CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Parma, la squadra più italiana che c’è… (Con buona pace di Mancini e Tavecchio)

gianni barone(Gianni Barone) – Una volta esistevano i tecnici federali (Valcareggi, Bearzot, Vicini) che non si lamentavano mai, e qualcuno vinceva anche il Mondiale. Poi, alla guida della Nazionale, sono arrivati i tecnici di club, che tranne Lippi, non hanno vinto niente e si sono via via sempre più lamentati del fatto che con la presenza massiccia di stranieri, la scelta di giocatori per la massima rappresentativa azzurra, diventava  sempre un po’ difficile, per non dire complicata, in quanto, sempre meno calciatori  italiani e sempre meno giovani risultavano titolari delle varie squadre, grandi e piccole, di club. Buon ultimo, l’attuale c.t. MANCINI il quale, prima di affrontare la novità, di questa Nations League (spero di averlo scritto bene), ha posto l’accento, in maniera decisa sullo scarso impiego di calciatori italiani nel nostro campionato, visto la sempre crescente presenza di calciatori stranieri, comunitari ed extra. Non ha detto niente di nuovo di quello che già si sapeva, e neanche le nuove norme sulla composizione delle rose di over 22, varata durante la presidenza Tavecchio, sono riuscite a, non dico eliminare, ma a cercare di risolvere il problema visto l’aumento annuale, nel nostro torneo, di sempre nuovi elementi d’oltralpe e d’oltre cortina, alcuni dei quali sconosciuti, ed altri, lasciatemelo dire, anche un tantino scarsi. E’ anche una questione di soldi. IMG-20180728-WA0017Come sempre. Magari pure di balzelli, tanto che il Vice Premier Salvini, noto appassionato di calcio, starebbe pensando a come intervenire in questo senso (dietro l’exploit della Spagna di qualche anno fa c’era anche la convenienza economica per campioni o presunti tali a giuocare lì dove l’imposte erodono meno il proprio patrimonio) e se non a frenare l’esodo in Portogallo dei nostri pensionati almeno strologare iniziative analoghe per importarne da noi. Immigrati. Però, tornando agli strangers, gli stessi scarsi o bravi che siano trovano sempre maggiore spazio nelle formazioni titolari, rispetto agli atleti nostrani, non è che si vuole affermare, anche nel calcio, il motto salviniano, “Prima gli italiani”,  però, con la speranza di non incorrere, non dico in avvisi di garanzia come quello piovuto a carico del vice primo ministro, e neanche nel voler suscitare l’ira dei benpensanti tutori del politicamente corretto, mi corre l’obbligo d’imporre una riflessione, alla luce dei dati, sulla questione italiani, stranieri, titolari o meno nelle nostre squadre di calcio. I numeri infatti sono impietosi e sintomo di un problema, che andrebbe affrontato e risolto, in altre e più opportune sedi. I dati ci dicono che nei tre decenni precedenti all’attuale, cioè dal ’90 fino al 2010, la presenza di calciatori stranieri in Italia, si è quadruplicata, passando cioè dagli anni prima della sentenza Bosman, datata 1995, da un minimo di 53 calciatori ad massimo di 228 del 2010. Sappiamo che la sentenza citata, da tutti salutata come una conquista di civiltà, in un mondo quello del calcio, dove esisteva, fino a quel momento, un vincolo, che  dire stringente sarebbe poco, sulla possibilità di trasferimento di lavoratori (privilegiati, ma pur sempre lavoratori) nell’ambito dell’Unione Europea. Una conquista che a distanza di decenni non riesce, nel nostro caso, non dico a migliorare, ma almeno a far intravedere la possibilità di una  via d’uscita, dall’impasse derivata, da questa sorta di bosmaninvasione, che a detta del ct, e non solo, frena, non poco, la piena maturazione, dei talenti nostrani, sempre ammesso che ci siano, nell’ottica del loro presente e futuro inserimenti nel Club Italia. Quindi tutta colpa, della sentenza Bosman, e del massiccio arrivo di stranieri, se la nostra Nazionale non si è qualificata sotto la gestione Ventura-Tavecchio, e se continua a stentare durante la nuova, e tutti speravano, già dagli inizi, proficua e vincente, gestione Mancini? Non penso e non credo sia così o sia solo così: vi sono tanti altri problemi legati ai vivai, che su queste colonne, abbiamo cercato di sviluppare senza avere avuto, per altro, nessun contributo, nello spazio commenti, da parte dei nostri lettori, più propensi a blaterare di altro, tifosi del PARMA. Lo so questi sono argomenti che non prendono, che non arrapano, che non infiammano la fantasia di nessuno, e che di conseguenza