CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / CALAIO’ CERCAVA SOLO UNA RISATA DA PIPPEIN ALTRO CHE ILLECITO! MA CHE CALCIO E’ QUELLO CHE NON SA PIU’ RIDERE?

gianni barone(Gianni Barone) – Mentre nel nostro affollato spazio commenti prosegue senza sosta la discussione sul caso SMS SPEZIA-PARMA, ci accorgiamo che c’è di tutto in discussione, ma manca una sola cosa che non è la siccità (iè sicco), non è l’Etna (molto lontano da noi) e non è nemmeno il traffico (iè tentacolare, iè votticoso): e allora cos’è ? Visto che nessuno vuole pronunciare quella parola, e visto che il senso molti lo hanno già capito, signori miei, ciò che manca è quello che l’autore (diventato untore) di quei famosi messaggi cercava con gli stessi di ottenere e cioè: un po’ di divertimento, un po’ di buon umore, una risata. Perché, eh diciamocelo!, sebbene ci sia in ballo un processo sportivo, quei messaggi ingenui, improvvidi, improvvisi, tutto volevano rappresentare, tranne che la volontà di corrompere, di aggiustare una partita, di indirizzare il risultato della stessa verso una precisa direzione o peggio ancora un avvertimento stile cosa nostra. Su questo, credo, si sia tutti d’accordo (meno che in Sicilia, of course), anche coloro che hanno denunciato per malvisi fabrispaura di essere coinvolti, e anche chi ha proposto il deferimento, non può in cuor suo, in tutta onestà, dire che quelle parole (indubbiamente scherzose) potevano portare ad un tentativo di combine! Non scherziamo! E i Federali sanno bene che di fronte a un tribunale l’impianto accusatorio, dall’Avv. Paolo Malvisi definito “ardito, azzardato e campato per aria”, è destinato a cadere come un castello di carta (bollata), sebbene vi sia pure in noi la convinzione che, comunque, a Calaiò la si voglia comunque far pagare, sia per dare un esempio agli altri, sia per precedenti finiti altrettanto in una bolla di sapone con un certo scorno degli inquirenti. Siamo tutti d’accordo, dunque, sulla futilità, ma nessuno dice che oltre al buon senso, in tutta questo pasticciaccio brutto, è mancato ciò che non dovrebbe abbandonare mai tutti noi, in ogni vicenda umana, cioè il senso dell’umorismo, che è il contrario non di serietà, ma di seriosità, quella che impera, purtroppo, anche nel mondo del calcio. Un calcio malato, che per cercare di guarire, fa processi inutili rispetto alle 100 calaiòintenzioni di chi cercava nel proprio privato interlocutore solo una risata, magari grassa o magari magra, e viceversa si ritrova sul gobbone un’accusa pesantissima di illecito che, ben che gli vada, potrebbe essere tramutata in slealtà sportiva. Ma ci rendiamo conto, però, del valore di certe parole, tipo slealtà sportiva, accostate a una situazione del genere? Eppure la seriosità di cui sopra, la paura di non farcela o di essere tacciati di chissà che cosa ha spinto qualcuno, dall’altra parte, a intentare tutto questo spettacolo giustizialista nel Teatro dell’Assurdo, quando la Procura da parte propria aveva nella faretra ben altri processi su cose ben più concrete e serie (non seriose) come i presunti stipendi pagati in nero al Foggia (tanto, come nel film proiettato ieri sera all’Astra – Arenea Estiva -, Si muore tutti democristiani) o le presunte plusvalenze di Cesena e Chievo. E a proposito di assurdo: Eugene Ionesco, nel suo Note e Contronote, scriveva “Dove non c’è umorismo non c’è umanità, dove non c’è umorismo (questa si muore tutti democristianilibertà che ci si prende, questo distacco di fronte a sé stessi) c’è il campo di concentramento”. Eh sì: non c’è proprio umanità, non c’è libertà, se non si ha la possibilità di ridere di sé, degli altri, del mondo per alleggerire i toni e le tensioni, per riuscire nell’impresa di rendere ciò che avrebbe dovuto, nelle intenzioni di chi lo ha inventato, essere un gioco, il luogo di uno svago, di una passione, di un tentativo di rilassamento fisico e mentale e invece si è trasformato un vero e proprio lager in cui è proibito divertirsi, è vietato ridere, in cui non vi nessun di spazio per realizzare il proprio umorismo. Nel famoso Lupo della steppa, Hermann Hesse (quello di Siddartha), diceva “Vivere nel mondo come se non ci fosse il mondo, rispettare la legge e stare al di sopra della legge, possedere come se