IL COLUMNIST / CALMA E GESSO: NON SERVIVANO I GOL DI QUAGLIARELLA, JANKTO E DEFREL PER RICORDARCI COME SIA DURA LA SERIE A. MA SIAMO IN BUONE MANI…

russo 1(Luca Russo) – Calma e gesso, signori. Non potevano essere i gol di Quagliarella, Jankto e Defrel a ricordarci quanto fosse impegnativa la massima serie. Lo sapevamo ancor prima di ieri sera. Di certo non lo abbiamo scoperto grazie al match amichevole che ci ha visti soccombere per 1-3 contro una Sampdoria già in modalità campionato (clicca qui per gli HighLights). Dovremmo inoltre essere già al corrente anche di un altro paio di cose sul conto della nostra squadra del cuore: il posto da cui siamo partiti, quello in cui ci toccherà arrivare al termine della prossima primavera e le capacità dei professionisti che ci accompagneranno lungo questo tragitto. Fissati questi tre paletti e rispolverati alcuni ricordi, la stagione che verrà ci apparirà meno buia di quel che sembra e di quel che traspare dalle previsioni degli immancabili pessimisti. Estate 2015: mica ve la siete dimenticata? Ci aspettava la serie D, ovvero un anno da trascorrere ai margini parma sampdoria undici fenix crociatodel calcio italiano, lontani dalle luci della ribalta che noi stessi, coi nostri successi in sequenza sia in Italia che in Europa, avevamo alimentato. Alzi la mano chi trentasei mesi fa si sarebbe immaginato che trentasei mesi dopo avremmo dovuto scegliere tra una gabbia ad personam e una semplice marcatura a uomo per CR7. Dai palloni “scuciti” della quarta serie ai palloni d’oro del portoghese in poco più di mille giorni, mica male eh? Estate 2018: tre anni e tre promozioni dopo siamo di nuovo in A, ovvero nella categoria che, al lume del buono che abbiamo combinato dalla prima volta in cui ci siamo stati, ormai possiamo considerare casa nostra. Una A, quella 2018/2019, in cui i Crociati avranno una sola missione da portare a termine: mettersi alle spalle almeno tre squadre e conservare la categoria. Punto. Stop. Le salvezze tranquille e le qualificazioni europee rimandiamole agli anni a venire. Scordiamoci del parma sampdoria foto chiara bergamaschiParma pre-fallimento e focalizziamoci sul quart’ultimo posto e i punti necessari per conquistarlo. Certo, si parte, ad oggi, prima dell’Appello che a nostro avviso potrebbe azzerare tale handicap qualora il reato di Calaiò venisse derubricato in semplice slealtà sportiva, come sarebbe giusto accadesse, dal -5 che ci ha imposto il Tribunale Nazionale Federale a proposito del Whatsappgate, una penalizzazione che, nel malaugurato caso fosse confermata, non potrà non condizionarci nelle prime battute della stagione e probabilmente anche nel suo prosieguo. E però qui veniamo alla terza questione da tenere bene a mente: abbiamo in organico dirigenti, tecnici e calciatori sulle cui capacità non dobbiamo nutrire dubbio alcuno. Son stati proprio loro a compiere l’impresa delle tre promozioni di fila. Se è già accaduto, può succedere di nuovo. Quindi state senza pensieri, tifosi Crociati. E bando alle ansie e agli allarmismi, ché siamo in buone mani. Luca Russo (Foto in basso e copertina di Chiara Bergamaschi da Trento; foto undici crociato dal sito ufficiale www.parmacalcio1913.com)

28 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / CALMA E GESSO: NON SERVIVANO I GOL DI QUAGLIARELLA, JANKTO E DEFREL PER RICORDARCI COME SIA DURA LA SERIE A. MA SIAMO IN BUONE MANI…

