IL COLUMNIST / LA SINDROME DI FRANCO FEDELI COLPISCE ANCORA

il-columnist-luca-russo1-300x166(Luca Russo) – Non ho mai nutrito simpatia per gli allenatori che non intendono sminuire la vittoria dell’avversario, ma che poi in sede di interviste post partita sostanzialmente lo fanno, attribuendola ad errori, orrori o (molto più italianamente) favori arbitrali invece che ai pur lampanti meriti dei rivali. E nemmeno per quei presidenti che a fine gara, convinti come sono che la giacchetta nera abbia fatto di tutto per far vincere gli altri o quantomeno per dare agli altri la spintarella giusta, perdono ogni contatto con la realtà e si avventurano in dichiarazioni ai limiti della querela. Se non da querela a tutti gli effetti. Così, sebbene non mi piaccia mettere sotto la lente di ingrandimento l’operato dei fischietti, dopo aver sentito Grassadonia e Secondo, rispettivamente allenatore e presidente della Pro Vercelli, dirne di tutti i colori a proposito dell’arbitraggio della sfida tra il Parma e i piemontesi – vinta con pieno e indiscutibile merito dai ragazzi di D’Aversa – che a loro dire li avrebbe danneggiati, per una volta mi concedo uno strappo alla regola: se qualcuno vuol farci le pulci, lo faccia con competenza e portando a sostegno delle proprie tesi argomentazioni convincenti e soprattutto non destituite di qualsiasi fondamento. Diversamente, è giusto che lo si ripaghi con la stessa moneta. E con l’aggiunta degli interessi, ovvero dei cosiddetti puntini sulle i. Che il signor Martinelli non le abbia indovinate tutte tutte è parso chiaro a chiunque abbia avuto modo di guardare la partita in tv, ma voler trasmettere e far passare il messaggio più o meno esplicito per cui il Parma si è portato a casa l’intera posta in palio solo grazie ad alcune decisioni errate del direttore di gara romano, significa essere scorretti, ineleganti e, soprattutto, in malafede. Perché se c’è stata una squadra penalizzata dai fischi dell’arbitro, quella è stata proprio il Parma. Minuto 36, siamo ancora sullo 0-0, Insigne batte un calcio d’angolo, palla sul primo palo, deviazione per allungarla sul secondo e mettere fuori causa l’estremo piemontese Marcone, Scavone ci si fionda su nel tentativo di spedirla nella porta ormai vuota, ma un difendente della Pro gli rovina letteralmente sulle gambe negandogli la gioia della rete. Sarebbe rigore (con allegata espulsione) per noi. E anche per “il Parma di Tanzi e Ghirardi”. Però, come già accadeva al Parma di Tanzi prima, di Bondi poi (questa la aggiungo io) e di Ghirardi infine, il direttore di gara sorvola. E nello specifico fa un “dispetto” alla squadra teoricamente più pesante da un punto di vista “politico” e un favore grande così a quella meno “mediatica”. Minuto 40, Di Gaudio entra in area sfera al piede, temporeggia un po’, prova a mandare fuori giri il suo dirimpettaio, poi tenta di servire qualcuno meglio piazzato, uno della Pro stoppa il cross, peccato che lo faccia col braccio evidentemente largo e dunque in posizione perlomeno sospetta. Rigore per noi? Campa cavallo che l’erba cresce. Martinelli vede, ma non provvede. Volendo cadere nel trappolone della teoria del complotto, dovremmo scrivere che il giudice capitolino proprio non riesce a resistere al fascino dei 7 scudetti vinti dai piemontesi. Come? Dite che li han vinti che c’erano ancora i dinosauri in giro? E che importa: vorreste mettere 7 scudetti collezionati cento anni fa coi nostri trofei nazionali e internazionali conquistati nell’era moderna? Ma dai! Certi titoli sono come il vino, invecchiando diventano più buoni. E più affascinanti, se questi sono i risultati che generano. Minuto 42: gli ospiti bianconeri trovano il gol, ma l’assistente annulla per fuorigioco. In presa diretta pare esserci. Il replay annacqua questa certezza. Una sua riproposizione le restituisce solidità. Nel dubbio, ci si fida del guardalinee, che è lì per intercettare ed analizzare situazioni del genere, o no? La sensazione, comunque, è che se ci fosse stata la VAR, avrebbe dato ragione all’uomo che ha sollevato la bandierina. Non ai dietrologi Grassadonia e Secondo. Minuto 52, contropiede del Parma, Baraye si ricorda di essere un Usain Bolt mancato e si lancia solo soletto verso la porta avversaria, Konaté gli tiene testa per pochi metri e altrettanti istanti, poi lo abbatte illudendosi di essere al Sei Nazioni di rugby. Martinelli stavolta vede. E stavolta provvede anche: espulsione diretta e punizione dal limite. Tutto giusto. E tutto bello, visto che Roberto Insigne fa di quel calcio piazzato il grimaldello col quale scassinare il forziere vercellese. Tirando le somme, su quattro episodi border line che gli sono capitati a tiro, il direttore di gara fischia bene in due circostanze. Nelle altre due, la “miopia” della giacchetta nera sfavorisce il Parma, non la Pro Vercelli. Eppure a fine partita Grassadonia e Secondo ci hanno raccontato, sia pure a denti stretti, la storiella del Parma che è nelle grazie del Palazzo. Il primo dicendoci che non è riuscito a capire perché sia stato annullato il loro gol dell’1-0 né le ragioni del rosso a Konaté. Il secondo (ed è un gioco di parole assolutamente casuale) riportando in auge, ed evidentemente a sproposito considerato che non se ne presidente-fedeliè compreso il motivo, il Parma di Tanzi e Ghirardi. La sindrome di Franco Fedeli, presidente della Sambenedettese che a ottobre dell’anno scorso vomitò affermazioni ugualmente infelici sul nostro contro, ha colpito ancora. Che ci siano o ci facciano, non mi è dato saperlo. Ma una certezza ce l’ho: se il calcio italiano è nelle mani di questi personaggi, non sorprendiamoci più di tanto se a Russia 2018 ci andranno nazionali di terzo o quarto ordine come Panama, Tunisia, Iran ed Egitto. E noi no. Ogni popolo ha gli allenatori e i presidenti che si merita. Luca Russo

