister ( NON AVER TROVATO ANCORA IL GIOCO )
    quelle del raggiungimento di forma tardivo ( DI GAUDIO INSIGNE )
    quelle di non averlo ancora raggiunto ( DEZI SILIGARDI )
    quella di aver giocato senza BOMBER ( vedi prima colpa )
    quella di NON GIOCARE MAI 90 MINUTI INTERI in luogo di fare solo buoni secondi tempi o, a volte, solo buoni primi tempi
    quella di NON ARRIVARE FACILMENTE IN AREA AVVERSA
    quella di TIRARE POCO NELLO SPECCHIO DELLA PORTA
    quella di NON TIRARE DA FUORI AREA , DAI 20..25 METRI
    quella di NON ESSERE SQUADRA, di NON ESSERE GRUPPO CATTIVO AGONISTICAMENTE, DI NON PRESSARE E AGGREDIRE CONTINUAMENTE, fino allo sfinimento forze, tue e dell’avversario,

    credo che siano tutte qui dentro le COLPE, ognuno ha le proprie in percentuale, MISTER E GIOCATORI se le dividono..ognuno per le proprie responsabilità e competenze ….
    GLI ARBITRI DELE GARE CON BRESCIA , PERUGIA , EMPOLI,
    FROSINONE E, soprattutto PALERMO E PESCARA non ci hanno defraudato di nulla : è ora di smetterla, anche da parte degli OPINIONISTI TV DI CONTINUARE A LAMENTARSI, PIANGERE E GRIDARE AL COMPLOTTO, una squadra forte, quando c’è da far gol tira in porta e fa gol, non mena il torrone in sala stampa, non si fa cacciare nè giocatori, nè dirigenti per proteste !!!
    E’ ORA DI SMETTERLA …si gioca, si corre, si picchia e si ringhia ..a fine gara si tirano le somme così pure come a maggio 2018
    PUNTO A CAPO…
    morosky

    • 7 Novembre 2017 in 18:47
      Permalink

      Morosky c’è un altro errore che abbiamo fatto nel mercato estivo.
      Non prendere SOLERI dello Spezia
      Non mi dire che Faggiano non lo conosceva.
      Lo conosco io e non lo conosce lui?
      Ma va…
      Costava meno della metà di Ceravolo e in prospettiva futura vista la sua giovanissima età sarebbe stato un colpo DA BRIVIDI.
      Futuro nazionale.

  • 7 Novembre 2017 in 13:30
    Permalink

    A me pare che il mister sia poco ascoltato nello spogliatoio, perché alla vigilia di Frosinone Parma d’aversa disse che non si sentiva inferiore ai ciociari e che voleva giocarsela alla pari. Poi però il campo è la successiva intervista di scavone di ieri sera hanno certificato che la squadra dava per scontato e normale il subire un lungo e in largo il gioco frosinate

  • 7 Novembre 2017 in 14:36
    Permalink

    Ma secondo me ce la possiamo giocare, noi abbiamo tirato poco in porta ma il Frosinone secondo tempo super catenaccio, se per voi siamo inferiori alla juve di serie B, allora ho visto natra partida. FORZA PARMA .

  • 7 Novembre 2017 in 14:40
    Permalink

    Oggi ho sbagliato atteggiamento sul lavoro perkè invece di

    Fare più o meno 15 ore ne ho fatte appena 4 e me ne frego

    Tanto il bonifico arriva tutti i mesi lo stesso !!!!

  • 7 Novembre 2017 in 18:52
    Permalink

    A gennaio prendiamo Soleri dallo Spezia
    Tecnica corsa dribbling forza
    Investiamo sul futuro
    È alto 1,93 e di testa…

  • 7 Novembre 2017 in 19:23
    Permalink

    Soleri l’ho visto pure ieri sera ( ma già aveva fatto minutaggio contro il Cesena, altra partita che avevo seguito ) contro l’ Empoli, in effetti ha buone doti, è giovanissimo ma, ancora molto acerbo: lotta, corre gioca, ha tecnica…è pure alto quanto hai detto tu …ma, da qui a sfondare ad alto altissimo livello…dovrà sudare ancora partite, botte, corsi e ricorsi …
    sta ben vlinos …

    • 7 Novembre 2017 in 22:39
      Permalink

      Morosky io non ho detto che Soleri ora sia già pronto e può fare la differenza ma è giovane e può esplodere da un momento all’altro.
      HA TUTTO PER SFONDARE.
      Fai un affare se prendi un giovane che non è ancora esploso, se aspetti che sia gia pronto, non lo prendi più perché poi essrndo giovane, costa un occhio.
      Belotti nel 2013 giocava nell’Albinoleffe, anche lui non era pronto ma poi nel Torino…ora vale 100 milioni e il Palermo prima di darlo al Torino, cosa lo pagò.?
      UNA ZUFFOLATA
      Ecco perché SOLERI in prospettiva futura può ricalcare le orme del gallo.
      Questo Soleri ha corsa. fiuto del gol tecnica e corsa e poi è altissimo e in area con quell’altezza può dettare legge.
      Tra quattro anni questo va in Nazionale.

  • 7 Novembre 2017 in 20:03
    Permalink

    Il Parma si trova in una situazione paradossale. La squadra l’anno prossimo verrà comunque rivoluzionata per via dei prestiti e per motivi strettamente anagrafici. Molti acquisti di quest’anno dovranno essere pagati a fine stagione. Se la nuova proprietà crede nella promozione occorre investire, questo perché in rosa non esistono giocatori attualmente cedibili per importi rilevanti. In pratica l’ autofinanziamento non sposterebbe gli equilibri più di quel tanto.
    Difficile comprarci un attaccante forte, a meno di un prestito dalla A con parziale pagamento ingaggio a carico altrui.
    Se andasse di lusso si potrebbero centrare i play-offs.
    Raggiungere la Serie A sistemerebbe i conti.
    Tanto vale spendere per ingaggiare Guidolin come direttore tecnico ed avere in panchina D’Aversa, se accettasse il supervisore, oppure Apolloni. In questo modo si lavorerebbe su presente e futuro.

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