CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / FRITTATA PARMA: MEGLIO GLI SCHEMI O LE IDEE?

gianni barone(Gianni Barone) – Sul palo d’Insigne e sul tiro fuori di Frediani, su assist da serie A, sempre d’INSIGNE, si sono spente, forse, le speranze del PARMA, di arrivare in A direttamente, senza play off, e si sono accese le speranze del Cesena di salvarsi senza play out, forse. Il tutto in nove, dieci, minuti che hanno sconvolto il mondo del PARMA, le sue certezze, la sua consapevolezza di farcela ancora una volta, la sua volontà di rimanere davanti agli altri e non dipendere da loro e dai loro risultati per nessun motivo. Nove minuti in cui si sono concretizzati, negli episodi che determinano sempre le partite, tutti i fantasmi, in chiaroscuro di un  campionato che non finisce più di stupire e di sorprendere. Da un lato la sfortuna (?!?) di non aver azzeccato i cambi per pochi centimetri da parte del PARMA, nei palloni finiti fuori per poco o sul palo, sull’1-0 , e dall’altra la fortuna del CESENA e di averli azzeccati in pieno, i cambi, da parte di quella vecchia volpe di CASTORI, che con Moncini, Dalmonte e Chiricò, ha mandato in campo tutto il potenziale offensivo a disposizione per centrare, insperatamente, l’obiettivo della vittoria. Quindi fortuna e sfortuna che si sbeffeggiano a PARMA CESENA BAR1vicenda, in una gara, ad alto contenuto motivazionale e che restituiscono un volto, ahìnoi, sin troppo conosciuto del Parma di quest’anno, soccombente al cospetto di formazioni, ritenute piccole, o per lo meno di bassa classifica. Grande amarezza, grande delusione, grande rammarico e grande rimpianto per non avercela fatta o per non avere fatto di più o il possibile. Eppure la squadra non ha sbandato, anzi, però è stata costretta a schiacciarsi, prima quando era in vantaggio, e a cedere, poi, a squadra schierata, come ripetuto dallo stesso tecnico, all’ultimo respiro. Questione di centimetri e di attimi, nulla più: qui i discorsi tattici non so se contano tanto, o ancora, il PARMA ha cambiato gli uomini stanchi o poco incisivi, come Ciciretti e Di Gaudio, e ha tolto Ceravolo che stava impegnando la difesa avversaria, senza cambiare assetto, con l’ingresso di Insigne, Frediani (decisivi i loro goal mancati) e Calaiò, nel finale, impossibilitato, ad incidere perché, ancora una volta, isolato. Il Cesena, invece, ha rivoluzionato tutto, perché i tre nuovi entrati, tutti decisivi nelle azioni dei due goal (Moncini su tutti ma anche Dalmonte e Chiricò), e tutti offensivi hanno scavonerimpiazzato un attaccante, un centrocampista e un difensore, facendo cambiare, volto e assetto alla squadra, rivoluzionando tutto il discorso legato agli equilibri tattici e di gioco. L’atteggiamento conservativo, o poco più dei Crociati, di fronte allo spregiudicato tentativo degli avversari d’imprimere una svolta decisa alla gara, che alla fine ha pagato con gli stra-interessi. Questione di fortuna, si diceva, da una parte, di sfortuna, dall’altra, ma non solo, qualcuno eccepirà: certi cali si pagano eccome, e una grande squadra che ambisce alla promozione, non se li può e non se li deve permettere nella gestione degli ultimi attimi di gara. Ma la storia recente ci ha abituato, che la tensione è difficile da mantenere per tutto l’arco della partita, la concentrazione sfugge quando occorre scegliere un tipo di giocata rispetto ad un’altra, in momenti delicati, di emergenza, di concitazione e di rischio, quando non occorre perdere la testa e quando, come dicevano i nostri vecchi maestri del calcio d’antan, occorrerebbe calciare i palloni che scottano, il più lontano possibile, senza sbagliare il tocco e la potenza del calcio. “In Piazza Garibaldi”, bisogna tirare il pallone, quando arriva in area, e si sta vincendo, soleva festeggiamenti piazza garibaldiripetere, un mio vecchio allenatore, quando giocavo in categoria, nel senso che i palloni che scottano devono essere allontanati il più presto possibile, dalle zone pericolose, cosi