non si possedesse, rinunciare come se non fosse rinuncia: tutte queste esigenze di un’alta saggezza di vita si possono realizzare, unicamente, con l’umorismo”. Si parla di alta sagionescogezza di vita e di esigenza di realizzarla attraverso l’umorismo, sempre nel rispetto di una legge che prima di essere applicata, andrebbe compresa, soppesata, valutata con attenzione e maneggiata con cura, per evitare inutili ricorsi a codici e norme per episodi in cui non varrebbe la pena giudicare. Questa non vuole essere una difesa d’ufficio per chi si è reso autore di tutto ciò, anche perché se proprio si voleva divertire, per allentare la pressione prima di una gara importante, avrebbe dovuto cercare altre strade, tipo rivedere un film della serie AMICI MIEI, con i grandi protagonisti Mascetti, Perozzi, Necchi, Melandri e Sassaroli, e la bella Silvia Dionisio (Titti), uscita dalle scene troppo presto e non si capisce per quale motivo e che ci faremo promotori per rivederla di nuovo sotto i riflettori quale nostro antico mito di gioventù. Invece di affidarsi ai silvia dionisiosocial – ragionamento che vale per lui, per l’assolto Ceravolo, ma anche tanti calciatori giovani e non solo che ne abusano –  sarebbe meglio rivedere un bel film comico e rivedere la famosa scena degli schiaffi alla stazione o quella del rigatino, in cui il Conte Mascetti alias Tognazzi, si traveste da facchino d’albergo per uscire senza pagare il conto dopo il soggiorno in camera lussuosa con l’amante. Vi sono tanti modi per ridere, perché il senso d’ironia è una grande garanzia di libertà, però, come nel caso di CALAIO’, profetico il verso del Nobel Quasimodo che recita così “Per un po’ d’ironia si perde tutto”. Si perde la sicurezza , la tranquillità di un lavoro che è un gioco, uno sport, un divertimento, si perde l’onorabilità (non solo quella dei presidenti), si perde la gioia di un vittoria, di un promozione, si perde il sapore epico di un’impresa, si perde la consapevolezza di aver ottenuto un qualcosa d’importante in maniera meritata. Quindi tutta colpa della voglia di essere, una volta tanto, felici e contenti per aver avuto un qualcosa di buono dalla vita? Certo che no, però queste riflessioni dovrebbero indurci ad essere consapevoli che mentre si processa qualcuno e una società, per responsabilità oggettiva – il cui significato e la cui ragion d’essere, è ormai ben nota a tutti – chissà quante vere combine nel calcio o tentativi di corruzione, idroceleandati più o meno a buon fine, si sono consumati nel corso di questa e delle passate stagioni, senza che nessun se ne sia accorto, o abbia denunciato, o abbia deferito e condannato. Chissà quanti l’hanno fatta franca e chissà quanti ancora riusciranno a sfuggire alla giustizia sportiva, mentre la stessa si accinge a celebrare un processo su un fatto che non sussiste, però non possiamo farci niente, tutti lo sanno, compresi i giudici, che non c’è stato illecito e nemmeno slealtà sportiva, c’è stata solo un po’ di leggerezza che speriamo non costi, poi, tanto cara a nessuno. E intanto l’estate continua e alcuni in questa vicenda ci rimettono anche dal punto fisico, perché queste cose oltre alla rabbia possono portare ad affezioni, più o meno figurate, tipo idrocele, varicocele o orchiti, visto il tipo di apparato su cui influiscono situazioni complesse, intricate e assurde come questa dei messaggini mandati ad un amico e trasformatisi in kafkareato da perseguire ad ogni costo. La reale portata della querelle, quando si spegnerà, si spera sempre con esito positivo, ci dovrà far interrogare e far riflettere su ciò che non funziona e su ciò che andrebbe cambiato o rivisto, in tema di norme, quando ci si trova fronte a situazioni di questo genere. O no? Perché come diceva Dostoevskij (le citazioni di oggi non sono certo di basso profilo) “Si conosce un uomo dal modo come ride”.  Sempre che qualcuno  ci permetta di farlo e sempre in ossequio a ciò che KAFKA (che James leggeva a tredici anni) amava dire “Mentre si ride, si pensa che c’è sempre tempo per la serietà” e per il mercato, si augurano molti, dei tifosi del PARMA attualmente in apprensione, checché ne dicano e ne pensino i legulei di ogni risma o ragione. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

