CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA STAFFETTA HA STUFATO: COSA OCCORRE FARE PER VEDERE IN CAMPO, INSIEME, CALAIO’ E CERAVOLO?

gianni barone(Gianni Barone) – La reazione c’è stata o no? Eh? O no? Secondo alcuni sì, secondo altri, la maggioranza, al malato Parma, il brodino del pareggio con il Venezia serve solo ad allungare, non l’agonia, come qualcuno drammaticamente ama sostenere, ma la permanenza di D’Aversa sulla panchina, il quale allenatore è riuscito a trarre dalla prestazione, motivi di grande soddisfazione per aver visto una grande spinta nella partita dei ragazzi, bravi sotto l’aspetto della determinazione. E’ ovvio che il PARMA di Empoli era stato troppo brutto per essere vero, troppo fragile per temperamento, troppo sconclusionato dal punto di vista tattico e oltremodo caotico nell’applicazione dei principi di gioco nelle due fasi, e talmente privo di idee da far perdere la pazienza a tutti i suoi dirigenti tifosi che si alternano in video e in voce tutti intorno al capezzale di un malato molto grave per parlare, giudicare, valutare e provvedere e per trovare dei rimedi per il caso in questione, come canterebbe Edoardo BENNATO. Si è partiti, come prevedibile, dalle certezze di un sistema di gioco, IMG-20180224-WA0003abbandonato, chissà perché solo per cambiare l’assetto della difesa, l’unica che dava garanzie, quindi si è, gattopardianamente, cambiato tutto per non cambiare niente, e si è tornati all’antico sotto ogni aspetto, con un assetto offensivo che continua a non convincere. Sempre con la sola unica punta isolata, che non può combinare, da vicino con nessuno, perché le due ali, sono sempre piatte e lontane. Domanda. Cosa occorre fare per vedere in campo, insieme, due punte come Calaiò e Ceravolo, come farebbero tanti altri allenatore se fossero al posto di D’Aversa?  Chiedo. E’ cosi difficile fare come fanno tutte le altre squadre che precedono, in classifica, il Parma. Esempio l’Empoli (58 gol all’attivo), che tutti ammirano, come gioca in avanti? Con calaiò parma veneziaDonnaruma e Caputo insieme sempre per aprire le difese avversarie. O si alternano con la staffetta nel corso delle gara come fanno quelli del PARMA? E il Frosinone (48 gol fatti), altra  capolista, come gioca in avanti se non con Ciofani e Dionisi, insieme, con Ciano, mancino alla Roberto INSIGNE, alle spalle nel ruolo di trequarti. E gli esempi potrebbero proseguire con Cittadella, Cremonese, Perugia, tutte squadre che hanno segnato più del PARMA, tutte schierate con due punte centrali, e il trequartista, cosi come l’emergente Spezia, che non segna molto, ma di converso subisce pochissimo. Lo so che i numeri e la tattica fanno incazzare tutti, alcuni storici tifosi in particolare, ma per quanto tempo ancora assisteremo alla staffetta Calaiò-Ceravolo, con un INSIGNE, adesso, e un Ciciretti, domani, didorelegati sulla fascia, laddove, quando non esistevano ancora i cambi nel calcio, venivano schierati i giocatori acciaccati e inutilizzabili, perché non potevano essere sostituiti? Ed è inutile che il tecnico s’infastidisca quando qualcuno lo critica per il suo intestardirsi nel solito, infruttuoso, schema offensivo a tre, che continua a deludere e a mettere in difficoltà tutti gli attaccanti che vengono schierati. Continuare a dire che la tattica non conta, ma che conta l’atteggiamento, non serve, e continua a portarci fuori strada. Ma è possibile, che in mezzo a tanto lavoro duro, svolto a Collecchio, non sia lo straccio di una prova di 4-3-1-2? Possibile che nessuno gli suggerisca qualcosa di innovativo sul piano dei movimenti degli attaccanti? I soliti troppi quesiti irrisolti, di fronte ad una realtà che stride e d'aversa aspetto mentalecontinua