CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Dura la vita da neopromossa, tra VAR e contropiede o contropersone

gianni barone(Gianni Barone) – Molti erano già pronti a sfoderare il gran titolo “Buona la prima” quand’ecco che nel giro di pochi minuti tecnologia, leggi Var (pronuncia Wor), e la tradizione, leggi contropiede micidiale avversario, rovinano la festa dell’esordio in serie A, del Parma Calcio 1913, dopo il Purgatorio durato tre anni. Un Var ritardato di qualche minuto (peraltro era così evidente il fallo, per il quale nessuno in campo si era lamentato, da far sì che il Signor Aureliano, tecnico alla moviola in campo, suggerisse all’arbitro Signor Calvarese, di dar un’occhiata alla televisione per essersi perso l’intercettamento proibito di mano di Grassi sul cross di Machis? Dio: il rigore – stando alle immagini – era netto, ma non è stato il fischietto in campo a chiedere l’aiutino tecnologico, come previsto dai regolamenti, bensì il contrario e, data la non evidenza della percezione in campo del misfatto si può disquisire sul solerte e zelante intervento del regista. La situazione è controversa. Borsi), e la zampata di Fofana, fanno atterrare sulla terra il Parma che cullava il sogno della prima vittoria, dopo aver scoperto di aver var al tardini parma udinese gazzetta di parmatrovato in Inglese, un vero e valido attaccante per la serie A, e in Barillà, un brillante e ritrovato superstite della squadra dello scorso anno passato inaspettatamente dall’infelice posizione di esubero a secondo storico goleador Crociato della ritrovata serie A in un Tardini rinnovato e bello a vedersi, con una perfetta luminosità notturna (non come col Pisa, ma quelle erano prove tecniche di trasmissione…) persino per gli anziani presbiti come me o Morosky che è pure più anziano, oltre che profeta (anche su come sarebbe finita, prima che cominciasse). Numeri di maglia per scanditi sulle casacche casual dei friulani, leggermente meno sulla Crociata, ma a parte Orbilio Cirano tutti possono aver apprezzato lo spettacolo. All’inizio D’AVERSA aveva dosato i nuovi acquisti (6) coi vecchi (5), nell’undici iniziale: forse perché preferisce mettere in campo gente istruita da lui, o al massimo da Ancelotti, che sebbene ormai un po’ stagionatello, sa di potersi ancora fidare, o forse per tentare di trovare una prima intesa di squadra al cospetto di un avversario che presentava solo 3 nuovi, in Carlo_Ancelotti_Parmacampo, rispetto alla squadra dello scorso anno. Le solite schermaglie iniziali non sortiscono, niente di che, quando all’improvviso, szachete, ecco che arriva il primo acuto di squadra, un gol, frutto di un’intesa maturata sul campo, in maniera spontanea fra Di Gaudio ed Inglese, appunto, che permette ai Crociati di scacciare, l’incubo, dell’inizio negativo del campionato, che spesso, paralizza le neopromosse, la famosa sindrome Benevento, di cui rischia di essere più affetto il Frosinone – 4-0 dall’Atalanta, capoclassifica per differenza reti, nonostante cinque cessioni estive eccellenti, ma resta la mano di Gasperini – che non il Parmaordate. E proprio dall’incubo Benevento scacciato che nasce il raddoppio, ariszachete, sotto misura con Barillà (Barillà !?!) che sfrutta la gran giocata di SILIGARDI, stranamente bocciato dalla pagella della rosea, stilata dal quotato, ma non amato Schianchi. Poi succede che irrompe la VAR o il VAR (ancora non si è capito il sesso del marchingegno, pare masculo, ma tant’è…), che spegne i sogni: qualcuno sostiene che l’intervento del mezzo, arrivi troppo in ritardo e grida allo scandalo, ma poi tutti convengono e si rassegnano alla bontà, e alla giustezza della decisione presa, al di là del distinguo sopra proposto. Sta di fatto però che qualcosa s’inceppa nel meccanismo del gioco (sic) del Parma, al punto che la squadra si lascia infilare da un contropiede chirurgico degli udinesi  che giungono al gol, con quel Fofana, che risulterà alla fine essere giudicato, giustamente, il migliore in campo. Nel mezzo a tutto ciò  il confronto tra due tecnici esordienti, D’Aversa e Julio Velazquez (quasi omonimo, se non fosse per la desinenza finale del cognome con il guru d'aversa parma udineseargentino allenatore di volley, per entrambi look alla Inzaghi Brothers: camicia bianca con cravatta, ma sine giacca) che esprimono, oltre ai due sistemi di gioco diversi, l’uno l’immarcescibile 4-3-3, e l’altro un compassato e per niente veloce 4-2-3-1, anche due modi diversi di interpretare la gara: se D’Aversa, anche di fronte alle palesi difficoltà, raramente cambia assetto, Velazquez si dimostra subito, tutt’altro che integralista: incassato il secondo gol ecco, che sfodera il primo cambio di sistema, dentro il polacco Teodorczyk, attaccante appena acquistato nell’ultimo tuffo di mercato, al