IL COLUMNIST / LA SUBLIMAZIONE DEL CONCETTO DI CONTROPIEDE

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – La sublimazione del concetto di contropiede. La sua applicazione più nobile e allo stesso tempo più cinica. La filosofia della concretezza che offusca la pretesa – talvolta prepotente come nel caso della Pro Vercelli vista al Tardini – di praticare il cosiddetto calcio propositivo. Il potere spietato che disarma lo spirito rivoluzionario di chi al comando ci vorrebbe la fantasia. La capacità di governare con lucidità che annacqua l’imprevedibilità dei golpisti. Questo è stato il match tra il Parma e i ragazzi allenati da Grassadonia, gara in cui i Crociati si sono imposti sui malcapitati avversari di giornata con un 3-0 che dovrebbe convincere anche quegli appassionati che in settimana, dimentichi dello status di neopromossa che accompagnerà la formazione gialloblù sino al termine della stagione e della sua terza piazza a tre punti dalla vetta, hanno dipinto la parma pro vercelli esultanzabanda di D’Aversa come un equipaggio essenzialmente in crisi, se non addirittura alla deriva. Ma difficilmente accadrà. Al contrario, i soliti noti verranno a raccontarci di una squadra fortunata e…basta. Fortunata nel pescare l’espulsione, sacrosanta, di Konaté, che ha placcato un Baraye lanciato a tutta velocità verso il probabile vantaggio manco fossimo al Sei Nazioni di rugby. Fortunata in occasione dell’1-0 scaturito dal calcio di punizione seguente, che Roberto Insigne, anche oggi autore di una prestazione da 7 pieno in pagella, ha spedito in fondo al sacco con la complicità di una deviazione netta della barriera che ha messo fuori causa l’estremo difensore piemontese. E fortunata un paio di minuti più tardi, quando Scavone ha fatto valere la legge dell’ex (per lui quattro anni in maglia Pro prima del trasferimento nel Ducato), mandando in buca un pallone che gli è capitato sui piedi quasi per caso. La verità, se me lo permettete, è un’altra: ogni momento chiave della partita è stato deciso, direi in maniera scientifica, dal piano che D’Aversa ha allestito per contenere la pericolosità dei bianconeri. Un piano vecchio come il calcio. Pardon, come il calcio nostrano. Un piano alla Nereo Rocco, tutto catenaccio e contropiede, e in funzione del quale i Crociati, intelligentemente, hanno lasciato fare agli ospiti ciò per cui non sono per niente tagliati, ovvero comandare il gioco. Un piano svelato senza troppi giri di parole già nelle primissime battute del match: al minuto 20, il dato sul possesso palla ci raccontava di un Parma al 23% e di una Pro niente meno che al 77%. Differenza impressionante, se si considera che tra le due lo squadrone è il Parma, mica la Pro Vercelli. In effetti, però, il Parma da squadrone ci si è comportato nella misura in cui ha deciso di giocarsela secondo le proprie attitudini, che a mio parere gli consentono novanta minuti di difesa senza ansie e sbavature di rilievo e ripartenze da finale olimpica dei cento metri, mica di tiki taka. Considerazione, questa, avvalorata dallo sviluppo dell’incontro: a difesa avversaria schierata, i gialloblù hanno attaccato coi reparti slegati l’uno dall’altro e a ritmi da partitella di precampionato; in contropiede, invece, la sfera ha viaggiato a velocità supersonica e la connessione tra pacchetto difensivo, terra di mezzo e terminali offensivi non ha sofferto interferenze o mancanze di segnale. Così nella prima frazione il Parma ha sfiorato la rete apriscatola, peccato che l’imprecisione dei tre moschettieri là davanti ce l’abbia negata. Così è nato il fallo da rosso di Konaté che ha generato il calcio di punizione grazie al quale Roberto Insigne ci ha portati sull’1-0. E così Scavone si è fiondato come un avvoltoio sulla palla del raddoppio. Solo al tramonto della gara, a risultato ormai acquisito, gli uomini di D’Aversa si sono accampati nella metà campo dei piemontesi, a quel punto più per inerzia che per il desiderio in dilagare, cosa che poi è comunque avvenuta grazie al primo gol in B di Ciccio Corapi. Certo, raccontata così pare che il confronto con la Pro sia stato solo rose e fiori. In realtà qualche imperfezione la si è potuta scorgere. Per dirne una, non sempre la selezione delle conclusioni è stata ottimale (ogni riferimento a Di Gaudio che nel primo tempo conclude a rete invece di servire uno smarcatissimo Roberto Insigne non è casuale). E Baraye in versione falso nueve è stato troppo falso e poco nueve per portare pericoli significativi in zona Marcone. Ci è riuscito una sola volta, ma il suo tentativo si è spento a distanza siderale dalla porta. Però, ecco, dalla nostra parte abbiamo avuto un alleato affidabile e inossidabile come San Contropiede. Già, la vecchia cara e tanto amata (almeno dal sottoscritto) strategia del contropiede, figlia legittima del calcio made in Italy che fu, e che però il calcio made in Italy di oggi sta facendo di tutto per disconoscere, sebbene ci si rifugi tutte le volte che prova a recuperare quelle certezze smarrite alla ricerca di nuovi orizzonti tattici. Luca Russo

