CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUEL CHE CONTA E’ COME SI INTERPRETA LA GARA?!? MA VA…

foggia 2(Gianni Barone) –I cambi hanno fatto la differenza al di là del sistema di gioco: loro sono passati a quattro, ma poi sono ripassati a cinque. Credo si siano soprattutto adattati al nostro sistema di gioco, ma come ho già detto quel che conta è come s’interpreta la gara”. Sin qui Roberto D’aversa al termine di una partita, quella vinta con il Foggia, che è un po’ lo specchio dell’intera stagione del PARMA, fatta di alti e bassi continui, altalene e alternanze, di prestazioni, di impegno e disimpegno, confusione e lucidità improvvisa, di sistemi di gioco, amati, ripudiati, rifiutati e poi cambiati e denigrati di continuo per la loro palese vacuità. Questo è il PARMA, con il suo tecnico, che fra sconfitte e vittorie, l’una in seguito all’altra, non manca mai di dare un accenno, mai troppo velato, alla sua convinzione che i sistemi di gioco, non contano, non contano, non contano. Eppure, nelle ultime gare, con alterne fortune, lui li cambia di continuo (come del resto faceva appena arrivato qui, con quello che noi avevamo ribattezzato il cassino, troppo cassino organizzato) , per ritrovare equilibrio, compattezza e per riacciuffare, gianni baroneproprio come è successo nell’ultima gara, il risultato; però, a suo modo di vedere, non è l’assetto tattico preponderante, bensì come lo stesso viene assimilato e letto dai singoli ciò che risulta determinante. E su questo, penso, che siamo tutti d’accordo, ciò che ci lascia perplessi è il fatto che ad ogni intervento il tecnico crociato, voglia sempre puntualizzare lo stesso concetto quello secondo il quale sia inutile suggerire, pretendere e invocare, per il bene della squadra e per il fine ultimo del risultato, cambi di sistemi e di assetto. Lui lo ha ribadito: il sistema di partenza è sempre quello poi se le cose vanno bene si continua su quella strada, se vanno male si cambia, che problema c’è? Inutile, sempre secondo il tecnico, fare guerre di religione e dispute filosofiche intorno ai massimi sistemi, il calcio non è scienza, non esiste nessuna ricetta logica ed esatta e nessuna indicazione giusta: vi sono talmente tanti fattori e tante variabili in campo che ridurre il tutto ad un gioco di numeri e di formulette risulta essere esercizio sterile, banale e semplicistico. Però sarebbe interessante sapere a chi si rivolge l’allenatore quando discute di tale inutilità o con chi ce l’abbia quando indirizza i suoi strali contro la non importanza prfoggdella tattica.  Contro qualcuno di sicuro, altrimenti non si spiegherebbe tanto accanimento e tanta pervicacia. Sta di fatto che lui in ogni partita, ultimamente soprattutto, si affida a continui cambi di sistema per ottenere qualcosa di concreto, quindi a qualcosa serve cambiare pensiero, idea, atteggiamento? O no ? Eh o no ? E poi diciamocela tutta, la scoperta dell’accoppiata Calaiò-Ceravolo, ensemble, e non in modalità staffetta e il relativo  sdoganamento del concetto che due attaccanti centrali o presunti tali possano coesistere, più volte da noi sostenuto, sia un qualcosa di estremamente utile alla squadra e particolarmente deleterio per le difese avversarie, sul quale non dovrebbero esistere più dubbi e sul quale risulterebbe inutile ogni discussione. Però si resta sempre legati ad opinioni ed impressioni personali che sfociano nell’oggettività solamente a risultati ottenuti, perché se a CHIAVARI, dopo la sconfitta, si era quasi intuita la bocciatura della coppia d’attacco di cui sopra, con il Foggia, a vittoria conseguita, si calaiòassiste alla consacrazione dell’unione, di fatto, dei due suddetti, sempre, comunque e dovunque. Ma staremo a vedere intanto cerchiamo di non fare discorsi assolutistici su niente e su nessuno, viste la grandi variabili interne ed esterne, e poi non è che stiamo parlando di harpastum (antico gioco con la palla di era premoderna), ma parliamo di un qualcosa non di statico, ma di dinamico, e mi riferisco