CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / E’ surreale, arrivati a questo punto, chiedersi in quale campionato il Parma giocherà la prossima stagione

gianni barone(Gianni Barone) – Il titolo, tratto da una riflessione del tecnico D’Aversa, ci porta a ragionare, e a fare i conti, non con la realtà di oggi di un calcio in difficoltà, malato, secondo l’analisi di molti, ma con la surrealtà (il correttore mantiene la sottolineatura in rosso come se questo vocabolo non esiste, ma in realtà è inserito nei dizionari), nel senso che in attesa di una sentenza, che sembra non arrivare mai, si vive un in clima assurdo, inconcepibile, surreale appunto: l’inizio, ormai è alle porte, dal punto di vista ufficiale della nuova stagione. Mancano venti giorni, o giù di li, alla prima di Coppa Italia, e ancora non si conosce il destino reale di una squadra che, legittimamente, si è conquistata un diritto, quello della seria A, che non viene ancora riconosciuto. Gli aggettivi si potrebbero sprecare per definire la vicenda: su queste colonne, ci si  è prodigati per cercare di capire, di spiegare, tutti i contorni, ma al momento si è tutti tremendamente, legati, vincolati a un verdetto, che tarda ad arrivare. Cosa ci vuole a decidere, si domanda il tifoso o il passante di gaz sport catapano 23 07 2018professione delle vicende calcistiche moderne, possibile che non si sia in grado di fare tutto più in fretta? Possibile che ci voglia così tanto a capire che non c’è stato nessun illecito? Anzi, che non c’è stato neppure nessun tentativo? Purtroppo nel calcio come nella vita, si rimane sempre schiavi delle decisioni e delle sentenze altrui – e fa rabbrividire leggere che sarebbe già stata scritta da giorni – che a volte si rivelano anche sbagliate. Ci starebbe bene un bel non sopporto, ma dobbiamo fare i conti con questa tremenda, inspiegabile surrealtà, che ci costringe a rimandare tutto a data da destinarsi, ma che indigna, non poco tutti, non solo i tifosi, i quali alla stregua dei cittadini (più o meno cattivi) quinta ginnasio sant orsolasenza potere che subiscono le angherie della politica e della burocrazia, rappresentano l’unica componente che paga, in ogni senso, sia morale  che materiale, e alla quale non resta nessun diritto, se non quello di sperare che la giustizia, sia veramente giusta. (“Il giusto non è mai giusto abbastanza”, come il filosofo Andrea Campanini – r.i.p. – aveva inventato facendo credere all’insegnante Don Sandrini fosse di Eraclito). I tifosi in questa vicenda pagano un prezzo alto, ma nessuno si cura di loro, che fanno tutto ciò veramente e solamente per passione, perché, come diceva il parmigiano Luca Goldoni “Un uomo tradisce la moglie, un’amicizia, la patria, la fede, il partito, la marca della sua automobile, ma resta fedele per tutta la vita alla sua squadra del cuore”. Quindi questa fedeltà non ha prezzo e ha un valore enorme, che non andrebbe tradito, da niente e da nessuno e per nessuna ragione al mondo. Invece le cose vanno diversamente, anche se sarebbe bello credere che siano vere le seguenti parole del compianto e grande Vujadin BOSKOV: “Se un uomo ama pier paolo pasolinidonna più di birra gelata davanti tv con finale di calcio, forse vero amore, ma non vero uomo”, oggi  resa immortale nello stato WhatsApp di un noto avvocato specializzato nel diritto delle sport.  Le donne ci scuseranno, però la sola cosa, che in casi di questo genere, non sembra negoziabile è la squadra di calcio per cui si tifa.  Quindi, quando Pasolini diceva che il tifo è una malattia giovanile che dura tutta la vita, aveva ragione o no? Eh? O no?  