CARMINA PARMA di Luca Savarese / LA PRIMA COSA BELLA DEL 2018 CROCIATO

Luca Savarese(Luca Savarese) – Il Parma riassapora la gioia dei tre punti. Per rivedere gli ultimi, bisognava andare al 2 dicembre 2017. Anche in quell’occasione fu 3 a 0, maturato contro la Pro Vercelli. I crociati, per ritimbrare l’appuntamento con la vittoria, hanno avuto bisogno delle due piemontesi del campionato. In mezzo un mare magnum di pareggi e la sconfitta a Cremona di una settimana fa. Dove mancava però capitan Lucarelli. E’ proprio il 6 di sempre emiliano che, in compartecipazione con Gagliolo, dà il vantaggio al Parma, portandola, sul tramonto di primo tempo, a riassaporare la gioia del gol. Punizione di destro di Scozzarella dalla sinistra, caos primordiale nell’area di rigore novarese, ma a Lucarelli basta un tocco per mettere le cose in chiaro, fare paura alla difesa ospite e far carambolare la palla in rete, con Gagliolo attento assistente. Montipò è battuto. Il Parma respira dopo varie battaglie senza lo straccio di un gol: Cesena, Bari, Spezia e Cremona. L’ultima rete in campionato era targata Antonio Di Gaudio al Libero Liberati di Terni. 8 dicembre. Il Parma torna dunque a fare le due cose più importanti per una squadra: segnare e non prender gol. I emanuele calaiò parma novara dopo golragazzi che scendono in campo contro l’undici di Corini, nello spirito, sono infatti lontani parenti, di quelli a corto di idee e pieni di troppo vuoti virtuosismi visti allo Zini di Cremona. E poi, c’è la prima novità del mercato, in campo dal primo minuto: si chiama Marcello Gazzola,viene da Borgo Val di Tanaro e in un percorso hegeliano, dopo una tesi in maglia gialloblù-crociata da bambino, un’antitesi al Sassuolo, da qualche giorno sta vivendo la sua sintesi parmense. Proprio la sua presenza risulta sin da subito preziosa per D’Aversa. Il tecnico abruzzese s’accorge che il Novara ha maggior densità col centrocampo a 5 ed allora fa scalare Gazzola più avanti sulla linea dei centrocampisti. Mossa da novanta. Non è un caso che poco dopo il Parma trova il vantaggio con il sopracitato tocco magico della premiata ditta Lucarelli-Gagliolo. Qui si vede anche l’atteggiamento diverso rispetto al recente passato. Nessun remo in barca, nessuna spocchia da chi si sente grande anzitempo, no, ma buzzo buono ed operoso, testa bassa e pedalare. E se poi là davanti hai una bici da giro d’Italia, di quelle pesanti in discesa e leggere in salita e dal telaio esperto, bè la pedalata diventa solida e di quelle che tracciano il solco. Ai numeri 9 basta un pallone per legittimare la maglia che portano sulle spalle. Niente di stucchevole, tutto di utile. Stop, bevuto Mantovani che non gli resta altro che travolgerlo: a Calaiò piace far le cose in grande, spesso con questa sua azione travolgente, ha fatto saltare il bunker. Questa volta fa pure espellere Mantovani. Rigore netto e trasformazione mancina all’angolino, come arciere comanda. Il Novara dopo aver subito il due a zero e con l’uomo in meno esce del tutto dalla gara. Ci resta solo con l’acqua alla gola di chi deve recuperare due gol ma invece che presentare la convinzione giusta si fa travolgere dal nervosismo e lascia piano piano tutto al Parma. Chiosa per Macheda, il cambio con il quale la truppa di Corini accoglie la ripresa, è un chiaro segnale di resa. Scavone, ex di turno (aveva contribuito alla storica promozione in A del Novara con Tesser in panchina nel 2011) fisserà, al minuto 77, la gara sul 3 a 0, di testa ben imbeccato da Di Gaudio. Nel finale, c’è gloria anche per Frattali che para un rigore a Gianluca Sansone, che nell’estate del 2015 quando il Parma che stava ripartendo dalla D lo cercò, rifiutò la destinazione crociata. “Oggi si è ripreso il nostro cammino, ho visto un’interpretazione della gara quasi perfetta. Sotto l’ aspetto del gioco e delle occasioni create non c’è stata partita” commenta D’Aversa a Sky, che poi aggiunge “Dobbiamo pretendere di più sotto l’aspetto offensivo non solo come reparto avanzato ma come squadra tutta perché abbiamo il potenziale per farlo”. Quando gli parlano dei tanti nuovi che il mercato ed il lavoro di Faggiano hanno portato in dote al Parma, non ha dubbi: “Ringrazio la società per gli sforzi fatti ma è sempre meglio avere problemi di abbondanza, poi quando si vince la partita, come oggi, bisogna dare merito a tutto il gruppo”. Già, il gruppo. Quello del Parma sembra uno scolaro che guarito dalla febbre torna a scuola e prende un bel voto all’interrogazione. Ora però c’è un altro compito in classe, si chiama Brescia, al Rigamonti. L’occasione migliore per capire se è definitivamente guarito. Luca Savarese

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3 pensieri riguardo “CARMINA PARMA di Luca Savarese / LA PRIMA COSA BELLA DEL 2018 CROCIATO

  • 28 Gennaio 2018 in 01:59
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    Aspettiamo prima di cantare vittoria. Sappiamo che questa squadra pecca di continuità.

  • 28 Gennaio 2018 in 09:41
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    Siligardi ha solo bisogno di giocare.
    Ieri mi è piaciuto
    Io sono stato uno dei più ferrei detrattori di Siligardi
    ma onestamente forse sbagliavo.
    Non vedevo l’ora che venisse venduto
    Non va venduto
    Se dobbiamo vendere qualcuno vendiamo Dezi
    Scavone vale 10 Dezi.
    Senza Dezi il centrocampo funziona
    Senza Dezi si vince sempre.

  • 28 Gennaio 2018 in 18:23
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    Propongo scambio Di Gaudio Kouame’ col Cittadella.

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