alla tattica e suoi sistemi, scusate se insisto, che rappresentano e spiegano la dislocazione di base attraverso i compiti e le funzioni dei giocatori in campo, come recita qualsiasi manuale di tecnica e tattica calcistica. Superati alcuni concetti semplici, a volte, e questo il mio pensiero, intuire e inventandosi qualcosa ricorrendo alle conoscenze e alla competenza, aiuta, perché come ci ricorda Eziolino CAPUANO – lo rammentate, colui il quale si definiva laureato in marciapiedologia (nel senso di marciapiede) –  il calcio non è sempre e solo spettacolo, quello lo si può, di sicuro, usufruire al circo Togni), il calcio è anche enfatizzazione del risultato ed esasperazione della tattica, nel rispetto delle qualità individuali: in poche parole, sempre secondo Eziolino, vedere 10 passaggi di fila non è sinonimo di bel calcio, serve anche l’idea vertical, che praticano molte squadre nel campionato cadetto, e servono anche i lanci lunghi tipo quello di FRATTALI che ha generato l’espulsione di LOJACONO, che paradossalmente, stava per favorire, visto il primo tempo di ieri al TARDINI, la squadra in inferiorità. Miracoli di questo sport, poi, arrivano le sostituzioni eziolino-capuanoazzeccate, si cambia sistema, improvvisamente, e la mancanza di equilibrio, supposta, con la presenza simultanea delle due punte di peso, si trasforma in risorsa, e tutti i bei discorsi, sull’approccio, sull’atteggiamento e sull’interpretazione della gara, si vanno a far benedire. o AFFANZUM, ZUM, ZUM, ZUM… Miracoli della tecnica, e dell’evoluzione della tattica, qualcuno direbbe, per riuscire a far imbestialire ancora di più gli interessati e i protagonisti che si godono il momento in attesa  di altri probanti impegni. Ciò che emerge, in maniera netta, da questo continuo alternarsi, di umori, impressioni e giudizi, e che contro le squadre che giocano a calcio, come direbbe qualche opinionista televisivo, il PARMA, alla fine foggiadella fiera, tra aggiustamenti, intromissioni, sostituzioni, e compromessi tattici, riesce sempre ad avere la meglio, cosa che non succede, o succede di rado, quando affronta, squadre che non giocano al calcio (come il Parma, sempre secondo l’opinionista di cui sopra). Quindi c’è d’attendersi di tutto, le forze in campo, sono note, squadroni invincibili non ne esistono, niente è impossibile, e ogni partita ce lo dimostra sempre di più (sdong). Non esistono tatticismi che tengono, non esistono idee uniche, non esistono certezze consolidate in questo torneo, e allora cosa esiste?, ci domandiamo, oltre alla marciapiedolgia di Capuano, al calcio manovrato e palleggiato con la serie infinita di passaggi, allo spettacolo da ricercare altrove, e al fatto che sia quando si vince (D’Aversa) e sia quando si perde (Stroppa), bisogna sempre fare i complimenti ai ragazzi per come hanno interpretato la gara? Cosa esiste in più e oltre per motivare il tutto e per trovare sempre nuovi stimoli e nuovi spunti? Cosa veramente è importante, e cosa marzulloveramente importa, arrivati a questo punto? E dopo questi annosi interrogativi alla MARZULLO, non ci resta che attendere le prossime gare, nella speranza che tutti abbiano imparato qualcosa oltre ai tempi di gioco, e i movimenti utili per assimilare e cambiare di continuo il sistema di gioco, a tre, a quattro, a cinque, a rombo, a quadrilatero, a uno, a due o tre attaccanti, o adesso questa è, relativamente, una novità, schierando la squadra in maniera asimmetrica, pensa a cosa si è arrivati a pensare e a sostenere, si attacca da una parte e dall’altra no, si cambia assetto tra una fase e l’altra, ma questa non è più una novità. Pensa a cosa si è arrivati, ma non era meglio, mi chiedo, rimanere all’HARPASTUM, praticato dai legionari romani, con una sfera di cuoio riempita di sabbia? Allora non esistevano tattica e sistemi e non esistevano neanche gli allenatori e per fortuna nemmeno i giornalisti sportivi che criticano, suggeriscono e soprattutto rompono… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