come non è successo, in occasione del primo goal di MONCINI quando la sfera avrebbe dovuto terminare preventivamente la propria corsa in Adriatico, spazzata via magari anche alla Viva il Parroco!. Ma in questo caso la frittata, perché di frittata si è trattato, non è stata evitata, con conseguente secondo goal subito con squadra schierata, e troppo schiacciata occorre aggiungere. Ma si tratta di una frittata senza chef o colpevoli, non è frittata di D’Aversa, in questo caso, non è frittata attribuibile ad un singolo che non ha spazzato con decisione, o ad un altro che non ha portato sufficiente pressione sul portatore di curva da arzignanopalla, si tratta di situazioni imprevedibili, che sfuggono ad ogni logica e che non hanno spiegazioni oggettive o plausibili. Sta di fatto che quando sembrava che tutto fosse semplice, e risolto, ecco che il tutto si complica e allora, come la mettiamo con tutti quelli che sostengono che il  calcio è fondamentalmente una cosa semplice che tutti noi (giornalisti sportivi) tendiamo a complicare ? Il gioco oscuro delle possibilità e delle probabilità che si confondono tra loro e che non si concretizzano nemmeno davanti all’evidenza, prende il sopravvento, nei momenti cruciali della stagione, rendendoci tutti disorientati ed attoniti di fronte, poi, ai garbugli e alle risse verbali, di fine e di post gara, in cui nessuno ci spiega e ci fa capire cosa sia realmente successo. Tutti che si s’infuriano, tutti che minacciano, e nessuno che ci spiega il perché di tutto questo nervosismo e di tutto questo casino dottor faggianonei pressi delle due panchine. Scopriamo che l’allenatore dei portieri se la prende col Direttore Sportivo del PARMA, e viceversa, e che l’altro direttore sportivo è furioso, ma questo però non dovrebbe stupire più di tanto. Ma non sarebbe meglio che le panchine fossero meno affollate, e che quelle aggiuntive non ci fossero, e che in campo andassero solo i componenti dello staff tecnico (allenatore e vice) e dello  staff sanitario (medico e massaggiatore o fisioterapista che dir si voglia) come succedeva una volta ai tempi dei vari Migliazzi, e dei dottori Zanichelli, Beltrami (li ricordate? Anche se magari non erano particolrmente atletici nel raggiungere gli atleti contusi), o come succede nei campionati dilettantistici in cui Presidenti, patron, direttori sportivi e generali, se ne stanno comodamente seduti in tribuna fuori dalla mischia. Una volta un direttore sportivo, molto noto nell’ambiente del calcio dilettantistico parmense, il compianto Giorgio Ravazzoni, mi disse, prima di sedere, suo malgrado, in panchina al posto del suo allenatore squalificato, in mancanza di un vice  con abilitazione federale “Un direttore sportivo non dovrebbe mai andare in panchina, perché quando lo fa vuol dire che non fa bene il suo lavoro, che consisterebbe nell’andare a vedere le allegri e sacchialtre partite per conoscere i giocatori delle altre squadre per non fidarsi, troppo,  degli osservatori, non sempre all’altezza”. Parole sacrosante e condivisibili non vi pare? Meno gente c’è in campo, o nei pressi, meglio sarebbe per mantenere un clima sereno e civile soprattutto in ambiti professionistici. Detto questo gli ultimi 180 minuti del torneo di B, saranno un brivido per i tifosi ,e per i giocatori, l’occasione di dimostrare di essere in grado di garantire un’impresa, che molti pensano sia alla loro portata. Ogni discorso di previsione e pronostico risulta puramente teorico al pari di quello tecnico come sostiene ALLEGRI, il quale non gradisce mai i rilievi  di natura tattica che vari esperti e talent di turno gli rivolgono nei post partita televisivi. Qualcuno come Adani (opinionista Sky), invece, ama affermare che la strategia e la tattica contano molto nell’economia di una partita, però, al tempo stesso, al termine freddo e cinico di schema, preferisce di gran luna la parola “Idea”. Quindi: buona idea a tutti... Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