  • 29 Luglio 2018 in 13:11
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    La serie a non è particolarmente dura, lo era negli anni di amministrazione straordinaria poi è scaduta nella mediocrità con un’anima voragine tra chi punta all Europa e chi a salvarsi. Era molto più difficile vincere la lega pro al primo anno,il fatto è che non siamo attrezzati e non si può pensare di correggere a gennaio perché il calendario non te lo consente.
    Tutto questo senza polemica, solo a mo di analisi perché poi prendi 3 gol dall Udinese ed è colpa di d aversa che non ha gioco, vedi stupidate che ho già iniziato a leggere

    • 29 Luglio 2018 in 13:36
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      Appunto per questo bisogna mettersi in testa che mai come quest’anno, il primo in A dopo una lunga astinenza, il nostro unico obiettivo deve essere il quart’ultimo posto. Non riprodurre un certo tipo di calcio o filosofia, ma salvarsi e basta. Se poi ciò accadesse perché avremo proposto il cosiddetto bel calcio, tanto di guadagnato. Però guai a perdere di vista il nostro traguardo stagionale: salvarsi. Indipendentemente dal come. Non siamo una neopromossa di lusso, per cui prepariamoci ad essere concreti, essenziali, molto orientati al risultato e poco disposti a ricamare. Per scimmiottare la Juventus: salvarsi non è importante, è l’unica cosa che conta.

      • 29 Luglio 2018 in 16:42
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        È sufficiente dire in modo chiaro ed espresso che le tre promozioni sono costate molto agli imprenditori parmigiani. Scoprire , come è accaduto recentemente prima di Parma – Bari, che i partner cinesi non vogliono investire nulla di proprio, limitandosi alle entrate istituzionali, ha reso molto più attenti gli imprenditori locali. Questo comporta che con le entrate della serie A si sono chiusi i buchi e solo con il residuo si rinforza la squadra. Con i cinesi sarà sempre così. Del resto, avevano un buoncalciatore nel Granada,. Machis e hanno preferito venderlo all’Udinese per 5 milioni piuttosto che girarlo al Parma. Purtroppo è così con buona pace di chi pensava che questi erano venuti a investire soldi

        • 29 Luglio 2018 in 17:54
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          Fra due minuti parte l’anamnesi di nuovo inizio srl ,attendo fiducioso,fino a che non gli scade il contratto almeno

          • 29 Luglio 2018 in 18:11
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            È a tempo indeterminato. Ma ricordo che i miei pensieri qui sono espressi in totale indipendenza e libertà.

          • 29 Luglio 2018 in 18:49
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            Col jobs act non vale una cippa,speriamo nel decreto dignità majo

  • 29 Luglio 2018 in 13:19
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    Ora si vuole andare su Di Gennaio della,Lazio di 30 anni che ha già cambiato 11 squadre in11 anni.
    Basta guardare il suo curriculum su Google
    Se tutti l’hanno acquistato e poi subito veduto ci sarà pure un perché.
    Noi vogliamo essere la dodicesima squadra?
    Noi abbiamo bisogno di TOPO PLAYER. nonni giocatori a parametro zero perché rispetto alle altre nostre concorrenti che lotteranno per la salvezza che hanno fatto mercato, noi praticamente finora abbiamo fatto con gli acquisti troppo poco. Con questi giocatori a fine carriera e svernatori vari, rimanere in serire A è pura utopia.

  • 29 Luglio 2018 in 13:29
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    Vedo nelle dichiarazioni di D’aversa sulla gazzetta di Parma e di Carra su televideo della Rai che entrambi sperano che gli venga tolto qualche punto.
    Ma hanno mollato, sperano solo in qualche punto in meno ?
    Si accontentano
    Ma noi dobbiamo uscire al massimo con la slealta’ sportiva
    Da Col dovrebbe essere punito per aver negato la sua amicizia con Calajo’ è per aver mentito alla procura.
    Se non arrivanoobalotteli o Quagliarella, B SICURA

  • 29 Luglio 2018 in 13:40
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    eh si siamo quelli dello scorso anno meno parolo ,pero’ abbiamo fatto piu’ abbbonamenti perché il parmigiano e’ uno che capisce

  • 29 Luglio 2018 in 14:00
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    Potremmo prendere Agostino Ca’ e quel filippino goloso di ketchup scovato da Galassi. Per avere un’alternativa a Scozzarella e una a Baraye titolari per la prossima serie A. Belli discorsi sulle tre squadre da metterci dietro. Ma per farmi bisogna essere più forti e ad oggi siamo di gran lunga insieme all’Empoli la peggiore squadra.