a creare prestazioni decenti come quella col Venezia, ma non certo esaltanti, sul piano del gioco e delle occasioni create. Le uniche volte che Insigne si stacca dalla sua posizione, di inutilizzato sulla fascia destra, ecco che il gioco d’attacco s’illumina con lampi che durano, ahìnoi, per solo pochi istanti d’illusione. Non basta dire che Insigne ha potenzialità enormi, che ha qualità importanti, e che potrà essere un giocatore di categoria superiore (concetto da noi condiviso e già anticipato su queste colonne da tempo), occorre che l’allenatore riesca a trovare la strada giusta per sfruttare ed esaltare le caratteristiche dei singoli, e non limitarsi a schierarli in posizioni non idonee o alternarli, in fastidiose e inutili staffette, come nel caso ceravolodell’alternanza, di cui sopra, Ceravolo- Calaiò. Questi sono i fatti a margine del brodino alla PIOVANI, che non soddisfa interamente, nessuno: qui servirebbero carbonare e amatriciane più gustose e più appetitose per risollevare il degente in questione, servirebbe inventiva, capacità di scelta di ingredienti da amalgamare insieme, e non fare selezioni. Un vecchio adagio, molto caro, ai soliti storici tifosi, indispettiti, per non dire di peggio, recita che “i bon a gan da sugher”, quindi il compito di un tecnico che vuole raddrizzare la baracca consiste anche nel tentativo di proporre la coesistenza fra due prime punte. Se viene bene a gente come Andreazzoli dell’Empoli, Longo del Frosinone, Venturato del Ciattadella, che occupano i primi posti delle classifica, non Mazzola_Valcareggi_Rivera_postervedo come non si possa sperimentarlo anche dalle nostre parti. Anche per non passare alla storia, come con Rivera e Mazzola, fece Uccio Valcareggi al Mondiale di Mexico 70, di uno che non riesce a mettere in campo, in simultanea, due buoni giocatori di cui risulta impossibile farne a meno. Scusate l’insistenza ma piuttosto di sfondare tante porte aperte, prima, dopo, e durante come fanno certi  ciocolatè  o certi dirigenti in aspettativa, meglio essere insistenti, pedanti e pesanti, con il rischio di prenderle, metaforicamente e non, da chi  non ne è può più di sentire in televisione tutti questi discorsi legati alla tattica. Bergomi Rocco. Al momento cerchiamo di far abbassare la temperatura e concentriamoci sul prossimo avversario la Salernitana, che sta forse sta peggio di noi, e che a suo tempo cambiò allenatore, quasi per capriccio, al posto del meritevole Bollini (bravo anche come commentare tv), uno di quei perdenti di successo alla Colantuono, che vanessa leonardiraramente riescono ad incidere alla ripresa di una squadra. Al PARMA, servono certezze, ci suggeriscono, e allora va bene continuare così come contro il Venezia che ci ha trafitto, da un assist di capitan Lucarelli, e da un gol di un giocatore Firenze, che Inzaghi schiera a singhiozzo, e che il Telecronista Sky, Maurizio Compagnoni presente al Tardini, con la consorte bordocampista, Vanessa Leonardi (ex “Non è la Rai”) ha chiamato, nel corso della cronaca, chissà mai perché, Parigi, e che il buon Antonio Boellis su Tuttosport ha confuso addirittura, con Litteri. Grande crisi d’identità per il giocatore, non vi sono dubbi, crisi che permane anche dei pressi del Parma, che dopo la sbornia di Empoli (vicino Firenze) per diventare calcisticamente, e non solo nell’arte e nella cultura, una nuova Parigi, viene ancora confusa con un qualcosa di non ben definito, che non le appartiene. Capita la metafora? No? Peccato e pazienza nel calcio, come nella vita, può succedere di tutto. SDONG!!!!!! Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA STAFFETTA HA STUFATO: COSA OCCORRE FARE PER VEDERE IN CAMPO, INSIEME, CALAIO’ E CERAVOLO?