15 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / CALAIO’ CERCAVA SOLO UNA RISATA DA PIPPEIN ALTRO CHE ILLECITO! MA CHE CALCIO E’ QUELLO CHE NON SA PIU’ RIDERE?

  • 26 Giugno 2018 in 13:31
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    Pezzo molto interessante, complimenti!

  • 26 Giugno 2018 in 15:47
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    che calaio lo avesse fatto per gogliardia o per ridere e’ veramente difficile da credere almeno che non sia masochista e ‘ vero che a 36 anni puo farsene una pippen della squalifica !!! e riderci su ma infangherebbe tutto la carriera ci saranno altri motivi che non so e ne immagino io ,ma non per ridere o divertirsi …………..e non chiamiamola leggerezza !!! leggerezza di che ‘ calio’ ha 36 anni ogni anno vengono istruiti i calciatori sui regolamenti semmbra che anmche a parma in novembre sia stata fatta una riunuione ma se cio’ non fosse vero e non bastasse calio’ era a SIENA nell anno che porto’ alla squalifica di conte e altri compagni quindi avra’ visto toccato con mano come basta poco per finire sotto indagine (quindi avrebbe messo un amico de col a rischio !! ) avra’ seguito il procedimento , sara’ stato informato delle leggi in vigore ha visto con mano compagni squalificati e voi ancora insistete con l ingenuita’ e lo scherzo ? ma siete sicuri ? E’ PROPIO UN GOLIARDICO CALAIO’ CHE BEL CARATTERE . ha lo spirito del fanciullino di pascoli ..non sapeva che un messaggio del genere almeno slealta’ ‘ sportiva te la becchi …….. forse pero’ che esiste la responsabilita’ oggettiva delle squadre di appartenenza la conosceva visto che il siena fu penalizzato ….. alcuni dicono che la sapeva a memoria !! o neppure quella sapeva ? facciamo una risata si dai una bella risata ( per me naturalmente calio e’ innocentissimo e’ stato una gogliardata mal compresa …. e’ un cattivone il procuratore federale a cui non piace ridere e scherzare che diffedente il proocuratore se poi avesse indagato di piu avrebbe fatto ridere anche noi parmigiani )

  • 26 Giugno 2018 in 17:00
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    Visto che nulla è seguito ai messaggi, la sola spiegazione è quella della goliardia. È la più logica e semplice, se avesse avuto intenzione di imbastire un illecito ( non se ne vede la ragione perché la società era all’oscuro di tutto ), avrebbe fatto ricorso ad argomenti più sostanziosi dei bacini….
    Ma le regole esistono ed i calciatori le conoscono. Perciò Calaio’ rischia di essere squalificato per mesi per aver compiuto un’azione sconsiderata che ha danneggiato la società esponendola oltretutto al giudizio della magistratura sportiva.

  • 26 Giugno 2018 in 18:00
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    sentenza rapida un paio di balle visto ke bisogna attendere

    almeno il 21 luglio ke è un sabato trà l’altro

    nel frattempo pregherò da padre lino ke è meglio

    • 26 Giugno 2018 in 18:16
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      Come già abbiamo scritto stamani in un altro commento, abbiamo forti dubbi che alla data del 21 luglio possano già essere stati esperiti entrambi i procedimenti (primo e secondo grado) nonostate il parere espresso sulla Gazzetta di Parma dall’Avv. Diana poi ripreso nel pomeriggio da Parma Live anche nel titolo.
      Abbiamo spiegato infatti come finora al Parma non sia arrivato il deferimento (ma solo l’avviso di chiusura indagini) e in base all’art. 41 CGS debbono trascorrere dall’arrivo 20 gg.
      Secondo Gaz Sport di stamani per l’invio del deferimento mancavano ancora alcuni giorni.

  • 26 Giugno 2018 in 19:21
    Permalink

    As fa fadiga anca a tòr Stulac (mia Modric).L’é torné Minotti?

  • 26 Giugno 2018 in 19:46
    Permalink

    Eh va bè, s’an riva miga Stulac a torema Stucas

  • 27 Giugno 2018 in 00:02
    Permalink

    Il Procuratore Federale non deve conoscere il linguaggio moderno. è chiaro che se metti delle faccine alla fine del messaggio stai scherzando.

  • 27 Giugno 2018 in 00:27
    Permalink

    O Stucassèin? Ma chi ha paghé la magneda al Tribunèl?

  • 27 Giugno 2018 in 15:28
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    Catapano della Rosa si sta sbizzarrendo con le sue anticipazioni per il Palermo…..che si scordasse di noi un po non fa male….
    mi sembra pero’ a spanne che non cambierei la ns situazione con la loro…neanche un po !

  • 27 Giugno 2018 in 15:49
    Permalink

    be’ se volete documentarvi un po’ se avete tempo, sui casini dello Zampa, guardate Palermo today….altroche’ cazzein !

  • 27 Giugno 2018 in 21:44
    Permalink

    Ho cercato nello storico delle sentenze sul calcio scommesse ma non c’e mai stato un caso di squadra coinvolta con playoff già disputati ; l’atalanta sali’ dalla B ma aveva un sacco di punti sulla terza classificata quindi la penalizzazione di 6 punti fu fatta scontare in A per essere afflittiva; io sono fiducioso che non vi siano gli estremi per il tentato illecito e in caso negativo non vi sono precedenti con cui confrontarsi : c’e a tenere conto a livello giuridico che essendo i playoff già disputati se vale la classifica finale noi avremmo avuto comunque il diritto di fare i playoff quindi la pena , per buon senso , andrebbe fatta scontare in A

  • 28 Giugno 2018 in 12:44
    Permalink

    E se fosse tutta una strategia di Faggiano per depistare gli avversari e fare di nascosto un mercato da favola? http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gifhttp://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gifhttp://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gif

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