CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / O SI VINCE O S’IMPARA

gianni barone(Gianni Barone) – Il motto completo dovrebbe essereNon si perde mai: o si vince o s’impara”, ma nel nostro caso si continua a perdere quando meno te lo aspetti o quando non è ora, eppure lo spazio all’ottimismo dovrebbe avere la meglio sulle recriminazioni e su ciò che ancora una volta non ha funzionato, su ciò che si è inaspettatamente inceppato, su ciò che non quadra. Perché l’analisi va fatta, e quindi occorre, come recita ogni adagio della vita, imparare dalle sconfitte, e soprattutto, da quelle – come quella di Chiavari – in cui le motivazioni per ciò che si è verificato, reggono molto meno che in altre occasioni. Si è perso, ma non si è meritato in pieno la sconfitta: questo il monito del tecnico, il quale ha rincarato la dose, spiegando: “Poi la rete che abbiamo subito alla fine del primo tempo rappresenta bene la nostra giornata: siamo riusciti a prendere goal su un cross, dove (Don MACCHI e non solo lui, inorridirebbe…), in area c’eravamo anche, visto che eravamo 5 contro 2″.Vantati”, avrebbe detto in un impeto di dura ironia Giacomo PORETTI, con lo aldo baglio giacomo porettistesso usato tono, nel film, contro un  Aldo Baglio orgoglioso di non aver mai letto un libro. Occorre imparare anche da questo , perché sabato, anche la difesa, anzi la fase difensiva, per meglio dire, fiore all’occhiello della stagione è naufragata sotto i colpi di ALIJ, LAMANTIA, DE LUCA. Avessi detto chissà chi… Invece le pagelle e giudizi parlano chiaro: nessuno si è salvato. Fioccano gli “Zero” (non Renato) anche in quelle in dialet dla Gazeta, laddove impariamo – grazie alla impeccabile correzione ortografica di Enrico Maletti – che la esatta definizione in vernacolo di Ciocolaté è  cicolatén. Il riferimento è a quanto scrive l’autore “Crociato 63” circa il portiere Frattali (con una t sola e con dieresi sulla a), a proposito del cinema (“cino” in pramzan) fatto (e inutile secondo l’estensore) dopo aver preso il secondo gol, laddove (1+1 = 2, echissenefrega perché tanto alla faccia di Don Macchi il pubblicismo moderno ha sdoganato le ripetizioni persino nei dispacci ufficiali) anche D’Aversa, di solito sempre così signorile e lontano da tutti i casini (con due s) si è inserito, probabilmente per sedare, ma buscandosi una cacciata anzitempo dal campo dal direttore dell’incontro. I minuti iniziali e quelli finali sono sempre deleteri, ammoniva il saggio di Nick Carter, sicché sarebbe lecita una più elevata attenzione da parte dei protagonisti e, perché no, di chi li guida. Poi se non li guida davvero è un problema suo e loro. Zéro, quindi, a Frattali e a tutta la banda, poi il copyright per ciocolaté o cicolatén passeremo per l’incasso… Ma si torni alla disamina (o pistolettata): e dire che all’inizio sembrava L’ENTELLA in IMG-20180319-WA0001palese difficoltà al cospetto di un Parma capace di costruire importanti palle goal. Ma troppi corpi estranei, soprattutto in avanti – leggi Da Cruz e BARAYE – non hanno motivato la scelta iniziale dello schieramento, sebbene lo stesso tecnico, abbia visto con gli esterni d’attacco larghi un gioco migliore rispetto a quando, a furor di popolo, a furore di critica, e obtorto collo, per fronteggiare lo svantaggio, ha inserito Ceravolo al fianco di Calaiò, con prima  trequarti  BARAYE, e  poi DEZI, con il successivo ingresso di Di GAUDIO, largo a sinistra, in un improbabile 3-4-1-2, mai provato prima, che non sortito alcun effetto positivo. La girandola di sistemi ha permesso ancora una volta a D’AVERSA a ribadire lo stesso concetto, che è poi, ormai il suo cavallo di battaglia e cioè” Sotto l’aspetto del gioco si è fatto meglio nel primo tempo con gli esterni più larghi. Questo dimostra che non è il sistema di gioco che cambia certi equilibri. E’ anche vero che eravamo sotto, che gli spazi erano diversi quando Calaiò e Ceravolo hanno giocato insieme. Non c’entra il sistema di gioco, ma l’interpretazione della gara e la voglia di portare a casa il risultato. E sotto questo aspetto abbiamo fatto un passo indietro”. Chiaro il concetto i moduli e i sistemi non c’entrano niente, anche quando se ne adottano tre in sola partita, e uno il (4-3-1-2) viene utilizzato per soli 19 minuti, per dare spazio all’ultimo schema di sicuro sconosciuto agli interpreti, e mai provato in