posto del centrocampista Barak, per l’occasione proposto dall’inizio come improbabile trequartista, con l’intento, riuscito, di mettere apprensione ai due centrali di difesa del Parma,  fin a quel momento  bravi ad imbrigliare l’isolata punta centrale Lasagna. Poi, non contento del nuovo assetto a 4-4-2, di fatto, con il terzo cambio quello di Behrami per De Paul, mettendosi a specchio con un 4-3-3 che gli ha permesso di chiudere in attacco la gara nel tentativo di sferrare il cosiddetto colpaccio. Quindi due modi diversi di interpretare le gare, che al di là dei moduli o più propriamente dei sistemi – che secondo molti non contano, o per dirla alla D’Aversa, julio velazquezdovranno essere considerati più avanti, e non ora, perché attualmente ciò che conta è altro e cioè la determinazione e la motivazioni – segnano l’andamento da una parte o dall’altra della gara stessa. Nella fattispecie della gara di domenica sera, però queste due mentalità stando ai fatti e ai risultati, si sono equivalse, ma non sempre è così, e non sempre sarà così, perché, alla lunga stando, agli esiti finali, non di un gara, ma di un intero torneo, la mentalità, definiamola, multisoluzioni, all’Allegri, tanto per intenderci, prevale sulla quella monotematica, molto apprezzata, anche se non vincente, alla Sarri, sempre per intenderci meglio. Lo so: siamo solo all’inizio, e sebbene sia sempre meglio imparare dai migliori, sotto ogni aspetto, sia su quello del gioco, e sia su quello dei risultati, questa logica dell’occorre fare la seguente cosa, non sempre paga, e non sempre risulta essere la soluzione migliore o più efficace: nel calcio, occorre non prendere dritti, ma non occorre neppure trovarsi a saper fare niente se non quello che si conosce bene a scanso di ogni novità e di ogni discorso legato a flessibilità ed imprevedibilità. E’ presto per fare questo tipo di guerre di religione, su questo, siamo d’accordo, però la serie A costringe tutti a cercare di sbagliare di meno, per evitare scivoloni improvvisi, al presente, e guai peggiori, in futuro. Però nella prima gara fra la squadra più italiana del campionato, il Parma con capitano straniero (ALVES che ha già conquistato le folle del Tardini per l’atteggiamento risoluto verso il direttore dell’incontro alla Lucarelli e una certa qual decisione negli interventi) e una di quelle più internazionalizzate, ma con capitano italiano (LASAGNA), non abbiamo colto il senso bruno alves parma udinesedella regolamentazione sulle rose a 25 calciatori, varata qualche anno dalla Federcalcio, durante la presidenza TAVECCHIO. Non abbiamo capito  a cosa è servito limitare il numero delle rose, con l’introduzione dei 4 giocatori maturati nei club italiani, e i 4 maturati nei club, visto che il numero di giocatori stranieri presenti nel nostro campionato è in aumento. Ricapitolando: dopo il mercato il Parma ha presentato la prima lista alla Lega, composta da 21 giocatori over 22, non 25 perché mancano tutti e quattro i giocatori cresciuti nel club, esclusi e quindi temporaneamente fuori rosa, tra gli altri, risultano essere Munari, Di Cesare, Dezi, Scaglia, Baraye, per la cronaca i 4 giocatori che sono cresciuti in club italiani sono: Gobbi, Rigoni, Di Gaudio e Ceravolo.  Al momento nella rosa possono essere inseriti tutti i giovani under 22 quelli nati dopo il 1996, e il Parma può contare su Sierralta, Dimarco, Bastoni, Da Cruz. Sempre per la cronaca non esiste nessuna squadra, tra le tavecchio20 iscritte alla serie A, che presenta 4 calciatori maturati nel club, alla faccia della bontà dei nostri vivai: al massimo vi sono squadre con 2 giocatori fatti in casa, citiamo la Roma con De Rossi e Florenzi, la Lazio con Strakosha e Cataldi, la Juve con Pinsoglio (chi è?) e Rugani, e il Milan con Donnarumma e Calabria. Un po’ poco non vi sembra? Ma è possibile che nessuno sia in grado di invertire la tendenza e che, con tutte le scuole calcio e le academy che invadono il nostro territorio, nessuno è in grado di scoprire, formare e far crescere i giovani calciatori? Che non abbia ragione chi sostiene che le scuole calcio non servono a niente e che sarebbe più opportuno ritornare alla strada – o agli oratori – per far crescere, tra le difficoltà, i giovani. Poi forse con qualche regola in meno, e con tanto buon senso in più, i risultati arriverebbero… Ma questo è tutto un altro discorso che non interessa più di tanto quasi come il cambio, che so… tra una figlia di un gommista e quella di un carrozziere che sarebbe come cambiare – rigorosamente a tavolino, prima della partita, senza occhio alla stretta attualità del campo – una mezzala con una mezzala, o un’ala con un’altra ala. Della serie: nel calcio occorrono idee ed intuizioni non flanella… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

