IN MORTE DI TULLO BARONI, il ricordo di Gabriele Majo

GABRIELE-MAJO-Foto-Franco-Sacc-Archimmagine-007.jpg(Gmajo) – E così il presidio di Via Verdi o di Via Garibaldi – a seconda dell’ora del giorno o della sera – ha perso uno dei suoi massimi esponenti: assieme a fraterni amici come il sarto Setti, il giornalista Silva e Ceresini Jr, Tullo Baroni era facile incrociarlo, seduto al volante della sua autovettura, posteggiata vicino al marciapiede (se non sopra), di una delle due centrali strade cittadine. E lì, in quella sorta di ufficio volante, teneva sott’occhio la città, perché benché fosse di primo mestiere un assicuratore – con ufficio fisso in Via Verdi, ma un poco più avanti rispetto al mobile – lui era giornalista dentro. E sapeva tutto di tutti. Non solo di pallone, la sua grande passione. Ma anche di cronaca cittadina. Non per niente è stato, negli ultimi anni, direttore prima di Parma Ok e poi del suo spin-off Il Mattino di Parma, in sostanza due giornali on line nei quali i suoi giovani collaboratori mettevano in pratica le sue idee e suggerimenti. Prima di avvicinarsi al mondo del web, tutto sommato abbastanza da precursore, aveva legato la sua persona al Resto del Carlino, nei ruggenti anni Settanta quotidiano regionale presente con una redazione in città in Borgo Angelo Mazza (oggi nota per l’Ostemagno), laterale di Via Cavour su cui spiccava un’insegna al neon a caratteri cubitali del giornale concorrente della Gazzetta di Parma, dove Tullo, secondo la testimonianza di Gian Carlo Ceci, pubblicata l’altro giorno su StadioTardini.it, aveva iniziato a muovere i primi passi. A quei tempi, poi, Stadio, quando la fusione con il Corriere dello Sport era ancora lontana a venire, era imparentato col Carlino, e così la sinergia tra i due tullo baroni slidegiornali regionali, quello sportivo e quello d’informazione faceva sì che ci fossero comuni collaborazioni. Ma nel mio immaginario della memoria Tullo rimane più ancorato al Carlino – che non a Stadio, la cui icona era Clelio Colabona – perché mentre altri giornalisti suoi contemporanei facevano la gara a mettere il bastone tra le ruote a me, più giovane, riuscendo anche a mandarmi in fumo collaborazioni e/o assunzioni prestigiose (il “vicario” o “esecutivo” Gianni Barone è buon testimone di questo, essendo stato anche lui vittima di detto ostracismo, se no a Pressing prima maniera, tanto per citarne una, saremmo approdati noi, dopo che avevamo già dettato le nostre generalità alla segreteria di redazione per appuntarci nel libro-paga…), lui, Tullo, mi aveva dato l’opportunità di affiancarlo appunto cfunerale tullo baroniome corrispondente del Carlino. E di questo gli resterò eternamente grato, come ieri, commosso, ho detto alle figlie Elena e Barbara. Ciò non toglie, però, che, come sempre nella vita terrena, ci possa esser stato qualche momento di divergenza. Quello più acuto fu in occasione della “presunta” venuta a Parma di Luciano Moggi – siamo già nel post Calciopoli, quando dunque non era particolarmente igienico frequentarlo – a pranzo in un rinomato ristorante di pesce della nostra provincia con commensali Tommaso Ghirardi e famiglia e il diesse pro tempore Andrea Berta: in quell’occasione sussurrarono i maligni, vennero gettate le basi per l’arrivo, pochi mesi dopo, del Plenipotenziario Leonardi. Tommaso Ghirardi, nell’occasione, mi ordinò perentoriamente (all’epoca ero responsabile ufficio stampa e comunicazione del club, prima del noto divorzio) di minacciare le vie legali a Tullo Baroni perché non era vero che aveva pranzato con Moggi. Io obbedii – da buon carabiniere “usi obbedir tacendo e tacendo morir” –tullo baroni pipa e così paventai querele et similaria all’impassibile Tullo, sicuro del fatto suo, anche perché potrebbe esser stato chi ha dato loro da mangiare a far la delazione. Poche ore dopo, poi, Ghirardi, invitato alla festa del Parma Club Monticelli, mi chiama e mi chiede quanto tempo ci vuole per arrivare lì partendo dal casello di Medesano. Medesano, Felegara (dov’era il ristorante) il passo è breve e così