CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Fischi, fiaschi e sputi in faccia (metaforici) ai miracoli sportivi di provincia…

gianni barone(Gianni Barone) – Mentre il turno infrasettimanale ci ha regalato poche sorprese, e mentre il titolo di vicerè (leggi: il secondo posto in classifica) è durato solo 24 ore, al risveglio quando è passata la nottata (di gloria, non certo di sofferenza da malato cagionevole), ci si è trovati di fronte una situazione, comunque, favorevole, aldilà di tutto, in vista del prossimo impegno contro CARPI, il quale CARPI, più arrabbiato che mai con l’arbitro, ha ceduto in casa al Perugia, e per bocca del suo direttore generale Scala (pikka), ha manifestato tutto il disappunto verso una parte della tifoseria che contesta, borbotta, e non si rende conto del miracolo sportivo compiuto, anche quest’anno, dal club modenese. Infatti le parole del D.G. sono dure come macigni (sdong): ”Persone che vengono per dare contro ad una società che viaggia da dieci anni alla media di due punti a partita. Sono stufo. Chi pensa che non abbiamo fatto un grandissimo campionato, merita di stare a casa, abbiamo bisogno di gente che ci sostiene”, ci portano verso un ambito che con toni un pelo meno carpi dg scalaperentori, ha sostenuto lo stesso rammarico anche da noi, (del resto tutto il mondo è paese…) per bocca del direttore Daniele Faggiano, il quale scalfaroanamente non ci sta ad accettare insulti come quelli che il PARMA ha ricevuto prima della striscia positiva che ha portato la squadra in alto in classifica. “Da fuori si sentono tante chiacchiere che io non concepisco per una squadra  neopromossa (aridaje…)”, ha così tuonato il dirigente gialloblù a Radio Montecarlo, Principato di Monaco, imitando, nella sostanza e non del tutto nella forma, il suo collega del CARPI, nel non sopportare chi rema contro, in parole molto povere, ma efficaci. Eh si il tema è ricorrente, all’indomani di ogni sconfitta, o ai margini di un periodo storto, di risultati, la depressione del tifoso, porta con sé una serie di riflessioni, e di affermazioni, non propriamente gentili e garbate, nei confronti di chi dirige e di chi allena la squadra del cuore. Il tifoso prima si esalta, poi, si deprime, a ritmi alterni, non risparmiandosi mai dottor faggianoin critiche ed elogi (a seconda delle fasi): questo lo si sa, notoriamente, chi dovrebbe sostenere una squadra, lo fa molto bene solo quando si vince (e non diciamoci balle sul giocare bene. Che poi anche sul giocare bene mica tutti la pensiamo nel medesimo modo…), è difficile che succeda il contrario. Proprio come il gioco del calcio che è composto dalla due fasi, quella d’attacco e quella difensiva: anche per chi tifa, le fasi sono due, una d’attacco, quando le cose vanno male, e una di difesa e di esaltazione, quando le cose vanno bene per non dire benissimo. Pretendere che le situazioni s’invertano, credo sia impossibile. Queste, che piacciano o no, sono le regole d’ingaggio di questo gioco, in cui tutti si sentono autorizzati a dire la propria, senza bisogno che qualcuno gli suggerisca le parole, stupirsi perché roberto d'aversa novara parmanon avvenga il contrario, mi pare non sia né possibile, né consigliabile. Non si può accontentare tutti quando si ci mette in gioco, e in discussione, e soprattutto quando si occupano posizione di vertice e di responsabilità tecnica all’interno di società di calcio. Bisogna saper gestire bene con equilibrio (anche se parafrasando Don Abbondio chi non ha equilibrio non se lo può dare…), proprio come nel calcio, le transizioni, cioè come quando si perde o si riconquista il pallone, anche con le parole e nei giudizi, occorre sempre equilibrio, da tutte le parti, e non pretenderlo sono da una delle due parti (scordandosi, per primi, di essere equilibrati). Quando si perde il pallone o una partita, può succedere di tutto – in campo, e anche fuori, magari negli spogliatoi, diletta leotta daniele baronenei corridoi, negli stanzini o stanzoni segreti magari non del tutto ancora profanati da Sky, grande fratello peraltro molto compiacente – quando la transizione è negativa, ci si può aspettare di tutto, critiche ed insulti