non meritano l’attenzione di chi nutre la passione per i colori Crociati. Però, ogni tanto, svestendo i panni, del tifoso, che palpita per le sorti della propria squadra, si potrebbe tentare, anche, di trattare argomenti ostici, e poco esaltanti, come quello della crisi tecnica delle nostre nuove generazioni. E se non lo facciamo a campionato fermo… Ciò che consola ritornando ai dati e ai numeri e che, dopo le prima tre giornate di campionato, la squadra che ha utilizzato, nell’undici titolare meno stranieri, e quindi la più italiana di tutte risulta essere proprio, il nostro Parma: nessuno lo ha ancora sottolineato con forza, ma è così. Infatti  schierando 2 stranieri alla prima giornata, 2 alla seconda e 3 alla terza, si assicurata questo parziale, e non sappiamo quanto utile primato, infatti precede con una media di 2,33 stranieri a partita, Frosinone (3,66), Cagliari (4), Sassuolo (4,66), Spal (5), Empoli (5). Le squadre citate, secondo parma udinese undici crociatouna sorta di teorema TAVECCHIO, esposto di recente dalle nostre parti (lasciamo perdere le farneticazioni sui famosi 5 milioni prestati per chiudere la stagione del fallimento, già chiosata da altri altrove, anche se egli dovrebbe ben sapere che quei 5 milioni servirono a chiudere regolarmente quel Campionato di Serie A, senza defezioni, ché tanto poi, dalla D si è ripartiti e da lì, comunque si sarebbe ripartiti, quindi non sarebbe stata un’altra storia se anche quei soldi non ce li avesse prestati e di certo non regalati), in occasione di una inaugurazione di un Centro Federale di calcio per dilettanti in quel di Colorno (nei cui dintorni pare sia molto amato dall’imprenditoria locale), dall’ex numero uno delle FIGC, attuale capo della Lnd Servizi (le vie delle poltrone federali sono infinite), sarebbero le sole a rispettare i canoni dettati, da un’ipotetica regola (non si sa bene quanto costituzionale o comunque legale) che imporrebbe, alle società, di schierare per partita, un massimo di 5 giocatori stranieri, con la maggioranza, in numero di 6, di calciatori italiani compresi gli Orspal parma genoa nel cuoreiundi, che, di qui in avanti, saranno sempre di più. Se ciò fosse vero o fosse norma, molte delle maggiori squadre di club italiane, dovrebbero di gran lunga rivedere i loro piani: infatti, in base alla classifica precedente, squadre come il NAPOLI con la media di 9,66 giocatori stranieri schierati nelle prime giornate, Udinese( 8,33), Atalanta (8,33), Inter (8,33), Juventus (8,33) Bologna (8), Fiorentina (8), Genoa (8), Roma (8), Lazio (7,66), Sampdoria (7), Milan (6,5), Torino (5,33), Chievo (5,30), sarebbero tutte fuori norma e in difetto. Difficile che si possa attuare tale tipo di modifica normativa, anche perché gli interessi enormi che sono in ballo, vacillerebbero non poco. Se poi ci addentriamo nello specifico della minoranza di calciatori italiani schierati, sempre nelle prime tre giornate, scopriamo che hanno giocato dal primo minuto 12 portieri italiani, 39 difensori, 33 centrocampisti e 24 attaccanti. Se poi vogliamo proprio infierire, dobbiamo riportare che sono solo 15 i giocatori italiani Under 22, cioè nati dopo 1 gennaio 1996, finora utilizzati dall’inizio, e quelli Under 25 e Over 22, quindi nati dal 93 al 95 sono 26. Quindi, senza dare alibi e accampare scuse, il compito dei selezionatori, e oltre a MANCINI ci mettiamo anche Di Biagio, per l’under 21, non è certamente dei più agevoli. Ma allora com’è veramente la storia? I tavecchio pinocchio majo grillo parlantenostri meno bravi o è solo questione  di moda o d’interessi economici superiori che non vanno sovvertiti? Sta di fatto che, nonostante gli esperimenti, la nostra Nazionale maggiore non vince una gara ufficiale da quasi un anno, l’ultima contro l’Albania, e l’Under 21, pur vittoriosa nel recupero schioppettante (neologismo per scoppiettante) e pirotecnico con l’Albania di iersera, era stata battuta, prima, nettamente dalla Slovacchia, non propriamente una classica potenza calcistica. Purtroppo la realtà è dura e la soluzione non passa quasi mai, o solo, da interventi normativi. Intanto ci accingiamo al confronto fra la più italiana di tutte, Il PARMA, contro una delle meno italiane l’INTER: vedremo che bandiera, questa volta trionferà. Evviva l’italianismo e la libertà di essere schiavi di norme, sentenze e trend… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Parma, la squadra più italiana che c’è… (Con buona pace di Mancini e Tavecchio)

