CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NON ARRENDERSI NE’ ORA, NE’ MAI…

gianni barone(Gianni Barone) – “Non farti cadere le braccia, non arrenderti né ora, né mai; non devi girare la faccia non farlo né ora né mai…”, cantava Edoardo Bennato, a metà anni 70 col suo rock aggressivo e di strada, e il PARMA ad Avellino non si arreso nemmeno per un attimo, dopo che la squadra irpina, per come aveva concesso nei primi minuti aveva fatto cadere le braccia, a tutti, e non solo al suo allenatore, notoriamente attentissimo alla fase difensiva, con tutte le squadre da lui guidate. Ma ieri l’approccio del PARMA è stato da manuale, quindi i complimenti finali da parte del suo tecnico ai ragazzi, sono ampiamente meritati. Un po’ meno meritati quelli per la fase difensiva irpina, che dopo venti minuti, non cambia sistema; anzi: quelli iniziali, ieri, non sono stati mutati da ambo le parti, ma cambia registro con l’ingresso di un esterno a sinistra vero e più offensivo, in luogo di uno più votato al controllo. Cambiare volto, pur mantenendo lo stesso abito tattico, dimostrazione lampante, che i sistemi di gioco, sui i quali ormai si discute anche nell’atrio degli uffici postali o nelle luigi-apolloni-e-gaia-brunelli-sky.jpgcorsie dei supermercati, non contano più nulla, e a volte vengono cambiati di continuo, come nella gara precedente con IL FOGGIA (da ambo le parti) e a volte non vengono toccati minimante come successo ier sera al Partenio, traendo in inganno la volitiva telecronista SKY, Gaia Brunelli (amata dai parmigiani, per il suo tifo televisivo, ai tempi della D: foto d’archivio a lato con Mister Gigi Apolloni) che in un impeto di sandreanismo o sartinismo acuto, fuori luogo, ha visto con l’ingresso di CABEZAS al posto di Di Risio, e spostamento al centro del capitano D’Angelo, un cambio di modulo (sic: ormai quasi tutti hanno capito la differenza con il sistema di gioco, incluso chi non è stato ammesso al Corso per ottenere il patentino Uefa B, secondo cui si definisce sistema di gioco fino al sandreani italiafischio d’inizio e poi diventa modulo, o viceversa, ma tant’è, anche perché non è così…) dal 4-4-2 al 3-5-2. Solo per pochi attimi, per fortuna, poi forse in cuffia qualcuno dal coordinamento, su suggerimento dell’ADANI o del Luca Pellegrini di turno, l’ha informata dell’errore, se di errore si può trattare, in quanto pur in presenza dello stesso sistema, la squadra ha cambiato atteggiamento, e come vedete tutto quaglia: quel conta non sono i sistemi ma l’atteggiamento, come Roberto D’AVERSA, va sostenendo da settimane. E allora tutti i nostri bei discorsi, sul cambio di assetto per vedere in contemporanea CERAVOLO e Calaiò, si dissolvono al vento, i due possono coesistere, su questo non ci sono dubbi, i discorsi, invece, riempiono di contenuti tutte le trasmissioni televisive o è solo una questione di lana caprina? Dividono o uniscono, ma non alterano le certezze e non inducono a roberto d'aversa novara parmavariare, ad ogni costo il sistema, con il rischio di perdere l’equilibrio che è uno, dei sette, forse il più importante dei principi di gioco in fase di non possesso di palla, gli altri sei, tutti diversi rispetto a quelli della fase di possesso, tranne lo scaglionamento, si potrebbero anche elencare, ma nella sostanza, se si guarda ai due gol del PARMA ad Avellino, sono stati tutti disattesi dalla retroguardia, e non solo, della squadra di Novellino. Infatti, dal temporeggiamento alla azione ritardatrice, passando per il pressing e il fuorigioco, fino ad arrivare alla concentrazione (non mentale, ma intesa come dislocazione sul campo), non tralasciando, ovviamente il già citato ed esiziale equilibrio, e il famigerato controllo e limitazione in difesa, inteso come non farsi mai attrarre, solo dalla palla. Tutto quello che non si doveva fare, è stato fatto nella fase difensiva, nei primi minuti, quelli decisivi, quelli dell’approccio azzeccato dai parte dei Crociati, poi c’è stata la reazione, i cambi di registro, i tentativi di attacco, e vi è stata la resistenza del walter novellinoPARMA, che avrebbe potuto anche chiudere la partita prima. Questo è il calcio dei sistemi che non contano, quando vengono variati, ma che contano eccome, quando sono equilibrati (cioè quando tengono conto allo stesso modo e allo stesso tempo delle due fasi di gioco) , quando sono elastici (si adattano facilmente ad ogni tipo di atteggiamento avversario) o quando, infine, sono razionali, cioè quando sono formulati in base alle caratteristiche fisico-tecnico-tattiche e di personalità dei calciatori a disposizione. Tutto questo grazie a chi, agli albori del calcio, nel 1872, decise di abbandonare l’idea del sistema di gioco unico dove (sic, Don Macchi si rivolterebbe…) l’impostazione era sostanzialmente nulla, accantonando il famoso schema piramidale 1-1-8, considerato aggressivo, per introdurne uno più equilibrato che prevedeva l’inserimento di più difensori e più piramidalecentrocampisti per dare una maggiore copertura difensiva, sacrificando il potenziale offensivo, garantendo, in questo modo, un atteggiamento più conservativo. A quel tempo, prima che gli scozzesi intuissero la variazione, a discapito del numero di attaccanti, le partite faticavano a trovare un gran numero di reti, spesso perché, va ricordato, le qualità dei singoli non eccezionali, uniti ad un gioco di squadra pressoché nullo, non favorivano certo le segnature. Ora è tutto cambiato: i sistemi esistono, non solo per alimentare i dibattiti, ma per soccorrere il buon senso di chi li sa usare, li dosa, li varia, li riempie con la saggezza e con l’applicazione dei tarozzi avellino parmaprincipi di gioco, di cui sopra, che se vengono disattesi, portano a frittate e patatrac come puntualmente verificatosi a scapito dell’Avellino e a favore del Parma. Il quale PARMA alla ricerca dell’equilibrio perduto (o mai avuto, o avuto in parte), si sta proiettando verso una stabilizzazione del rendimento e normalizzazione dei risultati, o almeno si spera sia così, d’ora in vanti e sino alla fine, perché, come sottolineato, con quattro vittorie nelle ultime cinque gare, la compagine Crociata, comincia a risalire ed ad impensierire chi la precede in classifica. Una maturità trovata, dopo tanti alti e bassi, forse troppi per i gusti dei più esigenti sostenitori, ma sta di fatto, che tra cadute, riprese (ardite) e risalite (Copyright Battisti), occorre non arrendersi né ora né mai, come urlato dal primo BENNATO, quello più autentico, più rock, occorre non voltare la faccia e non farsi cadere le braccia come in occasioni di prestazioni come quelle di Empoli e Chiavari, ormai assimilate e da dimenticare in fretta. Il PARMA è questo, volenti e nolenti, è scaglionamento, e non scoglionamento, è penetrazione, profondità e verticalizzazione della manovra, è ampiezza, ma anche mobilità, movimento e movimenti dei propri attaccanti, ma dovrebbe essere anche imprevedibilità, non solo nelle prestazioni, nei risultati e negli atteggiamenavellino parma undici crociatoti, ma anche nel modo di proporre il proprio gioco non sempre alla stessa maniera: ma pretendere ciò, arrivati a questo punto della stagione, sarebbe richiedere troppo ad un gruppo che, in fine dei conti, è ancora in piena lotta per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Siamo razionalmente alla ricerca di miglior equilibrio possibile, pur in presenza di mugugni e cambiamenti di umore di una tifoseria sempre alla ricerca di ciò che si dovrebbe poter fare di più, senza mai accontentarsi o rilassarsi troppo. Questo è l’atteggiamento di chi osserva, di chi critica, e di chi si dispera, a giorni alterni, sperando di scorgere, nel presente, e nel futuro prossimo un qualcosa di nuovo e di imprevedibile che agli occhi della maggioranza ancora sfugge, oltre alla normalità di una classifica da non disprezzare troppo. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NON ARRENDERSI NE’ ORA, NE’ MAI…