9 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / LA SUBLIMAZIONE DEL CONCETTO DI CONTROPIEDE

  • 3 Dicembre 2017 in 09:45
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    Tocchiamo ferro ma se dovessimo andare in serie A. due giocatori sono SICURAMENTE già pronti e sono di quella categoria
    INSIGNE e BARAYE.

    • 3 Dicembre 2017 in 12:54
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      Aggiungerei anche Mazzocchi Gagliolo Iacoponi Scavone Corapii. Munari Calaiò DiCesare e Capitano da verificare con l’età. Sierralta Saporetti Germoni Frediani ancora da giudicare.

  • 3 Dicembre 2017 in 10:13
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    E ora co fema, cambiamo l’allenatore o al comformoma. Lasciate il tempo che fu e i risultoti arriveranno. E quando tutti daranno il 100x 100 agne por nison.FORZA MAGICO PARMA. (A tutti i cornacion un’altra settimana a secco ).

  • 3 Dicembre 2017 in 16:28
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    Ovviamente non ci si può aspettare un Baraye goleador da centravanti puro, però a me piace davvero tanto in quel ruolo per il movimento e il sacrificio che dimostra.

  • 3 Dicembre 2017 in 23:33
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    Piano piano Faggiano fa tacere il tifoso critico parmigiano , che di righe piene di ironia qui dove scrivo, di traccia non v’è più alcuna , ora tutti festanti in coro di nuovo uniti , a spianare gli avversari disuniti….un traguardo sognato D C B A sembra possa diventare realtà, Faggiano portaci il regalo per il mercato , il lasciapassare per la serie A! Forza Crociati !!

  • 4 Dicembre 2017 in 11:55
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    Ma come NON si può criticare Faggiano ma mi faccia il piacere

    Al Parma ke ci sia Faggiano me ne frego !!!! al Tardini ci vado

    Perkè tifo Parma così come in trasferta da anni dai là co dìt

  • 4 Dicembre 2017 in 23:31
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    Ma co dit te…credi che vengo a vedere il Parma da 2 giorni?
    E dal 72 mio NOBILE….che seguo assiduamente la Mia squadra del cuore e solo quella da SEMPRE!!! E che discorsi su Faggiano …cosa vuoi dire? Che colpe ha se l’anno scorso Galano preferisce Bari o Ciano il Frosinone oppure Caputo l’Empoli??
    Può sbagliare anke lui ma se andiamo in À il merito può essere anke suo o no? Criticarlo senza sapere i fatti come molti poi a priori e’ sempre facile …guarda Insigne per esempio…ci avresti scommesso?Poi può sbagliare Siligardi forse e Dezi ma su quest’ultimo aspetterei ….Ceravolo? Qui sta il vero problema …ma non credo veramente che si possa comprar e apposta un giocatore rotto…Di Cesare buono no? Gagliolo? Ecc…ecc…

  • 5 Dicembre 2017 in 08:26
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    Again…. ” Read My Lips ” …
    This season one of the two top places in classification
    Directly to Seria A 🇮🇹…. for next season…
    Signed….
    Douglas

I commenti sono chiusi.

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