20 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUEL CHE CONTA E’ COME SI INTERPRETA LA GARA?!? MA VA…

  • 27 Marzo 2018 in 02:05
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    guardi che le stesse cose che dice d aversa le dicono anche tutti gli altri allenatori le garantisco senta le interviste pre o dopo gara e leggera la stessa cosa sulla bocca di tutti gli allenatori ………….non le viene mai il dubbio che abbiano ragione ? che e’ tutta questione di approcio ‘ ? lei puo’ disquisire di schemi fin che vuole che poi sono 4-5 in tutto nel calcio non si invneta nulla di nuovo ma se non ci corre non si ramazza non si lotta non si vincono i tackle si torna a casa con le pive nel sacco ………secondo me deve andare a vedere le parite di scacchi la domenica piu che il calcio d aversa sara’ integralista ma anche eli con sta storia degli schemi non scherza integralista mica poco e mediti perche’ dicono tutti approccio gli allenatori e nessuno parla mai di schemi e tutte le volte a voi giornaliti dicono sono solo numeri e nessuno gi da importanza …

  • 27 Marzo 2018 in 09:25
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    Donca, dunque, gli allenatori, così come i giocatori, dicono sempre le solite frasi fatte, trite e ritrite e, + che dire concetti, dicono parole vuote, per il vento dei giornali sportivi e per i tifosi che ci credono.

    D’Aversa ha fatto circa 500 partite tra i professionisti, mi è stato detto che era un buon giocatore ma, come tecnico deve mangiare ancora molti “crostini-grosten”:
    è chiaro che il giocatore singolo e la squadra DEVONO ANDARE IN CAMPO CON CARATTERE, GRINTA, VOLONTA’, APPLICAZIONE, IMPEGNO ma, così, ovviamente, fanno pure gli avversari: quindi allora cosa succede ? chi riesce meglio ad imporre le proprie giocate ( di squadra ma soprattutto coi singoli ) , chi riesce a sfruttare la meglio tutte le occasioni semza sprecare nè concedere troppo, riuscirà a condurre in porto la gara.
    NON E’ CHE I NOSTRI VADANO IN CAMPO CON MAGGIORE o minore VOGLIA DI VINCERE rispetto agli altri: tutti vanno in campo per imporsi, per non perdere o, per arraffare il miglio risultato sportivo anche in base a chi hai di fronte.
    Vincere una partita contro la TERNANA o contro l’EMPOLI porta sempre 3 punti, la differenza è che con i primi troverai una squadra ( che lotta per slavarsi ) sempre affamata, battagliera, con tutte le armi che potra mettere in campo, LOTTA SACRIFICIO ED IMPEGNO MASSIMALE SU TUTTI I PALLONI, IN TUTTI I TACKLE, SU TUTTE LE SECONDE PALLE, MA PURE SULLE PRIME…
    giocare contro l’EMPOLI, quest anno, è cosa dura, bisogna avere tutto l’organico a disposizione e giocare ANCHE in funzione dell’avversario: le partite ed i campionati non si vincono tutti allo stesso modo ( a meno che tu non sia BARCELLONA, REAL MADRID, BAYERN DI MONACO o PSG ):
    ..
    a mio avviso, l’ALLENATORE BRAVO, DEVE anche tenere conto, NECESSARIAMENTE, degli avversari e di come sono disposti in campo, soffocare a monte le loro fonti di gioco ( vi ricordate di quando Pirlo veniva marcato a uomo già al limite della sua area ? oppure, l’anno scorso, cosa succedeva a Scozzarella in Lega Pro ?? ) … è ALTRESì EVIDENTE CHE TU DEVI USARE LA MEGLIO IL TUO ORGANICO ED I SINGOLI + IN FORMA IN QUEL MOMENTO CONTINGENTE …

    gli alibi a sfavore non vorrebbero mai contemplati : assenze, infortuni, mal di pancia ….GIOCA CHI E’ DISPONIBILE, e con costoro, si costruisce gara e spartito…PUNTO..

    portiere e difesa sono discretamente SOLIDI

    il centrocampo ha forza, fisicità e corsa ma HA BISOGNO DI SCOZZARELLA per trovare quel tocco in + che proviene da piedi buoni e ampia visione di gioco….