50 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Dura la vita da neopromossa, tra VAR e contropiede o contropersone

  • 21 Agosto 2018 in 14:59
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    complimenti signor baroni per l’approfondimento su war
    ero in tribuna e stavo seguendo la nostra azione d’attacco ma poi è saltato fuori che c’era da rivedere cosa era accaduto prima nella nostra area di rigore. Io lì per lì non ci ho capito molto anche perchè nessuno di loro aveva protestato. Poi non ha protestao nessuno di noi. Va bene che era netto, ma l’arbitro che viene richiamato e non è lui a chiedere ha ragione lei: non è regolamentare!
    Forse la prima volta al Tardini della war doveva essere meglio raccontata dai nostri bravi giornalisti

  • 21 Agosto 2018 in 15:03
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    Ciao Gianni,

    il sistema in generale viene considerato al femminile, la VAR

    l’addetto, arbitro, che opera nella saletta apposita, viene chiamato il VAR ( praticamente è colui che ha attirato l’attenzione dell’arbitro circa il contatto di GOMITO di Grassi nella nostra area , appunto, uno zelante delatore ma è giusto così…il fallo c’è stato e LALU’
    al l’ha segnalè subita !!!)

    moro

    • 21 Agosto 2018 in 15:20
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      mi go quel da dir, moro

      ma non sul fallo che c’era, ma come ha scritto baroni la cosa controversa è se dovevano essere i war a intervenire di loro volontà o l’arbitro a chiedere aiuto. L’arbitro sera miga acor ed gnenta e anca se i war lan ciamè subit lè pasè dal temp propria perché anse ne era miga acort.