O non aveva fatto i conti, ancora, con surrealtà, irrealtà, con i tempi, i modi e luoghi della giustizia sportiva? Un tale amava dire in che modo? Dove? Quando? quando si trattava di difendersi davanti ad un tribunale per ben più agguerrito di quello sportivo, però occorre ricordare, nonostante il pessimismo del momento, ciò che lo scrittore ALBERT CAMUS amava ripetere” Non c’è luogo al mondo in cui l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio”. Quindi non bisogna, ora, con questi chiari di luna, avere paura di essere felici. Chi considera, ancora il calcio uno sport davvero avvincente che cosa deve fare? Tacere ? O rivelare e difendere la propria fede? Oppure cercare di ritrovare il sorriso attraverso il pensiero sconclusionato di un maestro, alla rovescia, come quell’Angelo MASSIMINO, ex presidente  del CATANIA, che per esaltare la fedeltà dei suoi tifosi, si era prodotto in un exploit del tipo “I nostri tifosi ci seguono sempre in treno, in macchina, in nave e perfino con dei voli charleston”. Lasciando perdere il tipo di voli, per permettere ai tifosi del PARMA, di seguire la squadra nel palcoscenico che merita e che si è conquistata, basterebbe solo, nel luca rigonigiudizio, e nella sentenza, un briciolo di buon senso, che è mancato in sede d’istruttoria, e in sede di richiesta di sanzioni da irrogare. E con questo prima che sia troppo tardi, salutiamo gli arrivi di due giocatori importanti come Rigoni e Galano, due elementi sui quali, al di là delle presentazioni, di rito, la squadra potrà contare, il primo uno di quei rari esemplari di centrocampisti che si sanno inserire, in area , in zona gol, coi tempi giusti, e l’altro un attaccante esterno, anche in questo caso merce rara, che è capace di andare in gol con frequenza, lo ha dimostrato in B, e si potrebbe ripetere in A. La batteria degli attaccanti esterni, sempre numerosa, per una squadra, che secondo le preferenze e le attitudine del tecnico, sarà schierata a 4-3-3, sta per salutare il ritorno amato cicirettiCICIRETTI, secondo quasi tutti i giornali sportivi e non solo, prossimo rinforzo del PARMA, al pari di Saponara, che di converso, se dovesse veramente arrivare (cosa che noi dubitiamo fortemente), andrebbe ad alimentare nuovi scenari di natura tattica, tipo l’alternativa del 4-3-1-2 mai praticata finora, da D’AVERSA. Nel, qual caso, questa sorta duttilità, aprirebbe la porta all’arrivo di un nuova punta centrale, in alternativa a Ceravolo o in sostituzione di uno tra Ceravolo, appunto, e Calaiò. Scenari futuri, ma non troppo, visto che l’inizio ufficiale delle gare incombe, e che, urge, ormai, dare un assetto definito e definitivo alla squadra. Se negli altri reparti, porta, difesa e centrocampo, manca poco, in attacco vi sono ancora alcune incognite, legate alla permanenza o meno di alcuni elementi. Di Gaudio e Siligardi, che sembrano già abbastanza in forma, rimarranno? C’è chi dice che il secondo possa essere in partenza se sarà confermata la nuova batteria all’ala destra (con un bye bye anche a Biabiany). E sroberto d'aversa dopo parma foggiaul futuro di BARAYE (ormai l’ultimo reduce della D), cosa intende fare la società? E poi resta il discorso legato a Calaiò, anche in caso di assoluzione, o di squalifica minima: sarebbe il caso o meno di confermarlo ? Di fronte a tutti questi interrogativi, aleggia, sempre l’incertezza e l’irrealtà surreale, sul destino del PARMA, e sulla passione dei tifosi, di cui nessuno, o per lo meno pochi, si occupa o vuole occuparsi, ricordandoci, sempre, che migliaia di anni fa, furono inventate le religioni, perché ancora non esisteva il calcio, che come affermava Nick Hornby, autore di “Febbre a 90” (manifesto del tifo calcistico mondiale) “Il calcio è un contesto in cui guardare diventa fare”. O no? Eh? O no? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

3 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / E’ surreale, arrivati a questo punto, chiedersi in quale campionato il Parma giocherà la prossima stagione

  • 23 Luglio 2018 in 12:15
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    wow che botta – 5 in A e due anni Calaiò

  • 23 Luglio 2018 in 12:17
    Permalink

    -5 punti, 2 anni di squalifica a Calaiò

  • 23 Luglio 2018 in 19:45
    Permalink

    Direi che è arrivata una bella botta. A questo punto serve creare una bella squadra da almeno 50 punti, in modo da salvarsi senza patemi.

I commenti sono chiusi.

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