  • 25 Febbraio 2018 in 01:23
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    D’Aversa è quel tipo di allenatore che pur di non veder sbugiardati i propri principi non cambierà mai (almeno fosse però come Zeman, il quale ti fa divertire, al contrario del nostro).

    L’unica soluzione è cambiare lui.

  • 25 Febbraio 2018 in 01:37
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    Che stiano bene entrambi, calaio le prime partite dell anno ha fatto poco , ceravolo venerdì era un po’ appannato e ci sta col suo percorso, la staffetta per me è stata opportuna, ha corso comunque tanto meglio non rischiare. Anche insigne potrebbe lasciare un po’ di spazio a baraye, non è mancino ma è stato bruciato da punta quando invece da esterno potrebbe dare una mano soprattutto in queste partite ravvicinate. Lucarelli è un altro cui farebbe bene fiatare un attimo

  • 25 Febbraio 2018 in 08:46
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    Ma cosa pretendiamo da questo mister qui???? Dopo 60 partite di più non sa fare….

  • 25 Febbraio 2018 in 08:48
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    Pareggio in casa e sconfitta fuori….. perfetta media retrocessione…. Cremonese Perugia Empoli Venezia. …. la strada imboccata è questa …. Altro che play off

  • 25 Febbraio 2018 in 08:56
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    Ma la volete capire che agli attaccanti le palle le ricevono ma davanti alla porta si cagano sotto e ciabattano o in curva o passano le palle gol al portiere?
    QUESTO SUCCEDE PERCHÉ SONO ATTACCANTI SCARSI.
    Ne abbiamo otto, uno più scarso dell’altro
    Guardate Da Cruz descritto come un fenomeno, già due gol mangiati che più mangiati non si può e il tanto decantato Ceravole che ha sbagliato un gol che mia nonna avrebbe fatto.
    Mancano veri attaccanti ma prendere un valido attaccante integro costa caro ,allora Faggiano ha lasciato perdere CERRI prendendo A PESO D’ORO un inutile e rotto Ciricetti oltre regalando al Parma la cosi “palla al piede dei carcerati” ovvero Vacca
    Quando penso che CERRI che a Perugia STA FACENDO REPARTO DA SOLO e che da noi, sarebbe venuto di corsa a giocare nella sua squadra del cuore mi vengono i brividi.
    È FAGGIANO IL VERO RESPONSABILE.
    Abbiamo solo sei punti di vantaggio sui PLAY AUT e ora abbiamo la Salernitana che quasi ci batteva al Tardini, poi il Palermo, poi si va a,Pescara e….forse quei sei punti si dimezzeranno o forse si annulleranno del tutto.
    FAGGIANO poteva prendere CERRI.
    È CON LUI CHE DOVREMMO PRENDERCELA.
    Non si rinforza una squadra prendendo Ciciretti Vacca e Da Cruz.e Gazzola ma si indebolisce
    LA PRIMA TESTA DA TAGLIARE È LA SUA.
    Troppo comodo prendersela con l’allenatore
    e nascondere come fa lui la testa sotto la sabbia.
    Porca vacca.

  • 25 Febbraio 2018 in 09:06
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    ti piace retrocedere facile barone ?

  • 25 Febbraio 2018 in 09:06
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    penso che il ridicolo bisognerebbe cercare di evitarlo

  • 25 Febbraio 2018 in 19:46
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    nelle ultime 10 partite
    6 pareggi
    1 vittoria
    3 sconfitte
    media 0,9 a partita

    Provare il 4 3 1 2 con calaio ceravolo insieme è una buona idea…ma l’allenatore è irremovibile ……non lo farà mai….va esonerato.
    Guardate milan genoa empoli ed altri..mi rendo conto non é certo l’unico responsabile della crisi ma tentar non nuoce…anzi…forza parma.

  • 26 Febbraio 2018 in 11:23
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