      La moviola in campo non dovrebbe prevaricare la decisione umana a meno di errore macroscopico, ma qui se non lo vedeva occhio di lince nessuno avrebbe mai detto niente

      • 21 Agosto 2018 in 16:45
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        Per me l’intervento Var ci sta proprio per il fallo sfuggito all’arbitro e il regolamento vigente prevede proprio questo.
        Concordo, però, sul fatto che prima della tecnologia dovrebbe prevalere il fattore umano
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        • 21 Agosto 2018 in 16:53
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          veh alessio metot dacordi con ti stess:
          .
          se dici che deve prevalere il fattore umano non puoi esser d’accordo con l’intervento del Var, va bene il fallo netto, ma non era una situazione così macroscopica da giustificare la correzione dal var dell’operato arbitrale

  • 21 Agosto 2018 in 15:08
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    “la mentalità, definiamola, multisoluzioni, all’Allegri, tanto per intenderci, prevale sulla quella monotematica, molto apprezzata, anche se non vincente, alla Sarri, sempre per intenderci meglio”

    D’aversa è monotematico, mai una volta che cambi dal suo schema: vuole giocatori doppi per poterli intercambiare,, ma passare da inglese a ceravolo è come passare da belen alla mazzamurro

    Dicono che sia stato inglese a chiedere il cambio (gobbi non cha pensato) ma a quel punto lì, preso il secondo gol col terzo nell’aria, non poteva stringere i denti l’uno e inventarsi qualcosa di diverso l’altro. Velasquez h cambiato parecchio daversa sempre uguale a se stesso

    • 21 Agosto 2018 in 16:49
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      Complimenti anche da parte mia a Gianni Barone per avere individuato, con competenza, un tema che temo (scusate il gioco di parole) ci accompagnerà a lungo, ossia la differenza di mentalità tra “multisoluzioni” e “monotematico”.
      Bravo1
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    • 22 Agosto 2018 in 11:14
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      Concordo.
      Come passare da una bella ragazza a una vecchia da ospizio

  • 21 Agosto 2018 in 15:42
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    Purtroppo il var è ha cambiato l’inerzia della partita. Non dico che il rigore non ci fosse, però poi le cose sono cambiate. Magari cambiavano lo stesso perché era da un po’ che eravamo in apnea, ma quei due gol in quatro minuti potevano costarci non solo due, ma anche tre punti e qui sarebbero tornati tutti i cornacchioni che adesso se ne stanno nascosti

    • 21 Agosto 2018 in 16:48
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      E’ vero, l’inerzia della partita è cambiata dopo l’intervento Var, ma già da prima la squadra crociata era rinculata troppo all’indietro, in linea con quanto ci ha abituato in questi anni D’Aversa. Il gol era maturo comunque e il raddoppio subitaneo è lì a dimostrarlo.

      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 21 Agosto 2018 in 15:45
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    Apro una piccola parentesi che non c’entra con l’argomento.
    Qualcuno ieri ha seguito Bar Sport?E sopratutto, avete sentito com’è composto il nuovo palinsesto relativo alle trasmissioni sportive del Parma? No perchè lo trovo a dir poco scandaloso!!
    Bar sport con il solito piovani il gastronomo e una nuova valletta e il mitico Calcio&Calcio con la Mercadanti???Ma stiamo scherzando?
    E ho da poco appreso che Angella, che era l’unico vero bravo giornalista del gruppo, escluso e confinato a telereggio? Mo co el col lavor chi? Altro che fusione…è uno schifo totale!!!

    • 22 Agosto 2018 in 01:28
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      concordo in pieno,
      abbiamo bisogno di una critica, di una vera critica.

      ora,
      Bar Sport e Calcio&Calcio avranno la stessa linea.
      si differenzieranno in quanto uno sarà dedicato al commento della gara effettuata nel weekend, l’altro darà più spazio ai tifosi da casa e alla prossima gara, ma la linea resterà la medesima.

      saremo sempre più allo scuro di come andranno le cose.. altro che informazione.