16 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / LA SINDROME DI FRANCO FEDELI COLPISCE ANCORA

  • 3 Dicembre 2017 in 16:48
    Permalink

    Se fossimo stati super favoriti avremmo vinto il campionato di Lega Pro a mani basse, invece ce lo siamo sudato fino alla fine. Poi quanti rigori abbiamo ricevuto questo anno?
    Se uno non riesce a giustificare la mediocrità della sua squadra si aggrappa agli episodi.

  • 3 Dicembre 2017 in 17:45
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    A volte saper perdere è più difficile che saper vincere.
    Il fatto che Secondo non sa perdere ma nemmeno vincere vista la squadraccia che ha e per vincere vorrebbe l’aiutino esterno
    A Palermo ci venne negato a fine partita un gol regolarissimo
    Nessina polemica.
    Fosse successo alla Pro Vercelli…..
    Mamma mia, non oso pensarci..
    Speriamo che la Pro Vercelli si salvi altrimenti il loro presidente va giù di testa e se gli arbitri non gli fanno vincere una decina di partite dandogli a favore rigori inesistenti è capace di ritirare la squadra dal campionato andando in escandescenze sparando sugli arbitri

  • 3 Dicembre 2017 in 18:06
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    secon me i gandat trop da bevar prima della partita. scanta nedor. non so perché col parma i cride tutti i presidenti(quasi) si vede che diamo un po’ fastidio. bene cosi di chi brusen.

  • 3 Dicembre 2017 in 19:51
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    Pietro, ma d’in do venot veh, sit arios?

  • 4 Dicembre 2017 in 09:20
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    Secondo dovrebbe assumere Perinetti e farsi affiancare da Tacopina (finchè ha qualche soldi che gli arriva dagli USA via Sicilia). Allora forse imparerebbe a indirizzare le lamentele in modo efficace e a vincere i campionati.

  • 4 Dicembre 2017 in 09:58
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    No ci sono altre persone che devono tornare sul pianeta terra, vedi il presidente Fedeli, più che bevuto magari ha fumato un po’ de robba. avanti cosi FORZA CROCIATI

  • 4 Dicembre 2017 in 10:25
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    Chiedo una cosa da ignorante in materia..In seguito a dichiarazioni del genere, esiste una qualche sanzione da parte della Lega oppure ognuno è libero di diffamare e sparare cazzate del genere senza alcun tipo di preoccupazione? Ovviamente non considero le azioni di tutela che possono essere prese privatamente da parte del Parma.