18 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / FRITTATA PARMA: MEGLIO GLI SCHEMI O LE IDEE?

  • 7 Maggio 2018 in 15:17
    Permalink

    Frittata D.O.C.

  • 7 Maggio 2018 in 15:29
    Permalink

    Una piccola riflessione:

    giocare bene o giocare male,
    cambi giusti o cambi sbagliati,
    partite inguardabili o partite buone,
    vittorie, pareggi e pure 12 sconfitte e arrivo al punto:

    al di la di tutti questi aspetti, anche il misero piccolo punticino legato alla giornata storta, agli episodi, a quando la palla non riesci a buttarla dentro, a quando mej poc che gint….a quando sbagli l’impossibile ….

    ma ci pensate ??
    avere in classifica il punto di ieri a CESENA ( non ho chiesto la luna nè l ‘mpossibile mi pare ) e pure quello di VERCELLI ( altra richiesta umana, terrena e per nulla fuori dal mondo )

    66 + 2 = 68

    praticamente gli stessi punti del Frosinone, ora secondo, quindi, saremmo nella stessa posizione in cui eravamo 3 giorni fa ,
    ESATTAMENTE AL SECONDO POSTO, EX AEQUO col Frosinone ma, davanti per effetto della migliore situazione negli scontri diretti..

    e poi noi stiamo qui a snobbare i pareggi ??
    solo due miseri punticini, piccoli piccoli, von ded chi e von ded la…
    na roba gnan da credar…

    CON QUESTO NON STIAMO GIOCANDO BENE

    SIAMO UNA SQUADRA MENTALMENTE FRAGILE

    ABBIAMO COMMESSO MOLTI ERRORI, alcuni in fase di costruzione, alcuni da parte del mister, alcuni da parte dei singoli, forse pure qualcuno da parte dello staff preparatori atletici,
    gol magiati a badilate, partite inguardabili per un tempo, partite inguardabili per due tempi, rosate e panere di gol presi da Empoli, Perugia …insomma un bel campionario di cazzate a livello industriale e,,,tutto contribuisce….un punto qui, un punto la, 6 punti al Brescia, 4 al cesena, 3 a Pro Vercelli, 3 all’Entella, 3 al Carpi, 3 alla Cremonese…..mo basta basta…

    ABBIAMO AVUTO UNA CATENA DI GRAVI INFORTUNI , ANCHE TRAUMATICI E non solo muscolari…

    CON TUTTE QUESTE CANNELLE ..quei due pareggini …non dico facili ma….altamente importanti e non impossibili…

    è così ..purtroppo …ma, visto che mancano ancora 6 punti….facciamoli almeno e proviamo a fare i conti al 18 notte..

    la calcolatrice la porto io…

    • 7 Maggio 2018 in 17:26
      Permalink

      oppure,

      con i giusti cambi:
      una vittoria e una sconfitta tra Vercelli e Cesena..

      66 + 3 = 69

      secondi da soli

      era fattibile…

    • 7 Maggio 2018 in 20:02
      Permalink

      E ADESSO GIU’ LA MASCHERA.

      Archiviato ormai il campionato, ora è tempo di capire se la corsa verso la serie A si incanalerà su un binario unico verso la stazione di Parma, o viaggerà su binari paralleli con altre città.
      Anche se con i famosi playoff sarà un campionato nel campionato lungo e stressante. Occorre l’introduzione del Var anche in serie B, che permette una pulizia e una verità mai accadutA prima.
      Recuperare gli infortunati, e resettare le menti dei calciatori. Quello che è stato è stato,
      IL MIRACOLO SPORTIVO può ancora accadere, a patto di una coesione tra tutti gli addetti dell’azienda sportiva Parma 1913.
      Poi tireremo le giuste valutazioni.

      DUNQUE BUON VIAGGIO VERSO LA SERIE A,
      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gifVECCHIO PARMA.

  • 7 Maggio 2018 in 15:30
    Permalink

    MI FACCIO UNA DOMANDA
    Senza D’Aversa, senza questo preparatore atletico.
    con un allenatore vero e non un apprendista,
    con un preparatore atletico vero che fa
    volare in primavera e con questa rosa di
    giocatori, dove saremmo adesso?
    Non ve lo dico altrimenti……m’ incazzo

  • 7 Maggio 2018 in 16:52
    Permalink

    Purtroppo il Parma ha dismostrato per l’ennesima volta di non meritare la promozione in serie A e di essere una squadra priva di carattere. Dopo aver clamorosamente buttato un match ball a Vercelli è riuscita anche ieri a farsi rimontare e addirittura superare da una squadra dalla poca qualità, ma sicuramente dal maggior carattere e voglia. Se un paraggio avrebbe potuto ancora darci una flebile speranza, la sconfitta ha definitivamente chiuso ogni possibilità, in quanto, calendario alla mano, il Palermo farà bottino pieno nelle restanti due giornate..http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yes.gif
    Altro che rammarico, c’è da rodersi il fegato a pensare a quante occasioni hanno gettato nel water ! ! Hanno vanificato le splendide vittorie con Palermo e Frosinone e la rincorsa che gli ha portati a essere artefici del propio destino.. e come al solito hanno dimostrato di non reggere a livello mentale.
    Dubito anche che si riesca a conservare il 4 posto e non oso pensare a come si possano vincere i playoff dopo le batoste al morale che abbiamo subito facendosi sfuggire l’obbiettivo dalla mani. Peccato è stato un bel sogno, speriamo nell’anno prossimo. http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_cry.gif

  • 7 Maggio 2018 in 17:39
    Permalink

    domenica tiriamo le somme..

    se è sfumata la promozione diretta, arriviamo almento terzi per riprendere fiato e fare dei playoff dignitosi.

    urge una mini preparazione per la tenuta atletica, il tempo ci sarà d’aiuto per il recupero degli infortunati.

    con tutti a disposizione e con la condizione atletica al top ce la possiamo giocare anche con le nostre individualità perchè abbiamo la rosa più forte.