compresi, salvo poi attendere il nuovo inizio successivo, la riconquista, per mettere in mostra tutto ciò di cui si è (stati) capaci. Questo è il gioco in campo, e questi dovrebbero essere i giochi da praticare fuori dal campo. Accusare il colpo, non basta e non serve a nessuno: occorre organizzare, ognuno nei propri ambiti e nelle proprie competenze, il proprio riscatto, la propria transizione positiva, con orgoglio, misura senza esasperare, troppo, i toni. Se qualcuno pretende che si cambi, sistema o modulo (impossibile al momento attuale perché fare ciò occorrerebbe tornare alla marcatura a uomo), perché le cose non funzionano, non va bene, occorre suggerirlo non pretenderlo. Dire, quando si perde che i dirigenti e tecnici, sono incapaci, non va bene: occorre avere più cultura, meno pretese, meno protervia e meno arroganza da ambo le parti, sia per chi critica o cucchi fbspara a zero, perché si sente autorizzato, e sia per chi non accetta di essere criticato. Gli insulti (e ha ragione Riccardo Cucchi, autore di un profondo pensiero al riguardo postato su Facebook), poi andrebbero banditi, del tutto, in ossequio, sempre, a quel tipo di cultura, che troppo spesso alle nostre latitudini, latita. Poi ci stupiamo quando ci sono gli eccessi, anche in termini positivi, cioè quando un allenatore ordina alla sua squadra di subire un goal, perché quello segnato è stato fatto con un giocatore avversario a terra, oppure quando una società revoca l’esonero di un tecnico perché i giocatori non lo ritengono necessario. Tutte cose capitate di recente nella nostra provincia, dalle parti di LANGHIRANO, con episodi che forse non vengono, sottolineati o apprezzati abbastanza. Mentre altrove il gesto di un ragazzino che ha sbagliato apposta un rigore che non c’era fischiato a favore della sua rep rigsquadra è finito persino con il video su Repubblica… Ciò che viene più evidenziato, e ciò che rimane è sempre ciò che è legato a qualcosa di non sportivo, di non leale, di non positivo. Proteste per presunti torti arbitrali subìti, fischi e insulti dalla tribune, critiche alle scelte e all’operato di tecnici e società e nulla più: questo è il quadro sconfortante entro cui ci muoviamo, ed entro cui pretendiamo che siano sempre gli altri a doversi giustificare, perché sono sempre gli altri a sbagliare. Il famoso albo degli altri, in cui nessuno, sente, mai, il dovere di iscriversi, per stemperare i toni, per formulare giudizi equilibrati e costruttivi. In modo che nessuno si senta offeso e nessuno si senta escluso: lo so sono discorsi non moderni e non condivisi da tutti, però andrebbero fatti e sostenuti quando ci si trova, in ambiti, come il nostro, quello dello sport, dove certi valori andrebbero sempre e comunque coltivati e difesi. Moralismo, da quattro soldi, qualcuno potrebbe obbiettare, magari chi ai raccattapalle insegna a restituire tardi il pallone quando la propria squadra è in vantaggio o rimetterlo in campo alla velocità della luce quando perde: sportività allo stato puro, però prima di urlare, tifare o bacchettare, ed infine gioire tutti insieme, occorre ricordarsi di rispettare se stessi, e le opinioni degli altri. Detto questo ritorniamo al tema iniziale, la prossima partita col Carpi, che sta tentando ancora di compiere un miracolo sportivo: canta con noi che torniamo in serie adopo la seria A, i play off dell’anno scorso, cioè quello di arrivare tra le prime otto. Il PARMA, sta bene, a dispetto dei tanti infortunati, perché ha imparato a gestire quindi a soffrire di meno, ha alcuni giocatori, che nonostante l’età, stanno stupendo per la tenuta fisico atletica ed ha, soprattutto, quello che in uno sport di squadra dovrebbe essere fondamentale, cioè la compattezza trovata e ritrovata dopo una seria di anacoluti tattici, che ne avevano minato il rendimento ad inizio girone di ritorno. Deve guardarsi da avversari sempre temibili però ha dalla sua, checché se ne pensi, e checché se ne dica (sempre nel lecito), l’ambiente, che non è cosa da poco (sdong), o almeno così pare… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Fischi, fiaschi e sputi in faccia (metaforici) ai miracoli sportivi di provincia…