    • 4 Dicembre 2017 in 11:10
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      Trattandosi di dichiarazioni evidentemente lesive, e forse anche qualcosina in più, la procura federale dovrebbe procedere al deferimento, indipendentemente dalle iniziative che può intraprendere o meno il Parma.

  • 4 Dicembre 2017 in 10:30
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    Sinceramente mi sono abbastanza rotto le palle di sentire ogni domenica il presidente o l’allenatore della squadra avversaria, sparare a caso contro il Parma. Sembra che ogni partita che vinciamo sia un furto e questa roba non sta ne in cielo ne in terra. Dobbiamo essere più tutelati, se non in campo almeno contro questi sproloqui verbali da terza categoria. Non è possibile al giorno d’oggi, dover sentire in serie B certi personaggi dire quello che dicono davanti ad un microfono. Sono persone indegne di ricoprire certi ruoli e ci deve essere un organo competente (e non incompetente) che faccia da garante a tutte le società. Fino a che il calcio viene popolato da sti presidenti rimarremo uno sport di ciarlatani e diseducativo per i giovani!

  • 4 Dicembre 2017 in 12:15
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    Grazie mille Luca Russo!

  • 4 Dicembre 2017 in 13:10
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    Concordo pienamente(ignenande su per nà braga) più ci danno addosso più ci carichiamo, vedi dopo un Parma-Ancona. FORZA CROCIATI.

  • 4 Dicembre 2017 in 14:11
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    Proprio volendo dare corda a Grassadonia, Secondo e alla società Pro Vercelli che a quanto pare è d’accordo su tutto… Che c***o c’entrano Tanzi e Ghirardi.. Il Parma..lat mica si era fatto la reputazione di rubare le partite… E poi Ghirardi non riusciva a pagare gli stipendi figurarsi gli arbitri! Quindi chiaramente sono state sparate minchiate giusto x evitare di parlare di quanto schifo fa la Pro Vercelli. Mi fa abbastanza tristezza vedere appiccicata al Parma la reputazione dei ladri solo perché in Italia si dà molta voce alle vittime urlanti, e poco credito a chi fa la scelta di non commentare mai l’arbitraggio e usarlo come alibi..

    • 4 Dicembre 2017 in 14:22
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      È difficile riifarsi la verginità o ricostruirsi un’immagine dignitosa in un paese come il nostro, dove si fa presto ad appiccicare le etichette e dove la stampa ti sbatte in prima pagina facendoti passare per colpevole contrariamente a quanto stabilito dal principio della presunzione di innocenza, salvo poi non ricorrere all’uso corretto dell’istituto della rettifica una volta che la non colpevolezza viene “provata” da ogni grado di giudizio. Anche il tribunale del popolo si comporta allo stesso modo: ti fa colpevole sulla base delle prime impressioni e dei si dice, mica in presenza di fatti concreti. Però poi non vengono a chiederti scusa quando si rendono conto d’aver preso un abbaglio. Io sono orgoglioso di essere italiano, ma non di rado per colpa di qualche connazionale me ne vergogno.

      Nel calcio, poi, certi pessimi costumi italici sono accentuati. Quindi che speranze abbiamo che il Parma non sia ricordato come il Parma della Parmalat, di Tanzi, di Ghirardi e non come quello che divenne favola ben prima di altre due belle favole del calcio nostrano, ovvero il Foggia di Zeman e il Chievo di Del Neri?

  • 4 Dicembre 2017 in 16:58
    Permalink

    e noi tifosi parmigiani a rispondere sulla pagina
    della Pro-Vercelli con dei post a dir poco volgarotti
    da tifoseria provinciale….
    Siamo messi proprio bene….

    • 4 Dicembre 2017 in 18:47
      Permalink

      Ci sono in tutte le tifoserie, nessun noi o loro
      La juve non ha una “tifoseria provinciale” ma “post volgarotti” ce ne sono tanti..

  • 5 Dicembre 2017 in 10:00
    Permalink

    Che cavolo c’entra la Juve…???
    Scrivendo sulla pagina della Pro-Vercelli
    Post “vergognosi” (alcuni da denuncia)
    ci siamo fatti compatire per l’ennesima…volta!
    (ci vuole un bel coraggio!!!)

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