      NON VA BENE.

      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_negative.gif

  • 21 Agosto 2018 in 15:47
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    Ah dimenticavo, il grande Schianchi ospite fisso….non mi esprimo per non rischiare querele

    • 22 Agosto 2018 in 01:30
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      chiamasi ruffianata alla GDS…
      sperando chissà cosa…
      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_negative.gif

  • 21 Agosto 2018 in 15:49
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    e boni? il vero scandalo è che non c’è boni

    però che brutta fine calcioecalcio

    ma chi è la nuova valletta di piovani? mi sembra più giovane della mercadanti, però non capisco la sua bocciatura

  • 21 Agosto 2018 in 15:56
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    inglese 100000 volte meglio di balotelli

  • 21 Agosto 2018 in 16:27
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    Inglese farà davvero bene e penso si possa guadagnare anche la convocazione in nazionale.
    per il gioco di D’ Aversa e con dei laterali di media classifica che abbiamo (almeno li ci siamo) e considerando la piazza ritengo che almeno 12 goal li farà. se Gervinho poi andrà in forma e avrà voglia, e il centrocampo supporta oltre le previsioni potrebbe andare sui 18.

    • 21 Agosto 2018 in 16:38
      Permalink

      Sono convinto anch’io che Inglese possa approdare in Nazionale e per il Parma dopo la cavalcata “come noi nessuno mAi” sarebbe un’ottima ciliegina sulla torta avere un proprio tesserato in azzurro… E che sogno se esordisse proprio nella nuova bomboniera del Tardini. Io dico che segna 15 gol….
      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 21 Agosto 2018 in 17:17
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    ma quando inizia la prevendita dei biglietti per parma juve?

  • 21 Agosto 2018 in 17:56
    Permalink

    Bar sport soporifero, molto meglio calcio e calcio con angella e boni

    • 21 Agosto 2018 in 21:17
      Permalink

      No vi prego Boni no. Angella anche anche, Ampollini pure, ma la lu no, l’era insoportabil.

      • 22 Agosto 2018 in 00:26
        Permalink

        Almeno lui non ha mai fatto niente per nascondere di essere un giullare, anzi le sue provocazioni cui andava dato il giusto peso, spesso mi facevano ridere. Altri con tanto di tesserino da giornalista sono invece dei veri pagliacci ma quando vogliono fare gli spiritosi non ce la fanno proprio.

  • 21 Agosto 2018 in 17:58
    Permalink

    Inglese, Gagliolo e Barillà presto convocati in nazionale….

  • 21 Agosto 2018 in 18:00
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    È stata depositata la lista definitiva della rosa?
    Sempre e solo forza Parma

  • 21 Agosto 2018 in 21:09
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    Siligardi peggiore in campo? Tutte le azioni più pericolose sono partite dai suoi piedi, come l’occasione di Di Gaudio nel primo tempo e il 2-0 di Barillà. Io l’ho sempre criticato, ma 2 giorni fa ha dimostrato di avere classe per giocare in A.

  • 21 Agosto 2018 in 21:32
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    Piovani dice tutto, sintesi semantica di una parmigianità sbadacciosa e flatulente

  • 22 Agosto 2018 in 01:42
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    Siete voi che siete prevenuti, perdevano 2-0 hanno messo un attaccante niente di che lo ha fatto anche d Aversa in passato, poi se Barone scrive che col cambio behrami de paul volevano vincere mah.. forse volevano vincere ma quello è un cambio conservativo.
    Il var lo possono chiedere anche gli assistenti non solo l arbitro, è stata una stupidata di Grassi che comunque a mio parere ha fatto una buona gara

    • 22 Agosto 2018 in 11:51
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      Prevenuti sta cippa. D’Aversa è monotematico. Non lo schiodi. Velasquez, che viene dalla pallavolo, è molto più duttile e aperto e cambia tatticamente