  • 18 Aprile 2018 in 16:50
    Permalink

    Mi sembra che di paragonabile ci sia solo l’essere dispiaciuto per le critiche

  • 18 Aprile 2018 in 19:29
    Permalink

    Dezi infortunato..chi gioca in mezzo sabato? Io.?

    • 18 Aprile 2018 in 22:35
      Permalink

      Barillà Munari Vacca

      ?

  • 18 Aprile 2018 in 20:47
    Permalink

    Ho visto la partita del Frosinone.
    Per 80 minuti il Frosinone meritava di perdere
    poi…..
    Io son certo che se vinciamo le prossime 4 partite
    andiamo in A.

  • 19 Aprile 2018 in 00:40
    Permalink

    Chi gioca a centrocampo sabato.?

  • 19 Aprile 2018 in 09:33
    Permalink

    È andata bene questa,settimana.
    SOLO UN INFORTUNATO, Dezi
    Un solo infortunio muscolare
    Di solito ogni settimana sono 2
    Il preparatore,atletico si sta
    riscattando, sta venendo fuori
    alla distanza
    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gif

  • 19 Aprile 2018 in 10:00
    Permalink

    Fischia …Claudio …at me fe gnir matt ( mi fai diventare matto )
    nn molli di un centimetro nella critica spietata, inflessibile, sei un cecchino della madonna …
    ..
    dai, ora bisogna tutti dare contributi positivi, la squadra mi sembra abbia dato dimostrazione di forza, voglia, tecnica e grande recupero di immagine, di se stessa, dei singoli e dei risultati
    ( classifica docet o sbaglio ? )

    al momento attuale lascerei stare critiche, attuali e pregresse…stiamo vicini ed uniti..
    per i processi aspettiamo, eventualmente, a fine campionato…
    dagli errori ( Faggiano,D’Aversa, staff medico, reparatori, squadra e giocatori ) si trae spesso insegnamento, sia come esperienza sia come correttivo …sia come giudicare le persone ( presidenti, direttori sportivi, procuratori, faccendieri e giocatori stessi …questo dal punto di vista della parola, della correttezza e dell’integrità morale oltre che intellettuale ) ..
    ..
    a consuntivo spero, ardo dal desiderio, che, chi dico io POSSA TOGLIERSI DEI GRANDI MACIGNI DALLE SCARPE …
    che, ad un certo punto della stagione, erano pesantissime, strette, scomode, talmente dolorose da correre a casa e toglierle subito …per poi mettersi in comode ciabatte..
    a buoni intenditori …
    ci sentiamo e ne parliamo ( sentiremo e parleremo )

    moro, illuminato dalla luce …ricordi James Brown in chiesa…come vide la luce lui …pure io l’ho vista e sono rimasto folgorAto

    morosky

  • 19 Aprile 2018 in 12:10
    Permalink

    Barillá Munari vacca…ok…preghiamo che non gli venga un raffreddore a nessuno dei tre..fino a domenica

I commenti sono chiusi.

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