allenamento. E’ di volontà, non di vivere come direbbe Schopenhauer artur schopenauer(non Bagnoli, per dirla alla Brera), ma di portare a casa il risultato, che si tratta, però prima bisogna raggiungerlo, per vincere, e il PARMA ci ha abituato che una volta sotto, difficilmente, riesce a recuperare. Morale; volontà che diventa nolontà, esperimento (quello delle due punte) che suona, nelle parole finali, quasi come una bocciatura, il tutto per dimostrare che i sistemi non c’entrano e che i critici, non capiscono, che tale schieramento non funziona, perché non è supportato e non supporta, un bel niente, e per dimostrare che coloro che invocano cambiamenti, sbagliano, quindi avanti con le certezze consolidate, e niente novità, sembra quasi di essere in presenza di quel marito (Tafazzi) che si martella i maroni (non quello della Tessera del Tifoso) per far dispiacere alla moglie. Ma qui siamo in presenza dell’ennesimo tentativo di dimostrare che qualcosa non torna: adesso salta persino fuori anche che il mercato di gennaio non ha Tafazziprodotto risultati e che il palleggio generico, come qualcuno lo ha definito, non serve più, che serve profondità che occorre verticalizzare. Bella scoperta: e allora perché non lo si fa?  Proprio mentre da noi, nella Penisola, intendo, l’idea di calcio palla a terra, manovrato di SARRI al NAPOLI, e di GIAMPAOLO alla SAMP, sta riscontrando i suoi minimi storici, in fatto di efficacia, perché non si seguono gli esempi di ALLEGRI e Gattuso, sempre pronti a cambiare, abito tattico, alle proprie squadre per fronteggiare le emergenze e per portare a casa i risultati? Loro i sistemi li cambiano, perché i sistemi servono, quando non sono scatole vuote, perché vengono, provati e riprovati nel corso degli allenamenti. Se vengono solo improvvisati siamo d’accordo tutti che non contano, non servono, e non vengono di conseguenza ben interpretati. Il concetto di pensiero unico nel calcio, non paga, e non parlo solo di sistemi, ma anche di modi di interpretare e di giocare, vertical e orizzontal, alternati, e assortiti: tutti dovrebbero sapere far tutto, ed è sbagliatissimo che nei settori giovanili, le squadre, scimmiottando il modello olandese dell’AJAX, giochino con lo stesso sistema di gioco adottato dalla prima PRIMAVERA 6 (PIAZZI)squadra. I giovani, per crescere, devo essere abituati a far tutto sotto l’aspetto tattico e non fossilizzarsi su un’unica direzione. Ecco che allora le interpretazioni, a livello di prima squadra, sarebbero sempre migliori. Quindi per il momento il paragone D’Aversa che s’ispira al modello Allegri, che qualche illustre opinionista ha rilanciato in un salotto tv locale, non regge in quanto ci vuol più convinzione quando si cambia per ricercare nuovi equilibri di gioco. Speriamo sia solo questione di tempo perché ora occorre varare una nuova mentalità che supporti tutte le situazioni e le avversità, perché è inammissibile, che una squadra del potenziale del PARMA, non riesca a reagire contro una formazione non trascendentale – o trasaleuntizio – come l’Entella, che ha giocato con grinta e orgoglio, con le stesse armi deposte, con presunzione, dai Crociati, troppo presto. Siamo sempre alle solite grinta e cativeria che vengono meno. Ma come mai? Io insisterei, tanto per rimanere in calaiò virtus entella parmatema, con l’accappiata Calaiò e Ceravolo, visto che si può disporre di entrambi, non riserverei la soluzione solo per le emergenze. La volontà poi arriva, quando si riesce a mettere in difficoltà e in apprensione gli avversari con la presenza, contemporanea, di attaccanti di un certo valore e di un certo peso, se c’è riuscito l’Entella con LA MANTIA, sgraziato sin che si vuole, ma efficacie, e DE LUCA, non vedo perché non lo possa fare il PARMA, abituando la squadra ad un gioco più in profondità. Poi molti non hanno colto, la mossa di Aglietti di far marcare con Crimi, trequarti sui generis, il mediano centrale Munari, prima e  VACCA dopo: sono piccoli accorgimenti, che alla lunga possono anche incidere, e che nell’ottica iniziale, del dover apprendere dalle sconfitte affinché le stesse non risultino tali, dovrebbero essere seguiti e metabolizzati. Altrimenti si perde e baste e 10, sconfitte 10, per una squadra come il Parma sono veramente troppe. O no ? Eh o no? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / O SI VINCE O S’IMPARA