      • 22 Agosto 2018 in 12:45
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        Siete andati avanti un anno a dire che ci si difende bassi senza pressare, alla prima giornata facciamo 2 gol recuperando palla sulla trequarti e non se ne accorge nessuno.. non era proprio il caso di forzare la polemica dopo questa partita, goditi velasquez le altre 6-7 partite che gli restano

        • 22 Agosto 2018 in 12:59
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          Lascia perdere i due gol, il secondo molto occasionale e con un portiere vero in porta non fatto: per tutto il secondo tempo, come sempre nella gestione d’aversa, il parma era rinculato nella propria trequarti dominata dall’udinese di Velasquez che sa leggere le partite al contrario del tuo d’aversa

          • 22 Agosto 2018 in 13:14
            Permalink

            io aspetto a criticare duramente D’Aversa.

            ha la scusante di:
            1) non aver avuto tutti i titolari a disposizione.
            2) non aver avuto tempo necessario per amalgamare la formazione titolare.
            3) essere esordiente in serie A, non ancora propenso ad attuare accorgimenti tattici a gara in corso.

            diamogli tempo…
            sperando di raggiungere quanto prima gioco e risultati, altrimenti…

            http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_wacko.gif

        • 22 Agosto 2018 in 13:19
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          i 2 gol sono: una prodezza di Inglese ed una ribatutta di Barillà su papera del portiere, vi prego NON dimentichiamolo..
          http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 22 Agosto 2018 in 13:21
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    al di là del tono volutamente polemico con gabriele non mi pare di avere criticato duramente d’aversa.
    Le tue attenuanti possono anche avere un senso, o anche no. Ad esempio che minkia c’entra se è esordiente in serie A? Come direbbe Ghirardi il calcio è uguale in tutte le categorie dagli amatori alla serie A: la partita o la sai leggere o no e d’aversa in due anni ha dimostrato di non saperla leggere perché non ricordo partite vinte grazie a sue felici intuizioni

    • 22 Agosto 2018 in 15:04
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      con me su questi discorsi sfondi una porta aperta.
      però, come ho già scritto, quest’anno aspetto qualche partita prima di criticare il mister. non ho mai visto un gioco e neppure letture e correttivi efficaci a partita in corso come ho già scritto..
      però io aspetto perchè gli hanno fatto la squadra 5 giorni fà, quindi attendo qualche settimana di allenamento con la formazione titolare disponibile.
      tutto qua.

      • 22 Agosto 2018 in 15:10
        Permalink

        non so quanto Ghirardi se ne intendesse di calcio, comunque se metti un pischello (esordiente ed inesperto a gestire giocatori di esperienza e personalità) ad allenare il Real Madrid vedi quanto conta…

        guarda la crescita di mister Ancelotti (campione col milan) dai tempi della panchina della regia..

        guarda la figura di Gasperini a milano..
        e le sue qualità qui non si discutono.

        • 22 Agosto 2018 in 15:30
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          Ghirardi intendeva che le dinamiche del calcio sono uguali in tutte le categorie, non che uno da terza categoria potesse allenare il real
          Quindi non dico che chi sa leggere le partite di terza categoria sa leggere quelle di serie a, ma che si vede se uno sa leggere le partite sia in terza categoria che in serie a

          ancelotti? Adesso è bollito, ma quando era da noi non era acerbo, era acerbo il pubblico che lo fischiava perché mangiava il chewingum, o perché aveva il cappellino o perché aveva il sopracciglio alzato

          Gasperini? penso che ognuno abbia le sue dimensioni. all inter ha fallito, ma genoa e atalanta ha fatto bene, molto bene, ma il passaggio tra genoa e atalanta e inter è grande, forse anche più delle tante qualità di gasperini

      • 22 Agosto 2018 in 15:31
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        se non sa leggere le partite non le sa leggere non penso che impari dopo cinque partite o alla fine della stagione se ci arriva