    • 29 Luglio 2018 in 20:28
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      Non si tratta di fare discorsi più o meno belli, si tratta di essere realisti. La corsa dobbiamo farla su quelle quattro o cinque squadre che insieme a noi si contenderanno la permanenza in massima serie. E provarle tutte per mettercene tre alle spalle a fine stagione. Per questo obiettivo non credo sia necessario spendere e spandere, non serve dilapidare un patrimonio. Qualche rinforzo non guasterebbe, per carità, ma sarei molto più tranquillo se innanzitutto D’Aversa riuscisse a dare alla rosa attuale un’identità e a farne un gruppo nel vero senso del termine, ovvero un gruppo coeso e compatto anche nelle difficoltà. Io tengo sempre a mente il Verona del 2001/2002 retrocesso nonostante un girone d’andata da zona Uefa e avendo in squadra gente del calibro di Gilardino, Camoranesi, Mutu e Frick: a conferma del fatto che quando c’è da salvare la pelle, contano l’organizzazione e la disponibilità al sacrificio più che i nomi altisonanti.

      • 29 Luglio 2018 in 21:02
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        ah adesso si chiama realismo ,pensavo speranza il gruppo speranza

  • 29 Luglio 2018 in 18:39
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    Ma piantatela!
    Pensate un po’ di più alla Topa player va’, che mi Sa che lì siamo carenti (se tanto mi da tanto ed io più di tutti carente, checchè se ne dica)

    • 29 Luglio 2018 in 20:26
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      Lei mi insegna che ci vogliono i dindoli anche li,altrimenti c’ė l’autoerotismo orientale alla faggiano

  • 29 Luglio 2018 in 18:48
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    Cominciano gli infortuni
    ..

  • 29 Luglio 2018 in 20:33
    Permalink

    Figa ormai a leggere i commenti su questo sito c’è da mettersi le mani nei coglioni… C’è un pessimismo che la metà basterebbe… Povero Parma

    • 29 Luglio 2018 in 21:03
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      l’importante che i coglioni siano svincolati e o a fine carriera

  • 29 Luglio 2018 in 20:39
    Permalink

    Squadre come Carpi e Frosinone hanno lottato fino alla fine con un organico non superiore al nostro. Con gli aggiustamenti mirati ce la possiamo tranquillamente fare.

  • 29 Luglio 2018 in 22:09
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    Il patrimonio possiamo stare tranquilli che non lo dilapidano. Forse dilapidano la tanto sudata serie A.

  • 29 Luglio 2018 in 22:59
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    Ci sarebbero diverse considerazioni da fare . Da un lato bisogna prendere le distanze dai soliti cornacchioni dai presagi infausti e con i commenti votati sempre e comunque al pessimismo più totale; non bisogna dimenticare in effetti dove eravamo 36 mesi fa. Allo stesso tempo però non bisogna farsi venire la “sindrome dello stomaco pieno”. Essere in A è una responsabilità anche a livello di piazza, il che non significa avere pretese roboanti a livello di mercato ma nutrire serie aspettative e pretendere competenza da parte di un settore tecnico che d’altra parte negli ultimi tre anni ha sbagliato poco. Il Parma del 1990 arrivò in serie A in sordina sia a livello di acquisti e di staff tecnico ma seppe proporre un’idea di calcio altamente innovativa e produttiva, che grazie anche ad una serie di circostanze favorevoli ebbe un successo clamoroso ancor prima di virare verso l’epoca dei danari. Ecco, massima fiducia e gratitudine immensa vedo questa società, ma un’idea forte io come tifoso la pretendo.