    FROSINONE/PALERMO – VENEZIA – PERUGIA – BARI – CITTADELLA possiamo farcela.

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

    • 7 Maggio 2018 in 20:38
      Permalink

      Avendo mollato a marzo, la scorsa stagione siamo arrivati belli freschi ai playoffs, mentre oggi ci arriveremmo cotti. Sono molto pessimista sulle nostre possibilità di promozione.

      • 8 Maggio 2018 in 02:21
        Permalink

        non sarà facile, anzi..

        ma da terzi le partite diminuiscono, il tempo a disposizione ci aiuterà (spero) a recuperare le energie mentali, dobbiamo essere un tutt’uno (squadra + tifosi + ambiente), e crederci, per una volta crederci davvero, tutti.

        siamo il Parma.
        http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_smile.gif

  • 7 Maggio 2018 in 18:27
    Permalink

    Se arriviamo quarti è il nostro obiettivo xké esprime il valore del nostro organico (tenuto conto anche degli infortuni) in quanto come ho sempre pensato Empoli, Frosinone e Palermo hanno qualcosa in più.
    I playoff non sono impossibili, crediamoci, pur nella consapevolezza che se sarà serie A di questa rosa sarebbero da confermare (soprattutto per la panchina) al max 7/8 giocatori.
    Sempre e solo forza Parma

  • 7 Maggio 2018 in 19:27
    Permalink

    Na volta ragionavo cosí anche io,quando non guardavo al di la del mio orto

  • 7 Maggio 2018 in 20:18
    Permalink

    Barone riguardo a lei invece volevo dirle che con chilor è meglio un frittatone con cipolle birrone ghiacciato e rutto libero ,che ci me e vavankulas ….olimpiakos pireo ovvio

  • 7 Maggio 2018 in 22:02
    Permalink

    Purtroppo si aprono autostrade per i depressi e le Cassandre. Ad oggi pare abbiano ragione loro, porca miseria. Già mi godevo il poterli sputtanare, invece pive nel sacco e via, a let

    • 8 Maggio 2018 in 08:24
      Permalink

      non penso ,e’ un po che dormo beatamente fra due guanciali…..piuttosto e’ meglio che tu cominci a prenderla su un po piu’ dolce la vita se no vamvakoulas e tutti a tifare olimpiakos pireo http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_smile.gif

      • 8 Maggio 2018 in 08:38
        Permalink

        che poi se la metti su questo piano avevo pronosticato di arrivare dal quarto al settimo posto,quindi siamo nel target alora i depressi sono carra faggiano e compagnia briscola o ai padrini del vapore e’ consentito esserlo ? aahahah

  • 7 Maggio 2018 in 22:20
    Permalink

    Palermo e Frosinone giocano veramente male o a sprazzi ancor meno bene dei nostri, basta guardare le partite.
    In questa squadra chi veramente ha mentalità vincente e fa la differenza in B sono in pochi …
    DI CESARE CERAVOLO MUNARI SI, IACOPONI UN PELO MENO,lgli altri tutti a singhiozzo .
    Mister e preparatore non adatti uno per un motivo o l’altro.
    Vincere col Bari imperativo ma sinceramente sono preoccupato di non arrivare nei primi 4…ma speriamo in un colp de cul che a volte ci capita con questo mister.

  • 7 Maggio 2018 in 22:28
    Permalink

    Abbia pazienza Barone magari dai commenti che scrivo sembra il contrario ma giuro che apprezzo.. però se alla 3a riga scrive passaggio da serie a di insigne passa la voglia di proseguire.. Cesena era solo ieri la botta è fresca , un passaggio da serie a il resto da cortile di casa sua, sono mesi che fa sempre peggio gioca per la fissa di mettere un mancino a dx, è stato imbarazzante, poi per carità mica solo lui

  • 7 Maggio 2018 in 22:48
    Permalink

    Rispondo a Morosky.
    Hai ragione al 100% !!
    I pareggi lo sanno anche i sassi, DANNO LA CONTINUITÀ ‘ !
    La domanda è….LO SANNO I GIOCATORI, L’ALLENATORE, I DIRIGENTI.?

I commenti sono chiusi.

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