CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Quello che gli allenatori non dicono e quello che gli sportivi sanno

gianni barone(Gianni Barone) – Il calcio ha bisogno di persone, ma soprattutto ha bisogno di personaggi, perché se così non fosse, pensate, come sarebbe tutto tremendamente piatto, incolore, mediocre e banale. I personaggi accendono la fantasia fuori e dentro il campo, riescono a rendere interessante anche ciò che non lo è, riescono a fare divertire ciò che, senza la loro presenza, sarebbe scontato e quasi inutile. Ma chi sono questi personaggi, da dove vengono e soprattutto dove vogliono andare o arrivare? Senza di loro i pre e post e i durante sarebbero una noia mortale, e nei nostri campionati, ad ogni livello, se ne scoprono di domenica in domenica, di sabato in sabato, sempre di nuovi. Però esiste una classifica, una top ten anche in questa materia, e se stiamo vivendo, a livello di Nazionale, uno dei momenti più bassi della storia, consoliamoci, con la presenza di allenatori che riescono a rendere il tutto – gioco, tattica, motivazioni, iperboli, debolezze – più divertente. Perché è questo che tutti noi cerchiamo dal calcio? O no ? Eh o no? Tutti noi  che lo gabriele majo andrea bazziniseguiamo e che non lo facciamo per soldi, ma per passione e per amore dello sport, ci attendiamo sempre che salti fuori qualcuno che ci stupisca, che ci incuriosisca, che ci riconcili con qualcosa che ci manca, o con qualcosa che non ci rincoglionisca del tutto. Noi che non siamo né mercenari e né mecenati, noi che non siamo sponsor di niente di niente e di nessuno, noi che alla fine dei conti non coltiviamo nessun tipo d’interesse politico, economico e non, noi abbiamo bisogno di questi personaggi, che dalla panchina urlano, si atteggiano, soffrono, e lasciatemelo dire s’incazzano, risultando a volte, più dei giocatori in campo, i veri protagonisti dei match. Non mi riferisco ovviamente alle mummie da panchina, come se ne vedono spesso, nei campionati esteri e talvolta da noi, i riflessivi, i pacati, gli educativi, e gli educati, ma a coloro che hanno spirito, sangue, cuore e rabbia, e che danno e ricevono emozioni. Di questo tipo di personaggi il nostro calcio ci ripropone sempre nuove versioni o modelli che in certo senso, si rifanno al passato e alla storia di questo sport. Però l’originalità di un Pochesci, la grinta di un Gattuso, la foga di un Cosmi, l’indecifrabilità di sandro pochesci dopo ternana parmaun Castori, quanto sono enormemente più grandi e spettacolari, rispetto all’aplomb di un Wenger, o alla calma piatta di qualsiasi altro signorino della panchina educato nei modi e nel contegno? Meno male che esistono questi personaggi nel calcio, e che ogni tanto, spesso, fanno e dicono qualcosa, che esula dagli standard fissi e minimi della comunicazione sportiva. Prendiamo Pochesci, aveva detto che Ternana-Parma, sarebbe stata partita tra squadre opposte, e cosi è stata, lasciamo perdere il discorso tra calcio propositivo e calcio difensivo, perché qualcuno avrà, come al solito, modo di offendersi o non entusiasmarsi, ma aldilà di tutti commenti scritti e letti, cosa ci ha offerto questa gara? Sbadigli per oltre venti minuti, un gol su palla riconquistata, alta, nel senso della parte del campo offensiva del PARMA, un bel gol, e poi il cambio di ben tre sistemi ROBERTO D'AVERSA TERNANA PARMAdi gioco (moduli, sic), da parte della Ternana, a cui il tecnico, per sua stessa ammissione è stato costretto per recuperare.  “Il Parma è la miglior squadra che abbiamo affrontato – ha affermato Pochesci- finora e non a caso, per poter stare in partita sono stato costretto a cambiare tre moduli”. Infatti la differenza, a volte, la fanno anche i cambi tattici, non sempre, ma spesso è così. Lasciamo da parte i discorsi sul gioco, che spesso dividono i pareri degli appassionati, quelli disinteressati, a Terni, come su altri campi, si è visto, quanto sia sottile il confine tra chi si difende e riparte e tra chi vuole o vorrebbe solo attaccare. Si diceva all’inizio, noia mortale, perché Pochesci ha voluto imitare, sul suo stesso terreno D’Aversa, limitandosi, a controllare con il suo primo biliardino4-3-1-2 le iniziative avversarie, poi dopo il gol, il cambio, fisico e tattico fuori un centrocampista per una spazio al 4-2-3-1, ed infine nel secondo tempo, prima del pareggio, quello da molti visto come un 3-4-1-2- che però per certi versi poteva essere identificato nello spregiudicato 3-3-1-3 (alla Bielsa o alla Glerean), che continua a stuzzicare la fantasia del tecnico, chissà ancora per quanto tempo, delle Fere. Eh si perché, se non arrivano le vittorie, Pochesci potrebbe anche saltare, ma intanto godiamoci, i suoi cambi, le sue esternazioni, il suo voler assomigliare ad un innovatore che crede che il calcio possa, per lo meno sul piano tecnico, migliorare. Alla vigilia, quello che era annunciato scontro fra allenatori opposti, poteva assomigliare ad un contesa, ritornando agli sessanta, evocati nefuffo bernardinil suo Sky club da Caressa (do bali), fra una specie di Fuffo Bernardini (POCHESCI), più equilibrista, più olandese, nel senso di un calcio più totale, e fra una specie di Vecio Bearzot (D’aversa) più equilibrato e più italianista. Sperando sempre che i paragoni non offendano, perché dare del catenacciaro, però campione del mondo, a volte potrebbe irritare, ma le due filosofie al confronto, a volte si annullano o si fondono l’una con l’altra dando vita un mix che sfocia nell’equa spartizione dei punti. Perché se ben leggiamo le dichiarazioni finali, entrambi i tecnici rivendicano, una sorta di vittoria ai punti, quando invece nessuna delle squadra ha dimostrato di meritare, fino in fondo, la vittoria finale. Morale – e dai con questa morale -:  giusto il pari fra due squadre opposte che hanno dato l’impressione di volersi attrarre, nel senso che a Pochesci, piacerebbe la solidità difensiva di D’Aversa, per provare a vincere qualche partita in più, e D’Aversa  piacerebbe praticare quello che le donne non diconoil calcio propositivo e offensivo, di Pochesci e della Ternana, per mettere a tacere critica e tifosi, ma questo atteggiamento, e lui lo sa bene, non si coniuga perfettamente con le ambizione di vertice del suo club. Della serie “Quello che gli allenatori non dicono”, ma pensano e vorrebbero fare, ma non possono e non vogliono neanche spiegarci. Quindi tutti questi pensieri ingombranti si traducono in mancanza di concretezza da una parte e in mancanza di cinismo dall’altra, che poi alla fine risultano essere la stessa cosa, tante parole e tanto rumore per nulla, e in mezzo rimane il discorso iniziale sul prezioso apporto che danno allo spettacolo, in generale, gli allenatori che da normali persone, istruite a dovere e preparati nella materia, diventano personaggi focosi, irascibili, carissimi (Gaiani) e o all’opposto sterilizzati, compiti, con calma piatta da zeman castorilord, ma da prendere ad esempio per le generazioni future del politicamente corretto. Cosa sia meglio, come al solito, non si sa e intanto alla prossima arriva con il suo Cesena un altro esempio di concreta originalità Castori, colui il quale con una banda di Carneadi (tra i quali Gagliolo) è riuscito a portare in A una società, il CARPI, storicamente, sempre più vicina ad un’idea di calcio dilettantistico. Questi sono il miracoli, non della tecnica, ma dell’imprevedibilità del calcio, che ci spinge a dire che i nostri campionati di A e B, sono belli ed avvincenti equilibrati proprio perché non esistono più squadre forti capaci dominarli in lungo e in largo come capita da altre parti,  Spagna, Inghilterra, Francia, Germania. Quindi verrebbe da dire, in nome dello spettacolo che non deve mai mancare, ben venga l’incertezza che rende avvincente e interessante il torneo in luogo di un concetto di forza e di valore tecnico da noi un po’ accantonato, si spera non per sempre.  Tanto alla fine cos’è che c’importa veramente…….., sempre per dirla alla James… Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