    DAVANTI, OGGI COME OGGI, siamo MOLTO FORTI,
    calaio’, ceravolo SU TUTTI, …partita per partita, giocando anche MOLTO SUI CAMBI ( non al 85° cavolo ) puoi far fare un tempo a tutta almeno a due elementi, esterni o trequartisti che siano…
    nel secondo tempo si cambia , anche in base al risultato del momento…

    GIRO PALLA deve essere + veloce, intanto che Gagliolo la passa a Lucarelli, che la gira a Gazzola, che la ritorna da Di Cesare, GLI ALTRI SONO GIAì TUTTI A TANA !!!

    sveltezza di manovra, cogli l’attimo, avete visto FRATTALI al 13°, preso il pallone e calciato immediatamente su CERAVOLO ( intanto, se sono difensore, e ci siamo in due, lo tengo sulla linea di centrocampo da dove, per arrivare in porta, servono 50 metri palla al piede )…questi prende posizione e, il difensore non può fare altro che strattonarlo !!

    altra cosa, che vado ripetendo da due anni: DELLA FASE DIFENSIVA ME NE FREGO, sui calci da fermo degli avversari IO LASCIO DUE VELOCI E SVEGLI LARGHI A CENTROCAMPO, UNO A DX ED UNO A SX….gli altri saranno costretti a rimanere in tre, in 3, ca$$o…e la superiorità numerica nella nostra area ce l’abbiamo noi …..

  • 27 Marzo 2018 in 10:14
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    segue …

    se la squadra avversaria, esempio il Venezia l’anno scorso, sulle fasce ha due terzini che spingono tantissimo, ora da una parte ora dall’altra ( Garofalo e Fabris ) è evidente che non posso farli rincorrere dal mio esterno per tutta l partita: rischio di spomparlo fisicamente al cospetto di uno che corre di + e che, quando si sgancia, ha sicuramente un mediano che lo copre, allargandosi nella posizione di esterno fino a quando, questi, non è rientrato ,sulla linea dei difensori, ad azione finita..
    LO ASPETTO , o con un centrocampista oppure col mio terzino di sganciamento ….stessa fascia …
    ..
    chi ha i capelli bianchi ( non come me) si dovrebbe ricordare tal Pasinato che, in Serie B, come mediano di destra, si sgnaciava in continuazione sulla fascia di competenza e sembrava un ira di dio…in serie A, tutti lo aspettavano col terzino opposto e il giochino finiva li…..da una categoria all ‘altra il livello degli allenatori cambia, e di molto …

    io non sprecherei mai uno dei miei talenti d’attacco per fargli rincorrere un terzino …dig pur cal vaga…
    SACCHI con SIGNORI
    MOURINHO con ETOO o con PANDEV sono stati i precursori di questo scempio di tattica…..
    ..
    vedi che gente come
    RONALDO – BALE
    MESSI SUAREZ
    ROBBEN RIBERY ….i loro terzini stanno bene all’occhio prima di sganciarsi e, se lo fanno …..qualcuno li va a coprire, proprio come si faceva una volta ….

