I SOGNI SON DESIDERI E SOTTO NATALE DUETTANO CON LA REALTA’… UN POMERIGGIO NEGLI STUDI MILANESI DI RADIO RAI

Luca Savarese(Luca Savarese) – “Tutto il calcio minuto per minuto è stipato in due stanzette al quinto piano del palazzo di Corso Sempione a Milano. In una, seduto dietro ad una scrivania zeppa di pulsanti e con un microfono al centro, ci sta Bortoluzzi. Nell’altra, lunga e stretta, ci sono due tavoli addossati alle pareti: da una parte i telefoni della serie A, dall’altra quelli della serie B. I collaboratori domenicali di Bortoluzzi nello studio sono cinque in tutto: Arnaldo Verri e Ivo Fineschi, che fanno parte della redazione sportiva radiofonica, un signore e una signora di mezza età che sono dipendenti della Rai, Bruno Cirillo e Renata Bertini, e un giovanotto che presta la propria opera soltanto di domenica, Renzo Ceresa”. Così Riccardo Cucchi, all’interno del suo “Clamoroso al Cibali. Tutto il calcio minuto per minuto quando la radio diventa storia” descrive luoghi, dietro le quinte, pulsanti e cuore pulsante della trasmissione nata a Milano il 10 gennaio del 1960. Il 23 dicembre 2017, ho avuto occasione di andare personalmente ad esplorare quelle navate. Non il transetto contenente il tabernacolo della diretta di quel quinto piano, ma il resto del santuario l’ho visto e tutto il calciogustato. Piccolo antefatto. Un paio di mesi fa scrissi a Filippo Grassia, giornalista di lungo corso che cura la moviola delle gare su Radio 1 Rai. Mi piacerebbe vedere in punta di piedi la casa milanese di Tutto il calcio. Questo il succo del mio messaggio. Sono un innamorato del calcio e di quel programmo sul calcio, capace ancora adesso che le partite sono portate servite sul momento o surgelate dal gran fast food della pay-tv, di coinvolgere e comunicare. Da giornalista pubblicista, il desiderio che si fa più sentire spesso, è di raccontare un giorno il calcio, anche nell’angolino più piccolo di quella chiesa di voci e di brividi. Mentre sono in giro tra strenne e luminarie, ecco una lucina sul cellulare: è la risposta. Ci vediamo il 23. Così mentre andavo con la metro verso corso Sempione, ho pensato al ritmo di Ameri, altro che metro: era più veloce… e poi ho riguardato, con calma, l’antenna della Rai che deliziava il mio sguardo dai banchi del liceo classico Cesare Beccaria. Quante volte la guardavo, dalla finestra dell’aula, durante un tema o una versione, mentre m’immaginavo, con in mano un microfono, a far accomodare un gol, accanto a quelle voci. Quando ho schiacciato il quarto piano dell’ascensore Rai, ero gasato, sentivo che una storia molto più grande di me, mi stava raggiungendo ed io dovevo semplicemente ascoltarla e di lei non perdermi nemmeno un istante. Fillipo Grassia quando è arrivato in scena, mi sembrava un messaggero del Natale; prima della sua esperienza ho scoperto la sua felicità: aveva le mani piene di doni. Nessuna incazzatura da lavoro ma una voglia di farsi coinvolgere dagli altri e dal momento e di coinvolgere. Regali per i suoi assistenti Lorenzo Baletti e Luca Gattuso, addirittura un regalo per me. Dedicato a tutti i giornalisti che hanno solo un mare di fretta, che non possono sempre, che non osano mai. Dopo aver visto le partite da otto schermi mentre una radio gigante era collegata su Tutto il calcio, ho capito, tornando a casa a fine primo tempo di Milan-Atalanta, che la radio è una danza ed alcuni suoi ballerini sono maestri di cortesia. A volte i sogni, sotto Natale, flirtano con i desideri e che occhiate sanno dare alla realtà.

Buone Feste a tutti i lettori e ad ogni loro storia. Un mondi di auguri

Luca Savarese

One thought on “I SOGNI SON DESIDERI E SOTTO NATALE DUETTANO CON LA REALTA’… UN POMERIGGIO NEGLI STUDI MILANESI DI RADIO RAI

  • 26 Dicembre 2017 in 18:34
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    Bel racconto. A volte mi capita ancora di sentire le partite alla radio, uno strumento sempre utilissimo.

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