9 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Quello che gli allenatori non dicono e quello che gli sportivi sanno

  • 11 Dicembre 2017 in 18:07
    Permalink

    Egregio dott. Barone,
    ma per curiosità: il Gaiani citato nell’articolo chi sarebbe?

  • 11 Dicembre 2017 in 19:09
    Permalink

    Calajo sabato,speriamo giochi e poi chi è insufficiente deve essere messo a riposo.
    Il campionato per noi iniziera verso il 20 di gennaio quando finalmente avremo un centravanti finalmente bravo di testa.
    Due partite in casa e una fuori e quella fuori è quella col Bari.
    Dobbiamo cercare di fare 9 punti e come minimo farne 7
    Io son certo che anche con 7 punti termineremmo l’andata o primi o secondi da soli.
    Bisogna giocare per vincere su ogni campove e al Tardini, non importa chi sia l’avversario.
    Bisogna vincerle e basta se si vuole andare inA A.
    GIOCARE PER PAREGGIARE È DA MENTALITÀ PERDENTE..
    Meglio una vittoria e due sconfitte che tre pareggi.

  • 11 Dicembre 2017 in 20:30
    Permalink

    A proposito di allenatori “personaggi”: nessuno batte Klopp. Un personaggio con la p maiuscola 😀

    • 12 Dicembre 2017 in 13:40
      Permalink

      No no ferma l’Enza….personaggi come Franco Scoglio o

      Eugenio Fascetti sono sopra una spanna anzi molto di più

      Etor ke Klopp e Blob dai là ragass

  • 11 Dicembre 2017 in 22:45
    Permalink

    Off topic… Mamma che goal che ha fatto edera stasera

  • 12 Dicembre 2017 in 10:10
    Permalink

    ma debbo andare dall oculista io tutto questo gran gioco della ternana non l ho visto vorrei che qualcuno mi dicesse ma nel 2 tempo qaunti tiri in porta ha fatto la ternana ? parate di frattali ? io non ne ricordo !! hanno preso pali traverse ? no rigori non dati no e allora di cosa parliamo a cosa sono serviti i cambi di moulo ? a far girare la testa ai suoi giocatori poii ragas sei sotto 0-1 in vasa cosa devi fre difenderti ? e ovvio che spingi ma quello lo fanno anche in serie d …………..mi sembra che state esaltando troppo pochesci che se cambia dopo 23 min un giocatore e perche ha preparato male la partita cosa che non fa d aversa il quale tanto bistrattato dai parmigiani il prossimo anno allenera’ in serie A se non con il parma con altre squadre (bologna e sassuolo lo hanno gia contattato ) voi conitnuae pure a criticarlo io guardo i fatti la rossa del parma e la 5-6 del campionato nessuno dubita che palermo bari frosinone empoli e forse anche alri sono piu forti o al ns livello adesso siamo 2 per cui d aversa ha dato un plus pochesci non so fate voi ……….

  • 12 Dicembre 2017 in 14:31
    Permalink

    dai cambia argomento che sei imbarazzante http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

    • 12 Dicembre 2017 in 19:53
      Permalink

      di imbarazzanti qui c e solo jdm

  • 12 Dicembre 2017 in 20:02
    Permalink

    a terni di pochesci non ne possono piu’ …………lo prenderemo noi a parma visto che ha tanti estimatori ………

I commenti sono chiusi.

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