    il problema di quella cavolo di superiorità numerica mi sembra una grande stronzata:

    per averla in tuo favore devi :
    CORRERE DI + E RADDOPPIARE GIOCANDO CON SQUADRA MOLTO CORTA E STRETTA TRA I REPARTI …
    la famosa densità di cui parlano i tecnici novelli altro non è che TUTT A MUCC come le pecore ..
    esempio, rinVio di Frattali, calcio sulla linea di fallo laterale, altezza centrocampo, destinazione testa di Scavone, la maggior parte delle volte VA FUORI…PALLA AGLI ALTRI …
    se io il possesso palla a fondo campo, così facendo, lo perdo subito nell’immediato, NON CREDO CHE A COVERCIANO INSEGNINO QUESTE PUTTANATE, FORSE NEMMENO GUARDIOLA, UN ALLENATORE CHE INSEGNA A GIOCARE LA PALLA, RASOTERRA, SENZA MAI BUTTARLA ALTA NE’, SOPRATTUTTO, VIA ALLA CA$$O DI CANE….cioè agli altri …

  • 27 Marzo 2018 in 10:18
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    Poi, di fatto, se hai dei buoni giocatori, spesso, costoro ti risolvono le partite coi loro colpi, intuizioni e giocate superiori alla media …

    collettivo forte, squadra quadrata….alla fine, coi buoni, ..le partite vengono meglio….un pò come le ciambelle ….

  • 27 Marzo 2018 in 10:34
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    Un paio di considerazioni per completare il perfetto ragionamento di Morosky.
    A) Il Parma fa fatica a creare superiorità numerica ed ancor più a concretizzarla. I giocatori che possono crearla sono pochi e quando ci provano sono quasi sempre isolati, se riesce il primo dribbling, non avendo nessuno in appoggio, va a finire che subiscono il raddoppio. C’è poca propensione a smarcarsi negli spazi.
    B) La tempistica nei cambi è importante. Domenica dopo l’espulsione andava subito tolto un difensore.
    C) D’Aversa ha una qualità importante…è fortunato

  • 27 Marzo 2018 in 10:38
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    Morosky….. et tot la pilola par la pressiò stamatenna ??? Vacocà deh !!!

  • 27 Marzo 2018 in 11:21
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    A dir la verità la prendo tutte le mattine se no siamo sui 160-90..
    certamente non mi aiuto nè col ParmaCalcio nè con la cucina parmigiana ( cantina compresa ) ..un pò cme tutt nuetar pramszan ..
    o no ? ti co dit ?

    Ho scritto quel po’ po’ di pistolotto solo per dire che …il calcio, se lo hanno inventato gli inglesi, i brasiliani sono ancora quelli che lo giocano meglio, gli olandesi hanno messo dentro corsa, atletica e tutti avanti tutti indietro…poi, chi è venuto dopo, anche in base ai propri talenti naturali…ha preso il buono ed il meglio da tutti costoro …per cercare di trarre il meglio, ottimizzando risorse, sistemi di gioco, disposizione in campo, velocità, ritmi e tempistica nel fare le giocare …esempio, per un passaggio fatto un secondo prima , può cambiare e di tanto la giocata successiva…

    statemi bene tutti …

  • 27 Marzo 2018 in 11:22
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    Quasi tutti hanno la pretesa di ricevere la palla da fermi sui piedi, cosi è chiaro che il gioco diventa prevedibile. A volte c’è poca cooperazione anche nella fase difensiva
    L’articolo è piacevole come sempre ma, sulle dichiarazioni dell’allenatore (che di per se non è certamente un gran comunicatore), stiamo attenti a valutare cio che dice da cio che pensa .. se cambia assetto significa che ritiene possa influire, se ripete che conta l’atteggiamento tutte le settimane forse non vuol dire solo che è importante ma anche che questo gruppo caratterialmente/professionalmente ha dei limiti.
    Se riusciamo ad andare ai playoff poi chissà, quest’anno abbiamo tutto da guadagnarci, magari almeno alla fine danno il 100 invece che il 50 di media finora

  • 27 Marzo 2018 in 13:39
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    Non ricordo un allenatore che non parlasse mai di tattica, come se non ci fosse differenza tra l’affrontare una big o una piccola. Tanto conta solo l’atteggiamento. Qui sono anni e anni di evoluzione del calcio che vanno a farsi benedire. A questo punto qualsiasi persona potrebbe allenare se appunto la disposizione in campo e come ti muovi non conta niente.