  • 19 Marzo 2018 in 20:50
    Permalink

    Il problema è che solo noi tifosi vediamo il problema scusate il gioco di parole, d’aversa non può allenare e basta vedere le vittorie come sono arrivate per capire chi è senza contare le sconfitte tutte uguali, purtoppo il pesce come si dice puzza dalla testa ,è inutile scrivere e scrivere tanto è da dicembre 2016 che siamo senza allenatore. Parma non merita questo. Se stavo a parma ogni giorno ero li a contestare il fenomeno,altro che. http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 19 Marzo 2018 in 21:21
    Permalink

    FINALMENTE SU TV PARMA SI VUOTA IL SACCO !!

    BRAVO ANGELO !!!

    BRAVO SCHIANCHI!!! (Mai stato molto d’accordo con certe sparate nel passato ma ora dice verita’)

    NON GIOCHIAMO A CALCIO !!!!

    BASTA SCUSE MISTER!!!

    • 20 Marzo 2018 in 08:41
      Permalink

      Adesso ? Ahahah

  • 19 Marzo 2018 in 22:09
    Permalink

    Bla Bla Bla… un allenatore che è tenuto lì per fare da parafulmine non è il primo colpevole. Per come la vedo io, il Ds e i giocatori decidono prima di ogni partita se si corre o no.. e se decidono per il no, non c’è niente che il tecnico possa fare (neanche le sostituzioni se anche chi sta in panchina entra deconcentrato). Mi direte che si deve dimettere..beh dopo empoli si era dimesso (l’ha detto lui) ma gli hanno rifiutato le dimissioni..sicchè..

    • 21 Marzo 2018 in 19:18
      Permalink

      Non si è mai dimesso, ha risposto in modo provocatorio ad un giornalista di Palermo, infatti poi ha detto testualmente ” a Coverciano, la prima cosa che ti insegnano, è non dare mai le dimissioni”. Se avesse dato,le dimissioni le avrebbero accettate subito. Purtroppo se lo dovessero anche esonerare, non vedo in giro molti allenatori per sostituirlo.

  • 19 Marzo 2018 in 23:48
    Permalink

    Quello che è più deprimente è che è da oltre un anno che si conoscono i problemi: squadra messa tatticamente male in campo, giocatori che si limitano al compitino, nessuno schema di gioco ma solo giocate dei singoli e mancanza di mordente nei momenti decisivi. Noi tifosi possiamo parlarne quanto ne vogliamo, ma spetta alla società agire.

  • 20 Marzo 2018 in 14:48
    Permalink

    Ma la società è assente…i giocatori a Parma sono puntualmente e lautamente pagati…l’allenatore ed il d.s. pure …..a prescindere.. chi volete che possa cambiare noi tifosi per natura
    e per fortuna a nostra volta paciosi ed al massimo brontoloni….

    Aspettiamoci questo tran tran fino alla fine ….gli episodi contro….manca la cattiveria agonistica,,,il 4 3 3 è il massimo…e compagnia cantando.

    D’altronde non sì è mai visto una società di azioni che è gestita dal socio di minoranza, chi ci mette i capitali e rischia non cede il controllo.

  • 20 Marzo 2018 in 15:39
    Permalink

    Scusa la digressione ma parli del carissimo Don Macchi che anhch’io ho avuto al San Benedetto? Se è lui, e non credo non si possa trattare dello stesso, mi ha fatto molto piacere la tua citazione. Mi è rimasto nel cuore.
    Tornando al nostro caro Parma, in questo momento anche un pò odiato io sinceramente faccio molta fatica a capire perchè non abbiamo ancora mollato D’Aversa, è vero siamo appena partiti ed avremmo a libro paga 3 allenatori….ma vedere questo scempio fà male, giocatori imbrocchiti? Ma così tanti? Gioco mai pervenuto…

    Poi è anche vero che qualche occasione l’abbiamo avuta come ha detto….come se visto che siamo andati vicino a segnare…va bene così. Sono molto deluso, dai giocatori, tecnico, DS e società.

    Dopo una sconfitta si presentano Faggiano e Carra. Sconfitta successiva Avv. Malmesi. Poi più nessuno (giustamente) ha voglia di metterci la faccia…

    Non si vede amor proprio, attaccamento alla maglia, occhi di tigre.

    Secondo tempo, sotto di un gol e noi restiamo negli spogliatoi…

    A tutto c’è un limite. Dobbiamo rassegnarci a tirare a fine campionato nella mediocrità?

    Certo vedere squadre come il Venezia che vendono cara la pelle ad Empoli fa male…

    Sempre forza Parma!!!!!!

    • 20 Marzo 2018 in 16:01
      Permalink

      Mi associo alla “digressione” del Sig. Gigat.
      Grandissima e azzeccatissima citazione di Don Macchi!
      L’ho sinceramente apprezzata.
      Penso che renda ulteriormente onore al Dott. Barone a cui vanno i miei personali complimenti per lo stile ed i contenuti dei suoi contributi che evidentemente risentono dei preziosi insegnamenti dell’illustre insegnante citato.

  • 20 Marzo 2018 in 16:57
    Permalink

    ma barone riesce a scrivere per ore sul nulla ,non so come faccia ,un genio che svaria a tutto campo ,lo vedrei bene al posto di un nostro centrocampista http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gif

I commenti sono chiusi.

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