capisco che c’è qualcosa che strusa…  Al medico devi dire la verità se vuoi che ti possa curare, così come allo specialista di una data materia, come può esser la comunicazione, devi dare fiducia se vuoi cercare di limitare i danni. Da quel momento smisi di minacciare querele in conto terzi… Il ricordo più recente di Tullo riguarda, invece, la comune collaborazione con Calcio & Calcio su Teleducato ove, nella stagione 2013-14 facevamo entrambi gli opinionisti, lui più filo-governativo, io un tantinello meno: il giovin Lorenzo Fava il 21 Gennaio 2014 nel resoconto di una puntata su StadioTardini.it, ad esempio, aveva annotato di un acceso match tra il Grillo Parlante Majo vs TulloSauro Baroni. Un’altra volta, in epoca Centenario, si produsse nell’apologia di Calisto Tanzi: del resto i due erano compagni di scuola: “Se domenica il Parma ha potuto festeggiare il Centenario alla presenza di quei campioni formidabili, il merito è di Calisto Tanzi, che negli anni 90 ha fatto grande la società rendendola celebre a livello internazionale. Nessuno pegabriele majo tullo baronirò lo ha ricordato”, facendo dividere, ma neanche tanto, i telespettatori tra chi lo ringraziava per i fasti della Grandeur e chi ne ricordava le conseguenze pesanti del crac sulle famiglie. Con Geremia Negri abbiamo spesso rimembrato, con spasso, degli aneddoti col TulloSauro che faceva impazzire Michele Angella, conduttore molto bravo del programma, ma perfettino e sovente rigido sulla scaletta: più di una volta alle domande puntuali e circostanziate di quest’ultimo, Tullo svicolava – facendolo andare su tutte le furie, con nostro sommo divertimento – replicando: “Io questo non lo so. Quello che so è che…”; memorabile poi, quando una volta fece sbracciare il povero Angella, che lo aveva pizzicato mentre sotto i riflettori beveva di nascosto da una bottiglietta d’acqua durante il programma, col DSC02071.jpgregista impietoso lì ad immortalarlo. Puro gaudio. Del resto, come ricordato anche durante il Rosario e nelle esequie dal parroco dello Spirito Santo dallo “sportivo” Don Giuseppe Mattioli (parrocchia che festeggia il 50°, nata dunque nel difficile ’68, quello raccontato direttamente a Praga da un giovanissimo Gian Franco Bellè, altro parrocchiano illustre e pluricitato dal presbitero durate le funzioni, del resto, pur essendo assai diversi Gian Franco e Tullo erano molto legati) a Tullo piaceva scherzare, era sempre il primo a farlo, magari prendendosi anche in giro da solo con una sana-autoironia per la sua menomazione fisica che non gli ha certo impedito (direi tutt’altro) di perseguire tutti gli obiettivi vitali: lui stesso si dilettava a raccontare di quella volta che, dopo un piccolo incidente stradale, vedendolo scendere piuttosto sbilenco dall’auto, il suo investitore, disperato, si mise le mani tra i capelli dandosi del disgraziato: “Dio, ma cosa ho fat!!!”, con l’imperturbabile Tullo a tranquillizzarlo: DSC01249.jpg“No, guardi, ero già così…”. Così come non si scompose quando i tifosi, dalla Nord, impietosi, gli cantavano: “E chi non applaude con noi è Tullo Baroni…”. Perdonali, Tullo, erano dei ragazzi. Per chiudere questo ricordo-saluto do la linea a Fabrizio Pallini, che sulla chat su WhatsApp dei reduci di Radio Onda Emilia/Radio Emilia, aveva postato questo pensiero, un po’ da medico, che comunque sottoscrivo: “Siamo molto addolorati per via della scomparsa dell’amico Tullo Baroni, compagno di tanti momenti di Sport legati al Parma Calcio. Si ritroverà lassù in Cielo con gli amici Romano Bonati e Giampaolo Anghinetti, potranno così ‘baccaiare’ tranquillamente sulle vicende e sorti della squadra crociata. Tullo e Romano forse finalmente senza le amate e odiate sigarette…”. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “IN MORTE DI TULLO BARONI, il ricordo di Gabriele Majo

  • 29 Agosto 2018 in 20:08
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    Sempre bei ricordi i suoi direttore. R.I.P. http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

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