  • 27 Marzo 2018 in 14:25
    Permalink

    Vi ricordate il Barcellona di Crujff che giocava con tre attaccanti rapidi e tecnici ma bassi e quando gli avversari battevano l’angolo loro 3 rimanevano a centrocampo in modo tale che i difensori centrali non andassero in area di rigore. Cosi minimo rimanevano in 4 dietro e i calci piazzati non facevano paura

    • 27 Marzo 2018 in 15:37
      Permalink

      Esatto, proprio come fece Zeman all’andata al Tardini, nel periodo in cui segnavamo solo da calci piazzati.
      Cmq senza scomodare grandi allenatori è una cosa che si insegna giá a partire dagli esordienti..

      • 27 Marzo 2018 in 17:54
        Permalink

        Peraltro lo faceva spesso anche il buon Apolloni che pur essendo stato un difensore, come allenatore era tutt’altro che difensivista.
        Sempre e solo forza Parma

      • 27 Marzo 2018 in 18:31
        Permalink

        Pensa che invece stroppa, se ci hai fatto caso, in un paio di occasioni non ha lasciato davanti nessuno sui nostri corner..
        Io leggo tutto con piacere ma in questo caso francamente non capisco la critica, non vedo il nesso con particolari episodi negativi.
        Al contario credo che sulle palle inattive siamo bene organizzati sia in attcco che in difesa, tra l’altro il mister preparò la propria tesi sulla gestione dei calci piazzati, qualcosa avrà pur imparato nei suoi studi

        • 27 Marzo 2018 in 21:13
          Permalink

          Non è vero, guardi la posizione di Nicastro finchè è stato in campo e finchè nn si sono chiusi completamente, nonostante l’uomo in meno.

  • 27 Marzo 2018 in 15:08
    Permalink

    Si Luca ma questi concetti sono troppo ALTI per QUESTO LIVELLO …è una cosa troppo difficile …
    quelli alti in area vi andranno lo stesso ma, cmnq, altri loro compagni dovranno restare a protezione difensiva …sempre uno di + in tutti i casi..

  • 27 Marzo 2018 in 15:16
    Permalink

    giusto per chiarire, il LIVELLO di cui sopra non intendo il LIVELLO DEL SITO, tutt altro ….anche per fare chiarezza e non essere equivocato ……

    la PAURA DI PERDERE ( già 10 sconfitte ) NON DEVE SOFFOCARE LA VOGLIA DI VINCERE ….quindi bisogna mettere in atto tutte le misure necessarie tali da poter sempre raggiungere il massimo obiettivo di giornata, provarci almeno…e non sempre subire passivi …

  • 27 Marzo 2018 in 15:43
    Permalink

    giunti fin qua e vista la posizione ormai è meglio puntare alla vittoria sempre.
    il punticino poco serve.
    quindi basta paura di perdere e osare di più.

  • 27 Marzo 2018 in 16:18
    Permalink

    Gira
    e
    Rigira
    ma
    quando
    manca
    Calajo’
    non
    si vince http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_heart.gif

  • 27 Marzo 2018 in 21:40
    Permalink

    Ad Avellino Ceravolo e Calaiò insieme in campo

  • 27 Marzo 2018 in 23:15
    Permalink

    D’aversa da quando è a Parma ha sempre disposto sugli angoli la squadra così e probabilmente e difficile trovarne altre .
    Alla faccia della tesi che probabilmente era dedicato all’ estremo difensivismo .
    Quando uno dichiara che si ottengono promozioni con le difese meno battute e schiera il più falso dei 4 3 3 con gli esterni che partono dalla loro area e’ chiaro quale messaggio da ai suoi giocatori.
    Non giocherà mai con 2 punte all’inizio perché e’ troppo orgoglioso di cambiare un suo punto fermo tattico.
    Ma si ricordi che mettere in campo la seconda punta Ceravolo o Calaio soltanto perché si deve recuperare la partita e sperare che finisca come col Foggia e’ sperare e pretendere troppo, Chiavari docet….Per me la miglior difesa e’ l’attacco specie quando hai gli stoccatori giusti !!!

I commenti sono chiusi.

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La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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