  • 29 Luglio 2018 in 23:13
    Permalink

    Il calcio è cambiato ma di quel Parma mi piacevano l’arroganza, l’irresponsabilità e il coraggio. Si parlava poco ma si andava su tutti i campi con l’idea di “pettinare” gli avversari con dei signor nessuno senza troppe chiacchiere o cerimonie.

  • 30 Luglio 2018 in 02:15
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    Il cervello di un tifoso medio parmigiano è pari a zero.
    Come si può pensare che venga Balotelli se il budget stanziato è di 15 milioni di eurini. (Forse meno)
    Mi chiedo ma a casa vostra chi fa i conti?
    Sicuramente non voi….avreste sempre il conto in rosso.
    Ma scantatevi una buona volta….

    • 30 Luglio 2018 in 10:48
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      Nessuna societa’ sbandiera ai quattro venti quanto ha intenzione di investire sul mercato ed il Parma non fa eccezione. Il che rende superfluo il tuo ragionamento, basato sul nulla, con tanto di esortazione finale.

  • 30 Luglio 2018 in 08:20
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    Buongiorno Direttore qui parlano ancora che il Budget è 15 milioni.
    Cosi si spiegano tante cose…

    Il calciomercato finisce tra 18 Giorni e siamo ancora con una rosa di Metà classifica di Serie B

    Ma il cinese ha chiamato Hope la fondazione nel senso che dobbiamo andare ad accendere dei ceri in chiesa??

      • 30 Luglio 2018 in 09:08
        Permalink

        soprattutto al faggio che non li ha mai visti 😀

        • 30 Luglio 2018 in 16:09
          Permalink

          Finalmente il 02/09 potrai vedere dal vivo i colori che ami, sono 3 anni (purtroppo per te) che fiaccchi i maroni e sei bastian contrario su ogni avvenimento che riguarda il Parma…. ma se questa società non ti va bene, la squadra non è all’altezza, i soci sono tirchioni, perchè non ti trovi un bel passatempo…… al limite te lo posso proporre io……

  • 30 Luglio 2018 in 19:04
    Permalink

    Spunti dalla amichevole di sabato. Stulac ha la sicurezza e la visione da grande regista combinate a buona forza fisica ma non è certo una sorpresa per chi ha seguito il Venezia negli anni passati. Grande colpo della società. Di Marco gran bel giovane anche lui denota molta esperienza in certe giocate nonostante l’età, peccato sia solo in prestito. La difesa secondo me si è comportata molto bene nonostante i gol, da notare anche in fase di attaco le due occasioni su calcio d’angolo con le cabeçadas di Bruno Alves, mira da migliorare ma c’è tempo, con la sua elevezione e gli schemi di Rob D’aversa secondo me potrà toglierci qualche soddisfazione. Da Cruz alterna momenti in cui sembra che abbia sbagliato completamente sport a giocate e movimenti importanti sopratutto in progressione palla al piede, la mia impressione è che sia un ragazzo che stia passando un momento psicologicamente complicato e che abbia bisogno solo di fiducia. Note negative, Sepe mi sembra ancora un po fuori condizione, anche se incolpevole sul primo gol, Davanti manchiamo assolutamente di peso e qualità, qualcuno che porti via i difensori e crei spazio per gli esterni che ora sono un po chiusi ma che come Il resto dei giocatori non citati hanno offerto una prestazione solo mediocre. Nota di merito speciale per Yves Baraye.Talismano. Dalla D alla A con il Parma. E’ chiaramente un giocatore con grandi potenzialità ma anche tanti limiti e penso sia chiaro a tutti ma sicuramente ha una qualità che nel calcio di oggi manca molto che è il cuore ovvero la gioia di giocare a pallone e dare tutto per la maglia. sempre pronto anche quando subentra dalla panchina. Per me è incedibile.

I commenti sono chiusi.

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