  • 30 Marzo 2018 in 15:41
    Permalink

    Giusto non arrendersi mai ma
    certi giocatori ( vedi VACCA)
    quando entrano in campo per
    giocare ( si fa per dire) si sono
    GIÀ ARRESI dopo 3 o 4 secondi

  • 30 Marzo 2018 in 21:31
    Permalink

    Io no dico niente per scaramanzia…ma almeno Lugaresi mi sa che va dove merita…il top sarebbe se fosse accompagnato da Cellino e Gozzi ma purtroppo lo abbiamo aiutati noi

  • 30 Marzo 2018 in 22:48
    Permalink

    E intanto Cerri continua a segnare……
    Meditate gente meditate…..

  • 31 Marzo 2018 in 00:50
    Permalink

    Una volta che andiamo in vantaggio, siamo duri da raggiungere. Il problema subentra quando invece subiamo. Non siamo capaci di rimontare. Questa è la differenza tra squadra normale e grande squadra.

  • 31 Marzo 2018 in 04:03
    Permalink

    Per il prossimo anno cerchiamo di prendere Cerri

  • 31 Marzo 2018 in 08:54
    Permalink

    È va be’Veleno….non possono mica tutti quelli che segnano giocare per noi….piuttosto dico che fra le squadre di testa cederà l’Empoli , non ha mai avuto problemi di alcun tipo…niente di personale assolutamente….ma me lo sento…gli sta girando tutto a favore x ora …cmq BATTIAMO ZAMPARINI e TEDINO…intanto !

  • 31 Marzo 2018 in 12:11
    Permalink

    Prendi una squdra, trattala male….e fuori dal campo nessuna pietà

I commenti sono chiusi.

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