  • 22 Agosto 2018 in 13:32
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    e chi se lo dimentica? Te togli inglese al parma e annulli il suo potenziale. speriamo che non gli venga mai un raffreddore.
    la vera differenza tra la serie b e la serie a si è vista quando cervaolo è entrato al posto di inglese. e ceravolo in serie b è un top player. togli inglese al parma e non vai da nessuna parte (pensa al pisa) inglese è la fortuna di d’aversa
    il primo gol (prodezza individuale) aveva portato in vantaggio il parma non so quanto meritatamente, ma se hai il centravanti forte e vivi dei suoi colpi va bene così, il secondo è stato molto fortunoso, grazie scuffet

    • 22 Agosto 2018 in 15:14
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      si, però aspettiamo anche a criticare Ceravolo.
      in curva domenica ne ho sentite di tutti i colori sulla belva..

      sino all’altro giorno era in procinto di accasarsi in cadetteria, ora, diamogli il tempo di andare in forma e di acquisire fiducia e secondo me un lottatore come lui può darci una mano, è uno che lavora sporco per la squadra, qualità non da tutti, aspettiamolo..

      • 22 Agosto 2018 in 15:34
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        lasciamo perdere quello che si dice allo stadio, io non ho criticato, ho solo detto che si vede la differenza tra serie b (dove era un top) e la serie a (dove il centrale dell’udinese non gli ha fatto toccare biglia, anche se lui era stanco, mentre ceravolo appena entrato). Inglese, centravanti vero da serie a, lo aveva fatto diventare matto

        • 22 Agosto 2018 in 18:38
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          Ceravolo in Serie A può essere un efficace attaccante in appoggio ad una prima punta fisicamente forte, impiegato da prima punta deve fare i conti con centrali 10 cm più alti di lui…

          • 23 Agosto 2018 in 11:22
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            io Ceravolo lo giudicherò SOLO quando sarà in condizione e avrà accumulato minuti di gara.

            un TOP in serie B non diventerà un FLOP in serie A.

            riguardo all’altezza, vogliamo parlare di Calleon Mertens Insigne o Caputo ecc ?

            dipende dal gioco della squadra e dalle palle che vengono indirizzate agli attaccanti.
            se fai cross a Mertens vedrai primeggiare il suo marcatore, con palla a terra ed in profondità le cose cambiano..

            trovato l’assetto della squadra Ceravolo dirà la sua, ne sono certo, non prevarrà sui difensori con lo stacco sui cross ma con i movimenti con la copertura degli spazi con il far reparto da solo, per lui (come per altri) è più questione di forma e movimenti di squadra che di cm.

            attendere fiduciosi, prego.

            http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_cool.gif

  • 22 Agosto 2018 in 13:32
    Permalink

    Non ripartivamo più perché eravamo cotti, l unica era stare chiusi, abbiamo sbagliato a sottovalutare la tenuta, primo tempo l udinese si è solo difesa non ha fatto vedere nulla.
    Bisogna prenderla molto dolce quest anno si vinceranno poche partite e se ne perderanno parecchie, probabilmente a cominciare dalla spal, squadra che lavora da anni su un progetto tecnico, cosa che noi con faggiano ce lo sognamo

  • 22 Agosto 2018 in 13:35
    Permalink

    no, non eravamo cotti, è la mentalità

    ce la siamo fatta sotto

    preso il gol dal var subito dopo un altro ed è andata bene così

    l udinese sa sfruttare meglio i contropiedi di noi che ci vergogniamo a farli

    • 22 Agosto 2018 in 18:46
      Permalink

      La verità sta nel mezzo. Diversi giocatori non ne avevano più e tatticamente sarebbe stato opportuno passare ad un modulo più conservativo per potere avere più possesso palla.
      In Serie A non ci si può permettere di sfilacciarsi concedendo troppi spazi agli avversari

  • 22 Agosto 2018 in 15:44
    Permalink

    Via i cinesi da Parma, n si può gestire una squadra in A con un budget da elemosina. Con loro si può solo restar stabilmente in B

I commenti sono chiusi.

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