  • 12 Settembre 2018 in 17:26
    Permalink

    mancini uno degli allenatori piu sopravvalutati del calcio italiano, il resto sono le solite storie degli ultimi 30 anni, hanno un fondo di verità ci sono tantissimi argomenti da andare ad analizzare perchè se si parla solo di italiani che giocano regolarmente in serie a è facile ribattere che sono ancora meno gli inglesi che giocano in premier ma hanno un gruppo (non formato casualmente) che ha già dato ottimi risultati al mondiale e che puo crescere ancora
    c’è poca qualità, un po perchè i maldini baggio buffon non crescono sugli alberi e quindi può capitare di avere un periodo cosi, per il resto non siamo evidentemente molto bravi a farli crescere con gente che paga per far giocare i figli, procuratori border line, allenatori che premiano il fisico ma che educano a vincere quando in realtà conta formare e non tutti hanno molto da insegnare oppure non sono adatti a farlo. tutti aspetti su cui ci sarebbe da fare dei discorsi lunghi

    • 12 Settembre 2018 in 21:06
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      The ideal manager for the National Team for my way of thinking is Ancelotti . Purtroppo e’ adesso a Napoli .

      El ” Straje “

  • 12 Settembre 2018 in 17:42
    Permalink

    le vie delle poltrone federali sono infinite e direi comode

    bisogna fare piazza pulita se vogliamo una nazionale o

    meglio il calcio in italia cambi totalmente direzione

    fuori dal palazzo esseri incompetenti strapagati anke

    se è tardi ma forse siamo ancora in tempo !!!!

  • 12 Settembre 2018 in 19:26
    Permalink

    Inglese è davvero più scarso dei nostri attuali attaccanti? In Italia è raro trovare una prima punta che abbia una tecnica di base così buona.
    Comunque cosa fare per migliorare il calcio italiano? Io direi una cosa veramente base: smetterla con l’insegnare ai nostri ragazzi solo la fisicità, ma concentrarsi soprattutto sulla tecnica.

  • 12 Settembre 2018 in 22:17
    Permalink

    La botte dá il vino che ha. Mancini non mi piace, troppo fighetto e credo piaccia alla mia compagna… non si spettina mai. Però non vedo allenatori miracolo, forse Conte ha spremuto un po’ di sangue dalla rapa. Carletto è troppo gentile ed in più è di Reggio.
    A ghe di szugador poc bò, ecco il problema. Donnarumma al fa paura coi pè, Caldara al pera Ranocchia, Romagnoli le un Nesta balord, giorgino non giocherebbe in nessuna nazionale di alto livello, Belotti al fa una confusiò ed la Madona, al sbata contra i mur e al casca c’me un romlas. An ghe miga tripá pr’i gat

  • 13 Settembre 2018 in 08:40
    Permalink

    Nuovamente infortunato Scoxzarella.
    DI Gaudio anche lui infortunato.
    Preparatore atletico da Terza categoria
    provinciale.
    Tutti i giocatori tremano.
    Chi è ancora sano, per quanto tempo lo rimarra’
    Tutti tremano

  • 13 Settembre 2018 in 09:02
    Permalink

    Però Mancini al gá i caví

  • 13 Settembre 2018 in 12:31
    Permalink

    Pecoraro e il suo sodale Cataplano hanno pestato di nuovo…(solo-3 a orecchia plusvalenze Campedelli). Male per noi che non possiamo più contare su una sicura retrocessa (Chievo che per altro ci ha scippato parecchi mezzi rudi in estate).

  • 13 Settembre 2018 in 13:13
    Permalink

    Oggi Catalano super star sul foglio rosa che sto scroccando al bar. Oltre alle articolesse pro Pecoraro anche due pagine sullo stadio di Pallotta e Parnasi. Forse Pecoraro vuole fare una figura di m…a anche lì.

I commenti sono chiusi.

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